“Il problema è anche nell’indifferenza degli altri, nella società in cui questa ragazza vive e poi muore, perché dopo quella notte lei muore anche se resta viva. La suicidata della società, direbbe Artaud”, le parole della drammaturga in relazione ai fatti di Palermo dove una ragazzi di 19 anni è stata violentata da un branco di sette giovani

(ilfattoquotidiano.it) – “Sarebbe un grande rimedio, finalmente, evirare il maschio portatore di fallo fallace a scopo sanitario e ascetico. Allora, questo genere di maschi, ripuliti da superflui pezzi di carne, canterebbero al cielo melodie soavi con le loro voci bianche…”. Parole che la regista e drammaturga Emma Dante ha postato su Facebook. “Agli stupratori”, si legge come incipit, e il riferimento è ai fatti di Palermo, lo stupro subito da una ragazza di 19 anni, violentata da un branco di sette giovani. “A che serve quel coso moscio, quel pezzetto di carne che pesa meno di un etto, quella protuberanza fastidiosa che a volte si mette a destra e a volte a sinistra, quel naso brutto senza narici, quella piccola sporgenza imbarazzante, quell’illusione di centro del bacino, centro del maschio, centro del mondo, quel palloncino che si gonfia con la pompetta della libido e diventa arma tagliente, pugnale penetrante, esaltazione dell’io, pene immondo che insozza la poesia di corpi sublimi fatti di vallate e promontori. Perché non asportarlo subito quel pungiglione velenoso?”, si legge ancora. I commenti sono moltissimi e c’è anche quello della stessa Dante che risponde a chi le chiede il perché di questo post: “Per farvi emergere, per farvi indignare… ma la cosa davvero incredibile è che tutti i portatori di fallo si sono indignati, indistintamente, con gli occhi iniettati di sangue, senza leggere in profondità il senso del mio messaggio che era rivolto agli assassini, a quelli che del pene fanno un’arma contro i deboli, donne e bambini. Un mese fa a Palermo una ragazza è stata stuprata da 7 uomini. Io credo che questa ragazza sia stata assassinata anche se resta viva, mentre questi uomini tra qualche mese saranno di nuovo a piede libero col miccio teso”. E ancora: “Il problema è anche nell’indifferenza degli altri, nella società in cui questa ragazza vive e poi muore, perché dopo quella notte lei muore anche se resta viva. La suicidata della società, direbbe Artaud“.
Maledetti.
Resto in fremente attesa di capire se a risolvere la questione palermitana sarà la Giustizia (ho molti dubbi) o la vendetta.
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Comincia a partire per il Donbass, ‘Santo’. E portati il lupacchiotto e la chiattona femministarda con il cognome del Sommo.
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hE Mma col nonchalance!
ma è la “Somma” che fa il totale!
Da Dramma-multisposor a contrappasso,
manco stessimo in Vaticano!
delirium jet set
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Macaro divertimento? E sia, per merito di questi ratti di fogna che hanno inculcato, via social, delle idee, attraverso comportamenti debosciati, sulla virilità del maschio.
Mi chiedo il perchè di tanta misoginia, esibita e latente dopo tutte le conquiste femministe dei decenni passati.
Poi arrivò LVI, con le sue tv pedopornografiche che esaltavano la ricchezza come passpartout per le conquiste “Galanti”.
E le nuove generazioni femminili trovarono appropriato vendersi, le “Vergini” che volontariamente si concedevano al Drago.
Chi si opponeva a tale decadenza veniva e viene bastonato dai servi del Puttaniere, vedi la Murgia.
Il Baciasalami, squallido surfista dell’indignazione popolare, cavaca l’onda e propone la castrazione chimica.
Bene, Bravo! Bis!!!
Ma poi tra i compari fasciolegaioli saranno d’accordo? In altri momenti si, ma oggi…
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Peggio degli stupratori ci sono solo le nazifemministe.
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Nazifemministe……hai in mente qualche caso di stupro di femmina su maschio? Ma quanto vi rode che maschi orgogliosamente eterosessuali siano capaci di tali nefandezze? Ma carogne, bastardi, codardi non è semplicemente più vero e realistico? Ecco peggio degli stupratori è chi proprio non riesce a dirlo…….purtroppo ancora troppi!
