IL RITORNO DELLA VECCHIA PRESCRIZIONE – Effetti. Con la legge Orlando, indagati e imputati potranno contare sull’estinzione quasi certa dei reati: a sperare sono anche inquisiti illustri come la ministra del Turismo […]

(DI ANDREA COTTONE E PAOLO FROSINA – ilfattoquotidiano.it) – Come in un grande gioco dell’oca, la prescrizione torna al punto di partenza: la riforma dell’allora Guardasigilli, Andrea Orlando. E il suo ritorno potrebbe diventare una manna dal cielo per imputati, presenti e futuri. Si tratta dei processi, in corso o futuri, per tutti i reati commessi dopo il 1° gennaio 2020, cioè quelli a cui si applicano sia la riforma Bonafede, che ha bloccato la prescrizione alla sentenza di condanna in primo grado; sia quella della ministra Cartabia sull’improcedibilità. Se la proposta di centrodestra e renziani andasse in porto, la nuova disciplina – che ricalca, come detto, quella della vecchia legge Orlando – andrebbe applicata a tutti gli imputati e indagati in quanto più favorevole al (presunto) reo. E andrebbe a impattare su un quadro tutt’altro che lusinghiero in cui il susseguirsi delle riforme ha creato una sorta di stasi nei numeri.
Sono stati, infatti, 104mila 276 i processi andati in fumo nel 2021 (ultimo dato utile) a causa delle prescrizione. La parte del leone, naturalmente per la mole trattata, va al primo grado di giudizio dove fra tribunale ordinario, gip/gup, sono oltre 77mila i reati dichiarati prescritti. Ma, nonostante i numeri in valore assoluto, è ancora una volta il secondo grado di giudizio che fa registrare il maggior indice di “mortalità” dei reati, un vero e proprio imbuto. Se, infatti, il numero registrato dalle Corti d’appello, in assoluto, dice che nel 2021 le prescrizioni sono state 23.478 – quasi un quarto del totale – è andando a vedere l’incidenza sui processi definiti che tutto appare più chiaro. Le oltre 77mila prescrizioni in primo grado rappresentano il 74,8 per cento del totale ma la loro incidenza sui processi definiti è del 15,5 per cento. In appello la prescrizione ha inciso nel 2021 per il 22,2 per cento dei processi celebrati. Un dato, comunque, in miglioramento (era il 25,9 per cento nel 2019, il 2020 non può essere preso in comparazione causa Covid) ma che indica comunque come in appello quasi un processo su 4 non arriva a sentenza. Gli stessi dati che avevano indotto l’allora ministro Bonafede a introdurre la sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado. Andando poi a guardare dentro quei processi prescritti ci si accorge (dati 2018) che in primo grado il 47,2 per cento dei reati di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, con aggravante, non arriva a sentenza: quasi uno su due. Così come il 42,4 per cento dei processi per corruzione di persona incaricata di pubblico servizio. Mentre in corte d’Appello “vince” l’indebita percezione di erogazioni a danni dello Stato (30 per cento netto) e anche la corruzione di pubblico ufficiale col 28,6 per cento.
Una situazione che l’intervento successivo della ministra Marta Cartabia non ha migliorato, anzi. All’inaugurazione dell’anno giudiziario, il primo presidente della Corte di Cassazione, Pietro Curzio, aveva messo in guardia da alcuni effetti distorsivi che avrebbe portato le corti d’Appello a dare priorità ai processi sorti dopo il 2020 per non farli finire nella tagliola della improcedibilità, lasciando indietro gli altri.
È complesso riuscire a prevedere l’impatto del “ritorno al passato”, il susseguirsi degli interventi non ha ancora creato un dato certo: quando la riforma Orlando, datata agosto 2017, ancora non aveva dato risultati – la prescrizione veniva sospesa per un totale, fra primo e secondo grado, proprio di tre anni – interveniva la Bonafede che poteva essere applicata, però, dal 2020 in poi. E quando ancora non si poteva misurare l’impatto di questa, c’è stato l’intervento della Cartabia. Di certo, col ritorno alla riforma Orlando chi potrebbe festeggiare, in astratto, potrebbe essere la ministra del Turismo Daniela Santanché: qualora la Pitonessa fosse rinviata a giudizio, la tagliola della prescrizione potrebbe abbattersi anche in Appello e in Cassazione sulle eventuali accuse di bancarotta e truffa ai danni dello Stato (quest’ultima per aver fatto lavorare una dipendente in cassa integrazione Covid). Nonché sui falsi in bilancio commessi dal 2020 in poi, in particolare quelli delle società non quotate (per cui i termini sono molto più brevi).
