
(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Forse Giorgia Meloni non ha capito l’errore commesso mettendosi in casa un berlusconiano naturale come Carlo Nordio. O forse se ne sta accorgendo, ma non può licenziarlo per non perdere la faccia anche lei. Lui invece non ne ha più una da quando, da pm a Venezia, andava a cena con Previti, imputato e poi […]
Il Guardagingilli
(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Forse Giorgia Meloni non ha capito l’errore commesso mettendosi in casa un berlusconiano naturale come Carlo Nordio. O forse se ne sta accorgendo, ma non può licenziarlo per non perdere la faccia anche lei. Lui invece non ne ha più una da quando, da pm a Venezia, andava a cena con Previti, imputato e poi condannato perché comprava giudici e sentenze. E da quando si scordò nel cassetto per quattro anni il fascicolo sulle inesistenti tangenti rosse a D’Alema e Occhetto, anziché trasmetterlo a Roma per competenza. Così, quando Bruno Vespa lo scoprì, le accuse erano tutte prescritte (oltreché infondate) e i due politici indagati per un’eternità fecero causa allo Stato, che dovette risarcirli per colpa sua con 9mila euro a testa. Ma le sue imprese giudiziarie, già notevoli, sono state ampiamente scavalcate da quelle ministeriali. Imperiture le sue dichiarazioni sui “veri mafiosi” che non parlano al telefono, anzi non parlano tout court, per paura delle intercettazioni e del trojan: ragion per cui le intercettazioni e il trojan, oltre a essere “una barbarie”, sono pure “inutili” e vanno aboliti. Così i mafiosi ritroveranno la favella, ma i magistrati e i poliziotti non potranno più intercettarli. Sfiga volle che due giorni dopo venisse catturato Messina Denaro grazie alle intercettazioni e ai trojan. Quindi, delle due l’una: o Messina Denaro non era un “vero mafioso”, o Nordio aveva detto una fesseria. A naso, la seconda.
Anziché scavarsi un buco e seppellirvisi, il garrulo Guardagingilli ha ripreso a parlare (diversamente dai veri mafiosi, eccetto Messina Denaro). E anche a fare danni ben più seri con la controriforma dell’abuso d’ufficio e l’elogio dell’evasione fiscale. Poi, raccolta l’unanimità di dissensi da magistrati ed esperti (missione finora pressoché impossibile), ha detto che le toghe non devono criticare le leggi: le sue, visto che lui ha sempre criticato le leggi, di solito le migliori (ergastolo, 41 bis, Severino, Spazzacorrotti). L’altro giorno ha svelato un presunto colloquio col procuratore antimafia Melillo, in cui i due avrebbero concordato di abolire “le intercettazioni inutili” e devolvere i risparmi a fantomatici “cittadini normali” (non agli anormali, ai subnormali e ai paranormali, ecco). Ieri purtroppo Melillo ha smentito di aver mai condiviso simili idiozie: “Personalmente non conosco intercettazioni inutili, perché le dispone un giudice con provvedimento motivato per reati gravi”. Ora qualcuno potrebbe pensare che Nordio voglia cancellare le intercettazioni pro domo sua, visto l’alto numero di ex ministri costretti alle dimissioni dalle loro parole intercettate. Ma sarebbe un’infame calunnia. Per capire che Nordio se ne deve andare, non occorre intercettarlo: basta lasciarlo parlare.
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Grazie Raf
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Marco, dai retta, Nordio non è piovuto da Marte come ministro della giustizia. È l’uomo giusto, al posto giusto e al momento giusto. È solo un pupazzo di un ventriloquo, parla e dice cose con la voce di altri. In questo paese marcio dalla testa, non sarà il primo, e non sarà di certo l’ultimo.
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E’ il ricatto alla non ricattabile.
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È l’utile idiota di questa destraccia illiberale.
