Più stato, meno concorrenza. Il capitalismo secondo Meloni. L’esecutivo si muove seguendo un’ideologia che dà un ruolo centrale allo stato nella governance delle imprese. Dalla rete Tim alla transizione al motore elettrico, il governo controlla tutto con la logica dello spoils system

(ALESSANDRO PENATI – editorialedomani.it) – «Il capitalismo Meloni-style sta ridisegnando la governance delle imprese italiane», titola Bloomberg riflettendo la preoccupazione degli investitori esteri per l’interventismo del governo. In discussione non è il ruolo dello stato nell’economia, né il dirigismo, che non nasce con il governo Meloni. Quello che colpisce è il filo rosso che lega norme, interventi e dichiarazioni del governo: un’ideologia che attribuisce un ruolo centrale allo stato nell’iniziativa economica e nella governance delle imprese; e guarda con scetticismo l’economia di mercato, la concorrenza, l’integrazione economica e finanziaria e i principi ispiratori delle istituzioni europee. Si ha l’impressione che per il Governo debba prevalere il primato della politica nazionale sulle regole del mercato, della concorrenza, e dell’Europa, visti come vincoli e non elementi positivi per la crescita. E’ una politica che aumenta l’incertezza di investire in Italia, aumentandone rischi e costi. Perché la nostra economia dipende dai capitali stranieri e dall’integrazione europea.
Nel 2022 c’erano appena 220 società quotate in Borsa, 14 in meno di 7 anni; 15 le revocate a fronte di 3 nuove quotazioni. Ma poco meno della metà dei titoli quotati è detenuta da stranieri, quasi il doppio della porzione di famiglie, fondi e banche italiane messi insieme. Lo Stato dipende dai capitali stranieri per controllare le partecipate pubbliche (come Kkr per la rete Tim e Macquarie per OpenFiber). E la maggioranza del capitale delle nostre banche appartiene ad azionisti stranieri. Nel private equity la maggioranza sono operatori esteri e contano per l’82 per cento degli investimenti in Italia. Investitori stranieri detengono 628 miliardi di titoli di stato, contro i 404 delle nostre banche o i 248 delle famiglie italiane. La principale fonte di crescita del paese sono le esportazioni. La Bce, nonostante gli errori fatti, ci hanno assicurato 20 anni di stabilità dei prezzi dopo decenni di iperinflazione e svalutazioni; e le istituzioni europee ci hanno garantito contro il rischio di un default sul debito pubblico. Promuovere un’ideologia che osteggia un’economia di mercato, integrata in Europa e aperta ai capitali stranieri, è un rischio troppo grande per il paese.
Il governo ha defenestrato l’amministratore delegato di Enel, che ha capitale detenuto in maggioranza da investitori esteri, senza spiegarne le ragioni ed esplicitare gli obiettivi per il nuovo management. In Terna, quotata, la nuova amministratrice delegata, manda a casa il Chief Financial Officer senza motivarne le ragioni o informarne gli investitori, e senza un rimpiazzo pronto. Sono grandi società quotate e internazionali, ma il governo adotta uno spoils system da pubblica amministrazione.
Tim
Il governo vuole creare e controllare la rete unica internet e, nonostante le ristrettezze delle finanze pubbliche, trova i soldi per partecipare direttamente, assieme a F2I e Cdp, all’acquisto della rete di Tim da parte di Kkr. Alla fine, Cdp uscirà da Tim, che si fonderà con la sua controllata OpenFiber, altrimenti destinata al dissesto, trovando il modo di depotenziare Cdp nella governance per salvare la faccia con l’Antitrust. Lo stato avrà il controllo gestionale della rete, e quindi sul consenso legato all’impatto sull’occupazione, mentre a Kkr andranno i lauti dividendi che la regolamentazione assicurerà, come già accaduto con Terna, Enel, Eni, Snam, Italgas, Autostrade. Allo Stato il controllo, ai capitali privati i dividendi. A pagare saranno gli utenti di internet che, con le tariffe, dovranno sostenere investimenti, costo degli esuberi e onere del debito che la nuova società di accollerà. Ma per governo, concorrenza e diritti dei consumatori vanno sacrificati sull’altare delle ragioni della politica e del consenso, come ben dimostrato anche dalla strenua difesa delle concessioni per gli stabilenti balneari e per le licenze dei taxi.
Poiché Vivendi, per vendere la rete Tim, vorrà negoziare una via di uscita al vincolo sul 40 per cento in Mediaset, il governo si troverà a intervenire anche nella società dei Berlusconi, che sostengono un partito di governo. E ha usato il Golden Power per blindare il controllo di Tronchetti Provera in Pirelli, contro il socio cinese voluto dallo stesso Tronchetti Provera otto anni fa, dimostrando di voler passare al vaglio qualunque straniero voglia investire in Italia. Invece di attirare capitali esteri, aumenta ancora il peso dello stato nelle imprese. Così il governo lancia un Fondo Sovrano per lo Sviluppo come non bastassero Cassa Depositi e Prestiti e Invitalia. E invece di uscire da Mps chiudendo una ristrutturazione che si trascina da 15 anni, sottoscrive l’ennesimo aumento di capitale per mantenerne il controllo.
