
(Angelo Vitolo – lidentita.it) – “Oggi l’iscrizione alle facoltà di Medicina è diventata un marchettificio, è una porcheria. Non solo per i test, i quiz e le palle. Abbiamo ragazze e ragazzi che, per affrontare i test di accesso, vanno a fare i corsi di formazione a 5mila euro l’uno. E’ una vergogna. I figli della povera gente non possono più andare a Medicina, non va bene”. A dirlo il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, incontrando il personale dell’Asl Napoli 3.
Il governatore, ribadendo la sua idea che occorra abolire il numero chiuso per accedere al corso di laurea, ha aggiunto: “Preferisco ingolfare la facoltà di Medicina, poi la selezione si fa sul campo se il ragazzo ha voglia di studiare, ha passione, allora andrà avanti. Ogni volta abbiamo una motivazione demenziale. Ma come è possibile? Un povero cristo di ragazzo che viene da una famiglia di povera gente, ma dove li trova i 5mila euro per fare il corso per partecipare ai quiz? E poi ne facciamo due l’anno, ti dicono il risultato dopo sei mesi. Ma questo è un manicomio, non è un Paese civile”.
E ancora, con dichiarazioni che non mancheranno di sollevare polemiche: “Preferisco fare la selezione sul merito e non sulla condizione economica dei ragazzi perché, tra l’altro, avere migliaia di ragazze e di ragazzi che vanno a fare i test e non li superano sta determinando una valanga di ragazzi depressi, frustrati, in crisi perché quando vai a fare il test una volta, due volte e non lo superi, cominci ad avere problemi psicologici, senso di inferiorità e questo non è vero, non è così”, ha concluso De Luca.
Ha ragione: solo in un manicomio una persona che fece, pubblicamente, le lodi al clientelismo (“Sistema di rapporti tra persone basato sul favoritismo – soprattutto in campo politico – in nome di un reciproco interesse”), potrebbe ricoprire ancora OGGI, dopo anni, una carica politica. In un Paese normale, “caro” De Luca, lei si sarebbe dovuto dimettere il giorno dopo.
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In ogni caso ” il numero chiuso” per medicina è stata un idea malsana !
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Gentile Elimanna, che anche De Luca possa avere – ogni tanto – pensieri sani è altro discorso, ciò non toglie che, politicamente parlando, parliamo di una persona impresentabile. Per quanto riguarda l’università, più che il numero chiuso, il vero problema è la NON accessibilità allo studio da parte di tutti, ovvero gli eccessivi costi. Non sono contrario ad una selezione per l’ingresso anzi, lo sarei per TUTTE le facoltà, si eviterebbero situazioni di… persone laureate in economia che a mala pena sanno spiaccicare due parole d’inglese. Ormai, già da un ventennio abbondante, laurearsi non è un’eccellenza ma TUTTI, anche persone fondamentalmente incapaci, vengono “accompagnati” al prezioso diploma, perché le dinamiche sono completamente cambiate. Nelle facoltà, per ricevere contributi, devono fare “numeri”, quindi i professori sono cordialmente sollecitati a non essere severi, ossia bocciare il minimo indispensabile. Naturalmente un cattedratico se ne può, fondamentalmente, sbattere dei “consigli” del direttore ma come ben saprà buona parte (praticamente la metà) dei docenti sono a contratto, quindi “o così o pomì”, ovvero rischiano che non gli rinnovino il rapporto lavorativo. E, mi creda, lo so bene. Saluti.
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