Dopo gli ultimi casi, alcuni chef e titolari di locali lanciano l’allarme sulla pratica di inondare i ristoranti di recensioni negative

(di Giulia Torlone – repubblica.it) – Non basterà una recensione negativa a far vacillare gli affari di un ristorante, ma quando se ne collezionano più di 200 in una sola giornata le cose cambiano.
È il caso dell’Osteria del Cavolo, a Finale Ligure, finita nel tam tam social dopo che una mamma aveva chiesto un piatto vuoto per condividere le sue trofie al pesto con la figlia e si è vista addebitare due euro per la stoviglia. L’indignazione del web è stata tale che in dodici ore centinaia di utenti hanno lasciato recensioni negative, una sorta di rimostranza per la questione del piattino. Così l’osteria è passata dall’avere cinque stelle di gradimento su Google, a tre. Tanti, però, hanno confuso l’osteria incriminata con un’altra, stesso nome però a Monza, e hanno riversato il loro disappunto sulla pagina web sbagliata. Stessa sorte per un bar di Gera Lario, nel Comasco, dove una coppia si è vista addebitare (anche qui) due euro per aver chiesto al gestore di dividere il loro toast a metà. Anche in questo caso, la foto dello scontrino è diventata virale e le recensioni negative sono esplose in poche ore.
Il review bombing
Questi sono gli ultimi casi eclatanti, ma non sono pochi i ristoratori al centro del review bombing, quel fenomeno per cui si collezionano numerose recensioni negative in un lasso di tempo molto breve. E tutte senza che il cliente abbia davvero consumato lì, ma perché ha preso posizione su un tema di cui tal ristorante si è reso protagonista. “La recensione negativa è diventata una minaccia” racconta Ciro Salvo, uno dei più rinomati pizzaioli napoletani. Nel suo locale 50 Kalò al Vomero segue la tradizione partenopea di non prendere prenotazioni per i tavoli e “questo ha dato il via a una serie di recensioni negative da parte di persone che, ovviamente, non avevano consumato nel mio locale ma erano semplicemente contrarie alla mia gestione”. Per Salvo, che conosce bene l’importanza di avere una reputazione forte online, la soluzione sarebbe quella di cambiare le regole di queste piattaforme inserendo l’obbligo di allegare uno scontrino. È pericoloso quando ti prendono di mira, possono provocare un danno enorme”.
Dalle recensioni negative alle minacce: il caso Almiro
Questo danno lo conosce bene Pino Rosa, proprietario della pizzeria Almiro vicino Bologna. Dopo il via libera dell’Unione Europa all’utilizzo dei grilli per scopi alimentari, Rosa da gennaio ha deciso di aggiungere al suo menù una pizza fatta con la farina di questo insetto. “Sono stato sommerso dalle recensioni negative di persone che non avevano mai messo piede nel mio locale” racconta Rosa. Da Google a Tripadvisor, in poco tempo, si sono susseguiti commenti al vetriolo, che inneggiavano al boicottaggio del locale. “L’introduzione della farina di grillo, che voleva essere un’idea innovativa e a basso impatto ambientale, ha avuto come conseguenza non solo le recensioni negative ma anche minacce e hackeraggio dei miei profili social”. Per invertire la tendenza ci sono voluti mesi di pazienza e corretta comunicazione, ma alcuni utenti, alla spicciolata, continuano a lasciare una sola stella su Google.
Sessantamila recensioni cancellate da Google durante la pandemia
Il review bombing ha avuto un’impennata nel 2020, quando gruppi di no vax hanno preso di mira numerosi ristoranti che applicavano la norma dell’ingresso solo con il greenpass. In questo caso il fenomeno ha avuto un’estensione così ampia, non solo in Europa, che la piattaforma Google è intervenuta cancellando più di 60mila recensioni.
Il potenziale danno economico del review bombing è molto alto. Basta pensare a quanto, ogni giorno, ci si affida ai motori di ricerca e alle opinioni degli altri utenti quando si prenota un hotel o un tavolo in un ristorante. Molti addirittura filtrano i risultati nelle ricerche online, in base alle stelle di gradimento che un locale ha ricevuto. Per un gestore, quindi, più voti negativi hai e più rischi di non essere visualizzato su internet. Con tutto quello che ne consegue per gli affari.
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😄
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E ti pareva che non ne approfittavano per dare addosso ai cosiddetti no vax? Ma basta. Comunque far sapere che un ristoratore per tagliare un toast in due si fa pagare due euro lo considero un servizio di pubblica utilità. Ben vengano queste recensioni.
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Susanna,
Bastava mettere 40-50 centesimi anziché 2 euro e la faccenda poteva anche -dico anche -essere digerita.
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L’idea di avere un tipo di controllo (tipo lo scontrino) è un idea sensata, troppi si nascondono dietro l’anonimato o creano account fasulli solo per il gusto di danneggiare gli altri.
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Beh, l’inondazione delle cose negative compenserà l’altrettanto cospicua inondazione delle recensioni di amici, parenti e ” omaggiati”.
Fare come con i punteggi dei tuffi: si tolgono le più negative, le più positive e forse se ne avrà un’idea.
Forse.
Io, sarà che invecchio, ma difficilmente ultimamente riesco a mangiare bene. Siccome quando esco a pranzo o a cena vorrei mangiare e cenare e non andare a teatro e sentirmi raccontare filosoficamente e ridicolmente ( ma siamo tutti così boccaloni?) due tagliolini nel fondo del piatto con un paio delle solite scenografiche erbette venduti a peso d’oro, certi ristoranti li evito. Sarà quindi colpa mia.
Da ragazzina si andava, nelle occasioni speciali, ad Argenta al Trigabolo di Igles Corelli.
Una meraviglia troppo presto annegata nella scenografia.
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Le recensioni sono scambi di cortesie fra addetti al lavoro.
Strano che creino danni dato che sono sempre alla fame, più dei loro clienti.
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Ma le recensioni negative sono false nei contenuti o esprimono opinioni su fatti reali? Perché nel secondo caso la libertà di espressione mi sembra sia sacrosanta.
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Infatti è sacrosanta, ma a volte, come succede per quelle troppo positive che vengono da amici, parenti e.. omaggiati, possono venire da concorrenti ed odiatori a prescindere.
Difficile che nello stesso posto qualcuno mangi da dio e qualcun altro da vomito..
Occhio quindi.
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Beh a parte il povero omonimo di Monza, tutte le altre recensioni negative mi sembrano più che meritate. Due euro per un piatto in più o per tagliare un toast? Pizza di grilli? Ma neanche da morto vi darei i miei soldi
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