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Non ti facevo nazifemmina, Ale.
Vogliamo giocare al tuo livello? Facciamolo.
Che diresti se gli uomini facessero le crociate contro le vaginadotate perché ammazzano i bambini e poi si fanno dare la seminfermità di mente?
Oppure perché mandano sul lastrico gli ex mariti?
Oppure perché con il reato di stalking, per la prima volta nella storia della Repvbblica delle banane, l’onere della prova non è accollato a chi denuncia ma si dà per scontato che il denunciato sia già colpevole?
Io sono per la parità di genere. Le donne imparino a pagare le cene al ristorante, a fare a meno dei fondi per l’imprenditoria femminile, alla ragione automatizzata per le cause di divorzio con minori in mezzo ecc ecc ecc. E già che ci sono, guidassero loro le macchinette di Formula 1 a 320 km/h invece di fare le veline e adocchiare il campioncino che più tira al momento.
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E tu che farai, partorirai con dolore?
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” Le donne imparino a pagare le cene al ristorante”
Sant’Iddio, che ometto.
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Oscar Jonny 😂
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Che cavolo di ragionamenti fai S.M.?
Metti insieme un’accozzaglia di roba per dimostrare un supposto nazismo di una donna sconvolta da una notizia di stupro di gruppo, questo si molto nazista, su una ragazza indifesa?
Quella donna sa benissimo che in Italia il suo suggerimento non avrà mai un seguito.
Siamo nell’Italia dove il crimine è protetto da politici criminali e aspiranti criminali che legiferano in favore dei loro simili.
Lasciala almeno sognare di veder realizzare una proposta che risolverebbe, senza ricorrere alla pena estrema, il problema, di maschietti che non sanno tenere a bada l’arnese.
Che c’entrano le donne che uccidono i loro figli? Si fanno dare la seminfermità? Sai qualcosa di quel che gira loro per il cervello quando compiono quei crimini?
Credi siano crimini (anch’io li giudici tali) da mettere nello stesso calderone con quelli di padri che, in odio alle mogli, ammazzano (oltre alle mogli stesse) i loro figli?
Se hai da ridire sulle pene da applicare a uomini e donne che ammazzano figli parla di quello, evitando di prendere spunto da una cosa che ha una valenza per sminuirne un’altra di altro valore.
Le donne che acquisirebbero parità con l’uomo pagando cene al ristorante o guidando in formula una a 320 km/h che roba è? Una barzelletta?
E che t’ha preso S.M?
Io fantesticherei, piuttosto, di mandare tra i naziNatoucraini quei ragazzotti a rischiare gli ammennicoli sulle mine russe, altro che la Dante.
Ma mi accontenterei scontassero pene importanti con garanzia della certezza della pena da scontare fino in fondi, non con la certezza italica degli sconti di pena o, molto più facilmente, di farla franca.
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X J.Dio:
No, proprio perché ognuno ha i suoi ruoli. Le cassate WOKE le lascio volentieri a te.
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@ Mentecatto: tutta la tua livida misoginia traspare da quel “le donne imparino a pagare le cene al ristorante”: pur nello squallore morale di un esempio così adolescenziale, se fossi davvero per la parità di genere dovresti invocare la divisione del conto.
Francamente provo imbarazzo nel continuare una discussione con qualcuno così profondamente immaturo: è come bastonare uno che caga.
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@Sparviero l’hanno capito anche i muri che le signorine la parità la vogliono solo dove gli conviene, quando non gli conviene più tornano subito dispari
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Diciamo che l’ha capito chi ha la capacità di ragionare di un muro.
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X J.iDIO.ta
Lividamente e orgogliosamente misogino contro queste fanatiche nazifemministe.
Tu, a parte lo zerbino, non hai altre posture.
X GSI:
”Che c’entrano le donne che uccidono i loro figli? Si fanno dare la seminfermità? Sai qualcosa di quel che gira loro per il cervello quando compiono quei crimini?”
