
(di Charlotte Matteini – ilfattoquotidiano.it) – Migliaia di volontari per far fronte alla gestione di un evento con un giro d’affari potenziale di diverse centinaia di milioni di euro. Stiamo parlando della Ryder Cup 2023, la più importante manifestazione internazionale di golf, nonché il terzo appuntamento sportivo più seguito al mondo dopo le Olimpiadi e i Mondiali di Calcio, che si svolgerà a fine settembre negli spazi del Marco Simone Golf & Country Club di Guidonia, circolo romano di proprietà della famiglia Biagiotti. “Quello che ci prepariamo ad ospitare è un evento stratosferico, che porterà benefici all’Italia. La Ryder Cup lascerà tanto sotto il punto di vista sportivo, del turismo, con gli alberghi della Capitale già pieni in vista di un appuntamento planetario”, dichiarava nel 2022 Franco Chimenti, presidente di Federgolf. E a ragione, perché le stime più prudenti calcolano un introito pari a circa 500 milioni di euro di indotto complessivo e che potrebbe addirittura arrivare a sfiorare il miliardo di euro.
I biglietti per assistere all’evento sono piuttosto cari – non che questo rappresenti un elemento di grande stupore: gli abbonamenti settimanali partono da 1.000 euro e i biglietti hanno prezzi che vanno dai 175 ai 610 euro a giornata. L’organizzazione si aspetta un afflusso di oltre 50mila spettatori giornalieri provenienti da decine di Paesi nel mondo e gli hotel della zona hanno registrato il sold out diversi mesi fa con tariffe che per l’occasione hanno raggiunto cifre stellari, pari a diverse migliaia di euro per pochi giorni di pernottamento. “Più fortunati da questo punto di vista i 1.200 volontari che collaboreranno alla manifestazione”, scriveva l’agenzia di stampa Ansa pochi mesi fa. Ebbene sì, perché la Ryder Cup, nonostante il fatturato da capogiro previsto e gli svariati milioni di garanzie e finanziamenti pubblici a sostegno della manifestazione, si avvarrà del lavoro di migliaia di volontari che presteranno il proprio tempo e la propria competenza in maniera totalmente gratuita. Non che questo approccio sia una grande novità, ahimé, anzi è una tradizione ormai consolidata, dall’Eurovision alle Olimpiadi. Nonostante, appunto, i fatturati plurimilionari.
I ruoli da coprire ricercati dall’organizzazione sono svariati e vanno dall’addetto all’accessibilità al conducente di golf cart passando per l’addetto ai media e l’assistente al pubblico. I volontari devono parlare perfettamente inglese ed essere disponibili a lavorare almeno quattro giorni sui sei totali di gara per un minimo di 6 ore a turno. Ai volontari non verrà richiesta alcuna quota per lavorare all’evento, specifica sul sito l’organizzazione, – e ci mancherebbe altro – ma è preferibile che risiedano in Italia perché Ryder Cup non può farsi carico delle spese di vitto e alloggio di chi viene da fuori. Affermazione quantomeno sorprendente dato che si tratta di un evento che prevede l’incasso di svariate decine di milioni di euro dalla vendita di biglietti e dagli sponsor, nonché un finanziamento pari a 60 milioni di euro di fondi pubblici e una garanzia statale – una sorta di fidejussione – da 97 milioni di euro.
Per non parlare del fatto che l’edizione italiana risulta essere la più costosa della storia della manifestazione con un budget pari a 157 milioni di euro per il complessivo progetto Ryder Cup 2023, che comprende investimenti in infrastrutture per la viabilità e l’accoglimento dei turisti, attività di marketing e promozione del circolo Marco Simone e lo sviluppo del del movimento golfistico italiano con eventi e iniziative da organizzare tra il 2016 e il 2027. Per fare un paragone, l’edizione del 2018, assegnata alla Francia, costò 40 milioni di euro. Quattro volte meno di quella italiana. Possibile, dunque, visto il giro d’affari e il budget previsto, che all’interno del bilancio non sia stato possibile allocare una somma per retribuire le migliaia di volontari che lavoreranno all’evento?
