Il 27.03 la “Santa” approva in assemblea i conti della Srl che descrivono perquisizioni della GdF e la notifica dell’indagine. La ministra del Turismo e senatrice di Fratelli d’Italia Daniela Santanchè era a conoscenza dell’“informazione di garanzia” per […]

(DI NICOLA BORZI E THOMAS MACKINSON – ilfattoquotidiano.it) – La ministra del Turismo e senatrice di Fratelli d’Italia Daniela Santanchè era a conoscenza dell’“informazione di garanzia” per le indagini della Procura di Milano sulle vicende del gruppo Visibilia almeno sin dal 27 marzo. Dunque sapeva di mentire quando il 5 luglio in Senato nell’informativa sul crac del suo ex gruppo editoriale-pubblicitario ha affermato “sul mio onore che non sono stata raggiunta da alcun avviso di garanzia e che anzi per escluderlo ho chiesto ai miei avvocati di verificare che non ci fossero dubbi”. A stabilirlo definitivamente non sono deduzioni o argomentazioni logiche, ma un atto pubblico depositato che mette nero su bianco fatti inoppugnabili. Il dato emerge dal verbale dell’assemblea di Visibilia Srl, società oggi in liquidazione che è stata gestita dal 23 gennaio 2012 sino al 7 agosto 2019 da Daniela Santanchè come amministratore unico e che ancora oggi, pur in liquidazione sotto la mano dell’azionista di minoranza Antonino Schemoz, vede “la Santa” azionista di riferimento con il 95%.

A quell’assemblea, che si è tenuta il 27 marzo alle 18 nella sede della società in via Giovannino De Grassi 12 a Milano, “Dani” ha partecipato di persona e, “dopo lunga ed approfondita discussione”, ha approvato il bilancio 2021. Un bilancio che in tre pagine, la 6 la 20 e la 21, descrive con dovizia di particolari le indagini e le perquisizioni decise dai magistrati milanesi sul collasso delle società gestite da Santanchè e l’esistenza di “informazioni di garanzia” comunicate il 2 marzo.

Il paragrafo “Ordine di esibizione di atti e documenti e decreto di perquisizione locale, ispezione e sequestro” del bilancio 2021 di Visibilia Srl, discusso e approvato da Santanchè, descrive dettagliatamente i fatti. “In data 9 novembre 2022 il Nucleo di Polizia Economico-finanziaria di Milano ha notificato alla società i seguentiprovvedimenti: Decreto di perquisizione locale, ispezione e sequestro, artt. 247, comma 1-bis, e 250 cod. proc. pen.; Ordine di esibizione di atti e documenti art. 256 cod. proc. pen., e ciò a seguito di un ricorso ex art. 2409 del codice civile presentato in data 10 giugno 2022 da alcuni azionisti di minoranza della Visibilia Editore SpA. In tale contesto, al fine delle operazioni di verifica sono state acquisite anche le scritture contabili della società a far data dall’esercizio 2014”. Ma non basta: il bilancio scrive anche che “in data 2 marzo 2023 il Nucleo di Polizia Economico-finanziaria di Milano, in esecuzione del ‘decreto di sequestro’ e ‘informazione di garanzia’ emesso nell’ambito del procedimento penale sopra richiamato, si è recato presso i locali della società al fine di acquisire dettagli relativi agli stanziamenti per fatture da emettere e note credito da ricevere effettuati dalla società negli esercizi dal 2014 al 2019”. Sei esercizi durante i quali Daniela Santanchè non solo era azionista di riferimento (95%) di Visibilia Srl, ma ne era anche amministratore unico.

In Senato, il 5 luglio “Dani” ha invece sostenuto di non essere mai stata formalmente avvisata della sua iscrizione nel registro degli indagati, decisa il 5 ottobre 2022 per le ipotesi di reato di falso in bilancio e bancarotta dai pm di Milano Roberto Fontana e Maria Gravina anche per il suo compagno Dimitri Kunz, gli amministratori Fiorella Garnero (sorella della ministra), Massimo Cipriani e Davide Mantegazza e l’ex sindaco Massimo Gabelli. La notizia informale di quell’iscrizione le arrivò pochissime ore dopo l’informativa in Senato, quello stesso 5 luglio, tramite una nota stampa della Procura di Milano. Il ministro avrebbe potuto comunque desumerla dagli articoli del 2 e 3 novembre del Corriere della Sera, visto che i suoi legali chiesero l’estratto del casellario giudiziale dopo il 2 novembre, quando gli atti erano stati segretati per 90 giorni dai magistrati che in quello stesso giorno avevano chiesto i fallimenti di quattro società del gruppo Visibilia per i debiti col Fisco (due richieste sono poi state ritirate). Ma da gennaio, dopo la presumibile scadenza di quella secretazione, i legali di “Dani” hanno evitato accuratamente di chiedere di nuovo l’estratto del casellario giudiziale. Questo le ha consentito di continuare ad affermare di non aver notizia formale di indagini, dati anche i ritardi di notifica della proroga.

Questo gioco delle parti ha permesso dunque a Santanchè di sventolare in Senato un vecchio certificato giudiziale intonso. Ma il bilancio 2021 della sua Visibilia Srl, che parla ampiamente delle indagini, delle perquisizioni e dell’“informazione di garanzia”, approvato in persona da Santanchè il 27 marzo la smentisce definitivamente: il ministro sapeva e il 5 luglio ha mentito al Senato.