Il presidente dei 5 Stelle: «La premier non ne azzecca una, è sopraffatta dal panico. La convergenza tra forze politiche si sperimenta su temi concreti, non nei comizi»

(NICCOLÒ CARRATELLI – lastampa.it) – ROMA. Giuseppe Conte parla da padre legittimo della legge sul salario minimo, prima proposta che ha unito le opposizioni. «Quando abbracci battaglie giuste e hai la caparbietà di portarle avanti, riesci a creare la giusta convergenza», dice il presidente del Movimento 5 stelle, che conferma la volontà di andare avanti con un «dialogo franco» con Elly Schlein e il Pd. Mentre attacca duramente Giorgia Meloni e la sua «goffa epopea»: «Non ne sta azzeccando una, è sopraffatta dal panico – sottolinea l’ex premier – la sua maggioranza è lacerata e inanella solo figuracce».
Eppure, ora sperate che appoggino la vostra proposta di legge sul salario minimo?
«Speriamo prevalga il buon senso e non continuino a prendersela con i più fragili, com’è stato con il reddito di cittadinanza. Questa legge può essere un passo avanti decisivo per tanti lavoratori schiacciati dalla precarietà e dallo sfruttamento. Sono orgoglioso che ci sia il mio nome come prima firma della proposta, non per me, ma per il M5s, che per primo ha combattuto questa storica battaglia».
Sarà contento anche di questa prima concreta prova di unità delle opposizioni, no?
«L’accordo raggiunto dice che la convergenza tra forze politiche si sperimenta su temi e su proposte concrete. I percorsi politici vanno costruiti sui bisogni dei cittadini e non possono essere affidati a photo opportunity o a comizi in tandem».
Il salario minimo non ha unito proprio tutti: Renzi ha preferito distinguersi…
«La proposta unitaria rappresenta la convergenza delle forze politiche che fanno un’opposizione genuina. Non mi meraviglio che non ci sia la sottoscrizione di Italia Viva, che si ritrova a votare in Parlamento più spesso con le forze di governo».
Calenda, invece, ha aderito e vi h anche “bruciato” l’annuncio, uscendo per primo da solo. Infastidito?
«Le rispondo con le stesse parole con cui Benedetto Croce replicava a chi lo invitava a esprimersi sui comportamenti puerili del poeta Salvatore Di Giacomo: “Lasciatelo perdere a don Salvatore, chello è’na creatura”».
Lei e Schlein, però, prendete gli aperitivi insieme e poi perdete di brutto alle elezioni, come in Molise.
«La coalizione che ha sostenuto Roberto Gravina, ottimo sindaco di Campobasso, si è misurata in questa regione per la prima volta e poco ha potuto fare contro un sistema ben oliato e ramificato di potere. Ma il consolidamento di un metodo di lavoro partecipato, che mette da parte gli interessi di bottega delle forze politiche e guarda al solo benessere dei cittadini, non ne esce compromesso. Ed è quello su cui il M5s intende investire».
Quindi, ancora alleanze progressiste con il Pd, in vista delle prossime amministrative?
Ho sempre sostenuto che l’intesa con il Pd dovesse muovere da temi e programmi, non l’abbiamo mai pensata come una necessaria e obbligata convergenza elettorale. La realtà dice che tra di noi permangono ancora differenze e che il consolidamento di un’intesa politica è un processo che necessita di tempo. In questo senso, il dialogo con Schlein prosegue franco e trasparente, nonostante per questo lei debba quotidianamente difendersi dagli attacchi che le arrivano da più lati dalle varie correnti interne del Pd».
Detta così, fossi in Meloni, dormirei sonno tranquilli…
«Non direi, basta vedere il suo nervosismo. La premier è sopraffatta dal panico, non ne sta azzeccando una: la sua maggioranza si muove con la retromarcia e si azzuffa ogni giorno, inanellando solo figuracce. Posso spiegarmi solo così certe sue reazioni aggressive e rabbiose. Il problema è che, più che con una presidente del Consiglio, sembra di avere ancora a che fare con la deputata che, dai banchi dell’opposizione, urlava e inveiva, trasfigurandosi, lasciando da parte ogni regola della sana dialettica politica. Non è un atteggiamento consono per un capo di governo, non rende onore al ruolo che riveste».