E tu sai qualcosa che gira nella testa degli stupr@tori, per esempio? No, ovvio.
Adesso ti faccio leggere un articolo relativo al caso di ELENA PETTENELLO,
Nota come la giornalista (donna) sia vicina al dolore della povera sperduta Elena, mica del figlio morto ammazzato da lei in maniera premeditata e per cui è stato condannato il marito per non avere impedito il fatto. Parla dell’abisso che vedeva lei, mica quello che ha fatto vedere per 8 minuti al figlio sott’acqua.
Se fosse stato un uomo, come sarebbe stato il tono?
”’07 febbraio 2014
GROSSETO. Di fronte all’abisso che si stava spalancando sotto di lei non è riuscita a restare aggrappata a quel cavo teso che avrebbe potuto segnare il confine tra la vita e la morte, tra il sorriso di un bambino di 16 mesi e la pietra che ora porta il suo nome in un cimitero. Laura Pettenello, la commercialista romana accusata di aver ucciso suo figlio, il piccolo Federico Cassinis, tenendolo sott’acqua per otto lunghi minuti nel mare della Feniglia, non aveva visto che quell’acqua era colorata d’azzurro e che i raggi del sole ballerini disegnavano una danza sulla superficie. Vedeva l’abisso, lei. Vedeva un colore che non ha colore, vedeva nero. Ieri, in tribunale, si è consumato l’ultimo atto di questa tragedia che ha attraversato per mesi la Maremma come un brivido lungo la schiena. Il giudice per l’udienza preliminare Valeria Montesarchio, è uscita dall’aula al terzo piano del tribunale con lo sguardo sicuro di chi ha fatto una scelta che non poteva essere differente. Laura Pettenello è stata assolta perché incapace di intendere e volere al momento dell’uccisione di suo figlio. I difensori della donna e del marito, Cristina Flick e Bruno Leporatti avevano chiesto il rito abbreviato per la commercialista romana. Sul tavolo del giudice sono finite, in questi due anni e mezzo, montagne di carte. Perizie, incontroversibili. Che raccontavano la malattia della donna, una malattia che ha un nome, psicosi affettivo puerperale biologica che l’ha spinta a uccidere il suo bambino. Diversa la posizione del marito, Lorenzo Cassinis, commercialista anche lui, che era stato rinviato a giudizio con l’accusa di concorso esterno in omicidio volontario. La sua responsabilità, per la Procura, era stata quella di non aver fatto il possibile per salvare il suo bambino. Di averlo lasciato insieme alle madre nonostante che qualche mese prima, nell’appartamento romano dove la coppia vive ai Parioli, avesse tentato di ucciderlo nella vasca da bagno. Ha scelto di patteggiare: l’udienza è finita con una pena a 8 mesi di reclusione. «Avremmo anche potuto andare al dibattimento – spiegano gli avvocati Flick e Leporatti – perché nemmeno il medico che curava la signora Pettenello si era accorto che la situazione potesse precipitare così. Il nostro cliente non è medico, non aveva altri strumenti che quelli di un marito e di un padre». Lorenzo Cassinis ha scelto di patteggiare per mettere la parola fine a un incubo cominciato probabilmente prima del 9 agosto 2011, prima di quella vacanza a Porto Ercole durante la quale la famiglia romana è stata devastata dalla morte e dalla malattia. Durante la quale il piccolo Federico è morto annegato giù da un pedalò, spinto dalle mani della mamma che lo avrebbe invece dovuto crescere. Laura, quando ha tenuto Federico fermo sott’acqua non si rendeva conto di quello che stava facendo. Non c’era Federico, probabilmente tra le sue mani. Non c’era suo figlio, il terzo, l’ultimo arrivato e tanto voluto. C’era lei e forse il mare. C’era la sua psicosi che l’aveva portata a cercare su Google un metodo sicuro per uccidere il suo bambino. A leggere pagine dove si parlava appunto della morte dei bambini per annegamento.
