Tutte le volte che compare in tv, proviamo per Pietro Senaldi un sincero moto di solidarietà. Innanzitutto a causa delle deplorevoli tendine veneziane che addobbano l’angolo in cui è ristretto. Con l’auspicio che non […]

(di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – Tutte le volte che compare in tv, proviamo per Pietro Senaldi un sincero moto di solidarietà. Innanzitutto a causa delle deplorevoli tendine veneziane che addobbano l’angolo in cui è ristretto. Con l’auspicio che non si accompagnino a quei neon ronzanti che, generalmente, alle bianche strisce di plastica volentieri si congiungono. Un’ambientazione davvero ingiusta per il condirettore di Libero se paragonata allo scenografico loft del direttore Alessandro Sallusti quello, avete presente, addobbato con il calendario dell’Arma e un’affettatrice di salumi. Ma il moto di simpatia verso il collega Pietro è dovuto soprattutto alla parte del “cattivo” che i talk (in particolare quelli de sinistra) gli ritagliano spesso e volentieri collocandolo a destra sull’intero scibile umano. Ultimamente, per esempio, un Senaldi piuttosto stazzonato viene molestato sul drammatico tema dei disastri ambientali che da Nord a Sud devastano l’Italia. Avendogli (un qualche comitato degli ospiti per partito preso) assegnato il ruolo del negazionista del riscaldamento climatico, in antitesi alle supreme autorità meteorologiche che lo maltrattano provviste di coloratissime mappe. Lungi da noi interferire in un dibattito di tale complessità e vaghezza però neppure possiamo esimerci dal constatare che, attualmente, la differenza tra negazionisti e catastrofisti è più che altro apparente. Visto che i secondi si limitano a constatare il destino apocalittico a cui va incontro l’umanità allargando le braccia. Infatti, entrambi gli schieramenti non sembra possano farci nulla. Prendiamo l’enigmatica figura di John Kerry, inviato presidenziale degli Stati Uniti per il clima. Stiamo invecchiando vedendolo presenziare a ogni genere di decisive conferenze globali, sempre abbronzato (si spera non dal gas serra), impeccabile nel suo abito non stazzonato e con quell’espressione sempre in bilico tra uno sbadiglio e un si salvi chi può.
Padella’… 😶
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E pensare a cose più serie no? Povero padella ogni tanto va fuori di testa…possibile che si debba trovare qualcosa che non va in senaldi… quando sappiamo chi è l’editore di libero?Già dimenticato i guasti creati da anni da questo quotidiano…?
Ma un chisse…. no?
Padella impegnati di più su cose più serie: esempio i salari minimi,i slari da morti di fame,del Rdc, della flax tas ..eee…. vabhè ciao padella
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Padellaro mette sullo stesso piano negazionisti ed… ecologisti, chiamandoli addirittura “catastrofisti”, o questa è una terza categoria?
No, perché già difende la Meloni… se ora si equidistanzia anche sul cambiamento climatico, temo che stia perdendo colpi…
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Un Padellaro sempre più spesso onirico.
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Più che altro non si può non constatare che la ” sinistra” pretende ( e con che facce corrucciate, che brio…!) che un governo di ” destra” in carica da nove mesi faccia – e subito – quella politica ” di sinistra” che loro si sono ben guardati dal perseguire ( salario minimo, rivoluzione green, messa in sicurezza del territorio, accoglienza dignitosa…).
Praticamente attaccano se stessi, evidenziando le loro clamorose omissioni ( ma ” ci hanno lavorato” tanto, tanto…😄)
Per questo gridano al colpo di mano se vengono ridotti, nel ” servizio pubblico” , i loro specialisti nel rivoltare la frittata. Temo però che i cittadini se ne siano accorti e si siano stufati di aspettare…
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Per il salario minimo, Conte, nonostante che lo consideri il suo più grande rimpianto, non aveva i numeri… sul resto non si può dire che non si sia applicato, sempre tenendo conto del ben più grave problema che ha dovuto affrontare.
Se gli avessero consentito di usare i 209 miliardi che ha PORTATO, invece di sbarazzarsi del suo governo, per poterci agevolmente mettere sopra le luride zampe, gettarli via per incompetenza o, ben che vada, destinarli alle categorie già privilegiate, non certo a quelle più disagiate, non dubito che li avrebbe utilizzati esattamente in quella direzione, DNA precipuo del m5s.