A proposito di figuracce, cosa pensa di questo ennesimo rinvio sul Mes?
«È uno spettacolo imbarazzante per noi italiani e per l’Europa intera. La maggioranza si mostra nuovamente lacerata e la finta linea sovranista di Meloni e Salvini – che volevano buttare la palla in tribuna rinviando la discussione al duemilamai – viene lasciata in minoranza. Il risultato? Non si presentano in commissione Esteri, farfugliano in Aula. Meloni non ancora l’ha capito ma scoprirà presto che questo indecisionismo schizofrenico compromette la credibilità del suo governo e ci danneggia fortemente. Vedrete che alla fine farà retromarcia anche sul Mes».
Anche lei, da premier, era andato avanti sul Mes, nonostante la posizione del Movimento fosse da sempre contraria. Ora scegliete l’astensione. Che linea è?
«Guardi, a inizio pandemia mi opposi, con il M5s, alle pressioni interne ed europee che spingevano per attivare il Mes. È un accordo intergovernativo del tutto inadeguato per affrontare emergenze come quella pandemica o energetica, ma noi possiamo vantarci di avere migliorato la versione originaria. La nostra astensione significa che non intendiamo togliere al governo le castagne dal fuoco: tocca a loro assumersi le responsabilità e certo non possiamo dimenticare le infamanti accuse che fecero al mio governo di avere attivato il Mes nottetempo».
A Bruxelles, intanto, Meloni ha tentato una vana mediazione con i suoi alleati sovranisti sul tema dei migranti. Morale?
«È un fallimento che racchiude la goffa epopea meloniana di questi primi 8 mesi di governo. Messo in soffitta il blocco navale, qui abbiamo una presidente del Consiglio che difende l’interesse nazionale dei suoi partner in Polonia e Ungheria, dimenticandosi però l’Italia. A Bruxelles non ottiene nulla sul fronte della redistribuzione dei migranti, eppure grida al successo. Straparla di confini esterni da presidiare, facendo però registrare un drammatico raddoppio degli sbarchi».
La lotta alla precarietà è apprezzabile, per noi che abbiamo una tradizione di garanzie sociali ed economiche la precarietà è un male assoluto mentre in Usa è la norma, sono nati così, pertanto se stiamo andando verso un sistema smaccatamente liberista è quello che ci attende, l’euperismo atlantico lascia ben pochi temi su cui discutere. Il punto è che non potendo creare lavoro (con la deindustializzazione della germania andrà pure peggio) l’unico strumento che rimane è la flessibilità, al contrario solo creando lavoro con nuovi posti in un sistema dinamico in crescita, possiamo pensare a posti più stabili. Fu proprio il partito democratico a picconare il sistema del lavoro, e ora che possono paensare di fare. Certo vale la pena fare opposizione almeno su qualcosa ma continua a mancare completamente l’idea di paese, o come si diceva una volta, l’idea di nazione
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In pratica sul mes il m5s si astiene perchè deve decidere il governo Meloni,ma che razza di risposta è,intanto tu vota No se sei veramente contrario,l’ha capito Conte che si gioca la sua leadership alle elezioni europee e i cittadini devono capire se sei europeista,se non lo sei,non puoi essere ne carne ne pesce
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Più che un partito di opposizione il M5S è diventato un partito in stand-by, un partito che aspetta il passo falso dell’avversario, che aspetta l’errore fatale in cui infilarsi per guadagnare consenso, magari facendo sponda con alleati improbabili. L’astensione non è mai condivisibile perchè non è una scelta, solamente una posizione di comodo, di stand-by.
Anche rimarcare sempre questa sintonia sui temi con il PD non mi sembra una politica particolarmente proficua per il Movimento. Sembra quasi che pensarla come loro sia necessariamente un bonus.
Ieri sentivo Mieli dire che il 2023 sarà un anno di… stand-by, un anno in cui non succederà niente di particolarmente eclatante in Europa, perchè è in preparazione un cambiamento di vertice e di governance che si potrebbe manifestare tra 11 mesi quando si voterà per le europee.