E poi centinaia di altri imputati politicamente meno esposti ma altrettanto di peso, come i rettori della Statale e del San Raffaele di Milano, Elio Franzini ed Enrico Gherlone, rinviati a giudizio per turbativa d’asta in relazione a un concorso pilotato tra il 2020 e il 2021. Possono sperare pure i due dipendenti di Rete ferroviaria italiana appena condannati a tre anni in abbreviato (per disastro ferroviario e omicidio colposo plurimo) per il deragliamento del Frecciarossa vicino Lodi il 6 febbraio 2020. E persino A.T., 52enne veronese a processo per aver legato con il guinzaglio del cane il figlio adolescente della compagna per impedirgli di difendere la madre durante il lockdown.
Smantellare la giustizia equivale a danneggiare un organo importante della democrazia. Tipo il fegato.
Democrazia peraltro già morta e sepolta, uccisa dalla mancanza di ossigeno informativo direi soprattutto.
Bisognerebbe farle l’autopsia.
Senza giustizia si torna al medio evo, o al Far West, dove chi ha potere può fare tutto quello che vuole, e chi non ne ha può solo subire in silenzio qualsiasi cosa.
Ma la giustizia non serve solo al povero e nullapotente.
Senza giustizia arrivano i briganti che assaltano le diligenze nel bosco e rapinano i ricchi, arrivano i pirati e gli arrembaggi alle navi, i buoni e i ragionevoli si estinguono, e fanno carriera i cinici e i prepotenti.
Tutta la società ne risente in negativo, anche la parte privilegiata.
Ma vallo a spiegare a chi ha, ormai mi sembra l’unica spiegazione possibile, l’ordine di distruggere il paese, per renderlo più facilmente sfruttabile e acquisibile.
Non c’è peggior sordo di chi è strapagato per non sentire.
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“Senza giustizia si torna al medio evo”: ma finiamola, evoluzionisti a susta!
E’ stata proprio la sua progressiva assenza, ciò che ci ha condotto ad oggi e a quello che vediamo.
“La propaganda è un’arma potentissima, una magìa, e miete vittime, eventualmente anche persone di valore.” (cit.)
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Non volevo dire che ora siamo evoluti, mi sono spiegato male.
Volevo dire che la democrazia è un organismo fragile e delicato, e la nostra è morta da tempo, ammesso e non concesso che sia mai nata.
Forse la democrazia è una chimera, forse non è mai esistita ed è ormai il nome che si da a dittature di fatto.
Che poi nel medio evo si stesse meglio posso anche accettarlo volendo. Se la salute di una società si misura col benessere e non col benavere, temo che quella attuale sia una delle peggio riuscite della storia.
Che la soluzione sia una monarchia esplicita lo stradubito però, a meno che il re non sia persona illuminata e che faccia figli solo illuminati, il che è statisticamente improbabilissimissimo.
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Sono abbastanza d’accordo, ma anche per restare solo al “benavere”:
“Affinché un aristocrate e, a maggior ragione, un Monarca sia disonesto rispetto al suo Paese, occorre che lo sia fino alla stupidaggine, cosa molta rara [visto che è tutto suo! ndr.]. Ma affinché un ‘Tartempion’ della democrazia portato al potere da una combutta anonima che lo ha raccolto dal fienile, se non dal letamaio, sia onesto, occorre che lo sia fino al disinteresse e fino al sacrificio eroico. Ciò è altrettanto poco frequente, poiché i Cincinnati costituiscono l’eccezione e, quand’anche ne esistano, non sono proprio essi che vengono portati al potere e che si fan beneficiare dei crediti. Ecco perché i regimi politici dove gente di questo stampo sta al potere sono talmente esaltati dagli ‘uomini del progresso’, questo preteso progresso essendo il loro rastrello e la leva della loro potenza a detrimento della masse cieche.”.
Ne avevamo già discusso qui:
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E sulla presunta democrazia qui (ripropongo anche se pare non serva a molto):
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Azz ti avevo scritto una risposta articolata ma è sparita.
Forse ricompare forse no, te la riassumo:
Siamo d’accordo che attualmente la democrazia è tale solo per la propaganda, ma non credo significhi che non possa esisterne una reale e funzionante. Un piccolo gruppo di persone, o al limite una coppia, possono vivere democraticamente insieme anche se è complicato, quindi è possibile in teoria anche per un gruppo più grande, e più grande … fino a un’intera società.
Il fatto che non sia mai successo non lo esclude. E poi magari è successo, diciamo che la storia non è il mio forte.
Bisognerebbe mettersi lì e pensare quali regole potrebbero renderla possibile.
