
(di Alessandro Robecchi – ilfattoquotidiano.it) – Abituato a decenni, secoli, millenni di scazzi a sinistra, assistere finalmente a un mirabolante scazzo nella destra post-non-post fascista mette di buon umore. E – mi perdonerete un piccolo “io l’avevo detto” – non si fa, non è elegante, pazienza – perché tre anni fa di questi tempi in questa piccola rubrica, mi ero permesso di far notare che le fila di Fratelli d’Italia erano piene di gente usa a salutare romanamente, a vestirsi da nazista, a celebrare pubblicamente criminali genocidi come il generale Graziani e via elencando varie nefandezze in orbace. Saltò su come un tappo l’allora non onorevole, e non ministro, Guido Crosetto che mi additò in un tweet ai seguaci (da cui minacce varie). L’accusa era, più o meno, che io “vedevo fascisti dappertutto”. Che visionario, eh? Arrivò di rinforzo Carlo Calenda, ribadendo il concetto e flirtando con Crosetto su “quel deficiente di Robecchi”. Modestamente. Ora che Guido Crosetto è ministro della Difesa (dopo essere stato presidente dei produttori di armi, un conflitto d’interessi che noterebbe anche un cieco) e ha criticato le parole del generale Vannacci, diverte vederlo attaccato da destra, accusato di moderazione da quegli stessi arditi che glorificano Graziani, gli otto milioni di baionette, spezzeremo le reni alla Grecia, e attaccato pure da quel sottosegretario (Galeazzo Bignami) di cui girano foto “goliardiche” con l’uniforme delle SS. Ho letto anche un “Crosetto comunista”, che ritengo sublime. Chiusa questa piccola madeleine personale, non vorrei che ora qualcuno si alzasse a dire a Crosetto che vede fascisti dappertutto, che visionario, eh?
Resta il problemino per solutori più che abili (quindi escludo Calenda): dentro il partito di governo (e dentro il governo) resta un’ampia corrente di pensiero dichiaratamente e orgogliosamente fascista. E questo è un primo dato. Il secondo dato è che rimangono tutti al loro posto: il portavoce della Regione Lazio che sfida le sentenze definitive sulla strage di Bologna per difendere i camerati, il viceministro vestito da nazi, il ministro-cognato che di Graziani disse “è un punto di riferimento”, il generale vanesio che rivendica l’odio per le minoranze. Si fa un po’ di polvere e poi si perdona, si zittisce, si dimentica, il che suona alle orecchie degli arditi come una silente rivendicazione. Dalla signora premier, infatti, silenzio, nemmeno un fiato. E c’è da capirla. Intanto perché viene da lì, da quella cultura di estrema destra che osanna Almirante – razzista convinto e certificato fucilatore di partigiani – e poi perché per anni, nella sua resistibile ascesa, si è sempre rivolta a quegli ambienti con i toni volitivi che conosciamo, un piede nelle istituzioni (fu ministra a trent’anni, altro che underdog!) e uno nel furore della militanza post(?)fascista, basti pensare al comizio davanti ai camerati di Vox, in Spagna o alle frasette – sì, anche lei, non solo il cognato – sulla “sostituzione etnica”.
Ce ne sarebbe abbastanza per pregare la destra “liberale”, come ama definirsi chi al governo non pratica il passo dell’oca, di battere un colpo, di dire qualcosa su questi suoi camerati di strada, un po’ scomodi in società ma anche molto funzionali. Insomma, l’album di famiglia non è per niente archiviato, anzi è in grande spolvero, alza la voce, minaccia e mugugna. Forse è troppo dire che i post-fascisti hanno un problemino coi fascisti, ma certo risulta che l’operazione di nasconderli sotto il tappeto fa acqua da tutte le parti, o servirà un tappeto molto grande.
Mi sembra che la RAI sia già un grande tappeto.
Il resto lo fà il campo (santo) largo.
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La Rai? Grazie, è il loro braccio armato…di tappeto ed altro.
Comunque, popcorn? Già pronti da mo’… 🍿🍿🍿🍿🍿🍿🍿🍿
Molti, perché i film di questi sono lunghi… 😖
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I post fascisti hanno un problema con i fascisti.
I post comunisti hanno un problema con i comunisti?
Comunisti? E cosa sono? Sono quarant’anni che non se ne vede uno… Tutti baciapile.
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Alla fine della fiera non sono altro che cialtroni, servi del neoliberismo più efferato, ma in più sono rozzi e ogni volta che aprono bocca si sente il tipico fetore di una fogna a cielo aperto.
