
(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Sono settimane che stiamo in pensiero per Ettore Rosato, il deputato italovivo che nel 2017 ci garantì un sereno trapasso dalla peggior legge elettorale del mondo (Porcellum) alla peggior legge elettorale del mondo (Rosatellum). Scrivono gli intenditori che ha deciso di mollare Renzi, “ma non sa dove andare”. È indeciso fra tre approdi, uno più […]
Angosce di giornata
(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Sono settimane che stiamo in pensiero per Ettore Rosato, il deputato italovivo che nel 2017 ci garantì un sereno trapasso dalla peggior legge elettorale del mondo (Porcellum) alla peggior legge elettorale del mondo (Rosatellum). Scrivono gli intenditori che ha deciso di mollare Renzi, “ma non sa dove andare”. È indeciso fra tre approdi, uno più appetitoso dell’altro: Azione, “ma non da Calenda (tendenza Bonetti)” (Corriere: qualunque cosa significhi), FI e Lega. Visto lo stato comatoso in cui versano sia il suo vecchio partito sia i tre possibili nuovi, viene in mente Guzzanti nei panni di Veltroni: “Io DiCaprio l’ho chiamato, ma ha rifiutato la candidatura perché ha detto: ‘Già ho fatto Titanic, non mi posso fossilizzare nella parte di quello che affonda’…”. Il fatto che FI e Lega siano al governo con la Meloni e Azione all’opposizione, non fa un baffo né a lui né a loro. È il bello dei partiti italiani, che a ogni voto s’interrogano sulla disaffezione e l’astensionismo e poi non rimandano mai indietro un voltagabbana, anzi se li strappano tutti di mano. Vaneggiano da 30 anni di “norme anti-ribaltoni”, quando basterebbe vietare l’accesso in casa propria ai transfughi altrui (come fanno i famigerati 5Stelle, che sono notoriamente baluba, somari, scappati di casa, ma appena escono dal M5S diventano tutti Einstein e destra, centro e sinistra sgomitano per imbarcarli).
L’altro cruccio che ci turba i sonni è il drammatico appannamento della Meloni dinanzi a qualunque difficoltà. Un tempo risolveva i problemi più complessi con frasi secche, efficaci e comprensibili a tutti. Ora sbarca a Lampedusa e, appena vede un mini-corteo di contestatori, scende dall’auto blu e se ne esce con la seguente frase: “Io ci metto la faccia”. Come il sarto de I promessi sposi, che nel suo quarto d’ora di celebrità quando il cardinal Borromeo entra in casa sua per salutare Lucia e ringraziarlo di averla ospitata, non riesce a dire altro che “Si figuri!”. E – scrive Manzoni – “non solo rimase avvilito sul momento; ma sempre poi quella rimembranza importuna gli guastava la compiacenza del grand’onore ricevuto. E quante volte, tornandoci sopra… gli venivano in mente, quasi per dispetto, parole che tutte sarebbero state meglio di quell’insulso si figuri!”. Un politico lucido si pentirebbe subito, come il sarto, di quell’insulso ci metto la faccia: ai lampedusani, traditi dagli sbarchi raddoppiati sotto il governo anti-sbarchi del blocco navale e dei porti chiusi, non può fregar di meno se lei va in giro con la sua sfaccia o con quella di un altro. Ma temiamo che non se ne renda conto: il ci metto la faccia è il mantra preferito dai nostri politici, anche se non vuol dire nulla (o forse proprio per questo). È la miglior alternativa che conoscono alla plastica facciale.
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Grazie alla Redazione e buona giornata.
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In realtà quel “ci metto la faccia” è uno dei pochissimi momenti di coerenza che riconosco alla Meloni. Come se avesse detto: io ci metto la faccia anche quando faccio una gran figura di emme! (un altro motivo di coerenza è l’aver abolito il reddito di cittadinanza, come promesso in campagna elettorale).
