
(Antonio Fraschilla – repubblica.it) – L’abolizione del taglio dei vitalizi al Senato e l’aumento delle indennità dei capigruppo alla Camera sono soltanto l’epilogo di un movimento in corso e da mesi in tutto il Paese, dai consigli regionali ai Comuni.
Un movimento politico trasversale che dopo gli anni del grande vento dell’anticasta, dei tagli “ai privilegi” rispetto al mondo reale, si sta riprendendo “tutto quello che era suo”. (…)
Dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia, da Verona a Roma, in questi ultimi tempi è tutto un florilegio di norme per aumentare gli stipendi di governatori, consiglieri regionali, sindaci, assessori e consiglieri comunali. In alcuni casi con cifre fuori da qualsiasi paragone con qualsiasi altro comparto del mondo reale.
L’ultimo aumento in ordine di tempo è stato varato in Friuli Venezia Giulia, dove è stato adeguato all’inflazione l’assegno dei vitalizi per gli ex componenti del consiglio regionale. A protestare la capogruppo del Movimento 5 stelle che ha chiesto, invano, l’approvazione di una norma per evitare questi aumenti repentini: «Nel giro di pochi mesi gli ex consiglieri regionali si sono visti aumentare la propria quota di assegno mensile dell’8,1 per cento», ha detto Rosaria Capozzi.
In Toscana l’aumento dei vitalizi e dello stipendio dei consiglieri regionali è stato bloccato in extremis con una norma non impugnata dal governo Meloni: segnale che quindi, se si vuole, certi automatismi si possono bloccare. In Sicilia, infatti, li hanno bloccati: ma per finta. Lo scorso gennaio, approvando il bilancio interno dell’Assemblea regionale, i 70 deputati non si erano accorti, dicono i più, che era scattato un adeguamento legato all’inflazione corrente con un incremento di 850 euro al mese del loro già “discreto” assegno pari a 9 mila euro netti al mese (tra diaria e indennità).
Dopo le polemiche, qualcuno ci ha messo la faccia: «Questo Parlamento subisce attacchi ingiustificati per un automatismo previsto da una legge di nove anni fa – ha detto Antonello Cracolici del Partito democratico – sono un uomo libero e difendo l’autonomia di questa Assemblea ». Il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno di Fratelli d’Italia, anche su spinta della leader del partito Giorgia Meloni, attacca la Casta (sic) proponendo il voto di una norma riparatrice: «Abbiamo congelato l’adeguamento Istat per 4 anni», dice soddisfatto dopo il voto. Peccato però che il ”congelamento” non riguarda l’aumento di 850 euro che è rimasto nelle buste paga dei 70 deputati. Ma solo adeguamenti futuri.
Alcuni consigli regionali si sono aumentati lo stipendio di “soli” 300 euro, come in Sardegna. Altri hanno legato l’aumento futuro “a un analogo adeguamento degli stipendi dei dipendenti regionali”, come in Trentino Alto Adige, dove comunque i vitalizi sono stati incrementati del 3,8 per cento per tre anni. In alcune Regioni ci si era portati avanti per tempo: come nel consiglio regionale della Puglia, che già lo scorso anno aveva votato all’unanimità il ripristino di una indennità abolita nel 2013: l’assegno di fine mandato. Stesso discorso sta avvenendo in decine di Comuni, comunque, come previsto da una norma generale dello Stato del 2021. Ma spesso senza badare davvero alla reale situazione economica degli enti locali.
A Roma i consiglieri comunali lo scorso aprile hanno approvato una delibera che prevede quasi il raddoppio dello stipendio (fino a 3.500 euro), dopo che in un primo tentativo era stato bocciato dalla Corte dei conti perché “mancava la previsione della spesa”. A Verona con una determina del segretario generale hanno stabilito le nuove indennità: lo stipendio del sindaco è aumentato da 6.767 euro a 9.672 al mese. A Palermo i consiglieri i comunali hanno fatto una sorta di sciopero bianco e per diverse settimane non si è raggiunto il numero legale delle sedute.