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Il post flirtando di Calenda con Crosetto mi evoca immagini porno trash…….quell’ oscuro oggetto del desiderio del trash per il trash, un affronto all’ estetica! Più che popcorn andrebbero preparati digestivi, protettori gastrici, antiemetici, fermenti lattici…….invece litri di olio di ricino come se non ci fosse un domani! Il film in effetti è lungo e sempre lo stesso : Ritratto di borghesia in nero.
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Un ricordo trasmesso, i fatti di Sarzana: ehi bastardo mostra la tessera, veramente io non………erano in cinque.
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E gli Italiani li hanno votati e si sono astenuti dal voto perchè questi NON ERANO FASSISTI! hahahha…
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L’aspetto più pericoloso e sottovalutato è la potenza delle parole e delle immagini, in altri termini la propaganda che diffonde, attecchisce, sedimenta e convince…….qualcuno pensa che dire o scrivere scempiaggini, farneticazioni , non porti conseguentemente alle azioni, ma ci sarebbe da farsi una domanda e distinzione: chi è il lanciatore di parole come pietre e perché le lancia! Se i lanciatori sono perfetti sconosciuti, espressione di mentalità che ribolle, e già questo dovrebbe essere un segnale di allarme, che dire quando il protagonista ha ruolo pubblico/istituzionale? E quanto pesa questa sottovalutazione del cortocircuito di farneticazioni ,da retaggio storico, fra chi usa/lancia parole/immagini e chi in basso le riceve e poi diffonde ed amplifica? Perché nessuno avverte il pericolo di un’immagine come quella del sottosegretario Galeazzo Bignami vestito da nazista, che non è goliardica, ma evocativa ed indicativa dello sdoganamento di quello che una società civile, mnesica dei propri errori e lutti, dovrebbe respingere senza tentennamenti? Si invoca la libertà di espressione come se farneticazione e pensiero fossero la stessa cosa e come se la memoria delle vittime , di azioni conseguenti a teorie/progetti farneticanti/aberranti, non avesse già dato un chiaro, indiscutibile ed indubbio esempio di quanto parola e linguaggio siano la porta attraverso cui poi passa l’azione!
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Interessante quello che esprimi.
Ma da 78 anni in Italia comandano i fassisti.🤷♂️
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La dimensione paradigmatica struttura i valori etici attraverso i quali e con i quali ci interfacciamo dalla dimensione individuale verso l’ampio, il largo il mare e questo è stato scritto da kuhn, quindi, rifatevela con lui e non con me. Il sociale è e sarà sempre la somma di certi comportamenti accettati che relegano nella norma e nella devianza ciò che si presta alla mannaia del pettegolezzo (oggi e purtroppo) di ciò che ieri erano passioni, strumenti di confronto, altaregie di vademecum che si appressavano in antichi ordinamenti civili ormai pezzame d’epoca. Bella la normalità del pettegolezzo, dell’idolatria da boccalone, dell’ignoranza e della piccineria egoistica che deve avvallare in strisce di fotogrammi l’eclettismo mentale e il doloroso amore di cuori affannati. Le farneticazioni nascono ovunque venga superato un limite contestuale e se è il mondo della fiction a decretare ciò che è bene e sano da ciò che è male e folle, mi vergognerei da sola se fossi un medico , un architetto o un ingegnere, visto che agli idraulici il lavoro fatto bene, anche farneticando, non mancherà di certo, ma per gli idraulici il discorso non vale, vero?
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Le farneticazioni nascono e diventano progetto politico, farneticante, quando chi avrebbe il dovere di pensare e distinguere, contestualizzare e temere le conseguenze ,ne viene affascinato e coinvolto, e questo vale per gli idraulici quanto per medici, inegneri o architetti…..il mondo della fiction è la versione aggiornata della propaganda che indica da sempre ciò che è bene e male, ciò che è individuato ed additato come nemico….il pensare non è direttamente proporzionale alla categoria/classe sociale, ed un contadino ha più capacità di riconoscere ciò che è male e folle rispetto al più acculturato esibizionista di retorica! L’ ignoranza e la miseria generano mostri, ma l’ ignoranza alberga anche fra le classi acculturate/dominanti e la miseria più preoccupante è quella di spirito/pensiero, sempre più diffusa fra le suddette , come aggravante, visto che non hanno neppure l’ alibi della miseria economica/sociale che costringe alla priorità della sopravvivenza! A pancia vuota si pensa con difficoltà, eppure alla fine il riscatto dalle farneticazioni ,sempre appoggiate e sostenute dalle classi dominanti/acculturate, è arrivato da lì……Ritenere la fotografia di un sottosegretario vestito da nazista, espressione di passione e strumento di confronto, con tanto di riferimenti filosofici, e sublimi parole di spessore, è la cultura che si presta alla devianza e la giustifica….ci sarebbe da vergognarsi solo ad esibirla! E non cambiare nickname, lo “stile “ è come le impronte digitali!