Con un emendamento al Dl Capitali per aumentare il diritto di voto maggiorato il governo entrerebbe a piedi uniti nella contesa fra Caltagirone e i vertici di Generali e Mediobanca, contro gli investitori internazionali che hanno nominato quei vertici a larga maggioranza.
Battaglia di retroguardia
La transizione all’auto elettrica è ineludibile: è la direzione in cui vanno Cina e Usa, i due principali mercati al mondo, attirando così in un anno 500 miliardi di investimenti diretti per raggiungere le economie di scala necessarie ad abbattere i prezzi delle auto e costruire l’infrastruttura necessaria ad alimentarle. Investimenti da noi scoraggiati in virtù di una battaglia di retroguardia a difesa del biofuel dell’Eni e del settore componentistica legato al motore endotermico, destinato al declino. Così il governo taglia gli investimenti pubblici per la rete di ricarica; e mentre nel resto d’Europa c’è la corsa a incentivare gli impianti per le batterie e semiconduttori, noi puntiamo sul Ponte sullo Stretto.
Ma è la tassa sugli extra profitti bancari che ha mostrato il vero pregiudizio ideologico del governo. Gli extra profitti sono quelli di un monopolista, mentre il sistema bancario opera in concorrenza. Se i profitti sono eccessivi, non sono le tasse ma è la maggiore concorrenza la politica giusta. Negli Usa le banche hanno aumentato i tassi per difendersi dalla forte concorrenza dei fondi di mercato monetario; mentre da noi la distribuzione dei prodotti finanziari è dominata dalle banche che non vogliono farsi concorrenza in casa. Decidere arbitrariamente che un profitto è eccessivo in un settore aperto alla concorrenza è un precedente pericoloso: perché, un domani, non tassare gli «extra profitti» di Campari che ha aumentato il prezzo dell’Aperol perché la voglia di tempo libero ha aumentato la domanda di spritz? E la Commissione ha dovuto ricordare al ministro Urso che il costo dei biglietti aerei è deciso dal mercato. Sempre Urso addita la «speculazione» sul prezzo della benzina, quando è dovuto principalmente al carico di imposte alle quali il governo non vuole rinunciare.
I consumatori devono essere informati e avere la possibilità di scegliere liberamente tra alternative concorrenziali; ma essere consapevoli delle loro scelte. Chi ha fatto un mutuo a tasso fisso ha pagato per anni di più per assicurarsi contro un rialzo dei tassi; chi ha optato per il variabile ha beneficiato a lungo di minori tassi, un vantaggio che in parte ora viene eroso. L’automobilista che non voleva pagare i 2,7 euro il litro del benzinaio passato all’onore delle cronache, poteva farlo per meno di 2 solo 18 chilometri dopo. Ma fa parte dell’ideologia di questo Governo intervenire nelle libere scelte dei consumatori, se questo genera consenso.
La redditività delle banche è la via maestra per ricapitalizzarle dopo anni di crisi, rendendo il sistema europeo solido in vista di un possibile rallentamento economico. Tassarle ha significato interferire con la vigilanza prudenziale della Bce, proprio quando dipendiamo dalla banca centrale per scongiurare la speculazione contro il nostro debito pubblico.
Siamo alla vigilia del rinnovo del patto di stabilità e non ratifichiamo il Mes che dovrebbe tutelare le nostre banche in caso di crisi del debito. Un errore madornale che temo ci costerà caro.
Lo sa ,lo sa, è nel suo programma!
Non a caso è diventata Atlantista turbocapitalista!
Toglie ai poveri per dare ai ricchi!”
"Mi piace"Piace a 1 persona
È noto che i sinistrati non capiscano quello che leggono. Sempre, ovviamente, che leggano prima di scrivere cazzate.
"Mi piace""Mi piace"
Ma questo Penati di cosa ha paura? Della svendipatria finto-nazionalista meloni?? LOOOL….
"Mi piace""Mi piace"
La Quaestio Capital Management preoccupata per Vivendi? C’è Elliot caro Penati.
"Mi piace""Mi piace"
👍🏻Dario.
Quando incominciano a farsela addosso,mendicano.
Non me la aspettavo da Mackarie,doppio gioco?
Vivendi ok Singer,ma arabi dietro australiani,concordi?
"Mi piace""Mi piace"
Si c’è partecipazione.
Mesi fa Carlgen l’aveva appunto detta giusta,per risparmiare la pagherà due volte nel tempo.Non vuole mettersi contro certa gente,tu sai chi…
Vediamo se interviene il Nostro e ci da 2 dritte.
"Mi piace""Mi piace"
Non credo è preso.
Albi l’ho beccato su Advfn.
Giovedì mi ha mandato link di una video call riservata agli iscritti (3ore x 150 persone😅)su una community Discord dove l’avevano invitato 3 americani.A Uno l’ha mazzuolato talmente tanto che ha dovuto correggere un video del suo vlog.Era in diretta alle 18,mentre i John Waine erano in piena notte per fuso orario.