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In un paese serio, i magistrati auspicherebbero uno sciopero generale d’accordo coi sindacati contro le riforme di questo balordo.
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Sarebbe troppo bello che i sindacati organizzassero uno sciopero generale su argomenti di giustizia per vedere se in Italia i cittadini onesti sono la maggioranza. Nonostante il lavaggio del cervello di stampa e TV
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Secondo me è l’età. Non può che essere una questione di età, a parte tutto il resto. Non si può far fare il ministro a uno che sembra uscito da una RSA, senza averlo prima sottoposto a test psicoattitudiali. E’ come rinnovare la patente a un arteriosclerotico che non capisce più i segnali stradali. Non si può! Non si può!
Qui bisogna correre subito ai ripari. Chiamarlo e con i dovuti modi fargli capire che deve tornare all’ospizio dove c’è bisogno di lui per urgenti questioni di interpretazione di regolamenti interni.
– Sì, sì lo sappiamo che sei ministro. Ma ora stai calmo e segui le indicazioni di quel signore col camice bianco. Vedrai che risolveremo tutto quanto!
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😂 😂 😂
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Guardagingilli!! Esilarante solo il titolo! Il resto dell’articolo è deprimente, ovviamente non il contenuto ma la realtà dei fatti narrata! Buonafede e qualche rarissima eccezione a parte il resto è da dimenticare!!
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Questo non è che un tassello, rispetto all’immenso attovagliamento alla più grande mangiatoia del secolo (il PNRR), che caratterizzerà questo decennio e soprattutto i successivi, quando buona parte di questo debito andrà restituito, ma è facilmente prevedibile che la cosa, purtroppo, sarà stata resa impossibile dal fatto che la pioggia di denaro in arrivo sarà utilizzata solo in minima parte per ammodernare e rendere competitivo il Paese, mentre il resto è destinato a finire nelle solite tasche (peraltro già strapiene), a fronte di zero benefici per la comunità.
In lontananza, par già di udire un fremito di ganasce in movimento.
Ormai hanno già l’acquolina in bocca: non si fermeranno davanti a niente (anche perché hanno rimosso quasi tutti gli ostacoli).
Primo, togliere di mezzo Conte e quei pericolosi onesti dei pentastellati (anche se incidentalmente ne sono stati i fautori): fatto.
Secondo, restituire le leve del comando ai soliti ladroni matricolati di sempre: fatto (per questo è servita la collaborazione diretta degli elettori e quella indiretta degli astenuti: dicesi democrazia, e complimenti al corpo elettorale per la lungimiranza).
Terzo, un bel ritorno al passato, possibilmente senza rifare gli stessi errori: carta bianca agli amici degli amici, as usual, ma eliminando al contempo qualsiasi possibilità che qualunque elemento della filiera possa venire, nell’ordine: a) scoperto, ma se scoperto b) giudicato, ma semmai giudicato c) condannato.
Ciliegina sulla torta: quando le generazioni future si chiederanno come mai si ritrovano con tutto quel debito da ripagare (perché ora viene l’ennesima età dell’oro, chiaramente solo per qualcuno, ma prima o poi i conti si pagano), sarà facile addossare tutta la colpa a quei fetentoni di Conte e dei 5stelle, che ne furono gli artefici.
Non vi sta bene? La prossima volta andate a votare (possibilmente per chi non ruba).
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Ma se chi non ruba si allea con chi ruba? E si volta dall’altra parte (PALO, autocit.)?!?
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Che obiezione sarebbe? Degli onesti alleati a dei ladri potrebbero rubare un po’ meno rispetto ad un’alleanza tra ladri e ladri, o al massimo uguale, ma certamente non di più.
Se e quando succederà potremo dirlo, ma per ora i pentastellati godono ancora del beneficio del dubbio.
