(LISA DI GIUSEPPE – editorialedomani.it) – La questura di Milano ha spedito negli ultimi giorni un provvedimento di “ammonimento” per stalking a Filippo Facci. Il provvedimento è previsto a tutela di una presunta vittima e ha natura preventiva e dissuasiva allo scopo di evitare danni più gravi. Intanto, le conseguenze del suo editoriale sul caso La Russa continuano ad aver conseguenze: l’ordine dei giornalisti della Lombardia ha deciso di aprire un’istruttoria, mentre sul suo incarico in Rai dovrà esprimersi il Cda, dopo che anche il consigliere d’amministrazione Riccardo Laganà ha chiesto di tagliare la sua striscia. 

La notizia sull’ammonimento è stata diffusa dall’Agi, che ha anche parlato con il giornalista. «È un atto dovuto legato molto banalmente a delle mail che io e la mia ex moglie e madre dei miei figli ci siamo scambiati e che non le sono piaciute. È un atto amministrativo e impugnabile davanti al Tar il cui peso è talmente poco considerevole che non so nemmeno se lo impugneremo».

Ma rischiano di investirlo presto anche conseguenze gravi dell’espressione misogina che ha utilizzato nel suo editoriale sul caso La Russa (in un editoriale aveva scritto che la presunta vittima fosse stata «fatta» da Leonardo Apache). Intanto, infatti, l’ordine dei giornalisti della Lombardia ha deciso di avviare un’istruttoria nei suoi confronti nonostante le controverse scuse dell’editorialista. «Il Consiglio ritiene in ogni caso necessario che il Consiglio di disciplina territoriale apra un’istruttoria per valutare se le espressioni usate violino i nostri obblighi deontologici e se siano rispettose della persona». Ma anche la sua prospettiva di sbarcare in Rai sembra sempre meno solida. 

LA PALLA PASSA AL CDA

Dopo che domenica le opposizioni erano intervenute sul caso, oggi il consigliere d’amministrazione in quota dipendenti, Riccardo Laganà, ha inviato una lettera alla presidente Marinella Soldi, al Cda e a direttore generale e amministratore delegato. La richiesta è quella di annullare l’incarico di Facci e interrompere il prima possibile i rapporti con l’editorialista di Libero. Dovrebbero apporre la propria firma al testo anche i consiglieri di minoranza Francesca Bria e Alessandro Di Majo. 

Nella lettera Laganà torna a sottolineare la sua perplessità sull’opportunità di assegnare una striscia a un giornalista esterno all’azienda. Poi, il passaggio sull’incompatibilità di Facci con i valori aziendali «Avverto il dovere di ricordare che il Cda Rai ha dato mandato forte di promuovere parità di genere e la figura femminile evitando stereotipi di genere come previsto dal vigente contratto di servizio. Se gli impegni presi hanno un significato e l’azienda ha ancora un patrimonio di valori etici da tutelare e salvaguardare, confido che con la massima sollecitudine i vertici comunichino la propria presa di distanza» dalle dichiarazioni di Facci. Laganà continua chiedendo di recedere «dal contratto o interrompendo le trattative in corso per giusta causa». Cioè per il tenore delle dichiarazioni, «incompatibili con i valori etici e la mission del servizio pubblico». 

Sul punto si è espressa anche la presidente della commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia del M5s, che ha chiesto «una presa di posizione seria e rigorosa da parte dell’azienda». Intanto, il Pd ha già presentato la sua interrogazione sul caso, con cui chiede alla dirigenza Rai se «ritenga ancora opportuno affidare una trasmissione al giornalista in questione, il cui comportamento è in aperta violazione e negazione delle responsabilità e dei compiti propri del servizio pubblico» e «come ritenga di doversi attivare per interrompere ogni forma di eventuale contratto e collaborazione».