Parlerò della rivolta anti-europea in Niger, ma la materia è complessa e devo procedere con ordine. Nella prima parte dell’articolo, parlerò dei pilastri della propaganda sotto il governo Draghi e sotto il […]

(di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – Parlerò della rivolta anti-europea in Niger, ma la materia è complessa e devo procedere con ordine. Nella prima parte dell’articolo, parlerò dei pilastri della propaganda sotto il governo Draghi e sotto il governo Meloni. Nella seconda, mostrerò che questa propaganda ha impedito di vedere l’ascesa del mito politico di Putin in Africa, un fenomeno politico insidioso per gli interessi nazionali dell’Italia.
Procedo.
Sotto il governo Draghi, la propaganda italiana è stata costruita intorno a tre pilastri: 1) la Russia è prossima alla bancarotta; 2) I russi non hanno armi, né voglia di combattere; 3) Putin non ha il consenso di un solo cittadino, soldato o generale e tutti i russi vorrebbero ucciderlo. Ma poi Putin resta al potere, il Pil cresce, Bakhmut è espugnata e i russi odiano la Nato. E così i pilastri della propaganda cambiano sotto il governo Meloni come segue: 1) È soltanto questione di tempo: ricevute le armi, Kiev sbaraglierà i russi; 2) gli ucraini hanno quasi vinto la guerra, ma i “putiniani” offuscano la vista; 3) Putin è isolato internazionalmente.
Ebbene, i pilastri draghiani e meloniani sono diversi, ma comune è l’idea che Putin sia privo di “soft power” giacché la Russia è un Paese senza fascino disprezzato da tutti. Le cose stanno così? L’osservazione emotivamente distaccata della realtà dice altro.
Il gesto muscolare di Putin in Ucraina ha rilanciato la sua immagine a livello mondiale. Anziché isolarlo e farlo apparire debole, l’invasione dell’Ucraina, ovvero la decisione di fronteggiare la Nato al gran completo, ha trasformato il presidente russo nell’idolo di molti africani. Lo dimostra l’assalto all’ambasciata di Francia in Niger al grido di: “Viva Putin, viva la Russia, abbasso la Francia”. Lo studio della storia dimostra che chi ricorre alla forza trova sempre i propri ammiratori. Che si tratti dei governi o delle organizzazioni terroristiche, la forza genera eccitazione in molti strati della popolazione. Che l’esibizione della violenza generi entusiasmo è un fenomeno registrato empiricamente negli articoli apparsi su Corriere della Sera, La Stampa e Repubblica, il 30 settembre 2015, quando Putin intervenne militarmente in Siria contro l’Isis. Lo ricordo bene giacché, in quegli anni, la mia presenza in televisione era quasi quotidiana. I media dominanti, Rai inclusa, ritraevano Putin come un eroe per il massacro che operava contro i jihadisti di al-Baghdadi. Molti africani hanno iniziato ad amare Putin più di Biden a partire dal 24 febbraio 2022. Perché? Secondo la propaganda italiana, la guerra in Ucraina è una guerra del forte (Putin) contro il debole (Zelensky). Secondo molti africani, i cinesi e un numero esorbitante di mediorientali, è la guerra del debole (la Russia) contro il forte (la Nato).
Molti africani interpretano la guerra come uno scontro tra Russia e Nato.
Stoltenberg fa di tutto per alimentare questa interpretazione. Una simile differenza nelle prospettive cognitive aiuta a comprendere l’ascesa del mito di Putin in Africa. A questo punto, direi che la rivolta in Niger porta a quattro le conseguenze non desiderate della guerra in Ucraina: 1) il trasferimento delle testate nucleari russe in Bielorussia; 2) l’avvicinamento della Cina alla Russia; 3) l’impoverimento dell’Europa; 4) l’ascesa del mito di Putin in Africa, Cina e Medio Oriente. Non proprio un buon affare per l’Italia che in Niger ha interessi nazionali da difendere.
Renzi docet! Ha creato questo bordello nel parlamento di nullafacenti e le conseguenze le pagheremo noi . Bravo Orsini!
