Ex fidanzati, l’attuale compagno, amici politici: chi sono i personaggi che tornano negli interrogativi sulle sue aziende

(di Antonio Fraschilla – repubblica.it) – Ci sono suoi ex fidanzati e attuali compagni, ma anche suoi amici politici di sempre e perfino il suo partito, Fratelli d’Italia. Nelle vicende imprenditoriali della ministra Daniela Santanchè, finite al centro delle polemiche e di inchieste giornaliste e in alcuni casi anche della procura di Milano, c’è un mondo di personaggi e nomi che ritornano spesso e che, direttamente o indirettamente, appaiono in queste avventure aziendali che non stanno andando certo per il verso giusto: le due aziende Visibilia, nel campo dell’editoria, e Ki group nel campo della commercializzazione di prodotti biologici, non sono fallite e sono ancora quotate in borsa. Ma hanno ridotto al lumicino le attività mentre pendono varie istanze di concordato per la mole di debiti alla quale non riescono più a far fronte anche con il fisco e con Invitalia.
L’affitto di auto e casa
Nella vicenda Ki group, con dipendenti che hanno denunciato di non aver ricevuto Tfr e con testimonianze di fornitori non pagati che hanno dovuto cedere l’attività, un nome che ricorre è quello di Caio Mazzaro: imprenditore, ex compagno di Santanchè, grande amico di Cirino Pomicino, che ha nominato per un periodo nel cda di Ki group. Imprenditore che ha avuto sempre buoni uffici in banche per ottenere prestiti importanti, da Banca Marche al Monte dei Paschi, entra in Ki group nel 2011 ma ne prende la gestione diretta nel 2018 dopo le dimissioni dello storico amministratore delegato. Secondo quanto ricostruito dalla trasmissione Report in meno di nove anni in Ki group solo come stipendi per le cariche sociali Daniela Santanchè ha ricevuto due milioni e mezzo di euro e Canio Mazzaro sei. E Ki group per anni ha pagato a Mazzaro “l’affitto di un’automobile di lusso e di una casa in centro a Milano, indicato in bilancio come ufficio di rappresentanza”.
Una pec da una scrivania all’altra
Nella vicenda Visibilia invece è coinvolto l’attuale compagno della ministra: Dimitri Kunz D’Asburgo Lorena Piast Bielitz Bielice Belluno Spalia Rasponi Spinelli Romano Principe Dimitri Miesko Leopoldo, è il suo nome sul biglietto da visita. Dimitri Kunz per gli amici, mentre non mancano i dubbi sui suoi titoli nobiliari e la parentela con gli Asburgo. Kunz si trova a gestire diverse società della galassia Visibilia in grande difficoltà. E’ chiamato in ballo nella causa di lavoro intentata da un ex dirigente di Visibilia che sostiene di essere rimasto al lavoro anche quando l’azienda a sua insaputa l’aveva messo in Cassa integrazione Covid a zero ore. Kunz ha rimandato al mittente qualsiasi addebito. Nel frattempo è uno degli amministratori della galassia Visibilia: una galassia nata per continue cessioni di rami di aziende e creazione di nuove società. Con il paradosso che queste società hanno debiti tra loro, hanno la stessa sede nello stesso ufficio, e gli amministratori si mandano pec formali rivendicando mancati pagamenti. Come quando il 4 agosto 2022 Kunz in qualità di amministratore di Visibilia editrice srl scrive al collega amministratore di Visibilia srl, entrambe società con sede in via Giovannino De Grassi 12 a Milano, rivendicando il mancato pagamento delle rate di un debito da 1,3 milioni. E riceve il 19 settembre una risposta con mail via pec che rimodula il rientro del debito aumentando le rate e diminuendo gli importi. Ma tutti i protagonisti di questo scambio stanno seduti fianco a fianco, praticamente.
I fratelli La Russa
Proprio la galassia Visibilia è stata salvata al momento dal fallimento prima grazie ai prestiti obbligazionari contratti con il fondo Negma, del quale nessuno conosce gli investitori, e poi grazie a un imprenditore che ha deciso di mettere soldi in un’azienda a dir poco in difficoltà: Luca Ruffini. E chi è questo imprenditore? A Milano è conosciuto come il re degli amministratori di condomini, ma soprattutto è stato membro del coordinamento regionale lombardo del Pdl e poi è stato vicino a diversi esponenti di Fratelli d’Italia. Nel 2012 è coinvolto in un’indagine della procura di Milano con Romano La Russa, fratello del presidente del Senato e in quegli anni assessore alla Sicurezza nella giunta Formigoni, e Marco Osnato, sempre di Fratelli d’Italia, genero di Romano La Russa, allora consigliere comunale a Milano per il Popolo delle Libertà e dirigente di Aler, l’Azienda di edilizia pubblica lombarda. Ruffino era accusato di un finanziamento da diecimila euro versato per la stampa di manifesti e altro materiale elettorale per le campagne di Osnato e La Russa. Finanziamenti considerati poi regolari dai giudici che hanno assolto tutti e tre in via definitiva perché il fatto non sussiste.
Ma restando in questo ambito, in questi giorni anche il nome del presidente del Senato Ignazio La Russa è stato accostato alle vicende imprenditoriali di Santanchè, anche se lui ha assicurato di non aver mai fatto il consulente legale per queste aziende minacciando querele. La Russa ha firmato due diffide, per conto di Visibilia e del fondo Negma, inviate al giornale online Milanotoday. Ma il nome del presidente fa capolino anche nella causa civile intentata da un ex dirigente Visibilia: nel periodo di Cassa integrazione covid a zero ore, a sua insaputa, non solo avrebbe continuato a lavorare in Visibilia ma avrebbe tenuto anche una consulenza al gruppo di Fratelli d’Italia al Senato. Distaccato, in particolare, nell’ufficio di La Russa, ma sempre con i buoni uffici della senatrice e capogruppo, allora, Santanchè.
Forte l’intreccio che hanno creato all’ombra dell’opposizione grazie al fu cavaliere e amici emerso a nuestro splendore sull’altare della patria ma, fossero solo loro si avrebbe un cespuglio fra le dune , purtroppo è un sistema che tocca anche gli apparati, una metastasi tra il sacro e il profano con il verbo politico a pacificare le voglie insaziabili di comando, gestioni patrimoni e ricchezze materiali e immateriali. Un razzo per la luna?
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Più scavi e più mer…a esce
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