Quella mattina del nove agosto la donna era sola sulla spiaggia con il piccolino. Prese il pedalò, da sola, senza dire al bagnino che aveva voglia di allontanarsi dalla spiaggia e lasciarsi cullare dall’acqua calma di quella giornata uguale a tante altre. A pochi metri dalla spiaggia, però, le immagini nella testa di Laura si sono sovrapposte. Il mare è diventato nero, Federico non era tra le sue mani. Non c’era altro se non lei e il suo dolore.
La donna, fino ad agosto è rimasta ricoverata in una clinica specialistica. È tornata a casa. Laura non è pericolosa, non potrà più fare male a nessuno. Non potrà nemmeno dimenticare di aver dato e tolto la vita al suo bambino, che quel giorno, sul pedalò forse, avrebbe voluto soltanto imparare un gioco nuovo, al sicuro tra le braccia della sua mamma.
@francegori””
POVERA piccola signora, un paio d’anni di ricovero in clinica ed è libera e inoffensiva. Con beneplacito di: giudicesse, avvocatesse e giornaliste.
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Sono d’accordo a patto che per ladri e corrotti si introduca il taglio delle mani. Avremmo un parlamento di mutilati.
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Non sono nazifemminista, anche perché non capisco il termine…….però è un dato di fatto , statistico, che siano gli uomini ad ammazzare le donne, raro il contrario………mentre uccidere il proprio figlio è, forse, a prevalenza femminile. …..lo stupro è maschile. …ed io non sento alcuna necessità di parità di genere in nessuno degli esempi succitati! Comunque concordo con te sul concetto di fare a meno……le dipendenze di qualsiasi forma mi disturbano, soprattutto quando indicano un ….. ismo ! L” argomento è lo stupro di una ragazza da parte di un branco di belve, il allora le donne, non regge soprattutto in riferimento a divorzio, imprenditoria, formula 1…….e certo esiste Medea che ammazza i propri figli, ed allora facciamo una graduatoria su chi è più aberrante? Un livello che ripudio!
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Io mi sono sempre chiesto come un uomo “normale” riesca ad avere un erezione al cospetto di una donna che non ne vuole sapere, che non partecipa, che piange, si ribella e lotta per non subire violenza o che è semplicemente inerme perché magari drogata?! Per non parlare poi dei pedofili. Evirazione? Si , per costoro evirazione e fine!
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Che caterva di idiozie costernanti. Questo post-femminismo becero è un’insulto a tutte le donne intelligenti, alla civiltà occidentale e alla nostra epoca. Un giorno saremo ricordati come un popolo di trogloditi, non solo per le farneticazioni dei cialtroni che ci governano e le nefandezze di stupratori, assassini e ladri che si moltiplicano a macchia d’olio in questo paese decadente, ma anche per le esternazioni di certi “intellettuali” ridicoli, che dovrebbero studiare, meditare e fare un respiro profondo prima di vomitare frasi proto-naziste sui social network.
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La certezza della pena sarebbe da sola i 3/5 della cura, al meno arresterebbe l’istinto animale sul nascere dei senzienti. La castrazione chimica e/o l’evirazione vengono riproposte ad ogni stagione di episodi truci, che indignano l’opinione pubblica ma mai abbastanza per incidere a livello di governo. Comunque i delinquenti sono sempre esistiti, uomini e donne, ed è strano come si possa ancora scoprire l’acqua calda ai nostri giorni. Qualcosa non torna a livello del coscienza e se il fare progressivo comportasse una lecita marachella nascosta , quest’ultima, moltiplicata per il numero di persone, potrebbe dare una certa stima di come siano i reati stessi in parte eclissati. In un mondo decadente dove il denaro, la sua acquisizione compulsiva e il legame della ricchezza con il mondo domestico , lavorativo e le possibilità di ostentazione nel macero delle misere invidie, rendono ogni discussione fine a se stessa. Strano anche come la giurisprudenza faccia statistiche di casi senza tener conto di una psicologia di costume e società ormai ammuffita e il fatto che è la stessa società che ha partorito e sdoganato la sessualità a merce di mercato ormai a tutti gli effetti. Chi parla della decadenza dell’occidente magari è il primo ad approfittarne e ci sarebbe un mondo di pensieri, parole e valori da ricostituire come ambito effettivo per dare nuovamente un corpo e un ‘anima al logos, dove amore , odio , violenza e carità si alternano schizofrenici, oltre l’abito formale che separa il mondo emotivo da quello intellettivo e professionale, ma l’abito non fa il monaco, al eno non sempre. Capisco ma non posso , ci potrei credere ma non adesso, si farà, un domani, lontano.. finché non capita sulla nostra strada..
