L’intervento del giornalista a una kermesse culturale a Cortina ha sollevato un polverone

(R. Marchetti – today.it) – Gli stipendi in Italia sono tra i più bassi d’Europa – negli ultimi 30 anni addirittura diminuiti – e questo è uno dei motivi che porta i giovani laureati, ma non solo, a cercare lavoro all’estero. Un tema delicato di cui si è discusso qualche giorno fa durante l’evento “Una montagna di libri”, a Cortina.
Ospite della kermesse Enrico Mentana, che ha detto la sua sull’argomento, dopo che gli intervistatori gli hanno fatto notare come uno specializzando con 1600 euro al mese non riesce a vivere a Milano: “Intanto nessun contratto di lavoro obbliga a vivere in centro a Milano. Io sono cresciuto nella periferia di Milano, non è che stiamo parlando di Città del Messico che ci vogliono tre ore. Dobbiamo anche ricordarci che queste nostre osservazioni sono frutto del fatto che siamo una generazione appagata, quindi ci sembra normalissimo che un ragazzo di 25 anni ritenga troppo poco guadagnare 1600 euro a Milano. Insomma, come tutti i datori di lavoro sanno – ha incalzato Mentana – in realtà è una cifra che è assolutamente di mercato e comunque sappiamo tutti che chi inizia a lavorare non è che inizia col cocchio, la coppia di destrieri e le facilitazioni, bisogna sacrificarsi all’inizio. Bisogna anche avere degli stipendi bassi se si ha un lavoro promettente e alto”.
Sacrificio e visione, dunque. Il giornalista poi ha continuato: “Il problema che ha questo Paese qual è? Sembra che sfugga sempre: il problema è che prima c’era gente con il reddito di cittadinanza e non lavorava, adesso c’è il lavoro ma la gente non lavora, i giovani non vogliono fare quei lavori. Ma quei lavori che fanno sono troppo poco remunerati”. Qui Mentana ha insistito: “Se si accendesse un po’ la luce si vedrebbero un po’ di teste canute, come me, che all’inizio guadagnavano davvero poco, vivevano davvero in periferia, facevano davvero i pendolari e poi sono cresciuti, perché si cresce così come mentalità, come forza, stima, coscienza di sé stessi. Il problema è che abbiamo sempre meno figli e quei pochi che abbiamo li coccoliamo e non li lasciamo andare via, tant’è che quando possono se ne vanno proprio via dall’Italia”.
“La fuga dei cervelli è un discorso statistico”
Nel suo intervento Enrico Mentana ha parlato anche della fuga dei laureati all’estero: “Qual è la questione di quella che chiamiamo amorevolmente fuga dei cervelli? – ha chiesto retoricamente – Fuggono perché pensano che all’estero ci siano più opportunità, un mero discorso statistico fa ritenere probabile la cosa perché un mercato contro altri 10 mercati competitivi ed è ovvio che c’è più probabilità che trovi altrove. Poi non te lo diranno mai ma prendono l’equivalente di 1600 euro al mese o poco più e stanno a 40 km di distanza e prendono il treno per andare e tornare però fanno la loro esperienza. E la fanno due volte perché lontano dal cordone ombelicale”. Punto importante, questo, su cui ha insistito: “Siamo un paese che si è appassito e che è diventato immaturo per quanto sembri paradossale perché non sappiamo staccare il cordone ombelicale delle nuove generazioni mettendole a competere, li teniamo imbozzolati”.
La polemica
Le parole di Enrico Mentana hanno sollevato una polemica a partire dai social, dove il video del suo intervento è rimbalzato per giorni. “Difficile ascoltare una sequela di luoghi comuni, pregiudizi, dati a casaccio e baggianate in appena 120 secondi” si legge tra i commenti, e qualcuno – pur rispettando la sua visione – lo critica per non aver minimamente parlato del precariato che dilaga in Italia, insieme a tante altre problematiche legate al mondo del lavoro. Infine c’è chi provocatoriamente pone delle domande: “Supponiamo per assurdo che abbia ragione, e lui e la sua generazione hanno fatto sacrifici incredibili e sono stati sfruttati alla grande. Perché augura lo stesso alle generazioni future? Non vuole che se la passino meglio di lui? Questo è egocentrismo ed egoismo puro”.
@… è proprio all’inizio invece che devi avere il necessario per farti una famiglia e non essere aiutato dai genitori e dai nonni.
Quando sei vecchio puoi fare a meno di tante cose!
Caro mitraglietta quanti sacrifici hai fatto in RAI? Quanti in mer..set?