Certo il potere non sarebbe d’accordo e farebbe di tutto contro. E fa di tutto contro anche attualmente, per cui si potrebbe ipotizzare una naturale tendenza alla democrazia, combattuta e repressa dal potere, naturale tendenza a prevaricare.
Penso dipenda anche dagli individui che compongono la società, a seconda che tendano a collaborare o a prevaricare appunto.
E’ un po’ come nella teoria dei giochi: la democrazia secondo me è il gioco che rende meglio in media, quindi conviene.
Basterebbe fermare le spinte dei singoli a creare situazioni peggiori per tutti ma migliori solo per loro, anche se non saprei come.
La monarchia\oligarchia è un sistema che mi pare non abbia modo di autoaggiustarsi se va fuori equilibrio, se non con le rivoluzioni.
Come in una famiglia patriarcale se il padre è un’ottima persona rende al massimo, altrimenti affonda.
E non è detto che uno che ha “tutto” sia soddisfatto, anzi. Se dentro è insoddisfatto non lo sarà mai neppure fuori, e allora magari vuole il reame del vicino, o una piramide d’oro …
Io voto per la democrazia, però vera, non questa copia in plastica che ci hanno rifilato.
Se non si può avere sono per il MCP (movimento di corruzione popolare: raccogliamo un tot di soldi e corrompiamo i parlamentari perchè facciano leggi utili e giuste). Se non si può avere nemmeno questo sono per farmi la mia vita nel miglior modo possibile, e gli altri vadano dove devono andare.
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Bella discussione dai.
Vi è Fabrizio che esprime un pensiero proprio, scrivendo con un italiano corretto ed elegante, con modestia e buone maniere.
Poi vi è l’altro interlocutore che con fare saccente e sciocco riesce a biascicare tre parole per poi aggrapparsi al Jolly copia-incolla.
Insomma theOriginalGatto.
Diamogli tempo e giustifichiamolo, era un po’ arrugginito, gli manca un po’ di allenamento.
Forza Gatto tifiamo per te e per la tua miglior forma.
Un bacio
Ahahahah
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Seriamente.
Io non ho nessun fare saccente.
E come potrei mai, visto che non mi avvalgo di “un pensiero proprio”, caratteristica della moltitudine moderna che, oggi più che mai, crede di sapere?
Invece, cito chi, in modo eccellente ed eloquente, come meglio io non saprei fare, ha espresso un pensiero (che poi non sarebbe nemmeno un pensiero, nel senso corrente del termine…) che condivido al 100% e che non è necessariamente sempre Guénon.
Per fare ciò, su un blog, non mi resta che copia incollare.
Come anticipavo, lungi da me, soprattutto su questioni di questo tipo, appoggiarmi a “un pensiero proprio”: non varrebbe nulla, come di fatto, nulla vale la doxa (se hai capito cosa intendo, ma dubito fortemente, tutto ciò è ricollegabile a ciò che ho scritto tra parentesi, poco sopra): sempre a proposito del fatto che avrei un fare saccente!
E se non fossi sicuro che, dietro la tua solita bolsa celia che solo tu trovi così divertente, in realtà dissimuli una critica tremendamente seria alle procedure epistemologiche su cui mi appoggio (e non potrebbe essere altrimenti, per chi ha costruito la sua forma mentis a pane e università, abituato com’è a spezzare il pane della scienzah ai poveri mortali, sempre a proposito di modestia…), non ti avrei risposto così, scrivendo con un italiano comprensibile, almeno spero, con modestia e buone maniere.
Sia chiaro: è la prima e anche l’ultima volta!
Non credo, sia detto senza offesa, ne valga proprio la pena.
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Alla fine,qualcosa di buono esce.Una super.cazz.ola più ricevibile.
La tremenda paura dell’errore e della critica porta spesso a trincerarsi dietro, ops a fare i segretari di Guenon o di Evola.Non si va troppo lontano.Se ti rende felice e rassicurato meglio così.
Evito di entrare nel merito di δόξα ed ἐπιστήμη,perché non lavoro gratis soprattutto nei periodi di ferie.
Pungerti nel vivo serve.
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Io invece lavoro sempre gratis, soprattutto quando per certi “lavori”, non potrebbe essere mai essere una questione di stipendio, come l’avete abbassata voi membri delle cittadelle (sarebbe meglio dire: borgate) della (pseudo)conoscenza.
Sempre a proposito di modestia e di saccenteria, il fatto che tu riporti i termini in greco, la dice lunga: bastava l’taliano.
Ognimodo, anche qui hai dimostrato di non capire ciò che intendevo: non contrapponevo affatto δόξα a ἐπιστήμη, ma a ὀρϑοδοξία, la tua visione della ἐπιστήμη essendo ben più vicina alla deriva semantica subita nei tempi moderni con la locuzione “teoria della conoscenza” che alla γνῶσις, della quale era un perfetto sinonimo.