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E alle stupratrici donne ( ci sono, ci sono..
) cosa gli fai?
( Astenersi dai commenti ” maschilisti” … )
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Io le darei na’ medaglia al valore 😁
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😂😂😂😂😂
Ad un articolo scemo, il commento migliore.
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Basterebbe la certezza della pena in tempi brevi.
Fosse così un ragazzo (perfetto deficiente!) avrebbe realizzato prima che si stava rovinando la vita.
Invece tutti onnipotenti a fare gli “indiani”.
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Forse vedono troppo porno, oggi così facile da reperire in rete, e credono che la
realtà e le donne siano quello che vedono li’.
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Nelle sue parole scorgo solo invida del pene. Questa non sta bene
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nazifemministe o turbolesbiche?
siamo in un epoca farlocca, degenerata, nata come al solito da movimenti anticulturali made in usa.
In giro vedi adolescenti e ragazze vestite esattamente come nei prologhi dei porno
perchè si vestono così?? per far drizzare la piccola sporgenza imbarazzante.
ammettetelo caxxo
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Siamo contro l’evirazione o castrazione chimica dello stupratore? Ok. Ma allora, come scrive qualcuno, che al/i colpevole/i di tali nefandezze venga comminata una pena esemplare, tale da rovinargli la vita ( come viene fatto alla vittima) per sempre. Beccaria vada affankulo ( sul serio) e si diano 30 anni di carcere senza alcuno sconto, in nessun caso.
Poi vedi se non funziona come deterrente.
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@pable
Castrazione chimica o evirazione sono solo slogan emotivi (che comprendo) o elettorali alla Salvini (che disprezzo). Sono d’accordo invece con chi scrive di “pena esemplare”. Ad esempio equiparare lo stupro all’omicidio, o andarci molto vicino. Solo così, e non è detto, si eviterebbero forme di giustizia da età della pietra.
P.s.
Peggio del branco di stupratori c’è solo chi sminuisce l’accaduto, chi fa battutine da asilo, chi scrive di donne che sruprano, e amenità simili.
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e.c. stuprano, ca va sans dire
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.. e poi c’è Benino il pastore dormiente!
Lo stereotipo del taGliano medio,
non è mai riuscito a scrollarsi dalla zavorra del falso moralismo inculcatogli dagli autorizzati, per convenzione,
allo stupro e ancor di più,
(su dài, un po’ di concentrazione,
qualche imput te l’ho dato ^.
Quando dico:
“manco se stessimo in Vaticano”,
vorrà pur significare qualcosa,
e se poi vuoi anche comprare due vocali
ti do le iniziali di un caso mai risolto, ma sempre d’attualità,
per fare un parallelo è un po’ come la strage di Ustica, ogni tanto se ne parla e poi ognuno per i caxxi suoi),
Indi per cui non potrà mai avere la spigliatezza mentale per poter fare una analisi obiettiva e complessiva, relativamente agli elementi che regolano i rapporti sociali,
ed esprimere come risultante un Giudizio, ma essendo ghettizzato dal vincolo mnemonico, dovrà sempre ripiegare sul giudizio emotivo.
Bye-bye
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Magari non farebbe male non dare ogni volta il segnale che in Italia, il Paese delle ,” libertà”, si può stuprare chiunque praticamente gratis.
Soprattutto se sei un sedicente ” minore”…
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Queste neo-femministe colme di risentimento e, come ha detto qualcuno, “invidia del pene”, sono tanto orribili quanto quegli stupratori che vorrebbero “evirare”.
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Tanto per capire cosa significa il concetto di ‘parità davanti alla legge’ che a molti qui dentro sembra sfuggire. Non dico gente con la testa piena di fuffa come certi ucrofili, ma anche altri.
