In arrivo 420 funzionari e 200 assistenti per ambasciate e Farnesina. Il ministero: “Servono a coprire i buchi”. La spending review annunciata dal ministero degli Esteri non riguarderà il personale […]

(DI VALERIA PACELLI E GIACOMO SALVINI – ilfattoquotidiano.it) – La spending review annunciata dal ministero degli Esteri non riguarderà il personale. Nuovi funzionari, dirigenti e consiglieri arriveranno nelle sedi del Palazzo della Farnesina e nelle ambasciate sparse in giro per il mondo. Precisamente si tratta di 775 persone in più che verranno assunte da qui al 1 ottobre 2024. Bisognerà disporre i bandi dei concorsi e preparare i nuovi contratti, ma l’indirizzo del ministero forzista Antonio Tajani è chiaro in un Decreto del presidente del Consiglio (dpcm) che sarà approvato oggi nel Consiglio dei ministri convocato per le 16. Riguarda le “modifiche al regolamento di riorganizzazione del ministero degli affari esteri e della cooperazione” e prevede nuove assunzioni. Innanzitutto di 10 dirigenti (che così arriveranno al totale di 110) a chiamata diretta del ministro e poi una serie molto più corposa di personale che verrà inserito dopo concorsi pubblici in altre aree diverse dell’amministrazione. Fino all’1 ottobre 2024 è prevista infatti l’assunzione di 420 funzionari (che porta il numero a 1.893 in totale) e di 200 assistenti (che così saranno 2.111). Tra ambasciatori, consiglieri di ambasciata e segretari di legazione invece si passerà dai 1.195 attuali ai 1.250 negli ultimi mesi del 2024: un aumento di 55 persone.
Una scelta che apparentemente va in senso contrario ai tagli annunciati dal ministero. Non è ancora chiaro quale sia il costo complessivo della riorganizzazione del ministero degli Esteri ma, secondo una qualificata fonte del governo, solo l’assunzione di 200 nuovi assistenti costerà 7,5 milioni di euro: un quinto rispetto ai tagli totale che il ministero dovrà fare il prossimo anno. La Farnesina infatti, come ha raccontato Il Fatto venerdì, è stato uno dei tre ministeri insieme ad Agricoltura ed Economia che ha risposto alla deadline del 10 settembre per il piano di tagli voluto da Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti. Il dicastero di Tajani dovrà ridurre la spesa di 39 milioni a partire dal 2024. Questo però non significa che si farà cassa sul personale ma si taglierà su altre voci di spesa, spiega una fonte del ministero degli Esteri. Quali non è ancora dato saperlo.
Secondo quanto raccontano fonti diplomatiche al Fatto la necessità di queste nuove assunzioni nasce per superare il blocco del turnover degli anni scorsi. In questi anni l’assunzione di personale diplomatico è stata infatti costante, con l’arrivo di 30/35 diplomatici all’anno, che era una cifra che corrispondeva più o meno al tasso di mortalità. Non è successo lo stesso per i funzionari, lasciando dei buchi in sedi più complesse come ad esempio quelle dei Paesi africani. L’obiettivo infatti sarebbe quello di assumere personale altamente qualificato per coprire la mancanza di personale che riguarda soprattutto i consolati, le ambasciate e gli istituti italiani di cultura all’estero. Ma il nuovo organico non riguarderà solo le sedi estere, anche quella del ministero della Farnesina a Roma dove i neo assunti lavoreranno a stretto contatto con il ministro Tajani.
Quello di oggi, secondo i dati di Openpolis, sarà la tredicesima riorganizzazione ministeriale su 15 da quando si è insediato il governo Meloni per un totale di circa 500 dirigenti da spostare. Le riorganizzazioni più corpose hanno riguardato la Cultura, il ministero dei Trasporti, il Turismo e l’Agricoltura. Gli ultimi in ordine di tempo sono stati i ministeri delle Imprese, della Difesa e del Lavoro.