Oggi previste proteste e ‘assalti’ degli esclusi alle sedi Inps. Calderone vede i sindaci e prepara una campagna social per sedare gli animi, ma nessun ‘ripescaggio’. Parte in anticipo il portale per il nuovo sussidio da 350 euro: la misura non c’è. L’offensiva del Pd

Tensioni dopo lo stop al Reddito. Il governo allerta le prefetture

(di Valentina Conte – repubblica.it) – ROMA — Giornata oggi ad alta tensione per la fine del Reddito di cittadinanza comunicata venerdì con un sms a 160 mila famiglie. Previsti sit-in, manifestazioni e proteste. Prefetture allertate a protezione delle sedi Inps e degli operatori, soprattutto nelle città del Sud e in particolare a Napoli dove per le 10 è annunciato il presidio organizzato da Potere al Popolo. L’invito, diramato via messaggio interno, dall’Istituto di previdenza al personale è di accettare allo sportello tutti, anche senza la prenotazione ormai obbligatoria.

Il caos scatenato da un messaggino

Una giornata che la ministra del Lavoro Marina Calderone si aspettava, forse non così caotica. E che la costringe a incontrare l’Anci, l’associazione dei sindaci, per spiegare che 160 mila famiglie da domani restano senza Reddito di cittadinanza, come prevede la legge per adulti tra 18 e 59 anni senza figli minori o disabili dopo 7 mesi di fruizione del sussidio che finiscono oggi. La manovra di Bilancio ne prevedeva 8. Fu poi un emendamento di Lupi a portarli a 7 per destinare le risorse ad altre misure. Ed eccoci al caos in piena estate.

Caos scatenato dall’sms dell’Inps che incautamente con quel «in attesa di eventuale presa in carico dei servizi sociali» ha indotto le famiglie a pensare di potere essere in qualche modo “ripescate” e di rientrare nel Reddito. Non succederà, spiega la stessa Inps, se non per casi limite per i quali questa presa in carico, che certifica il disagio e l’impossibilità di lavorare, sia già in corso.

«Governano con l’algoritmo della cattiveria», accusa il dem Marco Furfaro. E la leader pd Elly Schlein si prepara a incalzare il governo con un’offensiva: una serie di iniziative su povertà, Reddito e salario minimo.  Oggi Inps ufficializzerà i numeri degli sms inviati venerdì: dovrebbero essere quasi 160 mila e non 169 mila come da prime indiscrezioni. In testa Napoli, Roma e Palermo come città, Sicilia e Campania come Regioni.

Il governo impreparato

Se per queste 160 mila famiglie agosto si preannuncia senza assegno (perdita media di 566 euro), settembre sarà anche peggiore. Il nuovo sussidio creato dal governo Meloni – il Supporto per la formazione da 350 euro al mese per 12 mesi non ripetibile – non è pronto. Manca la piattaforma informatica dove inserire le domande, la disponibilità a lavorare e soprattutto i corsi di formazione da seguire.

Il governo è arrivato impreparato a un appuntamento noto da 7 mesi. E per le 250 mila famiglie (350 mila persone), incluse le 160 mila già avvertite, che da domani a dicembre restano senza aiuti non ha pensato niente. Da gennaio se ne aggiungeranno altre 189 mila per un totale di 436 mila famiglie e 615 mila persone. Un taglio che a regime fa risparmiare a Palazzo Chigi 2,5 miliardi.

Ecco dunque la corsa agostana contro il tempo del ministero del Lavoro per approntare video tutorial e schede da far girare su web e social per spiegare come funziona il Supporto da 350 euro e come averlo. La stessa Inps, per tamponare l’emergenza, pensa nei prossimi giorni di aprire una pagina-ponte dedicata sul suo portale dove inserire le domande da far confluire poi sulla piattaforma del ministero quando sarà pronta in abbinamento con la App.

Ieri per Palazzo Chigi ha parlato il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari dicendo che le critiche «di Conte, Schlein, Cgil sono pretestuose: si sapeva da 7 mesi che queste persone avrebbero perso il Reddito, noi tuteliamo i fragili». Sette mesi passati invano.