Certo che, se il modo per prevenire questa possibilità è quello di contribuire a dare le chiavi direttamente in mano ai ladri, direi che siamo tra il surreale e il demenziale, e qua mi fermo, perché questo è territorio tuo; però, riconosco che questa soluzione ha l’innegabile vantaggio di non correre l’esiziale rischio di rimanere delusi.
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Bene, prendiamo atto che a tuo avviso andrebbero introdotte le modiche quantità di ruberie, un po’ come per le droghe leggere.
Sento un rotolio lontano, ma netto, dalle tombe di tutti quelli che sono morti in nome della legalità, concetto a te evidentemente sgradito.
Meglio mettere le chiavi direttamente in mano ai ladri, magari prima o poi i derubati, esasperati, inizieranno seriamente a maneggiare i forconi.
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Puoi prendere atto che a mio avviso, e a quello della gente assennata, una modica quantità di ruberie è sempre meglio di una esorbitante quantità; se per te non è così, è evidente che sei parte del problema.
Certo, e chissenefrega se può volerci tutta l’eternità e nel frattempo gli ultimi staranno sempre peggio, tanto tua ciotola è ben colma e puoi aspettare, tu.
Una modesta proposta: visto che (in teoria) già fai parte dei derubati, perché aspettare?
Rivoltati adesso, non nella tomba.
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Dato che la mia ciotola è stracolma senza che io sia mai dovuto scendere a compromessi, sì, me lo posso permettere eccome.
Evidentemente tu per tirare a campare sei abituato ai magheggi mastellian-dimaiani, ma come si suol dire, chi si contenta gode.
Io ci ho provato a rivoltarmi, ma poi sono arrivati quelli come te, che nonostante 11 milioni di voti, si sono venduti ed hanno venduto una rivoluzione per una ciotola di lenticchie, per cui ora goditi l’ininfluenza e la fratellanza con i ladri (di speranza e di dignità, prima che di soldi) per i prossimi due decenni che ti restano (lo spero per te), che sicuramente l’ultimo giorno, quando ti guarderai indietro, ti sentirai peggio dello sceriffo di Nottingham.
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Sono contento per te, ma c’è anche chi si preoccupa ugualmente degli ultimi, pur disponendo di ciotole altrettanto piene.
Dici che non sei mai sceso a compromessi, dopo aver detto che è meglio lasciare mano libera ai ladri: e questo non lo chiami un compromesso?
Poverino, volevi fare la rivoluzione con 11 milioni di voti e non ci sei riuscito, e adesso metti il broncio? Cippa Lippa?
Fanculo tutti, tanto la tua ciotola è piena, tié.
E’ proprio vero, sei un “vero” 5stelle: lì eri, e lì sei rimasto.
Se questo è il tuo modo di pensare, preparati : andrai incontro ad un sacco di delusioni.
Per tua norma e regola (e fino a prova contraria) i 5stelle non si sono MAI venduti, almeno finora, anche se a te fa piacere credere che sia così, per qualche motivo misterioso (in realtà evidentissimo: è il tuo alibi per lavartene le mani, e se ancora non è successo, pazienza, non si rinuncia ad un bell’alibi solo perché non è particolarmente vero; inoltre, se mai un giorno dovessero farlo davvero, potrai sempre urlare al cielo il tuo liberatorio “te l’avevo detto”).
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Obiezione giusta , giustissima, basterebbe poco, altro che piatti imperiali per ganasce mastine ! Siamo tornati ai fasti di Roma senza alcun Cesare o Augusto , ma con molte buche in mezzo.
Le reti positive che niente hanno a che vedere con ciò che oggi viene definita società comune; ma dal momento che ogni ente è di per sé un soggetto plurimo, regolamentato al suo interno con vincoli salva scatola, sarà difficile creare osmosi fra ambienti simili in quanto, tale osmosi, richiederebbe la presenza di tali enti plurimi, molti dei quali oggi sono sepolti.
Addavveni la guerra che resetterà il poco rimasto.
