Flop del sistema studiato dal governo per aiutare le famiglie con redditi bassi. L’assessora Funari : “Il governo ci ascolti”

Perse 10 mila social card di Lollobrigida: “Mai consegnate, subito una proroga”

(di Marina de Ghantuz Cubbe – roma.repubblica.it) – Era l’11 luglio quando il ministro della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, insieme a quello dell’Economia, Giorgetti, e alla titolare del Lavoro, Calderone, annunciava trionfalmente la card alimentare “dedicata a te”. Videomessaggio della premier Meloni. Poi a Roma, destinataria di circa 11 milioni e mezzo di euro, è iniziata una corsa contro il tempo per far arrivare la tessera a 30mila persone. Il 15 settembre era infatti la data di scadenza per il primo utilizzo del sussidio da 382 euro, altrimenti niente bonus. In tanti però, circa 10mila su 30mila aventi diritto, non avranno nessun contributo. Intanto i prezzi dei beni alimentari salgono e rendono sempre più difficile fare una spesa dignitosa.

Ma dopo aver tolto il reddito di cittadinanza «a chi può lavorare», il governo aveva fretta di intervenire per garantire un sostegno a quelle famiglie che hanno un reddito ma vivono comunque sotto la soglia di povertà: 15mila euro l’anno. Il risultato è che c’è chi non ha trovato le card alle Poste perché terminate, chi non ha ricevuto la lettera, sempre da Poste, nonostante sia tra i beneficiari.

Il problema è che il meccanismo elaborato dal governo è farraginoso, soprattutto quando in grandi città come Roma e Napoli. Il sistema funziona così: a elaborare le liste degli aventi diritto è l’Inps, poi i Comuni devono passarle al vaglio e fare le verifiche anagrafiche. Non solo: senza ricevere un euro per il personale e con agosto alle porte, il dipartimento al Sociale del Comune di Roma ha anche dovuto inviare le lettere con cui si segnala al destinatario il diritto ad andare a ritirare la tessera alle Poste. Una serie di passaggi da effettuare tassativamente entro il 15 settembre. A quella data, delle 30.271 raccomandate inviate, Poste ne ha consegnate 20mila 699. Non ne ha consegnate 5mila 224 mentre delle altre 4.348 non si hanno notizie.

Prevedendo i problemi che la trafila burocratica avrebbe provocato, il dipartimento guidato dall’assessora Barbara Funari, dopo aver pubblicato le liste degli aventi diritto il 29 agosto, ha aperto una casella mail per le segnalazioni. Sono state oltre 6mila e a diversi romani il Comune ha inviato la missiva via mail. Addirittura più di mille lettere sono state consegnate a mano.

Come prevedibile, gli sforzi del dipartimento non sono bastati. «Risulto nella lista ma non ho ricevuto nulla», è il tenore medio delle mail arrivate in Campidoglio. «Ho girato tutto il giorno negli uffici delle Poste ma hanno esaurito le card, non so cosa fare», hanno scritto in molti il 15 settembre, allarmati perché consapevoli della scadenza. Chi non ha fatto il primo acquisto in un supermercato aderente all’iniziativa entro quella data, infatti, non ha più diritto a ricevere il sussidio. I soldi che erano previsti per quella famiglia vengono ritirati e distribuiti a chi ha già la card e non è stato umiliato dal tritacarne della burocrazia.

«Avevamo detto subito che il meccanismo non avrebbe funzionato nei grandi comuni — attacca Funari — adesso sappiamo che ci sono persone che hanno diritto a prendere la card ma non sono state raggiunte. Serve urgentemente una proroga, se il governo ha veramente a cuore le famiglie della nostra città ci dia il tempo di arrivare a tutti». Ma fin qui neanche la richiesta all’Anci ha funzionato: il percorso a ostacoli tracciato dal governo era già iniziato.