Il governo prova a salvare la quarta rata, che vale 16 miliardi. Tutte le modifiche al Piano di ripresa e resilienza

(di Giuseppe Colombo – repubblica.it) – ROMA – Dieci obiettivi su 27. Da modificare, per salvare la quarta rata del Pnrr che vale 16 miliardi. Il governo Meloni prova a correre ai ripari e a recuperare i ritardi accumulati, dopo il mancato rispetto della scadenza del 30 giugno, che prevedeva il raggiungimento di 27 obiettivi.
Le modifiche, si legge in un documento approvato dalla cabina di regia, che si è tenuta a Palazzo Chigi all’ora di pranzo, sono “riferite ad errori nella Cid”, il documento di applicazione del Recovery, “e a circostanze oggettive che non consentono la rendicontazione delle misure”.
Il restyling della quarta rata è stato messo a punto con i servizi della Commissione europea, ma per l’erogazione delle risorse servirà il via libera formale, a valle quindi di una verifica, una volta che l’Italia avrà inviato la richiesta di pagamento, a cui saranno agganciati gli obiettivi rivisti. Richiesta che, ha spiegato il ministro con la delega al Piano Raffaele Fitto al termine della riunione della cabina di regia, sarà inviata “nei prossimi giorni”. E che non prevederà un definanziamento, ma l’intero importo, quindi tutti i 16 miliardi previsti dalla tabella di marcia del Pnrr.
Le modifiche riguardano sei ministeri: Imprese e made in Italy, Infrastrutture e trasporti, Ambiente e sicurezza energetica, Istruzione, Cultura e Politiche di coesione.
Ma cosa cambierà? Nel documento sono riportati i dettagli delle dieci modifiche. A iniziare dal progetto per la realizzazione dei nuovi studios di Cinecittà. Ma anche, per citare un altro esempio, quello per il rinnovo del parco ferroviario di trasporto pubblico regionale, con treni “puliti”.
Asili nido
L’obiettivo prevedeva l’assegnazione del 100% dei lavori per la costruzione e la riqualificazione di circa 265 mila posti negli asili nido, da realizzare entro il 31 dicembre 2025. Ma le aggiudicazioni, a fine giugno, sono risultate inferiori (circa il 91%). “Sono intervenuti gli aumenti dei costi delle materie prime a causa della guerra”, scrive il governo. Aggiungendo che “l’’aumento dei costi ha inciso sulle progettazioni e ha comportato la necessità per i soggetti attuatori di rivedere i numeri dei nuovi posti aggiuntivi creati”. La modifica: un nuovo bando per selezionare gli interventi.
Cinecittà
Entro giugno del 2026, termine ultimo del Pnrr, saranno realizzati nove studios invece dei 17 previsti inizialmente. Per gli altri otto, l’impegno del governo è ridimensionato: si arriverà solamente ad acquisire i terreni per la costruzione dei capannoni. Le modifiche riguardano anche il soggetto attuatore, che cambia nome, da Istituto Luce Studios a Cinecittà S.p.A. “Tale modifica –chiarisce il governo – ha consentito di avere una descrizione più chiara del traguardo e dei relativi indicatori qualitativi”.
Ecobonus e caldaie
Aumenterà l’obiettivo previsto per l’ecobonus, la detrazione fiscale per i lavori legati al risparmio energetico. E questo perché, riporta il documento, “non è ancora chiaro il contributo alla transizione green del sismabonus”. Una proposta di modifica importante riguarda le caldaie: la richiesta punta a rendicontare l’installazione di caldaie a condensazione a gas in sostituzione delle caldaie a minore efficienza.
A Vilnius la Melona sta facendo di tutto per ottenere dall’Ue lo scorporo delle spese militari dal deficit pubblico. In concreto, una parte dei fondi Pnrr servirà per finanziare la difesa della PATRIA… ucraina! Fantastico!!!
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Ormai, rispetto al PNRR, e non solo, il governo dei cialtroni oscilla tra editare messaggi di vuota retorica o esporre con convinzione il gioco delle tre tavolette. E purtroppo, troppe volte con successo con i gonzi che li hanno portati dove stanno
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