Da wikipedia:
Alle detenute con figli di età inferiore a tre anni, la legge dà la possibilità di tenere i figli con sé e di scontare la pena agli arresti domiciliari, ove possibile, altrimenti (principalmente nei casi di plurirecidive), in reparti speciali del carcere in cui si trovano.
A questa norma, risalente al 1975, si aggiunge la legge n. 40/2001, proposta nel 1997 dal Ministro per le pari opportunità Anna Finocchiaro. Essa fornisce l’accesso a ulteriori privilegi volti a evitare alle donne incinte e alle madri con figli minori di 10 anni la pena detentiva all’interno delle prigioni e a consentire loro di scontare presso il proprio domicilio ove possibile, altrimenti in case-famiglia, la loro condanna. Le condizioni per accedere a queste alternative sono quelle di aver scontato un terzo della pena oppure i 15 anni nei casi di ergastolo, o ancora quella di dover scontare un residuo pena di quattro anni o meno. Il giudice inoltre può, ove ragionevoli motivi a tutela dello sviluppo psicofisico del minore lo rendano raccomandabile, estendere l’applicazione della norma anche alla madre di prole con età superiore ai dieci anni.[8] Un emendamento del 30 maggio 2011 dà inoltre la possibilità di scontare ai domiciliari o in case-famiglia anche il primo terzo di pena.[9]
In generale comunque le donne possono accedere, in regime di detenzione, a una serie di privilegi, agevolazioni e sconti che possono variare dalla riduzione della pena a condizioni di vita più favorevoli (quali la detenzione domiciliare o l’ammissione al regime di semilibertà) e che agli uomini vengono concessi con frequenza notevolmente inferiore.[10] Ciò, unito al fatto che alle donne per tradizione vengono inflitte, a parità di reato, pene generalmente inferiori rispetto alle controparti maschili, spiega il motivo per cui la popolazione carceraria femminile costituisce solo un’esigua minoranza:[10] in Italia, alla fine del 2006, la percentuale è stata del 4,3%, contro una media europea leggermente superiore (5%). I reati più frequentemente commessi da questa categoria sono quelli contro lo Stato (24% del totale).[11]
———————-
SE a voi queste discriminazioni stanno bene, a me NO.
Lividamente e misoginamente, come dice un certo CLOWN qui sopra.
Perché non accetto figli e figliastri di fronte alla legge e alla giustizia.
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Povero Sparviero, continui a sparare caxxate che nulla hanno a che fare con lo stupro di gruppo ai danni di una diciannovenne. Atto che evidentemente non ti ha fatto né caldo né freddo.
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Infatti, loGUASTO non riesci proprio a capire che non giustifico lo stupro, ma ce l’ho con questa cialtrona che invoca il ‘grande rimedio’ da evidente nazifemminista quale è.
Del resto, da un cojone come non mi aspettavo altro, anzi, sarei stato preoccupato se fosti stato d’accordo con me.
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Chi ha mai scritto che “giustifichi lo stupro”, scemo. Hai talmente la fregola di scrivere cosa ne pensi dello scibile femminile che hai perso la capacità di leggere.
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Adesso vediamo un altro esempio di come il sistema giudiziario faccia FIGLI E FIGLIASTRI.
Ricordate il caso di William Pezzullo?
Ecco come è andata a finire: (da il Giorno):
Brescia, 13 aprile 2019 – Oltre il danno la beffA. Il 19 settembre del 2012 un secchio pieno di acido lanciato dalla sua ex compagna, Elena Perotti, insieme a un complice lo sfigurò. Allora, William Pezzulo aveva 26 anni. Oggi, dopo una lunga lotta fra interventi chirurgici e battaglie legali, dovrà anche pagarsi le spese dell’avvocato che lo ha assistito. Condannati a pagare le spese legali, i suoi aggressori risultano nullatenenti. E la parcella è arrivata a lui, con tanto di sentenza. William e i suoi famigliari hanno avuto l’ultima di una serie di cattive notizie proprio l’altro ieri. Sono rimasti allibiti.
