La maggioranza di centrodestra ha deciso di «affidarsi» a una legge delega che concede all’esecutivo un anno e mezzo di tempo per approvare la norma

Voto per i fuorisede, altra fumata nera. A rischio le elezioni europee

(di Giulia Ricci – corriere.it) – Un’altra fumata nera per il voto dei fuorisede. Le cinque milioni di persone che hanno scelto (o dovuto) trasferirsi lontane dal proprio luogo di residenza rischiano di non votare nemmeno alle prossime Europee. La maggioranza di centrodestra ha infatti deciso di «affidarsi» a una legge delega che concede all’esecutivo un anno e mezzo di tempo per approvare la norma. Una tempistica che va ben oltre il 9 giugno 2024, data in cui i cittadini italiani sceglieranno i propri rappresentanti del Parlamento europeo. Ma c’è un altro punto che non va incontro alle richieste delle tante associazioni che da tempo combattono per riempire questo vuoto normativo. La legge delega che il 4 luglio è stata approvata alla Camera con 159 sì, zero contrari e 84 astenuti, e che attende ora il vaglio del Senato, non contiene le Politiche al proprio interno.

A poter beneficiare del diritto sancito dall’articolo 48 della Costituzione saranno coloro che vivono in un comune diverso (che sia all’Italia o all’estero) per motivi di studio, lavoro, cura o assistenza in qualità di caregiver familiari; e ci saranno tariffe agevolate per gli enti e le società che gestiscono i servizi di trasporto. Ma solamente per le elezioni europee e i referendum. È esclusa quindi (almeno per ora) la possibilità per chi non vive nella propria città di scegliere i rappresentanti del Parlamento italiano. E apportare delle modifiche sarà una scelta in mano solamente al governo. La legge delega, infatti, permette all’esecutivo di esercitare la funzione legislativa indicando l’oggetto, le tempistiche e i principi a cui si deve attenere per dare vita alla nuova norma. Questo significa, però, che sarà Palazzo Chigi ad occuparsi della questione, attraverso un decreto legislativo appunto, senza «permettere» alle Camere ulteriori discussioni in merito e la presentazione di emendamenti. L’Italia è l’unico Paese europeo che non permette il voto ai fuorisede insieme a Malta e Cipro. Quasi cinque milioni di persone (4,8 milioni, per la precisione), il 10% della platea elettorale, di cui quasi la metà impiega dalle quattro alle dodici ore per raggiungere il proprio Comune di appartenenza. Per non parlare dei costi, che spesso sono insostenibili. E se si pensa che la maggioranza sono giovani che studiano o lavorano lontano dalla propria casa, non stupisce quell’astensionismo alle ultime Politiche, che per i ragazzi tra i 18 e i 34 anni ha raggiunto quasi il 43%.