Nuovo listino per tutti i servizi universali, come l’invio di lettere fino a 2 chili e di pacchi fino a 20. Ritocchi medi del 6,75%. Il Garante: impatto “non significativo” sui bilanci delle famiglie

(di Aldo Fontanarosa – repubblica.it) – ROMA – L’inflazione, che morde da mesi anche in Italia, ci fa un ultimo sgradito regalo. Aumentano svariate tariffe di Poste Italiane, incluse le raccomandate.
L’aumento medio è del 6,75% e permetterà a Poste di recuperare l’inflazione degli ultimi sei mesi del 2022 e dei primi sei mesi, del 2023.
A subire i ritocchi sono i “servizi universali” di Poste, in particolare l’invio della corrispondenza fino a 2 chili di peso (anche in forma raccomandata o assicurata) e l’invio dei pacchi, fino a 20 chili.
Quelle online
Ecco un altro esempio di aumento. Le raccomandate online, che inviamo direttamente dal computer senza andare all’Ufficio postale, avranno adesso queste tariffe (territorio nazionale):
– 4,02 euro (fino a 20 grammi),
– 5,33 euro (oltre i 20 grammi e fino a 100).
La legge prevede che sia Poste a richiedere gli aumenti. Spetta poi al Garante delle Comunicazioni, all’AgCom, valutare se la richiesta può essere accolta e in quale misura.
“I maggiori costi”
A fine 2022, Poste ha invocato ritocchi medi dell’8%, anche alla luce di aumenti assicurati ad aziende postali estere. Il nostro Garante, però, li ha considerati troppi alti, autorizzandoli sono nell’ordine del 6,75% medio.
Scrive il Garante nella sua decisione che Poste potrà “recuperare i maggiori costi sostenuti” per garantire questi servizi di spedizione.
Questo recupero inoltre deve essere tempestivo perché Poste sopporta già, e da mesi, i maggiori costi.
La consultazione
L’Agcom ha avviato ad aprile 2023 una consultazione pubblica dando notizia a tutti – inclusi i consumatori – dei possibili aumenti. E gli aumenti vengono ufficializzati rapidamente, già adesso, a luglio.
Nello stesso tempo, il Garante pensa che il nuovo listino “non determina un significativo impatto su consumatori e imprese, anche considerato il peso relativo dei servizi postali sul paniere complessivo della spesa delle famiglie italiane”.
Nella sua decisione, il Garante cita anche le imprese perché gli aumenti investono sia le persone, le famiglie; e sia le aziende che spediscono lettere o pacchi in grandi quantità (cioè in forma massiva).
Poste Italiane? Al massimo Poste Rwandesi o Burundesi. Gli uffici dovrebbero essere aperti 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno. Servizio pessimo e costi esagerati. E nessun ministro fà nulla. Io mi servo di Poste solo se strettamente necessario. Spero che Report ci faccia un bel servizio giornalistico su Poste .
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