«L’altro ieri mattina mi è stata recapitata un’ordinanza dal tribunale, in merito alla vicenda che ho avuto qualche mese fa con l’avvocato civilista che ha seguito il mio caso – dice Pezzulo –. Mesi fa sono stato convocato in tribunale per risolvere la controversia tra le parti che mi condannava a pagare la parcella per il lavoro svolto contro la Perotti. Questo accade perché per legge, se i convenuti non possono pagare, prevede che il legale possa rivalersi su di me, che però non ho soldi. La sentenza mi condanna a pagare 50mila euro entro 10 giorni, il che metterà a rischio anche la casa di famiglia». Pezzulo ha pubblicato un video su Facebook nella pagina “Io sto con William”, dove chiede aiuto ai suoi amici e sostenitori. «Non è possibile che le cose debbano sempre andare male a me – dice Pezzulo –. Prima ho incontrato una donna che mi ha rovinato la salute e la vita, poi ho dovuto sottopormi a decine di interventi».
«Quelli necessari per la mia salute sono stati pagati dalla mutua – aggiunge –. per sostenere i costi di quelli estetici, la mia famiglia è rimasta sul lastrico. abbiamo pure dovuto vendere il bar di famiglia. e le cure a cui dovrò sottopormi non sono ancora finite. l’ultimo intervento è stato molto invasivo e ancora non mi sono ripreso. per mettere la ciliegina sulla torta, ora mi accade questo. sono letteralmente a pezzi e con me lo sono i miei genitori, mia sorella, mio cognato e i miei nipotini. un atto fatto contro la mia persona ne ha ferite tante altre e i segni non li porto addosso solo io, ma anche loro, che si prodigano per farmi stare bene».
Intanto la ex di Pezzulo Elena Perotti in questi giorni termina la pena principale e si laurea. Nei prossimi mesi il Tribunale le restituirà il figlio maggiore e forse la più piccola, avuta dal marito conosciuto mentre era in comunità a scontare il suo periodo di detenzione e da cui oggi è separata poiché lui l’ha picchiata. «Non ho più parole – conclude Pezzulo –: il colpevole, quello che sta pagando tutto sono io. Io mi sento in carcere e ogni giorno che passa tutto è più difficile».
DOMANDA: trovate una LIEVISSIMA DIFFERENZA tra quel che è successo a Pezzullo e quel che è successo alla NIBALI?
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O mi sbaglio?
Non vi sta bene nemmeno questo?
Allora IDA MAGLI (a suo tempo pubblicata su Infosannio quando era ancora WordPress):
”La sensazione è che la Chiesa sia molto accomodante anche sui temi dell’ immigrazione, della «accoglienza».
«La civiltà europea sarà fatta fuori prestissimo dai musulmani, attraverso questa immigrazione che è praticamente tutta islamica. Certo, probabilmente i cattolici qualche resistenza all’ islamizzazione la farebbero volentieri. Però dovrebbero essere i prenti a indirizzarli, e non lo fanno. Oppure dovrebbero essere i politici, ma pure loro… Rimangono la Chiesa e il potere d’ Oriente. La Russia sarà uno scoglio.
Qui nessuno vuol sentirne parlare, ma se qualcuno salverà l’ Europa – non intendo salvarla oggi, ma per il futuro – questo qualcuno sarà la Russia. Se qualcosa rimarrà della civiltà europea, sarà la Russia a tenerlo in piedi. Avessimo dei politici più intelligenti, ci affideremmo alla Russia. Ma ormai è troppo tardi, abbiamo fatto entrare troppi immigrati…».”
Ma tu guarda, parlava della Russia che salverà l’Europa, e questo nel 2016.
E che diceva delle femministe?
Visto che ha citato la scuola, che cosa pensa della «Buona scuola»?
«È stata un’ idea di Renzi, quella di infilare un aggettivo qualificativo nel nome di una legge. Nessuno lo aveva mai fatto prima. In virtù di questo siamo costretti a parlare di “buona scuola” anche se pensiamo che la scuola sia cattivissima.