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Contento per te, che dall’alto del tuo 15% e delle alleanze con la peggio massoneria turbo-capitalista e bancaria, andrai incontro ad incredibili conquiste sociali per i diseredati di questo Paese.
Grillo, il GARANTE 5S, che chiama “grillino” Draghi, ovvero la NEMESI del grillismo, non è VENDERSI? Allora quanto meno è circonvenzione di incapace e truffa aggravata al corpo elettorale.
A me piace pensare come Impastato, come Don Puglisi, come il commissario Calabresi o il generale Dalla Chiesa, che magari potevano anche accettare modiche quantità di mafia e malaffare ed oggi sarebbero ancora vivi e vegeti, anzi vegetali nell’anima.
Sei servo e non te ne accorgi, pensi di poter incidere e contare ancora qualcosa, ma sei funzionale a chi ha distrutto quella rivoluzione ed ha chiuso ed imbrigliato in una riserva indiana quel popolo sterilizzato nelle idee e nei principi fondanti della comunità civile, e che potrà nient’altro che assistere impotente alla propria estinzione.
Non servirà neanche dire “te l’avevo detto”, arriverà il giorno in cui te lo dirai da solo.
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Mi sa che stai facendo un po’ di confusione: il fatto che Grillo sia il GARANTE 5S vuol dire che lui è disposto a mettere la faccia per il Movimento, ma ciò non implica che valga anche l’opposto: non mi risulta che esista la proprietà transitiva del garantismo.
Riguardo alla consultazione degli iscritti: la domanda era senza dubbio “di parte”, ma comunque scritta in ITALIANO, molto più comprensibile e molto meno “burocratese” di quello utilizzato in un qualsiasi quesito referendario, pertanto non è corretto sostenere che gli iscritti siano stati in qualche modo plagiati per questo (parlare adirittura di truffa aggravata, quando avrebbero potuto semplicemente rispondere di no, non fa altro che far risaltare ulteriormente il tuo già evidente pregiudizio).
Se queste sono le evidenze che il M5S si sarebbe venduto (tra l’altro, la sua anima “drago-dimaiana”, peraltro legittima fino a quel momento, si è pure auto-epurata), mi sa che il tuo urlo liberatorio dovrà attendere ancora parecchio (se e quando mai succederà, io sarò lì a ricordarti che in realtà avevi solo tirato ad indovinare, dato che “le prove” erano queste).
La differenza tra me e te è che a me non importa nulla di pavoneggiarmi con un “te l’avevo detto”, tu invece non vedi l’ora. Non faccio il sensitivo o l’indovino, ma più modestamente maturo dei giudizi basandomi su fatti, per quanto possibile.
Quindi mi dispiace per te, ma quel giorno per me non arriverà mai, semplicemente perché io baso i miei ragionamenti su fatti, non su fantasie o desideri repressi: tutt’al più potrò dire che mi ero sbagliato, quando e se mai dovessero arrivare dei fatti in grado di smentirmi.
Se non fossimo in Italia, sarebbe difficile credere che un tipo come te abbia la ciotola piena, visto che alle prime difficoltà sei capace solo di arrenderti, preferendo lasciare campo libero all’avversario (come disse un grande, che aveva un concetto di “rivoluzione” un tantinello più aderente alla realtà del tuo: chi lotta può perdere, chi smette di lottare ha già perso).
Nemmeno ti accorgi della contraddizione tra questo tuo gettare la spugna, ed il contemporaneo sbandierare come tuoi eroi gente che non ha mai mollato fino all’ultimo, fino all’estremo sacrificio.
Sei capace solo di correre dietro ai pifferai (come Dibba), per poi scaricarli quando non ti piacciono più (ma con lui non ci sarà questo problema, perché non farà mai niente di niente), ed infine, prima di passare al prossimo, ti autoassolvi grazie al più dozzinale dei “sono tutti uguali”, e il bello è che dai pure del servo agli altri, quando tu sei il primo ad essere funzionale agli interessi che questo governo di corrotti persegue.
