Pensione 5.000 euro fino al 2017, poi altre 2 legislature. Dovendo dimostrare la propria indigenza, l’altro giorno Piero Fassino ha sventolato alla Camera il cedolino da deputato, lamentando un corrispettivo […]

(DI LORENZO GIARELLI – ilfattoquotidiano.it) – Dovendo dimostrare la propria indigenza, l’altro giorno Piero Fassino ha sventolato alla Camera il cedolino da deputato, lamentando un corrispettivo di quasi 5mila euro netti ben lontano dall’essere “uno stipendio d’oro”. Oltre a omettere benefit, diaria e rimborsi vari, l’onorevole dem si è pure guardato bene dal mostrare – insieme al cedolino – l’ultima dichiarazione patrimoniale da lui presentata a Montecitorio come da obblighi di legge: troppo difficile, in quel caso, giustificare i riferimenti al pauperismo. Già, perché Fassino ha sfangato il 2022 con un reddito imponibile dichiarato di 160mila euro, in linea con quelli dichiarati durante tutta le legislatura. E chissà se è considerabile un “imponibile d’oro”.
Nel dubbio, l’onorevole insiste e ritorna sullo show in aula dimostrando di non aver compreso granché l’inopportunità della sua uscita: “Ho fatto un’operazione verità – scandisce al Tg1 – Ho detto ai miei colleghi che quello che percepiamo è lontano dalle cifre spropositare che spesso vengono comunicate”. E pazienza se pure la sua leader, Elly Schlein, ha provato a fargli capire che non era il caso: “Avevo già detto che parlavo a titolo personale”, alza le spalle Fassino. Ma insomma, lo rifarebbe? Forse no, ma non perché abbia sbagliato lui, ma perché hanno sbagliato tutti gli altri: “Sono stato ingenuo. Ho pensato che si potesse ragionare, invece in questo Paese ormai è diventato difficile ragionare”.
Urge comunque tranquillizzare i lettori: le fortune di Fassino hanno radici profonde e non lo abbandoneranno anche una volta terminato il mandato da deputato. Fassino è alla Camera dal 1994, sette volte deputato con una interruzione dal 2011 al 2017, quando è stato sindaco di Torino e poi consigliere d’opposizione in attesa di ricandidarsi a Montecitorio. Nel mentre è stato sottosegretario e ministro, potendo così garantirsi una posizione più che dignitosa, malgrado gli stenti a cui è costretto oggi. È ancora l’ultima dichiarazione patrimoniale dell’onorevole dem a informarci che Fassino è proprietario di due appartamenti e di una autorimessa a Torino, oltreché di terreni agricoli a Buttigliera Alta (sempre nel Torinese). In comproprietà risultano pure un altro appartamento a Torino e un casale a Scansano (Grosseto).
Se poi tutto ciò non dovesse bastare a garantire il sostentamento di Fassino a legislatura finita, il nostro potrà comunque contare sul vitalizio. Non è dato sapere di preciso a quanto ammonterà l’assegno nel momento in cui Fassino si ritirerà a vita privata, non avendo peraltro annunciato alcuna intenzione di mollare, ma due calcoli si possono fare. Quando Fassino lasciò il Parlamento per diventare sindaco di Torino, il Corriere scoprì che l’onorevole dem aveva accumulato un vitalizio da 5.256 euro lordi al mese. Da allora i vitalizi sono stati rivisti al ribasso con il ricalcolo contributivo, ma per Fassino non sarà un problema, visto che nel frattempo avrà maturato almeno altre due legislature e dunque l’importo dell’assegno è destinato a essere ancor più alto rispetto a quei 5mila euro e dispari. Quando tutto sarà finito, magari sventolerà pure quello.
In chi entra a fare parte di una delle tante Caste di cui è costellato questo paese miserabile sono presenti la arrogante deformazione della verità ed una specie di vittimismo, come se la gente non comprendesse il loro sacrificio per il bene della collettività. Mah!
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Ma una pedata nel di dietro ossuto nessuno è in grado di dargliela nel partito democratico oppure sono tutti sulla stessa linea🤔
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Hanno tutti la gamba corta 😂🤣😂
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