Nella Procura di Firenze, per il ministro della Giustizia, ci sarebbe stata “grave violazione di legge”

ANSA

(di Andrea Vivaldi – repubblica.it) – Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha chiesto che venga esercitata l’azione disciplinare nei confronti del procuratore aggiunto di Firenze, Luca Turco, e del sostituto, Antonino Nastasi. Entrambi sono accusati dal ministro di aver commesso un “illecito disciplinare”. Tutto ruota attorno all’inchiesta della Procura fiorentina su presunti finanziamenti illeciti a Open, la fondazione nata per il sostegno delle iniziative politiche dell’ex premier, Matteo Renzi. Quest’ultimo è da tempo allo scontro con i pm fiorentini. Secondo Renzi e Marco Carrai, nel cda della stessa Fonazione, ci sarebbero state delle violazioni da parte dei magistrati. In particolare la Procura avrebbe trasmesso al Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, gli atti d’indagine sull’inchiesta. Compresi i contenuti estrapolati dai computer di Marco Carrai, di cui però la Cassazione aveva annullato il sequestro e sentenziato la restituzione “senza trattenimento di copia dei dati”.

Il ministro della giustizia, Carlo Nordio, in un Question time al Senato in risposta a un’interrogazione di Renzi, annunciò l’invio di ispettori dai pm fiorentini per un “immediato e rigoroso accertamento conoscitivo“. Gli ispettori hanno acquisito gli atti processuali e anche le relazioni dei capi degli uffici giudiziari di Firenze e Genova, dove Renzi e Carrai avevano presentato denunce verso i due pm in seguito alla vicenda. Ne è nata una relazione inviata al ministro, che ha deciso ora di richiedere il procedimento disciplinare.

L’accusa, secondo Nordio, verso entrambi i pm fiorentini è di una “grave violazione di legge determinata da negligenza inescusabile”, per non aver tenuto conto della sentenza della Cassazione. Il ministro ritiene inoltre che Turco avrebbe tenuto “un comportamento gravemente scorretto nei confronti della parte processuale Marco Carrai, divulgando dati e notizie sensibili e riservati provenienti dai supporti informatici a suo tempo illegittimamente sequestrati al Carrai, in violazione della statuizione della Corte di Cassazione”. Adesso sarà la Procura generale della Cassazione che dovrà decidere se avviare le indagini e nel caso depositare poi le valutazioni finali al Consiglio Superiore della Magistratura.

In seguito alle denunce di Renzi e Carrai, la Procura di Genova aveva avviato un’indagine per ricostruire i fatti. Il Copasir aveva chiesto informazioni sulla vicenda l’11 novembre 2021 per verificare l’eventuale presenza di “profili concernenti la sicurezza nazionale”. A febbraio 2022 la sentenza della Cassazione annullava il sequestro. Un mese dopo, l’8 marzo, venivano inviati da Firenze i documenti. La Procura di Genova aveva ritenuto “legittima” la richiesta del Copasir e “doverosa” la risposta di Firenze. E aveva di conseguenza chiesto di archiviare le denunce, spiegando che la sentenza di Cassazione comunque non “avrebbe consentito un rifiuto”, perché “non si è trattato di una indebita e intenzionale propalazione all’esterno del materiale sequestrato, bensì di una doverosa comunicazione istituzionale a un organismo parlamentare”. In seguito il tribunale di Genova, ad aprile scorso, aveva accolto la richiesta di archiviazione per quanto riguarda l’ipotesi di abuso d’ufficio. Mentre a maggio aveva respinto la richiesta di archiviazione, dando ragione in questo caso ai legali di Carrai, per la denuncia-querela verso Turco per falso ideologico in atti pubblici. In quel caso il gip aveva indicato altri quattro mesi alla Procura genovese per disporre “ulteriore attività istruttoria”. 

Nel braccio di ferro con i magistrati fiorentini, Renzi ha avuto ragione anche con una sentenza della Corte Costituzionale relativa al conflitto di attribuzione. La Procura, ha spiegato la Corte, non poteva acquisire le mail e chat del parlamentare o a lui direitti, usate per l’inchiesta, senza preventiva autorizzazione del Senato.