Ad maiora.
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Ah, quindi Grillo ci ha semplicemente messo la faccia, e non già deciso alleanze, linee politiche, espulsioni, voltafaccia, quesiti farlocchi, direttorii, candidati e financo la NOMINA di Conte e l’auto-defenestramento di Dimma mettendolo (giustamente) spalle al muro?!?
Bene così, il resto della filippica me la risparmio.
Te l’avevo detto 😄.
Ad maiora semper.
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Bravissimo, Jonny👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻
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Buongiorno,
@JD
ho riletto il suo primo commento varie volte.
Tralascio il succo che corrisponde alla valutazione positiva di Conte di una buna parte degli eletti nelle elezioni del 2018 perchè altro non potrebbero essere.
SU una cosa sono in disaccordo, se ho capito bene quello da Lei scritto.
il PNRR è il modo ‘puzza sotto il naso” di chiamare quello che è il meccanismo obbligato, sì obbligato, con cui usufruire del Recovery Fund.
Conte ottenne questo, non il PNRR come molti ignoranti (voluti ?) espongono.
IL PNRR venne ‘imposto’ (autoimposto) a tutti gli stati europei che come l’Italia, con numeri e debiti futuri magari più bassi in assoluto ma in percentuale rispetto al LORO pil più alti, lo hanno chiesto e ricevuto.
Prima che l’Italia consegnasse il suo, sei (6) paesi lo avevano fatto e avevano ricevuto il consenso alle quote spettanti.
E non mi sembra che si sia alzata una voce du relativi attovagliamenti.
Se non si dice questo il solo ‘raccontare’ di attovagliamenti fa ricadere il tutto nella categoria dei clichè da bar dello sport.
IL PNRR, se lo si va a leggere, fu una frettolosissima corsa contro il tempo per giustificare il prestito.
Negli ultimi due giorni utili per la presentazione furono elaborate dalle 4 alle 8 formulazioni differenti.
Senza parlare di quelle iniziali molto più numerose.
Ha mai sentito di esponenti dell’allora M5S richiamare al confronto, allo studio, all’esame del contenuto ?
No, semplicemente perchè non erano all’altezza del compito.
IL fatto poi che non lo fecero neanche ‘gli altri’ non giustifica le proprie carenze e incapacità.
Una delle versioni, quella più comica, parlava della strutture digitale da realizzare come in Germania chiamata ‘cloud’ e in Italia veniva definita ‘nuvola’.
Questo cos’è un errore di traduzione ?
Era scappato lo Shift, CTrl, Alt ?
Purtroppo, nel PNRR, venivano accattate quelle che ora, solo ora, vengono addebitate ai ‘nuovi’.
Ma la sequenza imposta delle ‘riforme’ sulla giustizia, erano scritte lì ben prima che intervenisse la Cartabia e ora Nordio.
La ‘cabina di regia’ che doveva sopravvivere ai governi, esautorando la volontà popolare delle elezioni intermedie, era scritta lì, ben prima della recita di fine anno dell’attuale governo.
Draghi la attuò, non certo la scrisse.
Tutta la parte digitale P.A: è un complesso di azioni illogiche che solo non volerle guardare per conservare la propria iniziale posizione le giustifica.
Ingegneri laureati assunti a tempo DETERMINATO max 4 anni, in ruoli chiave per il futuro del paese, che devono essere istruiti da personale interno ignorante in materia, DA QUALIFICARE nei due anni successivi, cosicché quegli ingegneri altre a fare fotocopie per due anni cosa avrebbero fatto? un penny a chi indovina.
Neanche il più scemo di FDI avrebbe potuto scriverlo peggio.
Tutta il capitolo riguardante la mirabolante ‘transizione ecologica’ che scommette tra le altre cose su una scomparsa dei motori a benzina e diesel, in un paese dove l’italiano medio si fa arrestare piuttosto di andare a comprare il giornale senza l’auto.