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Le famiglie sono allo stremo, tante sono scivolate sotto la soglia della povertà.
E senza alcuna prospettiva di recupero.
Che poi, ma cosa intende questo mezzobusto ammaestrato dal potere per sacrifici?
No perché, io vedo solo paghe da fame, sfruttamento e stage formativi (leggasi, ti faccio lavorare aggratis e mi devi pure ringraziare e pazienza se ne frattempo farai un po’ di dieta).
Mentesempreafavoredivento è solo un p@gliaccio a comando!
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Mi chiedo che necessità ci sia, da parte di chi organizza queste kermesse che si prefissano di capire le problematiche del mondo del lavoro, di invitare un milionario diventato tale facendo (con un’abilità che gli va riconosciuta di giornalista da avanspettacolo televisivo) lo scendiletto dei suoi datori di lavoro.
Che vuoi che sappia questo signore dei problemi che assillano persone povere o anche semplicemente in bilico sulla soglia della povertà che sono alle prese di prospettive negative o, comunque, di drammatica incertezza per il futuro delle loro famiglie specie dei più giovani?
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Un altro prezzolato pagliaccio mezzobusto a gettone scappato dal circo Barnum.
Vai a leccare il cul0 da qualche altra parte con le tue sciocchezze, non richieste tra l’altro.
Qua, oramai, sei stato sgamato
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Uno specializzando è un medico, laureato dopo 6 anni di medicina, ed all’ estero un medico prende stipendi 3 volte tanto 1600 euro, sempre all’ estero un infermiere prende stipendi da 2000 a 2500 euro, mentre in Italia si pretende di pagare un medico 1600 euro, cui vanno tolti 200 euro di tasse universitarie, visto che ammontano a 2200 euro all’ anno! ! Mentre paghiamo fior di quattrini ai vari Mentina per raccontare le solite stron@ate su giovani viziati dai genitori, quelli che hanno i soldi per farlo o che magari hanno un padrino/padrone ricco di nome Silvio cui leccare il cubo per fare carriera! La gavetta della lingua nel mestiere più remunerato! Sicuri, sicuri che la kermesse fosse una montagna di libri e non una montagna di m…..dove mitraglietta avrebbe fatto la sua por@a figura?
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Noi lavoriamo, lavoriamo duro, per il benessere del paese..
Un esponente del governo attuale avrebbe detto cose diverse?
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Mentana non ha parlato *ai* giovani; ha parlato *dei* giovani, ma si rivolgeva ai vecchi: ha dato il suo Ok.
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ha ragione,
prima visogna iscriversi al PSI e farsi raccomandare alla RAI,
per fare tutto questo bisogna sacrificarsi a leccare molto e bene
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A me basterebbe che mentana la sera non mi facesse due palle con il suo monologo prima del telegiornale e sarebbe già una grande cosa se poi si asterrebbe da commentare ogni notizia durante il tg sarabbe perfetto.Faccio nitare che guardo il tg la sette perché il tg luce su rai uno nun se po’ propio guarda ‘.Per quanto riguarda i giovani fanno bene ad espatriare perché in Italia i prenditori gli sfruttano.
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Premesso che trovo Mentana insopportabile, e premesso anche che in Italia gli stipendi sono vergognosamente bassi (non certo da oggi), mi piacerebbe fare una discussione seria e serena, senza accuse preconcette, su quale potrebbe essere la soluzione (realistica e realizzabile).
Partendo dal fatto che quello che dice, almeno fino a “col cocchio”, è una rappresentazione della realtà piuttosto aderente anche al vissuto di chi ha un certo numero di anni di lavoro (vero) alle spalle.
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Accetto l’invito e ti ringrazio
Premetto che anch’io ho 30 anni di lavoro vero sulle spalle, grazie a Dio.
Condivido con te che la frase fino al cocchio coi destrieri si può ritenere abbastanza sensata.
Perchè dico abbastanza: un ragazzo/a con 1600 € a Milano fino ad immediatamente dopo la pandemia, poteva sopravvivere; in questo momento, con i prezzi degli affitti che ci sono, scappa anche dalla periferia; lo dico senza nessun problema visto che sono residente a Milano e da più di 30 anni.
Il secondo motivo per cui dico abbastanza è dovuto al fatto che il parallelismo storico che fa Mentana non regge perchè Milano e L’italia non sono più quelle di 30, 40 o più anni fa; sono molto diverse.
1) Milano era una città industriale; oggi è una città di servizi ( il famoso terziario arretrato)
2) L’italia era una nazione che non aveva crescite mirabolanti, però non era ai livelli di oggi cioè di decrescita
3) Lo stato della finanza pubblica non era quello di oggi, neanche lontanamente paragonabile e si che di crisi internzionali ne avevamo avute.