Adesso è arrivata la promessa che almeno il 50 per cento dell’aumento dell’indennità sarà garantito grazie ai fondi stanziati dalla Regione (che, per inciso ha un debito di 5 miliardi di euro). Sì, il vento è cambiato dopo qualche anno di tagli e adesso la politica avvia la lotta all’inflazione: ma per se stessa innanzitutto.
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Gli eletti del movimento sono sempre stati bersagliati con accuse denigratorie e infamanti: scappati di casa, senza reddito perché non hanno mai lavorato, incapaci ecc.
Questo perché si sono battuti per togliere privilegi e non hanno mai rubato o preso mazzette.
Quelli capaci, quelli che campano di politica da decenni, e quindi con redditi notevoli, oltre a fornire lavoro a tribunali e secondini, appena raggiungono le stanze dei bottoni aumentano il flusso di mangime a loro favore, perché sono dei veri e autentici 🐷🐷🐷.
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Delinquenti, maiali, ladri.
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“Capigruppo alla Camera avranno un aumento di stipendio: in arrivo indennità extra da 1.200 euro netti
I presidenti dei gruppi parlamentari avranno un aumento di indennità, pari a 1200 euro netti. Si tratta di un’operazione a saldo invariato che non pesa sul bilancio della Camera.
A cura di Annalisa Cangemi
I capigruppo a Montecitorio avranno un aumento di stipendio. Una di quelle notizie che faranno storcere il naso a molti, in tempi di caro prezzi, mentre l’inflazione corre e le famiglie sono sempre più in difficoltà.
In pratica l’Ufficio di presidenza di Montecitorio ha deciso con una delibera, la 45/2023, di cui l’Ansa ha preso visione, di aumentare la retribuzione ai presidenti dei gruppi parlamentari, i quali riceveranno dalla Camera una indennità aggiuntiva pari a quella già erogata ai presidenti di commissione, del valore di 2.226,92 euro lordi al mese, 1269,34 euro netti. L’indennità arriverà anche per i presidenti delle componenti del gruppo Misto, ma ridotta alla metà.
Per il 2023 l’indennità aggiuntiva sarà a carico dei bilanci dei singoli gruppi parlamentari. Dal 2024 l’indennità sarà erogata direttamente dalla Camera. “A decorrere dal 1 gennaio 2024, ai Presidenti dei Gruppi parlamentari è corrisposta un’indennità d’ufficio nella stessa misura di quella spettante ai Presidenti di Commissione”, recita l’articolo 1 della delibera approvata.
La delibera approvata dall’Ufficio di presidenza della Camera dispone inoltre: “A decorrere dal 1 gennaio 2024, ai Presidenti delle componenti politiche del Gruppo Misto è corrisposta un’indennità d’ufficio in misura pari alla metà di quella spettante ai Presidenti di Commissione”. Inoltre, “non è consentito il cumulo di più indennità d’ufficio. Al deputato investito di più incarichi per i quali avrebbe titolo a percepire più indennità d’ufficio spetta quella di ammontare più elevato”.
E ancora: “A decorrere dall’esercizio 2024 lo stanziamento del capitolo 1000, “indennità dei deputati”, del bilancio della Camera, voce analitica “indennità d’ufficio”, è incrementato di 267.230,40 euro annui. Alla copertura finanziaria dei predetti oneri si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del capitolo 1150, “Contributo ai Gruppi parlamentari”.
