I consiglieri di centro sinistra: “Non abbiamo ricevuto nessun testo, lo abbiamo appreso da un’Ansa”. Il contributo non verrà versato da turisti che dormono nella città lagunare, veneti, chi necessita di cure, chi partecipa a competizione sportive, forze dell’ordine in servizio

La tassa di 5 euro per entrare a Venezia. Le opposizioni: “L’ennesimo provvedimento per fare cassa sulla città”

(repubblica.it) – Per le opposizioni è una farsa, per la maggioranza è un momento di svolta. Dalla prossima primavera chi visiterà Venezia dovrà pagare il contributo di accesso. Sono passati cinque anni dalla prima approvazione del contributo di accesso per entrare a Venezia, ma il Comune assicura che questa volta entrerà davvero in vigore. Il giorno decisivo sarà il 12 settembre quando la delibera, approvata martedì dalla Giunta del sindaco di centrodestra Luigi Brugnaro, dovrà passare in Consiglio comunale. Le opposizioni considerano il provvedimento l’ennesimo modo di fare cassa sulla città, calato dall’alto senza un processo di partecipazione, e sono già sul piede di guerra: se anche alla fine la maggioranza avrà la meglio, si prevede una discussione accesa. “Non abbiamo ricevuto nessun testo, lo abbiamo appreso da un’Ansa”, tuonano i consiglieri.

Le assemblee dei cittadini

Critici molti cittadini che, nei mesi scorsi, più volte si erano riuniti in assemblee aperte al pubblico per contestare la misura e che hanno già annunciato che saranno presenti in consiglio comunale. Proprio in quei giorni, le apposite commissioni dell’Unesco, riunite in Arabia Saudita, decideranno se Venezia verrà sospesa dai siti considerati patrimonio dell’Umanità per essere inserita nella black-list.

La prima fase sperimentale

Se il provvedimento verrà approvato nelle prossime settimane giungeranno ulteriori dettagli. Per adesso si sa che la prima sperimentazione, rivolta soprattutto ai visitatori giornalieri, dovrebbe durare 30 giorni ed entrare a norma la prossima primavera. L’obiettivo del contributo è regolare i flussi turistici che, in alcuni periodi, rendono la città impraticabile, in particolare nei punti nevralgici come le zone di San Marco e Rialto. In quei 30 giorni saranno esclusi eventuali grandi eventi. La prima fase sarà proprio sperimentale e prevede che il contributo di accesso venga pagato 5 euro dai 14 anni in su, eccetto per lavoratori pendolari, studenti inclusi anche gli universitari, familiari fino al terzo grado di parentela e chi risulta aver pagato l’Imu nel Comune di Venezia. Il contributo non verrà versato dai turisti pernottanti nel Comune di Venezia, dai residenti della Regione Veneto, da chi necessita delle cure, da chi partecipa a competizione sportive, dalle forze dell’ordine in servizio e altre esenzioni.

Le reazioni della politica

Soddisfatta la Giunta che dichiara di avviare il progetto dopo aver preso in considerazione le osservazioni che cittadini, associazioni e categorie potevano inviare su un apposito portale. Per l’opposizione invece la Giunta non ha fatto rispettare la richiesta, inviata un anno fa, di 11 consiglieri comunali di istituire un’istruttoria partecipata (lo strumento previsto dallo Statuto del Comune per un confronto programmato e non virtuale), motivo per cui il consigliere Paolo Ticozzo del PD si è rivolto al prefetto.

“I veneziani hanno partecipato on line”

“Dopo aver ascoltato i cittadini attraverso una consultazione online e aver recepito alcune indicazioni nella fase di confronto interna al Consiglio comunale abbiamo elaborato un’integrazione alla versione originaria del Contributo d’accesso”, ha detto l’assessore al Turismo Simone Venturini. “Ci poniamo così come apripista a livello mondiale. Da oggi inizia un percorso che intraprendiamo con umiltà, consapevoli che ci saranno problemi da risolvere e ostacoli da superare. Nessuno ci ha indicato la strada prima, la stiamo tracciando noi nella convinzione che la gestione del turismo è una priorità per il futuro della nostra città. Una città che rimarrà sempre aperta a tutti. La sua prenotabilità non è infatti uno strumento per fare cassa”.