I pannelli fotovoltaici sulle case che neanche li possono sostenere.
E mi fermo per non vomitare.
Quel PNRR chi l’ha scritto ?
Farebbe comodo dire Meloni, o per salvarsi in corner ‘tutto si può cambiare’.
Ma allora bisogna dire anche che se ci sarà debito per le generazioni future, non è dovuto SOLO al presunto attovagliamento che deve ancora avvenire, ma ‘ai meravigliosi ragazzi’ ostentati certo dalla stampa media stream e brigate varie ma che di loro avevano quasi nulla da ‘vendere’.
Se Conte avrà un futuro come esponente di una formazione in grado di svolgere un ruolo di protagonista positivo nel far sopravvivere questo paese, dovrà necessariamente cercare ‘altrove’.
Ed è quello che mi sento di poter dire stia, ‘underground’, facendo.
Senior systems Engineer
stefano tufillaro
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Gentilissimo, il problema del PNRR (o del Recovery Fund, che io avevo accomunato in un eccesso di semplificazione, ma che sono due cose diverse, come giustamente hai puntualizzato) non è tanto nel debito che genererà, di cui le generazioni future saranno in ogni caso costrette a farsi carico, ma è un problema legato all’uso che di questa immensa mole di risorse verrà fatto.
Se questa pioggia di denaro che sta per investirci verrà utilizzata per ammodernare e rendere competitivo il Paese, allora avremo anche in mano gli strumenti per poter in seguito ripianare il conseguente debito.
Se invece verrà come al solito incamerato dagli amici degli amici (quelli di sempre, inutile fare l’elenco) senza produrre nulla di realmente utile per la comunità, allora il ripianamento avverrà al prezzo di tanti sacrifici (tipicamente i sacrifici peggiori sono quelli che devono essere sostenuti dalle ultime ruote del carro, come da italica tradizione di scaricare le responsabilità su chi non può difendersi, ovvero i più poveri).
Le mosse dell’attuale Governo non lasciano ben sperare sulla bontà delle intenzioni, dato che sembrano prefigurare un disegno organico, volto principalmente ad ostacolare ogni futuro controllo su chi e come dovrà gestire questa enorme mole di denaro in arrivo, pertanto è lecito e prevedibile aspettarsi il peggio del campionario: grandi opere inutili senza gara (inutili per la cittadinanza, ma utilissime per qualcuno), perlopiù incompiute nonostante i costi lievitati esponenzialmente, accompagnate da ogni altro spreco possibile e immaginabile (l’unico limite è la fantasia), come già visto e rivisto ogni volta che i governanti di ogni partito ancora oggi esistente (con la lodevole eccezione dei soli pentastellati) hanno avuto la possibilità di mettere le mani su grandi quantità di denaro pubblico.
Riguardo alle responsabilità: il PNRR ha tanti padri e il desiderio di impunità di quella che un tempo veniva definita “la casta” non nasce oggi ma viene da molto lontano, però poi sono sempre il Governo e il PdR in carica a dover apporre la loro firma in calce, sia a quello che alle leggi che di fatto sterilizzeranno ogni controllo, pertanto le responsabilità sono ben precise, con nomi e cognomi.
Come paradosso finale, vorrei ricordare che nelle motivazioni addotte da Mattarella durante il famoso annuncio in diretta, quando diede l’incarico a Mario Draghi, ai primi posti c’era proprio la questione PNRR.
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Er Guardiabirilli, mejo.
E nun è bbono manco a quello.