“In via transitoria, per il periodo dal 1 luglio al 31 dicembre 2023, i Gruppi, a valere sul proprio contributo a carico del bilancio della Camera per il corrente anno, corrispondono ai propri Presidenti e, con riferimento al Gruppo Misto, ai Presidenti delle componenti politiche, un’indennità nella misura rispettivamente prevista ai commi 1 e 2. Il Collegio dei deputati Questori, nell’adempimento dell’obbligo, ai sensi dell’articolo 15-ter, comma 6, del Regolamento della Camera, di riferire all’Ufficio di Presidenza sull’esito del controllo sui rendiconti dei Gruppi parlamentari e delle componenti politiche, relativi all’esercizio 2023, dà conto dell’attuazione della presente previsione transitoria”.
Le risorse necessarie saranno prelevate dal contributo concesso ai gruppi parlamentari e quindi, viene spiegato, l’operazione è a saldo invariato, non pesa quindi sul bilancio della Camera. In sostanza, dunque, non ci saranno spese aggiuntive. La decisione dell’Ufficio di presidenza di Montecitorio però non è stata presa all’unanimità. A quanto viene riferito all’Adnkronos, infatti, avrebbero votato a favore centrodestra e Movimento 5 Stelle, mentre Pd, Verdi-Sinistra e Roberto Giachetti di Iv si sono astenuti.
Ecco tutti i parlamentari che beneficeranno dell’aumento: Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia, Chiara Braga per il Partito Democratico, Riccardo Molinari della Lega, Francesco Silvestri per il Movimento Cinque Stelle, Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia, Matteo Richetti, capogruppo di Azione, Luana Zanella di Avs, Maurizio Lupi (NcI), Manfred Schullian (Svp). Inoltre, è previsto un aumento di circa 635 euro per: Riccardo Magi (Più Europa), Renate Gebhard (Svp).
Il M5s rinuncia all’indennità
Il M5s ha fatto sapere di aver rinunciato all’indennità. Per il capogruppo alla Camera Francesco Silvestri proprio grazia al Movimento si sono evitate ulteriori “spese a carico degli italiani. La proposta alternativa, che il M5s ha fermamente contrastato in collegio dei questori, prevedeva l’introduzione dell’indennità per i capigruppo con costi a carico della Camera e quindi dei cittadini. Abbiamo ottenuto una modifica sostanziale spingendo le forze politiche di maggioranza ad accettare lo schema da noi proposto e a votarlo in Ufficio di Presidenza: le indennità dei capigruppo non devono essere a carico degli italiani ma eventualmente dei gruppi parlamentari. La proposta passata alla Camera è a saldo zero”.
“Io, Francesco Silvestri, in linea con la mia storia personale e quella del Movimento 5 Stelle, non mi avvarrò in alcun modo di questo aumento e farò in modo che le risorse, proprio come prima che questa delibera divenisse effettiva, vengano utilizzate per lo svolgimento delle nostre battaglie politiche”. Anche il Pd ha deciso di non usufruire dell’indennità aggiuntiva.”
continua su: https://www.fanpage.it/politica/capigruppo-alla-camera-avranno-un-aumento-di-stipendio-in-arrivo-indennita-extra-da-1-200-euro-netti/
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Ora che il PD non governa, repubblica si ispira al “populismo”. Molto comodo.
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Comunque il movimento poteva astenersi!! Perché ora risulta che loro hanno votato l’approvazione anche se poi non ne usufruirà personalmente ma per fini più nobili!! Ora cosa emergere concretamente alla gente? che il movimento è come gli altri!! Però mi chiedo, perché il movimento, non ha invece proposto di decurtarsi un po’ lo stipendio tutti, in questo momento così difficile? Mai e poi mai si è sentita una cosa simile!! Mai e poi mai i politici di ogni livello e grado, hanno dimostrato di voler avvicinarsi alla gente comune, abbassandosi lo stipendio!! Non servirebbe molto ma sarebbe un gesto importante per far capire alla gente che loro sono vicini ai problemi del Paese.. questa cosa mi fa incacchiare perché così il M5S si spu…na da solo!! Figuriamoci quanto ci marciano su ora i media!! Il movimento deve ancora imparare molto se vuole tornare ad avere un consenso alto!
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