4) Il lavoro precario non esisteva (fino al 1997),; oggi per tantissimi giovani è la norma ed anche chi ottiene un contratto a tempo indeterminato non può certo cantare vittoria visto che Renzi ha abolito l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori (per i dipendenti privati); ampliando di molto la precarizzazione e la vulnerabilità del lavoratore.
5) In un periodo di blocchi contrapposti, l’italia aveva il partito comunista più forte tra tutti i paesi della Nato; aveva, passami il termine, relazioni più che buone con Mosca ( vedi le olimpiadi di Mosca del 1980); grazie a questa sua posizione aveva un ruolo privilegiato di interlocutore internazionale ovvero aveva una qualche reputazione internazionale; oggi l’Italia conta REALMENTE a livello internazionale solo perchè, se va in bancarotta, fa un macello sui mercati finanziari; conta SOLO APPARENTEMENTE perchè batte i tacchi al potente di turno ( NON NE FACCIO UNA QUESTIONE PARTITICA prendo in considerazionel’insabbiamento della strage del cermis, governo D’Alema, la strage di Ustica ritornata alla cronaca negli ultimi giorni, la partecipazione alle guerre in Iraq e Afganistan, governo Berlusconi e seguenti; insomma quello che si definisce l’utile idiota oppure uno con le pezze al culo che può permettersi di chiedere un tozzo di pane per i sevigi resi)
Entriamo nel merito e cominciamo ad analizzare ciò che Mentana ha dichiarato ( in virgolettato le sue considerazioni)
“Bisogna anche avere degli stipendi bassi se si ha un lavoro promettente e alto”.
Bassi quanto? Al limite della sopravvivenza? il 5% in più, il 10? quanto? ( a proposito: ottima considerazione @ nessuno e tutti)
SE si ha un lavoro promettente e alto, e se non lo si ha?
Non tutti hanno la capacità di ottenerlo e non tutti hanno la possibilità di ottenerlo.
Quanto alla capacità c’è poco da fare e da dire , ognuno ha quella che ha però non lo si può accoppare come i cavalli zoppi; lo si deve sostenere e cercare di farlo migliorare quanto più si riesce; questa era la funzione del RdC
Quanto alla possibilità il discorso diventa differente perchè nel novero della possibilità ricadono due categorie: i capaci ed i RACCOMANDATI.
Se il capace si confronta col raccomandato ha due possibilità: o rimane, soccombe e diventa un frustrato per tutta la vita oppure se ne va e probabilmente riesce a realizzarsi; ergo, per i capaci la soluzione si chiama valigia.
“il problema è che prima c’era gente con il reddito di cittadinanza e non lavorava, adesso c’è il lavoro”
Come puoi vedere non manco di argomentare, condivisibile o meno che sia cosa scrivo; però su questa l’unica cosa da scrivere è CHIAMATE UNO PSICHIATRA; scusami ma quando è troppo è troppo. GIAMBRUNO DOCET, fa vittime.
Poi in pieno stato confusionale aggiunge
“i giovani non vogliono fare quei lavori. Ma quei lavori che fanno sono troppo poco remunerati”
Delle due l’una: o si accontentano di farsi sfruttare o fanno la fame e non subiscono sfruttamento.
Quindi? cosa devono fare? Perchè mi verrebbe da chiedergli quanti sono quei giovani che guadagnano 1600€ al mese, Milano compresa
Per info chiedere alle guardie giurate, agli addetti nelle imprese di pulizia, agli operatori della logistica, alle commesse, ai “promoter” commerciali e finanziari anche a quelli residenti a Milano
“quindi ci sembra normalissimo che un ragazzo di 25 anni ritenga troppo poco guadagnare 1600 euro a Milano”
A parte quanto scritto prima; i giovani che vivono a Milano o in altre grandi città quanti sono? E gli altri?
Vogliamo dare un’occhiata alle statistiche e vedere il tasso di disoccupazione giovanile che abbiamo?
“Fuggono perché pensano che all’estero ci siano più opportunità, un mero discorso statistico fa ritenere probabile la cosa perché un mercato contro altri 10 mercati competitivi ed è ovvio che c’è più probabilità che trovi altrove”
Porsi la domanda e chiedersi se quei 10 mercati siano disabitati o abitati da deficienti, no?
