Mercoledì sera c’è stato un momento nel quale abbiamo sperato che Mario Giordano sentisse il calore della nostra sincera solidarietà. Fuori dal Coro (non esattamente il bollettino tv della Caritas) squadernava […]

(di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – Mercoledì sera c’è stato un momento nel quale abbiamo sperato che Mario Giordano sentisse il calore della nostra sincera solidarietà. Fuori dal Coro (non esattamente il bollettino tv della Caritas) squadernava una tale antologia di orrori metropolitani, di degrado civile, di schifezza diffusa che, al confronto, Gomorra sembrava Open to meraviglia della Santanchè.
Mentre ci sentivamo come sommersi dalla massa di barboni (pardon homeless) accampati nei tunnel discarica della Capitale, come accerchiati da orde di spacciatori usi a spadroneggiare dal centro alla periferia milanese, come minacciati da ladri e rapinatori, taglieggiati da imbroglioni di ogni risma, guardavamo nella parte sinistra del teleschermo. Dove al profilo maschio, severo ma giusto, del generale best-seller mancava (immaginavamo) solo lo spadone per sfolgorare come l’Arcangelo Michele che ricaccia mascalzoni, zozzoni e ricchioni all’Inferno.
Ogni tanto, colto in veloci primi piani, brillava nello sguardo fidente di Giordano un sentimento come di anticipata gratitudine. Quale non fu, invece, la sorpresa quando al posto di un fiammeggiante vendicatore degli oppressi prese la parola un azzimato dispensatore di senso comune modello Eravamo quattro amici al bar.
Tempo fa pronosticammo per l’eroe della Folgore fustigatore del Mondo al contrario il mesto e inglorioso tramonto del Marziano a Roma. Ci sbagliavamo di grosso. Ormai parla come un vecchio democristiano pronto per essere candidato alle prossime Europee.
Nei momenti più eversivi, il dominatore di Amazon si è limitato ad asserire che se “uno si trova un delinquente armato in casa la legittima difesa è sempre legittima” (come hanno sempre affermato alla radio i pensatori della Zanzara). Oppure che “una famiglia è formata da un uomo, da una donna ed eventualmente dai figli” (lo sostiene anche Pino Insegno). Fu così che, sicuri di interpretare lo stesso empito del conduttore, non riuscimmo a trattenere il vano grido: “A Vannà, dicce qualcosa de fascista!”.