Fino a Ferragosto sul nostro personale podio delle dichiarazioni ministeriali più imbarazzanti svettava l’uso delle caserme di Carlo Nordio per arginare il sovraffollamento delle carceri, proposta subito bocciata […]

(di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – Fino a Ferragosto sul nostro personale podio delle dichiarazioni ministeriali più imbarazzanti svettava l’uso delle caserme di Carlo Nordio per arginare il sovraffollamento delle carceri, proposta subito bocciata per secolare impraticabilità . Subito sostituita dalla ideona di combattere i suicidi dietro le sbarre ampliando i colloqui telefonici dei detenuti con i loro familiari (una telefonata allunga la vita diceva negli anni ’90 Massimo Lopez ma era uno spot comico). Il Guardasigilli dunque se la batteva con il collega dei Beni Culturali , Gennaro Sangiuliano lesto a offrire il Colosseo o l’Arena di Verona (ma anche entrambi) come location della demenziale sfida Musk-Zuckerberg . Finché i due non hanno desistito, forse per una crisi di pudore, non però il nostro Genny.

Questo equilibrio è durato fino alla sera del 15 agosto quando i tg hanno rilanciato, all’unisono, il tradizionale bilancio dei reati a cura del Viminale, con le seguenti parole: “Si registra anche un lieve calo dei femminicidi dall’inizio del 2023 che fino al 31 luglio sono stati 71, meno 7,79%, di cui 57 in ambito familiare-affettivo, 35 dal partner o dall’ex”. Immaginiamo che quel conteggio, partecipe e commosso come il bollettino della viabilità a cura dell’ Anas, dovesse rassicurare gli italiani sul contenimento del fenomeno. Come se le quattro o cinque donne, che “nell’analogo periodo dell’anno”, non sono state sparate, accoltellate , sventrate, tagliate a pezzi, strozzate, picchiate e torturate fino alla morte rendessero in qualche modo più accettabile il fatto che le altre 71 siano invece state sparate, accoltellate, sventrate, tagliate a pezzi, strozzate, picchiate e torturate fino alla morte. “Di cui 57 in ambito familiare-affettivo e 35 per mano del partner o dell’ex” (ad essere precisi).

Ci permettiamo di chiedere al ministro degli Interni Matteo Piantedosi (che sicuramente possiede dosi di sensibilità umana superiori al testo dei suoi comunicati) se non ritenesse più giusto (e meno vergognoso) non mescolare le 71 storie intrise di sangue innocente, pietre miliari di un orrore italiano, ai dati delle rapine o dei furti negli appartamenti? Finché qualcuno nel governo (non osiamo sperare la premier Giorgia Meloni) non sarà capace di pronunciare una parola, non burocratica o indifferente o rassegnata, riguardo alla strage che si accanisce sul genere femminile (e senza apparenti rimedi), il podio più alto dell’indecenza di governo sappiamo a chi assegnarlo.