Non vorrei che il movimento si accodasse a questo pensiero trascorrendo un anno a martellare il governo sui suoi errori e le sue indecisioni, sperando di guadagnare consenso ad ogni scivolata dei suoi innumerevoli personaggi.
Gli attuali elettori residui si aspettano differenze che rimarchino una vera identità di partito.
Galleggiare non è una delle stelle.
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i vertici del m5s non si rendono conto che alle elezioni europee rischiano veramente una debacle senza precedenti,in questo momento a parte un piccolo zoccolo duro ditemi con quali argomenti Conte puo’ convincere le persone ad andare a votare, per delle elezioni in cui il m5s ha sempre fatto fatica
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Ecco il Conte che svolge il suo programma politico , come un Pope, (è una forma mentis) dialogando con il governo dei peggiori , della fragilità dei poveri e incanalando la ragione in quel canale cristiano di carità venduta; i comunisti mangiano i bambini, è verissimo, e personalmente anche se non sono comunista , vorrei mangiare questa politica, che non è cialtrona ma troppo ipocrita. Se lo stato offrisse gli strumenti, i bravi pescatori farebbero mangiare non solo se stessi ma anche gli altri. L’operosità generosa della volontà del cuore e delle mani fa sì che dieci persone lavorino per quaranta, ma credo che con il filtro politico ed economico di oggi e di ieri, si è perduto troppi lumicini per la via e si eludendono le capacità , inserendo possibili piani di sviluppo in quel dialogo asfittico tra la politica, che offre risorse, e il ceto imprenditoriale, oggi al governo, facendo dell’uomo, vitruviano e non, un fuscello in perenne tempesta.
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Le piccole cittadine e i quartieri nelle città, a mio avviso, possono ricreare le condizioni sane per uno sviluppo, se di questo si tratta, che porti il maggior vantaggio al maggior numero di persone. Se si considera un ventaglio di 10 persone si avrà una certa stima, con ampi margini di tolleranza, di quello che è in contesti maggiori. Le qualità umane rappresentano un fondamento che dovrebbero essere utilizzate , invece si assiste ad un paralogismo di matrice culturale e politica che by passa iniziative e qualità per rendere una società confezionata dove è stata messa in vendita pure l’anima. In fondo i nostri gioielli sono piccoli strumenti , spesso oberati da una burocrazia cieca e da un servilismo clientelare che supera le stesse qualità, inglobando un simile che riprodurrà lo stallo , sempre più corposo. Così come i nostri gioielli architettonici resi confezioni per ricchi turisti, in barba al popolo (che li abita) da cui sono scaturite siffatte bellezze , in quel calderone di storie singole e di intrecci che hanno innalzato il mondo sopra la terra nuda.
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Mai letto tanti interventi inutili e confusi.
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L’unica confusione è ciò che crea confusione per spodestare . Il potere è vecchio come il cucco, dicevano i nonni. Guardati allo specchio invece del osservare dall’alto del water dorato, territori di cui non sai nulla, se non che erano virtuosi, troppo virtuosi per una masnada di cialtroni., Analfabeti, tra l’altro. (Sai mica dove in Italia si trova , ancora, il maggior numero di analfabeti?) Ma come diceva mio nonno, l’uomo cammina purtroppo, a differenza delle montagne.
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Ciao Stornello
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SM Stornello gli starebbe anche meglio
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Ai signori e signore, che leggono i miei post strampalati, perché provenienti dai seni di alcune caverne misteriose, vorrei ricordare che se si sorride la vita contraccambia e se si è contenti qualsiasi lavoro viene meglio , da queste due frasi, che possono benissimo trovarsi scritte sui muri dei bagni o nei muretti scalcinati , non vi assale alcun dubbio sulla serietà forzata e discriminatoria elargita a mani piene dal ceppo dei barbagianni? Eppure le illusioni camminano con noi come le poche e scarne certezze , non ultima quella della fine delle età e del tempo biologico quindi: perché non rendere le illusioni delle certezze almeno a carattere fantastico? La razionalità scientifica post positivista, in questi accrocchi di guerra e segreti , sta producendo mostri uno dietro l’altro, elargendo sussistenza al prezzo della sua gloria mortifera e devastante e i mostri sono mostri. Cordialità.
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