La ministra del Turismo su consiglio degli avvocati non entrerà nel merito delle singole vicende oggetto dell’indagine. Sarà una difesa tutta politica concentrata sul “difficile” ruolo dell’imprenditore

Santanchè oggi in Aula, la linea concordata con Meloni e La Russa: “Non amministravo io quelle società”. E la maggioranza farà quadrato

(di Antonio Fraschilla – repubblica.it) – La ministra del Turismo Daniela Santanchè ha parlato a lungo con i suoi avvocati e anche con il presidente del Senato Ignazio La Russa, che nelle polemiche che riguardano le sue società è stato pure sfiorato. Oggi i lavori d’aula a Palazzo Madama alle 15 prevedono, come ordine del giorno, le comunicazioni della ministra sulle sue vicende imprenditoriali e le sue società finite sotto indagine della procura di Milano e sulle quali pende una istanza fallimentare, oltre che un procedimento civile aperto dai piccoli azionisti.

La linea concordata con gli avvocati è stata comunicata a La Russa, che ha sempre detto di non aver avuto mai incarichi formali come avvocato di Visibilia, una delle società di Santanchè finite nell’occhio del ciclone, anche se ha mandato diffide per conto di questa azienda. Ma è stata comunicata anche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che non sarà presente in aula perché impegnata a Varsavia.

La linea è semplice: in aula al Senato Santanchè non entrerà nel merito delle contestazioni dei periti della procura sui bilanci non corretti in Visibilia, che però nel frattempo dava prestiti ad altre società di Santanchè; non parlerà di Tfr non pagati a dipendenti della Ki Group o dei fondi che hanno immesso denaro nelle sue aziende e ridotto al lumicino il valore delle azioni. E, ancora, dei debiti con il Fisco e con Invitalia incassati per l’emergenza Covid e non restituiti. Non parlerà nemmeno della dipendente messa in cassa integrazione Covid che avrebbe continuato a lavorare per Visibilia. Non entrerà nel merito di tutto questo, anche perché a oggi non è stata ascoltata dalla procura e non può anticipare risposte che deve dare in altra sede. La sua difesa sarà politica: dirà che “non era amministratrice di queste società da tempo” e parlerà, e molto invece, della difficoltà di fare l’imprenditore, dei rischi che si corrono e di come lei stia ancora mettendo soldi per evitare il fallimento di queste aziende. Che la sua condotta è stata “trasparente” e non ha nulla da nascondere.

Meloni in persona le ha chiesto di essere sintetica e precisa. Perché nel frattempo in un vorticoso giro di telefonate la stessa Meloni ha chiesto al leader della Lega Matteo Salvini e al coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani di evitare problemi: “Ne riparliamo dopo l’estate se e quando ci saranno novità giudiziarie”, è il messaggio inviato, e recepito, dai suoi alleati. “Ho subìto sulla mia pelle inchieste durate anni e basate sul nulla”, dice adesso Salvini, che in un primo momento aveva mandato i suoi avanti per chiedere che la ministra riferisse in aula sulle vicende delle sue aziende. Poi ha abbassato i toni e si sussurra anche di una mediazione avviata da Santanchè tramite Denis Verdini: amico della ministra e padre della compagna di Salvini.

Insomma, la maggioranza farà quadrato attorno alla ministra: senza troppa enfasi, ma lo farà. E l’opposizione? Carlo Calenda ha chiesto di intervenire in aula per Azione. Matteo Renzi non parlerà, lo farà per Italia Viva Enrico Borghi. Il messaggio inviato ai suoi dall’ex premier è prudenza e nessun intervento a caldo. “Vediamo se Meloni la regge – dicono da Iv – questo è il nostro tema. Noi garantisti la ascoltiamo. Per Renzi o Boschi, Meloni ha chiesto le dimissioni per molto meno”. Visibilia tra l’altro raccoglie pubblicità per Il Riformista, giornale che dirige lo stesso Renzi.

La segretaria dei dem Elly Schlein ha ribadito che “situazioni meno gravi” ministri si sarebbero dimessi. Ma i dem ascolteranno e poi decideranno se presentare una mozione di sfiducia insieme al Movimento 5 stelle di Giuseppe Conte, che è sulla stessa linea: “Prima ascoltiamo”, ha detto ai suoi.