Orgoglio meneghino😊.
Purtroppo ci sono policy che negano la condivisione.
Questo il video nuovo che gli ha fatto correggere,non so se tu ne capisci qualcosa.
"Mi piace""Mi piace"
Sempre il solito! Non ha mai tempo ma quando ci sono i sapientoni da zittire lo trova sempre.E magari lo ha fatto anche Gratis, non mi sorprenderei.😢😞
"Mi piace""Mi piace"
😁
È incredibile che loro stiano ancora su GME! Cosa si aspettano un nuovo shortsqueeze?😏
"Mi piace""Mi piace"
Direi fuori tempo massimo. Barattolo vuoto ormai.Questo mi sembra abbastanza convinto, i non pro che usano ancora il discrezionale mi fanno tenerezza.Beati loro
"Mi piace""Mi piace"
Ah dire il vero nemmeno gratis! Lo avevo invitato a una collaborazione saltuaria con un sito di recensioni letterarie (faccio parte dello staff)e non mi ha nemmeno risposto.
"Mi piace""Mi piace"
… Sedotta e abbandonata! Puoi sempre invitare me: sono bravo con le critiche, sai?
"Mi piace""Mi piace"
Si tratta solo di educazione,nient’altro.
Scusami sei sicuramente un provocatore intelligente e sai criticare più che altro i commenti delle persone,ma non ti ho mai visto criticare un articolo scrivendo una decina di righe.
Eppoi se hai voglia ci sono una decina di siti simili dove puoi mandare benissimo un’autocandidatura senza avere “spinte”.
Il problema è che all’inizio devi recensire i libri proposti dallo staff,non puoi scegliere tu.Ci vuole passione,tempo e non bisogna scoraggiarsi se la recensione non viene pubblicata.
Questo è un sito con cui ho collaborato per anni(adesso lavoro,gratis,per un altro sito.)Se vuoi iniziare da qui,e poi propormi le tue critiche da rigirare alla mia redazione volentieri.Se ti registri con un nickname riconoscibile posso leggerle di volta in volta e poi proporti.
https://www.sololibri.net/Collabora-con-noi.html
"Mi piace""Mi piace"
Ottima tecnica Rustica: prendermi sul serio. Mi hai spiazzato: brava!
Grazie comunque dell’invito, ma o “spinte” o niente, com’è facile capire, non sono mai riuscito a concludere nulla senza. 🙂
"Mi piace""Mi piace"
Di niente,molti che non hanno molta autostima si scoprono poi molto bravi.Lo si fa per la “comunità” alla fine.
"Mi piace""Mi piace"
Rustica 17.22.
Non mi impiccio visto che l’ultima volta mi ha fatto fare la figura del cretino.io mi riferivo(gratis) al fatto che lui sia un tipo fuori dalle righe e dagli schemi.Per dirti, Ho visto una sua mail 2021 dove una community web del settore gli offriva 50€ per 400 parole(che non sono pochi dove nel web tutti saltano di gioia quando pubblicano gratis). Per innervosirli e prenderli in giro gliene chiese 150 e poi al loro rifiuto pubblica come user premium gratuitamente con gli utenti che lo bombardarono di richieste di precisazione. Per dirti il personaggio. Non credo che l’abbia fatto per maleducazione.Alla fine di tutto però,che vada a quel paese.😉
"Mi piace""Mi piace"
“mi riferivo(gratis) al fatto che lui sia un tipo fuori dalle righe e dagli schemi”.
Che strana la vita: io lo trovo inquadratissmo invece, al limite dello stereotipato.
Certo non sono i fatti che rendono un uomo straordinario, ma i moventi degli stessi. E le vere cause sono spesso imperscrutabili, spesso anche per l’interessato.
Comunque: de gustibus…
"Mi piace""Mi piace"
Solo per precisare, visto i precedenti,che tu conosci.
Ho una moglie e 3 figli grandi e non sono certo innamorato di chi sai tu.Mai detto che sia straordinario,anzi mi vien da ridere a sentirlo dire.
Non puoi conoscere una persona da quello che scrive su un blog “generalista”.Anzi io,che lo conosco di persona,sono rimasto scioccato che lui scrivesse qui (e soprattutto per quello che scrive.)È lui che mi ha fatto conoscere Infosannio.
Chiusa qui, per me. Che poi domani interviene e finisce come l’ultima volta. È giusto che tu ti sia fatto una tua opinione.Sai che però io non cerco la polemica.ciao
"Mi piace""Mi piace"
“Mai detto che sia straordinario”.
Ah, mi ha tratto in inganno “un tipo fuori dalle righe e dagli schemi”.
Scusa, non lo faccio più.
Ciao.
"Mi piace""Mi piace"
Dario,
“ bombardarono di richieste di precisazione”, meglio dire “asciugare”
🤭
"Mi piace""Mi piace"
Qualcuno spiegi all’articolista che il mercato italiano è intestato da falsi imprenditori che reclamano la concorrenza quando speculano sui bisogni del popolo e pretendono che lo stato si faccia carico dei loro fallimenti.
"Mi piace"Piace a 1 persona