(di L. Giar. – ilfattoquotidiano.it) – La verità è che il Luigi Di Maio post-5 Stelle non lo abbiamo mai capito fino in fondo. Talento finito ai margini nonostante le buone parole di Letta e Draghi, è stato costretto a trovare riparo all’estero, dove prontamente è stato accolto da popoli meno barbari che da mesi ne esaltano le gesta alla facciaccia nostra, ridacchiando sulle rovine del Paese che si è lasciato sfuggire un simile fenomeno. Dopo esser diventato Inviato speciale dell’Ue nel Golfo Persico, ieri Di Maio ha annunciato di aver ricevuto l’onorificenza dell’Ordine del Principe Yaroslav il Saggio, un onore arrivato “su proposta e firma” del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e consegnatogli a Roma dall’ambasciatore di Kiev: “Dedico questo prestigioso riconoscimento al popolo ucraino – ha detto commosso Di Maio – che si batte ogni giorno per difendere il proprio Paese dall’aggressore”. E noi come stronzi rimanemmo a guardare.