La poveretta comincia ad avvertire che forse non ce la farà ad arrivare a rivincere le elezioni. Ma nei prossimi quattro anni Calenda potrebbe accumulare sufficienti consensi dal soccorso di truppe di parlamentari piddini in fuga – chissà se anche elettori – al punto da costituire una discreta scialuppa di salvataggio per salvarla dalla sconfitta. Anche se in questo modo la Schlein potrebbe fare, senza quella zavorra, una politica più di sinistra.
Tanto quanto basta per recuperare qualche voto dagli astenuti. Sarebbe capace di mettere in atto questo machiavellico nonché salutare piano strategico?? Purtroppo no. Questa tende davvero ad avere la botte piena e il marito (?) ubriaco.
Comunque, in tutti gli scenari possibili… Renzi, manco a dirlo, conterà meno del due di picche. Cioè zero! Sic transit gloria mundi!
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Non illudiamoci. Il popolo destrorso continuerà a votare fischiettando questa destraccia ignorante, incompetente ed affamata qualunque nefandezza essa compirà. Non per niente abbiamo avuto uno come Silvio B. per trent’anni come suo degno resuscitatore e capo. Bisognerà provare a puntare sugli astenuti e convincerli che è possibile proporre una visione futuribile del Paese con al centro l’interesse per il popolo. Ma qui, vista anche la nostra classe politica autoreferenziale di nominati che non vengono eletti dal popolo, siamo alla pura utopia.
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Certo non è che possa dire altro, dal momento che una soluzione non ce l’ha.
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Lei ci mette la faccia, la povera gente l cxxo….
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Certo che vedere Carletto che rimette un piedino dentro al PD e Rosè che mette un piedino dentro Azione è uno spettacolo impagabile. Se tutto questo è frutto del genio di Matteuccio, chapeau!
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chissenefrega di rosato
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Una alternativa seria forse c’era ,ora però non c’è più .
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Quando il flusso dei migranti ritornerà a placarsi, attestandosi al precedente numero fisiologico di un centinaio al giorno, l’ex pasionaria al governo adotterà la strategia del Conte Zio (un democristiano ante litteram del ‘600) a cui il Manzoni mette in bocca le seguenti parole da rivolgere al Padre Provinciale: “… sopire e troncare, troncare e sopire, padre molto reverendo… “.
Forse il Dio che la borgatara, pulzella di Roma, ha affermato qualche giorno fa a Budapest di voler difendere, mosso a compassione l’accontenterà come contropartita per il gentile pensiero. E il Tevere ritornerà ancora a scorrere tranquillamente, almeno in apparenza. E nel mare di Lampedusa ci sarà calma semi piatta.
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Comunque son giorni che ci penso e ripenso: quel “ci metto la faccia” è proprio un commento ebete. Non che dalla Sgarbatella m’aspettassi chissà quale segno di acume, per carità, ma scendere così in basso chiamando in causa nientemeno che la “faccia” da una che somiglia così mostruosamente al primo Gollum che ti viene in mente… fa davvero sanguinare l’anima! Non significa davvero nulla nel pratico (e francamente ho insormontabili difficoltà anche a comprenderlo sul piano prettamente retorico). Ma davvero, che diavolo significa?! È una risposta che puoi sentire da un moccioso in prima o seconda elementare figlio di leghisti, ma veramente… non significa nulla di nulla. È una cosa da film americano, d’un puerile incredibile. Che poi, sai, l’avesse detto nel mentre che gli approdi statisticamente diminuiscono, continuerebbe a non voler dire nulla, ma se non altro uno avrebbe la percezione che codesta faccia, seppur a Gollum, qualche segnale, qualche significato oscuro da qualche parte nella remota immensità dell’universo lo stia dando. Ma una scemenza del genere, profferita mentre gli sbarchi aumentano del duemila percento… ripeto, è in ultima analisi degna della fraseologia accattona del migliore Bin Rignan, ebete (o ebetina) al massimo livello possibile et immaginabile.
Una cosa da piangere. Piangere lacrime amare, e non tanto per sentimento di rabbia, quanto per pura disperazione mentre consideri chi sia che sta governando il tuo Paese in quel momento.
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