IL VICE DI PRIGOZHIN – A capo della colonna che si stava dirigendo verso Mosca. La sua leggenda nera. Non ha nessuna biografia confermata, ma solo varianti della stessa leggenda nera. Una di queste […]

(DI MICHELA A.G. IACCARINO – ilfattoquotidiano.it) – Non ha nessuna biografia confermata, ma solo varianti della stessa leggenda nera. Una di queste racconta che, prima di arruolarsi a Leningrado, Dmitry Utkin, ex tenente colonnello delle forze speciali Gru (intelligence militare russa) sia nato nel 1970 proprio in Ucraina. Secondo altri “il diavolo reincarnato”, come qualcuno chiama al Cremlino il comandante della Wagner, arriva dalla Siberia.

Non potrebbe esistere così come la conosciamo, la parabola di Utkin senza Prigozhin, ma non esisterebbe la Wagner senza Utkin. Sembra che sia stato proprio lui a battezzare la compagnia in nome del compositore tedesco amato da Hitler: entrambi, assicurano agiografie funeste, li amerebbe a sua volta. È uno dei rarissimi ritratti di Utkin a confermare la sua passione per i nazisti del Terzo Reich: sul collo da un lato ha il simbolo delle Ss, dall’altro l’aquila di Hitler. Prima dell’Ucraina per l’ex tenente c’è stata la Siria, dove, membro della milizia privata Korpus slavo, verrà spedito a difendere gli impianti energetici di Assad: comincia lì il suo apprendistato in crudeltà, proseguirà con laurea in barbarie e tortura, per condurre una vita da specialista della morte. In Medio Oriente comincia l’ascesa nei corpi militari fantasma, fedeli alla Gru, ma finanziati da oligarchi. Durante le operazioni di annessione della penisola della discordia, viene spedito tra i “little green man” in Crimea, ma Utkin è tutto fuorché piccolo: supera almeno di una testa Putin nella foto scattata col presidente nel 2016, dove giganteggia in posa medagliato all’Ordine del coraggio (omaggio che il Cremlino gli concede quattro volte).

Nel 2014 Utkin conosce un altro uomo che svolge operazioni per il suo vecchio direttorato: l’ex galeotto e fortunato venditore di hot dog Prigozhin. Insieme diventeranno i signori Wagner, uno volto politico e l’altro militare di un’orchestra spedita a suonare da Mosca in sordina dal Mali al Venezuela. Nel 2017 Utkin appare nei registri della Concord, società di Prigozhin, come investitore e direttore generale in alcune delle aziende: settore catering, ovviamente.

Sanzionato da Unione europea e Stati Uniti, Utkin è però da sempre silenzioso quanto lo chef è onnipresente e vocale. Se Prigozhin ha reso il suo volto la bandiera della sfida a Putin, il comandante è rimasto fantasma pure mentre guidava la colonna contro Mosca durante il tentato golpe. Un’informazione che spiega qualcosa della personalità dello schivo komandir l’ha fornita la fonte più sorprendente. Se è vero quello che ha scritto Gazeta.ru nel 2016, l’ex moglie Elena Shcherbinina lo cerca quando non ha più sue notizie, tramite un programma tv che si chiama Zhdi menja, ovvero “aspettami”. E di lui dice: ha rinunciato a una carriera nei servizi perché “aveva paura di non combattere”. L’ex coniuge non rincontrerà l’invisibile e aspirante immortale, sopravvissuto alle battaglie in Siria, Libia, Ucraina, Africa.

Qualche giorno fa però Utkin non è riuscito a rimanere in silenzio quando i ceceni di Kadyrov lo hanno sfidato, racconta il Kommersant. Ha invitato il bellicoso numero due di Kadyrov, Magomed Daudov, a parlarsi a distanza ravvicinata, “da uomo a uomo”: i due, ha detto il komandir, si sono già conosciuti durante i conflitti ceceni. Utkin c’era pure in quelli.