Ilfattoquotidiano.it ha posto la domanda direttamente all’organizzazione della Ryder Cup 2023, che ha replicato sottolineando: “Avremo 1.600 volontari in totale, provenienti da 30 paesi diversi. Il golf ha una forte tradizione di volontariato, così come molti altri sport/festival, comprese le Olimpiadi, e molti dei nostri volontari della Ryder Cup 2023 si sono ora offerti volontari in più Ryder Cup e si divertono a far parte di uno dei principali eventi sportivi del mondo. Abbiamo ricevuto più di 10mila candidature da parte di persone che desideravano fare volontariato presso Marco Simone. Tutti i volontari ricevono un pacchetto di abbigliamento e merchandising della Ryder Cup, oltre al catering durante l’evento, e hanno la garanzia di un biglietto per familiari/amici senza dover partecipare allo scrutinio. Ciò è coerente con altri eventi su larga scala in tutto il mondo che hanno un programma di volontariato”.
Pezzenti ?
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In premio: la maglietta il cappellino il biglietto il panino, bello professionale. Milletrecento volontari (1300) per un evento privato, questo lo chiama coerente.
In effetti quando si tratta di far volare palle questi qui sono secondi a nessuno.
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Essendo ” volontari” , chi non è interessato non si presenterà. Non vedo il problema.
Anche tutte le Associazioni di ” volontariato” non pagano, mai nessuno si è lamentato. Ne abbiamo una ricchissima proprio in questi giorni a Rimini che si regge tutta sul volontariato, come quasi tutto ciò che riguarda la religione.
Ma si spara sul laico golf, per l’immaginario collettivo ” gioco da ricchi”. Giusto per aizzare un po’ ” gratis”: con le cose pseudo religiose non si può…
Ci sono tanti bambini/ragazzi/ adulti che in ogni manifestazione sportiva si attivano volontariamente per fare qualcosa, passare il tempo in un ambiente per loro interessante, vedere da vicino il gioco ” gratis”, fare parte dell’organizzazione, incontrare campioni vecchi e nuovi. Se ci fosse una altrettanto importante partita di calcio internazionale ( il calcio muove ben più soldi…) pensate non ci sarebbero volontari?
Chi è interessato andrà e chi non lo è starà a casa, e se gli organizzatori non troveranno abbastanza “volontari” saranno costretti a pagare.
Problema inesistente.
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Ho capito bene? Il GOLF ha seguito solo dietro Olimpiadi e Mondiali di calcio?
Ma è possibile?
E la Formula 1 e la MotoGP, allora?
Ma poi, come si fa a fare gli ‘spettatori’ in una partita di golf? Dove stai, appollaiato vicino alle buche e alle bandierine?
X Carolina: sarebbe più coerente in ogni caso prevedere un pò di quei dindini che vengono fuori dall’attività anche per compensare i ‘volontari’. Pare che i miliardari non siano molto generosi con i plebei che per ragioni loro, decidono di farsi sfruttare aggratis.
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Magari i dindini potrebbero compensare anche, ad esempio, i volontari presenti al Meeting di Rimini, o i volontari dei partiti ai gazebo e alle millanta Feste dell’Unità.
Allora non sarebbero più ” volontari”
Chissà perché si parla del golf che, si, è il terzo sport più popolare al mondo e non è considerato solo uno sport per ricchi, altrove.
Anche da noi ci sono campi pratica, campetti, CUS ( Ferrara ad esempio) in cui giocare costa meno della palestra.
L’Italia non è il centro del Mondo: il fatto ad es. che da noi il baseball non sia gettonato non significa altrove non sia lo sport più praticato.
Si, per un appassionato stare ” appollaiato” a vedere un campione mettere a segno un colpo impossibile è una cosa molto interessante. Il golf è uno sport difficile in cui giochi contro te stesso, per migliorare ogni volta: se sbagli non te la puoi prendere con gli altri che a loro volta non giocano ” contro ” di te. Il rispetto delle regole e la cortesia nei confronti degli ,” avversari” sono fondamentali, pena squalifica.
Non è importante vincere quanto migliorarsi. E man mano che ti migliori, vincere diventa sempre più difficile.
È uno sport molto educativo, non a caso per i bambini / ragazzi che dimostrano passione, ci sono corsi residenziali gratuiti.
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