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Come mai una tale aberrante ideologia è arrivata a dominare l’ intera Europa? Perché era funzionale ed utile al tipo di produzione/economia capitalistica, quella delle classi dirigenti e dominanti che l’ hanno sostenuta dal pulpito della loro cultura miserevole di spirito e pensiero! Sono gli aspetti storici e sociali a far prevalere un’ ideologia rispetto ad un altra, e le classi dirigenti hanno un ruolo preminente, perché regolano/dirigono gli aspetti economici e sociali , e pur di imporre l’ avanzare del capitale mondiale, hanno accettato e sostenuto le farneticazioni con il costo di 50 milioni di morti! Chi ripropone in foto la simbologia, di un’ ideologia tanto aberrante quanto utile e redditizia per il capitale, ne ripropone anche gli aspetti storici e sociali, che per quanto mi riguarda, erano da respingere e contrastare anche prima di 50 milioni di vittime, figurati dopo! Io non so cosa verrà in futuro, e certamente potrei essere impreparata, ma so per certo che le aberrazioni una volta conosciute e provate sulla pelle, si evitano e si respingono, e se poi il capitalismo neoliberista globale costruirà un nuovo paradigma ideologico per fregare ed affamare ulteriormente le classi sociali meno abbienti, spero che almeno fame e povertà siano un argomento utile per pensare e reagire!
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Insomma si cerca di scoperchiare il cielo utilizzando un ramoscello al silicio, come prolungamento dell’intelligente pollice retroverso svincolato dal fulcro osseo!. La tecnologia è la tomba del pensiero in quanto nata e utilizzata per potenziare le capacità umane senza pensare di superarle come invece sembra che accada, sembra infatti in quanto non è la tecnologia a sopravanzare l’uomo ma è l’uomo che sta regredendo, culturalmente ed emotivamente da incrementare lo iato con le intelligenze artificiali e con le potenze delle varie macchine. Ideologizzare un delirio di onnipotenza di questo si tratta, se non fossero attori di se stessi o traduttori di prodotti stranieri, come i film anglo tedeschi o Franco tedeschi, che non si possono mettere sulla pasta insieme al pecorino romano o nell’abbacchio né nella cassata candita. Vi sono delle subalternità che in Italia acquisiscono la preminenza per altre ed interne subalternità , legate alle gerarchia sociali ed istituzionali, oggi sempre più sovrapposte. La tecnica non potrà mai sostituire l’uomo, in quanto priva di moto proprio, priva del soffio vitale che rende l’uomo unico nel panorama dell’universo e la macchina un prototipo che può essere moltiplicato uguale a se stesso, potenziato o depotenziato a seconda della richiesta o del gusto, a meno di credere alla fantascienza e ad uno spirito Extra terrestre che assuma il corpo di una macchina e faccia le veci un robot umano, scenografie vecchie di stampo americano ma sempre vive nell’immaginario collettivo e oggi, visto il degrado e il livello più vivo che mai, per cui, pensare che la tecnologia possa incutere timore è razionale come irrazionale è pensare che possa essere la televisione ad insegnare ad un individuo il bene e il male, se non per giustapposizione o indottrinamento persuasivo, il famoso 2 come primo numero primo, quando invece è una strumento pavloviano di addomesticamento e ammorbamento degli stimoli più vitali che inducono da soli a pensare ad un’azione o ad agire secondo un pensiero. Se Carlo Levi fosse vivo scriverebbe il suo compendio :l’idiozia senza confini, suffragando l’idea che la terra possa davvero essere pensata e divenire per magia di immagine un cumulo di sabbia in una mano; al giusto tempo per fare sì che l’uomo possa o sia credito in grado di dominare e controllare i suoi simili come gli elementi naturali, insomma la macchina culturale è e dovrà essere per forza d’aceto un Paracelso tecnocrate ? Un Paracelso robot in grado di scavare nei meandri di una mente, chiusa dentro una scatola cranica, ma umana, quindi inferiore? No, cara, sola e solitaria e quindi fragile. Ma con chi parlo??!?! La guerra fra le procure ha proprio rotto gli zebedei in questo climax .
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Pollice opponibile.
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