In attesa che l’amministrazione capitolina metta a punto il progetto, quanto mai affascinante, della “città dei 15 minuti”, vorremmo rivolgerci al sindaco di Roma, Roberto Gualteri, con spirito costruttivo e senza intento […]

(di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – “La città dei 15 minuti è la città della contemporaneità, una visione di città policentrica, accessibile e sostenibile, nella quale i cittadini possano trovare a una distanza massima di 15 minuti, a piedi e in bicicletta, la disponibilità di una vasta rete di servizi di prossimità: aree verdi, fermate del trasporto pubblico su rotaia, asili nido, centri culturali, luoghi dello sport e altri presidi fondamentali”. A cura del Comune di Roma

In attesa che l’amministrazione capitolina metta a punto il progetto, quanto mai affascinante, della “città dei 15 minuti”, vorremmo rivolgerci al sindaco di Roma, Roberto Gualteri, con spirito costruttivo e senza intento polemico, per illustrare i vari aspetti della “città della contemporaneità”. Quella che la cittadinanza sperimenta ogni giorno, orologio alla mano.

1. La città dei due milioni di auto che paralizzano il centro e le periferie. “I romani passano tra il 5 e l’11% in più di tempo chiusi in auto rispetto ai livelli registrati prima della pandemia” (Repubblica).

2. La città dei 40 minuti circa (quando va bene) per chiamare un taxi. La città degli scazzi con i tassisti sciolti di Roma Capitale (non quelli delle cooperative) per saldare la tariffa con carta di credito, mentre loro i soldi li pretendono maledetti e subito.

3. La città del tempo trascorso alla ricerca disperata di cassonetti accoglienti in altre municipalità, visto che quelli vicino casa sono ricolmi di rifiuti (generanti effluvi tossici sotto “er sole de Roma bella”). Regolarmente non ritirati dall’Ama per vicende nelle quali non ci addentriamo per non mettere a rischio la nostra incolumità personale. Abitudine incivile, oltreché illegale, quella dell’esportazione della spazzatura, ma che nel contesto della lotta per la sopravvivenza urbana potrebbe ispirare una serie fantasy tipo: “La notte dei cassonetti viventi”.

4. La città della pulizia delle strade senza preavviso cosicché, causa auto parcheggiate, ai bordi dei marciapiedi e nelle superfici circostanti dopo il passaggio dei mezzi resta intonsa la vegetazione pluviale abbellita da ogni genere di rifiuti.

5. La città da qui all’eternità. È il tempo previsto per l’attesa alla fermata dei bus. O per raggiungere il mare di Ostia alla domenica. O per (non) trovare parcheggio. O per iscrivere vostro figlio (o nostro nipote) a un asilo pubblico.

6. Gentile sindaco Gualtieri, la città della rassegnazione si chiede: sia sincero, non è che in attesa dei 15 minuti, per ovviare almeno in parte a questi inconvenienti, dovremo attendere 15 anni?