Questa “buona scuola” è un fallimento, perché è fatta per l’ 85% da personale di sesso femminile. Ormai la scuola, dall’ asilo nido alle superiori, è fatta quasi esclusivamente da donne. Questo è gravissimo: gli allievi maschi non hanno nessuna persona di riferimento di sesso maschile.
Durante l’ età infantile, ma anche durante l’ età puberale, avrebbero bisogno non soltanto delle qualità del pensiero maschile, ma anche di persone di riferimento. Io credo che molti giovani si rifugino nell’ omosessualità per via dell’ eccesso di presenze femminili nella loro vita. Non è detto che per loro l’ omosessualità sia un desiderio, però permette di sentire di più l’ unione fra maschi. Se dovessi fare io una riforma nella scuola metterei obbligatoria la quota di maschi».
A parte la «Buona scuola», che cosa pensa di Matteo Renzi?
«Prima di tutto devo dire che una democrazia dove non si sono fatte le elezioni è una democrazia malata. E perché non si sono fatte? Per colpa dei partiti, che lo trovano comodo. Non è solo Renzi il dittatore: ognuno ha fatto il dittatore nel suo piccolo.
Un governo di belle donne incapaci, inesperte, brave soltanto a camminare sui tacchi di undici centimetri. Come vuole che governino, costoro? Le pare possibile mettere come ministro della Difesa una tizia che non si sa che capacità abbia? Sono andata a vedere il suo profilo.
Mi sono detta: magari avrà studiato, avrà fatto… Macché. Stava nella commissione del partito che si occupava di difesa. E la Mogherini? Sarà pure molto carina, molto madonnina, ma che competenze ha? E la Lorenzin? Perché fa il ministro della Sanità? Il risultato è che gli italiani sentono di non essere governati».
È molto dura con, le donne.
«Ho combattuto tanto, per le donne… Ma mi hanno deluso. Oggi guardo la tv e vedo donne che sanno tutto, che parlano di tutto… La nostra è una società che ha allontanato i maschi e ha preso il lato peggiore delle donne.
Che sono aggressive, anche nell’ eroticità. Devono sempre farti vedere il seno, le cosce. Per un maschio, oggi, forse è più attraente una donna musulmana col velo che queste qui. Il maschio la donna la deve anche un po’ conquistare, deve esserci anche un po’ di mistero, nell’ erotismo.
Di una donna che è subito pronta a dare tutto, il maschio non sa che farsene. Io sono una donna e posso dire cose che sono in apparenza contro le donne e cioè che la scienza, l’ arte, tutta l’ attività intellettuale fino ad oggi è stata fatta dei maschi. Poiché oggi i maschi si sono allontanati, la nostra società è povera intellettualmente, culturalmente.
Non è una società “femminilizzata”, come dice qualcuno, ma malata, patologica. Dobbiamo immediatamente riprendere il controllo. E tocca ai maschi riprenderlo».
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Concordo su tutto, ma “Devono sempre farti vedere il seno, le cosce… Di una donna che è subito pronta a dare tutto, il maschio non sa che farsene…”
Beh, il maschione saprebbe che farsene se l’esibizione fosse finalizzata a DARE (anche qui: un buco non DA’ nulla, RICEVE. E’ un fatto fisico e anche i maschietti evirati mentalmente hanno sempre preso per buono questo modo di esprimersi) e non invece esclusivamente a PROVOCARE!
Io in questo giochetto al massacro non ci sono MAI caduto e mi sono sempre divertito un mondo, sia con le FEMMINE (dire DONNE pare troppo), ma altrettanto a perqulare i MASCHIONI (dire UOMINI è decisamente fuori luogo) sempre in balia del vulvometro.
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Ah, per chi iniziasse a battere i piedini per quello che ho scritto sul DARE, volevo precisare che anche le donne, quelle vere, possono farlo, ma nel DARSI (o CONCEDERSI), non nel DARE, proprio per i motivi sopra spiegati.
E nessuno può farci nulla, ché questa è e sempre sarà la NATURA, ad onta dei pazzoidi che vorrebbero ridurla a un fatto culturale, quando va bene, o addirittura umorale.
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