Una nota del partito di Calenda critica la notizia della presenza di Boschi, Bonifazi e Nobili allo stabilimento balneare di Forte dei Marmi che la ministra del Turismo ha aperto con Flavio Briatore (prima di cedere le sue quote al compagno Dimitri Kunz)

(di Giovanna Vitale – repubblica.it) – Prima la scelta di non chiedere alla ministra Santanchè alcun passo indietro in Parlamento. Poi, lo scorso weekend, la cena dello stato maggiore renziano – Maria Elena Boschi, Francesco Bonifazi e Luciano Nobili – proprio con la “Dani” nella lussuosa cornice del Twiga, lo stabilimento di Forte dei Marmi che la titolare del Turismo ha aperto insieme a Flavio Briatore prima di cedere le sue quote (al compagno Dimitri Kunz) per aggirare le accuse di conflitto di interessi. Troppo, per Carlo Calenda, socio alla pari di Italia Viva nel Terzo polo.
L’ira di Azione
Dopo aver appreso la notizia, il leader di Azione ci ha riflettuto sopra per un’intera mattinata, masticando amaro e meditando lo strappo con i coinquilini considerati sempre più “imbarazzanti”. Ma si è trattenuto, per evitare la solita lite da cortile. Quando però ha capito che il malumore fra i suoi era fortissimo e l’indignazione social un moto ondoso in aumento, ha deciso di rompere gli indugi. Autorizzando l’uscita di una nota, pensata incendiaria e via via smorzata, in grado di segnare un distinguo. “La linea sulla permanenza di Daniela Santanchè al governo è sempre stata netta: deve dimettersi perché i suoi comportamenti (e capacità) non sono adeguati o accettabili per chi deve rappresentare gli italiani in qualità di ministro del turismo”, ribadisce Azione. Pur non avendo votato la mozione di sfiducia “ritenendola un regalo alla ministra”, il partito di Calenda ricorda poi come non si sia sia “mai riconosciuto nella linea espressa dai vari interventi dei parlamentari e del capogruppo di Italia Viva, che non hanno mai pronunciato la parola dimissioni”. E dunque, “per quanto concerne le cene con la ministra al Twiga, che coinvolgono parlamentari di IV appartenenti al nostro gruppo, le si ritiene del tutto inopportune”.
La serata
Secondo la ricostruzione della serata pubblicata dal Corriere, a “fare da collante” fra il tavolo dove erano ospiti gli esponenti renziani e quello di Santanchè in compagnia di amici è stato l’ex deputato di Forza Italia Andrea Ruggeri, ora direttore responsabile del Riformista, quotidiano guidato politicamente da Matteo Renzi. Unirsi in un’unica comitiva è stato un attimo. Tutti insieme appassionatemente sulla spiaggia più chiacchierata d’Italia. Con buona pace di Calenda.
Deplorevole gossip”, bolla la vicenda Ruggieri. Che racconta com’è andata. “Io stavo a Forte dei Marmi per la Versiliana, a presentare il libro scritto dai figli di Andreotti sulle sue lettere mandate alla moglie. La sera eravamo stati invitati da un avvocato di Firenze al Twiga e siamo andati, ci siamo seduti e naturalmente non sapevamo chi ci fosse al ristorante. Siamo capitati accanto alla Santanché che è una mia amica e soprattutto non è il diavolo e ci siamo messi a parlare perché stavamo guardano lo stesso spettacolo. Fine. Non vedo dov’è lo scandalo”.
La reazione di Italia Viva
Chi non l’ha presa bene è il renziano Bonifazi, che fra l’altro ha casa a Forte dei Marmi ed è un habitué del lido caro alla ministra meloniana. “Sono stato a cena al Twiga venerdì sera”, racconta su Twitter. “Come era già stato altre volte essendo da sempre un frequentatore della Versilia. Potrei fare l’elenco dei parlamentari di tutti gli schieramenti che ho visto in quel locale. Leggere che Carlo da Capalbio pretende di decidere lui che cosa devo fare io il venerdì sera mi dà l’impressione di un uomo che non ha nulla di liberale ma che sogna uno stato etico”, attacca l’esponente renziano. “Sostenere che si debba chiedere al leader politico con chi cenare e con chi no mi sembra assurdo. E pensare che la politica si faccia con il gossip e non con le idee è puro populismo”. E non basta. “Quanto alla vicenda Santanchè: noi abbiamo votato in aula esattamente come Azione. Esattamente allo stesso modo. Paro paro”, prosegue. “Per noi non si caccia un ministro sulla base di un avviso di garanzia. Se qualcuno vuole diventare giustizialista faccia pure: noi no. Noi quotidianamente votiamo la sfiducia a tutto il governo, a tutti i ministri, a tutta la maggioranza. Santanchè inclusa. Ma lo facciamo sulla base di valutazioni politiche. Non perché una persona prende un avviso di garanzia. Perché per noi conta la Costituzione, non un l’auto proclamato Comitato Etico di chi dovrebbe attaccare i populisti e passa le giornate ad attaccare noi”.
“Siamo capitati accanto alla Santanché che è una mia amica e soprattutto non è il diavolo e ci siamo messi a parlare perché stavamo guardano lo stesso spettacolo. Fine. Non vedo dov’è lo scandalo”.
Nessuno scandalo… anzi, era scontato per questa gente, che si vuole riposizionare nel cdx, contando sullo spazio, non so quanto disponibile, in zona FI.
E se uno si TIENE, come amica, la Santanché, non è diverso da lei.
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Cara , ma la Santa aveva tanti amici,tantissimi, tutti inc…ti per i soldi (Free) (ironia) …ciaooo”!
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Infatti, tutti la stessa grenfa…
👋🏻😘
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Che gentaglia.
Non mi viene in mente altro.
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Offrire una cena a chi l’ha aiutata a scampare il pericolo delle dimissioni era il minimo che nostra Signora del Silicone poteva fare. Tanto più che non paga mica lei…tutto sul conto di Visibilia alla voce “spese di rappresentanza”.
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Vero🤦🏻♀️
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Sentir parlare di “Costituzione” da questi politicanti di IV mi viene una sfrenata voglia, come minimo, di mandarli a fare…………………….
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