Certo non possiamo aspettarcelo da questa destraccia becera e reazionaria, inchiodata al passato e miope nei confronti del futuro.
E non dimentichiamoci che, dei passi già fatti, hanno cancellato, con rancore e gusto, le ORME… e sul terreno già percorso stanno versando il SALE.
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Gentile @Anail mi scusi, ma perché dovremmo aspettarci il programma di ” sinistra” ( col Conte2 i numeri ci sarebbero stati, e anche prima del Movimento: sono anni che se ne parla nel PD,) portato a compimento dalla ” becera” che ha vinto le elezioni con un programma ben diverso?
Mi pare ovvio che non lo faccia, esattamente come la ” sinistra” non ha fatto provvedimenti di “destra” come l’abolizione dell’art.18 e il Jobs Act.
( O no?😁).
Siamo sempre lì: la ” sinistra” ha perso per demeriti propri e non vedo in alcun modo un cambio rotta. Solo insulti nei confronti un governo che, ci piaccia o no, è uscito dalle urne.
E noi non siamo in Spagna dove si può votare più e più volte: qui la prossima volta ci … tutelano.
E a mio parere non è meglio.
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Carolina, io che “provengo” da destra, non mi aspettavo nulla di più di ciò che vedo e constato ogni giorno. E chiaramente, sapendo che la Meloni sarebbe stata campione mondiale di giravolte opportuniste ( vedi guerra russo-ucraina o ammiccamento a corrotti e paramafiosi) nonché portatrice di un progetto politico berlusconizzato, quindi cialtrone, a venature neoliberali, non ho votato certamente per lei o questo becero centrodestra. E la sinistra italiana è invotabile da un pezzo. Gli schieramenti sono i 2 lati della stessa patacca di mer.a. I 5stelle possono avere ancora la mia fiducia finché non si fondono in patacche di nuovo conio.
Se poi tu ritieni che sia legittimo che la destra politica debba sposarsi sempre con l’ottusa opposizione a qualunque allarme geologico/climatologico e debba fare sempre la parte del Cruciani/Feltri di turno, beh io ho un’altra concezione di destra. Anche se pare morta e sepolta.
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Mi pare di non essermi ben spiegata. Anch’io avrei un’idea ben diversa della ” destra” e anche della ” sinistra”, però. Nei fatti non mi sono mai sentita” di destra” e neppure di ” sinistra”. Mai preso a occhi chiusi tutto il pacchetto.
Forse l’ antico Partito Repubblicano del vecchio La Malfa ( il padre, intendo) che si rifaceva agli ideali mazziniani ed alla laicità dello stato mi sarebbe piaciuto, ma non ho fatto in tempo a votarlo.
Chissà.
Infatti non riesco ad offendere alcun membro di questo Governo, nato bene o male dalle urne, come non ho mai offeso alcun governo di ” sinistra”: mi sono solo rammaricata di avere troppe volte votato personaggi che hanno ogni volta deluso le mie seppur blande aspettative e ora pretendono che altri facciano quello che loro avevano promesso al ” popolo” ( che non mancano mai di dimostrare di schifare,,,) per accaparrarsene i voti.
Penso che la politica che conta non possano farla i nostri eletti perché siamo nei fatti un Paese occupato e sotto tutela, quindi l’unica cosa che possiamo fare è dividerci e sbranarci sui conti della serva: le ” ideologie” appunto. Su queste, come i bambini dell’asilo, di fa …” A brigante, brigante e mezzo”, per illudere gli elettori di aver votato per il ” cambiamento”.
Considero qualsivoglia governo esca dalle urne, per quanto imperfetto e con il peccato originale della rappresentanza( prima o poi, per dirla con Rousseau, i rappresentanti rompono il patto col popolo: succede ogni giorno) sempre meglio dell’ ennesimo ” Governo dei Migliori” scelti direttamente da Oltreoceano attraverso l’Europa ( una mera espressione geografica, ormai…)
Un fenomeno, questo dei Migliori, tutto e solo italiano: persino nella Grecia sotto tutela era rimasto premier Tsipras.
Si vede che solo da noi si può non salvare neppure le apparenze…
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A padella’ ma vattene in pensione approfitta dell’usurante o quota 103 se vede che te sei arrugginito mo’ famo i pezzi pure su’ senaldi uno dei tre direttori del mejo incartatotani italiota e dai su.
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