Se è vero che la Meloni non è esattamente la Thatcher, e giova ricordarlo perché da quando ha vinto le elezioni son quasi tutti diventati suoi agiografi, è altrettanto certo che il suo cerchio tragico – di cui […]

(di Andrea Scanzi – ilfattoquotidiano.it) – Se è vero che la Meloni non è esattamente la Thatcher, e giova ricordarlo perché da quando ha vinto le elezioni son quasi tutti diventati suoi agiografi, è altrettanto certo che il suo cerchio tragico – di cui colpevolmente si è circondata – fa di tutto per crivellarla ogni giorno. Se la stampa latita e l’opposizione annaspa, i suoi colleghi di partito e governo non ne beccano mezza. Nordio, Lollobrigida, Pichetto Fratin, La Russa, Santanchè eccetera: un disastro quotidiano, tragicomico e fantozziano. Di questa amena galassia di antimeloniani a loro insaputa, fa ormai parte in pianta stabile Andrea Giambruno. Chi è? Il suo compagno da sette anni. E un affermato giornalista Mediaset, al punto si parla (parlava?) di un suo ipotetico programma in prima serata. Nulla di strano: Giambruno ha buona presenza, sa stare in video, non è un fenomeno ma neanche un incapace. E se la prima serata (semiclandestina, ma pur sempre esistente) ce l’ha uno come Porro, a Giambruno potrebbero dare anche la conduzione del Letterman Show.
È anche surreale, come pretenderebbe Marianna Aprile, che Giambruno – ora che la compagna è presidente del Consiglio – debba stare zitto o mettersi in aspettativa come fece (assai dignitosamente) la moglie di Enrico Letta: Giambruno è un giornalista e ha tutto il diritto di dire quello che vuole. Il problema, non tanto per noi quanto per lui (e per la Meloni), è come lo dice. Negli ultimi giorni, Giambruno ha inanellato un filotto di tafazzismi da record. Va detto che, ancor prima di diventare un campionissimo di autogol mediatici, Giambruno era abbastanza aduso a inciampare. Giambruno è per esempio un maestro (?) del bisbiglio involontario: mentre gli ospiti parlano in collegamento, lui non solo non li ascolta, ma coglie pure l’occasione per dare indicazioni a regia e autori. Avendo però il microfono acceso, il bisbiglio si sente. E avendo pure l’inquadratura larga, lo si vede mentre passeggia per lo studio, dando la sensazione di fregarsene altamente di quel che gli ospiti vanno dicendo. Da medio sabotatore di se stesso, lo stentoreo Giambruno è anche uno che talvolta sbaglia i nomi e storpia la grammatica. È infatti capace di chiamare Stefano, e non Matteo, il boss Messina Denaro; di dire che d’estate ha sempre fatto caldo, mentre mezza Italia brucia; di usare il sostantivo “sparimento” invece di “sparizione”; e di consigliare a un ministro tedesco di nascondersi nella Foresta Nera. Genio a oggi non pienamente valorizzato, negli ultimi giorni Giambruno ha fatto il negazionista climatico (salvo poi negare di esserlo), ridimensionando un ospite che ne sapeva molto più di lui (ma che a differenza sua non aveva in camera il poster di Musumeci). Ha poi trattato il ministro tedesco Karl Lauterbach come un pizzettaro qualsiasi, poiché reo di aver predetto che il turismo sarebbe morto a breve nel Sud Europa per via del caldo record. Una belinata notevole, ma è tutto da dimostrare che la reazione uterina del Giambruno abbia giovato alla Meloni e ai di lei rapporti col governo tedesco. Infine, di fronte alle critiche, invece di chiedere scusa si è pure sopravvalutato oltremodo, arrivando a sostenere che attaccano lui per colpire la Meloni, e che inventare questi casi sul nulla è solo un modo (di chi? della Schlein? Di Conte? Della Spectre?) per offuscare il lavoro straordinario (?) del governo. Di questo passo, Giambruno arriverà a breve a contestare il Papa, invadere la Polonia e paragonare Crosetto a Gandhi. Idolo assoluto. La sua diversamente inarrestabile ascesa è qualcosa di meraviglioso. Che gli Dei littori ti assistano, mitico Giambruno!
😄
"Mi piace""Mi piace"
Non amo Scanzi, ma è stato un piacere leggerlo
"Mi piace""Mi piace"
Non c’è più religione tra quelli del fatto. Credono di poter indurre gli elettori a pensarea che le parole di un giornalista, sol perché compagno della presidente del conglio, contro le affermazioni di un ministro tedesco possano danneggiare il governo.
Certo a loro brucia che ci siano voci che cominciano a controbattere alle cazzate diffuse da membri di governi stranieri contro il governo Meloni e che loro anziché stigmatizzare hanno utilizzato per fare propaganda antigovernativa.
"Mi piace""Mi piace"