Per un doppio motivo, l’altro giorno ho scritto che, in situazioni assai diverse, magistrati quanto mai esposti in indagini di straordinario impatto (da Cosa Nostra a Tangentopoli) come Giovanni Falcone, Antonio […]

(di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – Per un doppio motivo, l’altro giorno ho scritto che, in situazioni assai diverse, magistrati quanto mai esposti in indagini di straordinario impatto (da Cosa Nostra a Tangentopoli) come Giovanni Falcone, Antonio Di Pietro e Piercamillo Davigo hanno subito, e subiscono, tra i cari colleghi, le conseguenze (e le invidie) scatenate dalla loro popolarità. Perché ne sono convinto. Perché ero sicuro che questa banale osservazione avrebbe provocato in qualcuno l’effetto cane di Pavlov. Leggiamo su Wikipedia che associando per un certo numero di volte la presentazione di carne a un cane con un suono di campanello, alla fine il solo suono del campanello determinerà la salivazione nel cane. Riflesso condizionato che al Foglio è subito scattato tra geremiadi e vesti stracciate (“affronto, affronto”) con un doppio biasimo: Andrea’s Version e nella pagina dei commenti. Dubito che un altro paio di constatazioni faranno cessare la copiosa salivazione degli amici del Foglio, ma ci provo lo stesso. Uno: fossi in voi eviterei di scrivere che nel caso di Davigo è sicuramente lui il Corvo che ha diffuso i verbali sulla “loggia Ungheria”; visto e considerato che il Corvo di Palermo accusato di aver diffamato Falcone, il giudice Alberto Di Pisa, alla fine fu assolto e con tante scuse. Due: un giorno sarà mai possibile che il giornalismo italiano sostituisca al suono del campanello, e alla salivazione incontrollata, le famose idee chiare e distinte che studiammo a scuola, cioè separate dalle altre e definite in se stesse? Proseguirò il mio outing affermando che Vlad Putin è un pezzo di merda, ma che la sola faccia di Prigozhin dovrebbe suggerire a Joe Biden e alla Nato di portargli la colazione a letto la mattina. Che tra Biden e Trump sceglierei mille volte il primo nella speranza che la prossima volta i Democratici candidino uno meno rintronato. Che Giorgia Meloni strilla troppo, ma con l’opposizione non pervenuta con chi vogliamo sostituirla, con la Santanchè? Che Matteo Salvini sarà pure una macchietta, ma che il suo nuovo Codice è un tentativo comunque apprezzabile per cercare di fermare le stragi sulle strade italiane. Che Mario Draghi ha fatto anche cose buone (ahi!). Che il mio adorato Mourinho farebbe bene a darsi una calmata con gli arbitri. Che Andrea’s Version è una cagata pazzesca, ma che lo leggo sempre (forse qui sto esagerando).
Il tentativo del nuovo Codice della Strada è l’ennesima trovata PROPAGANDISTICA di Salvini. Essendo stato Ministro dell’interno
egli conosce benissimo gli organici sottodimensionati delle Forze dell’ordine. Pene più dure senza stringenti controlli su strada non servono a nulla. In Svezia essere fermati e sottoposti all’alcool test è un’esperienza comunissima e frequente.
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Da Padellaro mi divide l’oceano. Guarda caso, lo stesso oceano che mi separa dal pd.
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