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Si scordò nel cassetto per quattro anni il fascicolo sulle inesistenti tangenti rosse a D’Alema e Occhetto, anziché trasmetterlo a Roma per competenza…
In questo io ravviso un bell’abuso di ufficio
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Che i politici, potendosi scrivere le leggi, lo facciano per assicurarsi impunità, privilegi e salvacondotti lo posso anche capire. Quello che ancora non capisco sono i milioni di cittadini che li hanno votati sapendo benissimo cosa avrebbero fatto (tutto si può dire di Nordio, tranne che sia uno che ha nascosto i suoi intenti).
Anche a voler essere pragmatici, in che modo l’assenza di controlli (intercettazioni), indagini (cancellazioni di reati), processi (depenalizzazioni) e condanne possa migliorare la pubblica amministrazione sfugge alla mia piccola mente. Se qualcuno può illuminarmi.
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differenziare meloni e nordio è un’offesa all’intelligenza. entrambi, per trent’anni, sono stati portapitali di berluscone, approvandone e condividendone tutte le nefandezze, compresa ruby nipote di Mubarak. la sostanza sono le riforme contro la giustizia uguale per tutti, che meloni e socio condividono. le chiacchiere aberranti del nostro, si stanno rivelando utilissime come mezzo di distrazione di massa, che fanno guardare il dito e non la luna. la descrizione del dito da parte di Travaglio lo conferma.
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Il Berlusca continua a colpire le istituzioni anche da morto!
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Ma siete nati su marte? Ci vuole molto a capire che il nostro sfortunato paese è comandato dalla c.i.a e mafia?
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Ma quando lo stracciamo il cosidetto “patto atlantico” che ci obbliga a farci sgovernare da questi LESTOFANTI “nordiodotati”?
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Concordo totalmente con quanto scritto sopra in un post da qualcuno: Nordio è lì solo perché fa benissimo la parte della “figura istituzionale standard”, mentre è un disperato e profondamente disonesto (sul piano intellettuale quanto meno, ma sospetto anche su quello professionale, data la sua nota storia del cassetto). Non vale nulla, e in questa misura è il perfetto burattino filoguidato dal governo, e QUINDI dalla Meloni, che ancorché una becera e rozza buzzurra pure lei, è signorotta dotata di cervello fino, molto abile e scaltra, e – mi secca dirlo, ma lo penso – astutamente intelligente. Possibilmente la più intelligente di tutto il Governo, che infatti lei comanda a bacchetta, specie dalla dipartita del viscido bavoso MdF l’altro giorno – e infatti sin da subito si è già approfonditamente messa a studiare, (ma senza dare troppo nell’occhio e questo è perfetto indizio di quanto la sappia lunga, come scrivevo sopra), di come metter le mani sul bottino ricevuto in eredità dal mafÎoso di Hardcore.
Per cui, tirando le somme in un momento come questo, il robottino guidato a distanza e a comando, tal onorevole Merdio (inteso come Mèrdio e anche come Merdìo: van bene entrambi) è la persona perfetta! Letteralmente (e cito appunto da sopra, ma vo a memoria) è la “persona giusta, al posto giusto, nel momento giusto”.
Tuttavia quindi… nulla di nuovo in questo paese di servi mafįosi ladri e fascįsti da sempre, in fondo… 😥
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E speriamo di no.
Il vecchio bardo suona la sua musica stonata.
Prima erano i nobili..
Poi i fenomeni
Dopo i figli dei fenomeni e i nipoti.
Il falso casato del bel posto privilegiato resta in famiglia, se poi con lo zampino del gatto cieco di ricreano falsi titoli.
Dal provincialismo borghese alle periferie operaie , passando dai falsi e veri casati dei palazzi , castelli e antiche università.
Gli operai con un buon sindacato erano abbastanza al riparo. Il povero borghese rimasto di traverso , buono per i tarli di tutte le stagioni.
Il ceto medio non esiste più, è rimasto solo il dito.
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Un’ intervista ai vecchi amici adolescenti e sopravvissuti di Nordio lo inquadrerebbero meglio. In fondo siamo stati tutti ragazzi e ragazze prima di divenire uomini e donne .
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