Assemblea dei veneziani per discutere della tassa di ingresso a Rialto, in Pescheria
Assemblea dei veneziani per discutere della tassa di ingresso a Rialto, in Pescheria 

“Una sola paura: che Venezia finisca nella black-list Unesco”

Una farsa per l’opposizione, critica su più fronti e fin da subito sulla misura. “Si chiama pacchetto fumo negli occhi e non ci crede più nessuno”, spiega il consigliere di Terra e Acqua, l’avvocato Marco Gasparinetti. “Come già avvenuto l’ultima volta che l’Unesco aveva minacciato Venezia di finire nella black-list, anche questa volta il sindaco cerca di impressionare le commissioni annunciando una misura che è l’ennesima presa in giro”. Gasparinetti ha detto che la notizia è stata appresa da un’Ansa e che nella cartella dei consiglieri non c’era il testo dell’emendamento. “La giunta non tiene minimamente in considerazione le osservazioni di chi più volte ha sottolineato come uno strumento costruito in questi termini non serve in alcun modo per gestire i flussi turistici”, sottolinea la consigliera del Pd Monica Sambo. “La convinzione che facendo pagare cinque euro in poche giornate dell’anno si possa salvare la città dalla devastazione del sovraffollamento turistico è esattamente l’emblema di una giunta che non ha idee. Non si capisce perché in una città con i trasporti per esempio già carenti una Giunta che ha speso centinaia di migliaia di euro per fare un sistema di controllo della città con la prenotazione in alcune poche giornate dell’anno dovrà cambiare la vita ormai insostenibile dei residenti”.

“Equilibro tra residenzialità e turismo”

“Con la massima umiltà saremo pronti a correggere il provvedimento”, ha spiegato l’assessore al Bilancio Michele Zuin. “Si tratta di un punto di svolta rilevante nella gestione dei flussi turistici di Venezia e per questo avvieremo un confronto continuo e diretto con tutte le categorie economiche e sociali per monitorare assieme gli effetti a breve e medio termine, in un’ottica di coinvolgimento di tutti gli stakeholder. Le esenzioni rispondono a norme di buon senso perché il messaggio che vogliamo dare è che Venezia è accessibile, aperta, ma i visitatori, sia nazionali che internazionali, devono comprendere che serve una programmazione per gestire al meglio l’equilibrio tra residenzialità e turismo”.

“Quante persone in contemporanea può sopportare Venezia?”

Per l’architetto Giovanni Leone – tra i fondatori di un movimento spontaneo di cittadini che nei mesi scorsi si è riunito per affrontare il tema, mai discusso in un incontro pubblico dalla Giunta – non è questa la strada giusta per regolare i flussi. “Come più volte abbiamo detto ci vuole una strategia integrata per regolare i flussi che parta prima di tutto da una definizione di soglia di carico di persone che la città può sopportare”, spiega Leoni. “A oggi tra le ipotesi la soglia carico è 50 mila persone al giorno, ma sono in pratica i posti letto disponibili e quindi i visitatori sarebbero già superiori. Oltre alla soglia serve intervenire su più fronti. Il sindaco poteva già da un anno regolamentare le locazioni turistiche grazie all’Emendamento Pellicani, ma non lo ha fatto. In più c’è il problema della privacy, più volte sollevato”. Attualmente il piano prevede che i familiari o chi viene a trovare un residente si registri e riceva un codice da mostrare nel caso di eventuali controlli. La Giunta ha assicurato che dopo 24 ore i dati vengono cancellati, ma tantissimi cittadini contestano questo passaggio.

“La città deve essere protetta”

Per Confartigianato è positivo che si provi, almeno che si faccia un tentativo. “C’è la necessità di porre un rimedio all’overtourism» ha detto Matteo Masat, segretario di Confartigianato Venezia. “Siamo coscienti che sarà da ritoccare, ma almeno ci si sta provando e poi durante il percorso si aggiusterà. Da qualche parte bisogna partire”. Masat, come molti altri, è perplesso sulla quantità di esenzioni che ci sono. “Sicuramente il contributo limita i grandi tour che portano a Venezia turisti per un giorno solo per farsi un selfie sul Ponte di Rialto, mentre non risolve quello di prossimità, però è l’occasione di sperimentare il software e di dare un messaggio che la città deve essere protetta”. Tra gli altri punti critici di Masat c’è l’esenzione a chi pernotta in tutto il Comune di Venezia. “Anche questo si vedrà in corsa perché se chi dorme a Mestre o a Marghera non paga l’ingresso si rischia che molti vadano a dormire in terraferma e vengano comunque in giornata a Venezia. Ripeto comunque, per me è positivo che si provi”.

“Le entrate dovrebbero servire ai cittadini e alle imprese veneziane”

Cristina Giussani, presidente di Confesercenti Venezia e Veneto, sospende ogni giudizio, ma chiede che venga definita la destinazione dei ricavi della tassa. “Andrebbe anche bene, ma deve essere di scopo, ovvero le entrate dovrebbero servire ai cittadini e alle imprese veneziane”. Giussani però è convinta che il contributo di accesso non sia il solo modo per gestire i flussi. “Lo diciamo fin dall’inizio, sarebbe stato meglio puntare sul concetto di incentivo e disincentivo, magari attraverso l’uso di una app gratuita che permetta al visitatore di prenotarsi e di ottenere dei benefit se sceglie di venire in città in un periodo dell’anno con meno affluenza”. Dubbi sulle tante esenzioni. “I veneti esentati? Ci sta, anche se di sabato e domenica i turisti giornalieri sono proprio loro. Basterebbe almeno vietare gli addii al nubilato e celibato e fare dei controlli”.