Se non avete di meglio da fare (e avete molto tempo libero) provate a cercare in Internet il “Codice etico del gruppo Rai” e munitevi di un alpenstock. Quindi inerpicatevi lungo una vertiginosa parete che, a partire da […]

(di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – “La possibilità che in Rai resti solo Peppa Pig è alta”. Roberto Saviano
Se non avete di meglio da fare (e avete molto tempo libero) provate a cercare in Internet il “Codice etico del gruppo Rai” e munitevi di un alpenstock. Quindi inerpicatevi lungo una vertiginosa parete che, a partire da un massiccio sommario, vi obbligherà a una impegnativa scalata di severissime regole, dettami, precetti, prescrizioni, codicilli che non sfigurerebbero nei mansionari della polizia iraniana preposta alla guerra al vizio e alla promozione della virtù. Un’escursione che ai patiti della materia impone una sosta al paragrafo “Regali e atti di cortesia” nel quale i mullah del servizio pubblico (trattenendo, immaginiamo, le risate) impongono ai cari sottoposti di non accettare “omaggi e forme di ospitalità, o altre utilità, se non nei limiti del modico valore che non ecceda i 150 euro, mentre ai fini della quantificazione si fa riferimento ai valori di mercato”. E poi: “Nel caso di ricevimento di regali o forme di ospitalità nell’impossibilità di restituirli vige l’obbligo di darne comunicazione al Vertice aziendale. Tale disposizione si applica in quei Paesi dove offrire doni di elevato valore è una consuetudine”. Convinti che nelle anticamere dei Vertici ci sia la fila di dipendenti ansiosi di restituire doni eccedenti i 150 euro, secondo i valori di mercato, ce ne rallegriamo. Come non sottolineare infatti l’avvento di un’edificante visione etica nell’azienda che per decenni non si era accorta di essere stata regolarmente depredata di quadri, sculture e capolavori vari (prescritti tutti i ladri, pure il reo confesso)? Trattasi, del resto, della stessa società che intende pagare profumatamente a un suo illustre ex dipendente la restituzione di un ampio e prezioso materiale televisivo che era stato a lui ceduto ovviamente a titolo gratuito. Ci occupiamo di questo avanspettacolo della morale stazzonata per un paio di motivi. Innanzitutto, la fregola di imporre occhiutissimi controlli (con la possibilità di chiudere uno o entrambi gli occhi) che sembra aver tarantolato le istituzioni preposte alla gestione dei media. Ed ecco a voi la figura nuova di zecca del Garante dell’informazione che il governo ha infilato nella riforma delle agenzie di stampa. Un guardiano ideato per combattere le fake news ma che, come ha osservato Sergio Mattarella, “contrasta con le stesse disposizioni costituzionali nell’immaginare che organismi terzi possono ricevere incarico di certificatori della liceità dei flussi informativi”. Ovviamente tutto questo falansterio regolamentare ha come scopo prevalente, se non esclusivo, quello di impugnare l’etica come un nodoso bastone da calare sulla testa di chi non sta in riga. Ciò che è già accaduto, per ragioni diverse, a Filippo Facci e a Roberto Saviano i cui programmi sono stati cancellati su editto delle sentinelle del Bene: l’ad Roberto Sergio, il dg e antropologo economico (così leggiamo) Giampaolo Rossi, con il cameo straordinario della inconsapevole presidente Marinella Soldi. Insomma, se fossimo in Sigfrido Ranucci e nei colleghi di “Report”, d’ora in poi staremmo bene attenti a non lasciare l’auto in divieto di sosta.
Caro Padella. questo è solo l’inizio, vedrai che la tua fascio-coatta preferita ha ben altro in mente. Poi non dire che lo avevi previsto.
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Mi sembra un articolo senza senso:
– F. Facci ha scritto, SI oppure NO, quell’infelice e cafonesca frase sulla ragazza che ha denunciato il figlio di La Russa ( fatta di cocaina prima di essere fatta dal famoso figlio) ?
– Saviano ha scritto, SI oppure NO, che Salvini è un ” ministro della malavita” ?
Tutto questo viene riferito e connesso, con scandalo, al cosiddetto garante dell’informazione che dovrebbe stabilire la ” liceità vedi flussi informativi”. Non ho alcuna simpatia per l’attuale governo, eppure mi sembra comprensibile che uno che scrive goliardate cafone su di una violenza ai danni di una ragazza e che un altro che insulta un ministro siano considerati inadatti a spettacoli tv.
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Si può discutere sulla “forma” ma, in effetti, entrambe le affermazioni sono vere…
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Ma in mezzo a tutto questo ciarpame mi domando se il presidente della repubblica abbia perso l’uso dell’olfatto.
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Questo codice etico e’ stato editato da questo consiglio di amministrazione o e’ sempre esistito e fu voluto dai sinistrati che si erano impadroniti della RAI?
A chiedere a gran voce l’espulsione dalla RAI di un certo Facci non sono gli stessi che oggi piangono lacrime di coccodrillo per Saviano?
Nessuno dei due è un dipendente RAI. Sono entrambi due esterni che si impegnano con i vertici aziendali a rispettare que codice che poi pretendono di violare impunemente
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allora gli attuali vertici della SRAI sono dei coglioni patentati compresi chi li nominati, non solo, c’è anche il danno erariale (a noi che paghiamo il canone) hanno buttato dei soldi dopo che le puntate di Saviano sono state registrate e pagate.
Quindi tu sei un voglione multiplo, perchè giustifichi il tutto.
Il codice etico risale al tempo della DC di bernabei, poro disinformato.
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