Per il resto, non hai proprio gli strumenti per capire la questione: il segretario di G. e E.
Ah ah ah!
Che mi tocca sentire…
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Quando non si sa nuotare, si finge di essere esperti della formula chimica del materiale del salvagente a forma di paperella e degli occhialini per non bruciarsi gli occhi.
Sempre stato così.
Ciao Umarell della conoscenza
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Visto che sei educato rispondi a Fabrizio che sta aspettando da ore.Ops volevo dire convinci Evola a rispondere a Fabrizio.
Senza ahahahahahah questa volta
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Ma, sai, ero un ottimo triatleta: proprio il nuoto non lo dovevi scomodare.
Questo è quello che succede a chi nuota con la paperella, non sapendo nulla della formula chimica del materiale del salvagente, né con chi ha a che fare.
Ciao anche a te, professionista dell’ignoranza.
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“Visto che sei educato rispondi a Fabrizio che sta aspettando da ore.”
Ti rendi conto di essere ridicolo?
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“La tremenda paura dell’errore”!
Ah ah ah! a cosa ti dice quella testolina?
Il sottoscritto ha una tremenda paura della Verità, altroché! Anche se non sufficiente per farlo desistere dall’impresa di conoscerla.
Arrendiamoci: siamo su due universi inconcigliabili. Meglio tornare a una sana perqulata, vah…
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Ok va bene è meglio
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inconci(g)liabili
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Non siamo ai livelli di “te l’ha porto a casa”, ma sì, grazie per la correzione!
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Di nulla.
Sai mi sento tanto solo ora che Carlgen mi ha cacciato.
Ahahahahah
Hasta la vista
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Ah, un’ultima cosa, per non lasciare nulla in sospeso: non ho mai fatto il segretario a Evola, ché non l’ho mai citato, pur conoscendolo molto bene.
Evidentemente (cit.), non hai mai letto una riga né dell’uno né dell’altro, se non per il tramite dei cliché che passa wiki (come, del resto, hai fatto anche con il copia incolla dei termini greci… ), ma pontifichi.
Sempre a proposito di modestia, di fare il saccente, di umarell della conoscenza, ecc., ecc…
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Io posso.
Io pubblico e sono fonte e foce di me stesso, ciò mi rende monarca.Tu sei un povero Tartempion della conoscenza proveniente dal fienile. E la discussione finisce qui poiché sono un aristocrate della gnoseologia: non posso essere disonesto su ciò che mi appartiene.
Adeguati.
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Questo si chiama nuotare! Ti lancio un salvangente simbolo della mia grande magnanimità. Adesso caro suddito ti toccherà aspettare un barcone dei migranti che ti raccatti su.La prossima volta ti convincerai subito a baciare l’anello del potere posto nel mio anulare destro.
Ahahahahjajaja
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Ah ah ah! Della serie: pubblica o muori! Dovresti conoscerlo molto bene il detto che gira dalle tue parti. Cosa non si farebbe per un posticino, anche all’ombra…
Noto che il ricercatorino ignoto, spicca per modestia e umiltà (che pretenderebbe dagli altri): “sono fonte e foce di me stesso”.
E poi pretende di capire qualcosa di Episteme: hai voglia di scriverla in greco!
PS: raccatti SU? Caspita… ahahah… Siccome l’anello del potere non ce l’ho, mi accontento se mi baci il cubo: la discussione finisce lì.
Saluti dal fienile.
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Non penserai di essere un “Cincinnato”?
Quindi non ti ribellare! Oggi hai pagato la tassa del sale raddoppiata.Domani vedremo.
E ricordati che io ho lo ius primae noctis su tutti i miei sudditi! Tu incluso.
Ahahahahahahah
Che spettacolo (cit)
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Per ritornare all’inizio, circa la propaganda, il medioevo ecc., il poveretto che striscia ci offre su un piatto d’argento, ciò che intendevamo dire a fabrizio (con questo accontentiamo il vermicello che ci esortava a rispondere a castellana):
Per dire, il livello di conoscenza di coloro che pubblicano.
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Prossima pubblicazione:
Titolo
“ Come perqlare una serissima ricerca epistemologica in 90 secondi”
Ahahahahahaj
Che meraviglia (cit)
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Ma quale Serpe… Cobra! 😄
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Il Trailer della prossima ricerca gnoseologica sulla monarchia.
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Fai clic per accedere a Manuale-uso-scaldabagno-Cosmogas-AGUAPLUS-60-140.pdf
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