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Al vertice di San Pietroburgo Russia-Africa mi risulta che si siano presentati 49 stati su 54 nonostante le pressioni di Usa e UE a disertare il summit, ma ho anche letto da alcuni titoli che i presenti fossero solo 17, non sapendo a chi credere ho cercato conferme ma ho trovato solo una immagine che li vede tutti attorno al tavolo e contandoli sono sicuramente più di 40, a meno che ogni paese si sia seduto con più rappresentanti ma in genere ai tavoli va il singolo. Mentono anche su queste cose, secondo il Corriere “I leader africani disertano il vertice di San Pietroburgo mentre Putin cerca di recuperare il rapporto con l’Africa” ma a come spiega questo articolo l’Africa era già bell’e recuperata mentre noi facevano la guerra in Ucraina, se ne accorgono solo ora e non sanno come correre ai ripari con la guerra in europa.
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Il consigliere per gli affari esteri di Putin, Yuri Ushakov, ha dichiarato che mentre solo 17 capi di Stato parteciperanno al vertice, altri 32 Paesi africani saranno rappresentati da alti funzionari governativi o ambasciatori… svelato l’inghippo
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… assente il Niger… impegnato nel golpe
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“… ma ho anche letto da alcuni titoli che i presenti fossero solo 17”.
Io ho pure letto 17 + 32 funzionari. Quindi la tua ricerca fotografica (ti ci vedo a contare i leader africani presenti, uno, due, tre, quattro… ah ah ah!) può avere una felice risoluzione.
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Non proprio un buon affare per l’Italia che in Niger ha interessi nazionali da difendere.
Mentre la garbatellese crede di essere quella che soppianterà la Russia e Putin con il suo piano Mattei.
Gli aviatori istruiti da Figliuolo vanno contro al governo nigerino filo atlantista
Che meraviglia di contrappasso
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Non sapevo che l’Italia in Niger si stesse occupando di addestrare l’aviazione, con 350 nostri militari… ma l’annuncio del golpe è stato dato proprio da un colonnello dell’aeronautica, perbacco, si direbbe un lavoretto coi fiocchi 🙂 addestravamo i golpisti? E nel caso si dovesse intervenire militarmente facciamo la guerra agli allievi a cui abbiamo insegnato a combattere? 🙂
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Per la verità non sono solo gli africani a credere che lo scontro in atto non sia tanto tra Ucraina e Russia ma tra quest’ultima e La Nato. Lo pensano ed agiscono in questo senso in primo luogo gli atlantisti. Hanno meticolosamente studiato e messi in atto i loro piani almeno dal 2014, poi, se i loro progetti falliranno è tutta un’altra storia.
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Ma come!!!
Accusiamo la Russia di essere intervenuta in Ucraina per difendere le repubbliche russofone contro un golpe militare ad opera degli ammeri-cani sono poi vorremmo intervenire in Niger perché una giunta militare ha deposto un burattino che fa gli interessi dell’occidente contro gli interessi del suo popolo?
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😂😂il cogliostro che si occupa (e difende) i golpisti del Niger !
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A te andavano bene solo i golpisti cileni e argentini.
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Grazie prof Orsini
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👉Mali e Burkina Faso considereranno l’intervento militare in Niger come una dichiarazione di guerra.👈
Messaggino rivolto ai neocolonialisti occidentali.
👉Lunedì, la BBC ha riferito che le nuove autorità del Niger avevano sospeso le esportazioni di uranio e oro verso la Francia.
Il Niger è il settimo produttore mondiale di uranio, rappresentando il 5% della produzione globale. Secondo i mass media francesi, il Niger rappresenta il 15% – 17% dell’uranio utilizzato per generare elettricità in Francia.👈
Ma pensa un po’ ‘sti africani che sgarbati..
Cominciano a capire che gli “aiuti” ($$$$$) versati dagli stati neocolonialisti altro non sono che maxi tangenti spartite dai pupazzi che li governano e che rispondono agli interessi dei soliti noti, purché possano continuare a depredare indisturbati.
Per capire chi, in Italia, appoggia questa politica criminale, basata sullo sfruttamento dei popoli africani, basta leggere certi giornali “insospettabili”, sarà tutto chiaro.
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“poi vorremmo intervenire in Niger perché una giunta militare ha deposto un burattino che fa gli interessi dell’occidente contro gli interessi del suo popolo?”
Eccerto.
Perché l’ordine internazionale è basato sulle regole.
E la regola è che il Niger sta con noi!
Questa è la regola uno.
Anche perché sennò le centrali nucleari francesi con che le teniamo accese, con la carbonella? (e questa è la regola due).
Oppure i francesi dovrebbero andare in ginocchio dal macellaro Putin a chiedergli un po’ d’uranio (e non sarebbe carino, oltre che terribilmente contrario alle regole).
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