I giovani che lasciano l’Italia per andare all’estero, in quei famosi 10 mercati, trovano altri 10 competitori, giusto per stare in linea coi numeri e sono competitori che si trovano in una posizione di vantaggio perchè conoscono la lingua, sanno come muoversi perchè conoscono i meccanismi della burocrazia locale e chi più ne ha, più ne metta.
“Poi non te lo diranno mai ma prendono l’equivalente di 1600 euro al mese o poco più e stanno a 40 km di distanza e prendono il treno per andare e tornare però fanno la loro esperienza.”
Non c’è un italiano all’estero che non ivii la sua busta paga a Mentana, e poi si sono comprati i trasmettitore satellitari grazie ai quali Mentana è in grado di rilevare la posizione di ognuno di essi. Giambruno digli qualcosa!!!
Dando anche per buono che le cose stiano nei termini descritti da Mentana, un giovane non vive solo i primi anni di carriera, la carriera è qualcosa che lo accompagnerà per tutta la vita lavorativa e che ha ripercusssioni anche in ambito personale e familiare
Cosa voglio dire con questo: Mentana si limita a considerare l’ACCESSO al mondo del lavoro e poi IGNORA quali possibilità ha un giovane di fare carriera all’estero e quale potrebbe essere in Italia (vedi raccomandati), dall’Italia la gente se ne va e chi resta non fa figli perchè l’Italia è un paese senza SPERANZA senza VISIONE DEL FUTURO.
Come puoi notare le mie sono considerazioni DI MERITO (almeno questo è quello che ho provato a fare e credo di esserci riuscito) , ho preso le frasi e le ho commentate ovviamente per presentarti il mio punto di vista; adesso possiamo parlare dei problemi che generano tale situazione e infine di soluzioni.
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molto lungo ma condiviso
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Apprezzo sempre le analisi ben approfondite; poi però non posso che tornare al punto specifico: nel mio intervento mi ero infatti limitato esplicitamente al primo paragrafo; gli altri due, su reddito di cittadinanza e fuga dei cervelli, non li ho nemmeno letti con attenzione, perché chiaramente infarciti, se non proprio di stupidaggini, di concetti e preconcetti che non condivido per niente.
Mentana, dunque, risponde a una prima domanda di un intervistatore su come possa uno specializzando con 1600 euro al mese a vivere a Milano; mi sono preso la briga (e il tempo) di andare a ripescare un cedolino di 30 anni fa, di usare due diversi algoritmi di attualizzazione reperiti su siti ritenuti abbastanza affidabili, per scoprire alla fine, non senza una certa (amara) sorpresa, di avere iniziato a trascorrere le mie giornate in un ufficio per la bellezza di 1.420€ (attuali) al mese! Con una laurea (e nessuna raccomandazione) in tasca.
Avrei forse potuto vivere in centro a Milano? Non credo proprio. Niente cocchio e destrieri, insomma. E a differenza dello specializzando di oggi, io non avevo neppure mai sentito parlare di reddito di cittadinanza, e l’opzione estero valeva solo per avventurosi o figli di papà (niente voli low-cost, niente annunci online, niente scambi di informazioni worldwide, niente cellulari o videochiamate per tenere i contatti).
Confermo perciò che, sempre limitandoci al “cocchio”, le parole di Mentana hanno un senso; e torno a sollecitare proposte su una possibile soluzione (realistica e realizzabile) ai bassi stipendi (di ingresso e non) del nostro paese; non che sia il tuo caso, ma limitarsi alle lamentele o pretendere che vengano di colpo alzati (per legge o per intercessione divina?) non mi sembrano idee molto costruttive.
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Sacrifichiamoci in modo da far fare ancora più soldi ai padroni, ottima idea.
Un tempo il concetto poteva anche avere un senso, perchè guadagnavi poco ma ti formavi e iniziavi una carriera.
Ora invece ti sacrifichi, lavori per poco o anche per nulla, e poi invece di assumerti ti mandano via e prendono un’altro che si sacrifichi … ottimo affare, per loro.
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Da una parte, nessun problema (anzi…) a riempire la vita dei ragazzi di immondizia tecnologica, lavaggio del cervello incluso, con annessa la granitica certezza che noi e solo noi siamo la democrazia del benessere dello sviluppo e delle opulente opportunità.
Poi quando ti ‘assumono’, ti rinfacciano la parte che hanno tenacemente taciuto: la torta non è per te e sono affari tuoi se ti sei fatto imbambolare.
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non c’è nessuno che s’incazza. grillo sta muto per il figlio, conte purtroppo carismazero,
landini parla parla fuma fuma
i giovani li abbiamo rincogxxxniti
becchiamoci sta gente
ma ricordiamoci alle prossime elezioni.
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purtroppo
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