Vale la pena prendere le distanze dal lutto nazionale, quando canuti rappresentanti dell’establishment giornalistico e arcivescovi confusamente riluttanti evocano con frasi piene di caritatevole delicatezza […]

(DI BARBARA SPINELLI – ilfattoquotidiano.it) – Vale la pena prendere le distanze dal lutto nazionale, quando canuti rappresentanti dell’establishment giornalistico e arcivescovi confusamente riluttanti evocano con frasi piene di caritatevole delicatezza, e di nostalgia, l’epoca della propria bella gioventù all’ombra di Berlusconi. Come se rendessero segreto omaggio a quella gioventù, più che al defunto.
Hanno preso le distanze Rosy Bindi e poi Tomaso Montanari, unico a rifiutare la bandiera a mezz’asta nella propria università. Si è rifiutato di partecipare alle esequie Giuseppe Conte, unico leader a tenersi alla larga da quello che ha chiamato, correttamente, il “parossismo celebrativo” dei giorni scorsi. C’è stato chi, inarcando sdegnoso le sopracciglia, gli ha ricordato che Almirante andò alle esequie di Berlinguer. Come se il paragone avesse senso. Come se tutti dovessimo per forza temere il famoso “Berlusconi in noi”.
Di Berlusconi si ricordano le gesta, ma selettivamente. Si trascura l’essenziale, e cioè come si arricchì, da bancarottiere che era, accumulando immani ricchezze. Si tacciono i patti con la mafia, stretti dal 1974 al 1992 da Dell’Utri, in suo nome (sentenza definitiva della Cassazione, 2014). Si parla di come sdoganò l’estrema destra, prima che Fini ripudiasse il fascismo, ma si tace su ben più cruciali e ramificati sdoganamenti, che hanno trasformato antropologicamente l’Italia.
Nel vocabolario Treccani sdoganare significa, per estensione, rendere socialmente accettabile un comportamento precedentemente condannato, censurato. Berlusconi ha reso oggi del tutto accettabili: l’ingresso in politica come arte per far soldi; la corruzione e l’abuso d’ufficio come peccatucci veniali (il disegno di legge annunciato il giorno dei funerali cancella l’abuso); la libertà di voto degradata a elezionismo e arbitrariamente equiparata alla democrazia costituzionale.
È stata poi sdoganata la menzogna continua: l’improponibile caccia agli scafisti in tutto “l’orbe terracqueo” promessa da Meloni, o il “piano Mattei” per l’Africa (espressione non identificata della sua neolingua). E soffriamo ancor oggi lo sdoganamento di parole incompatibili con la democrazia: gli oppositori e giornalisti critici ribattezzati odiatori o invidiosi cultori della gogna; le carriere politiche narrate come epica rivincita dei reietti (underdog). Meloni vede in Berlusconi, all’inizio un underdog come lei, il precursore della propria ascesa.
Berlusconi è il signore che ci ha fatto divenire, e apparire, peggiori. Ha sdoganato il peggio e ce l’ha lasciato.
Dissociarsi da tutto ciò vale la pena, ma sapendo che la dissociazione va usata cum grano salis, non dimenticando come Berlusconi fu spodestato. Non fu scalzato da governi di sinistra, che salvaguardarono l’insieme di leggi escogitate a difesa dei suoi soldi e del suo potere mediatico. Non l’hanno spodestato i giudici: le condanne son rare, le prescrizioni molte. L’hanno spodestato, nel 2011, l’alta finanza e l’establishment europeo.
Quello fu il suo Anno Terribile. Si scatenarono i grandi giornali stranieri: Spiegel in testa, che già l’aveva chiamato Il Padrino. Nel luglio 2011 il settimanale titolava in copertina: “Ciao bella!”. Nel sommario si lesse: “I mercati finanziari internazionali hanno perso la fiducia nell’Italia. Dopo 17 anni di Berlusconi il Paese è pesantemente indebitato e maturo per un cambio di governo. Uno dei Paesi fondatori dell’UE appare paralizzato dall’incapacità del suo premier, occupato innanzitutto dai suoi affari personali”. Sotto tiro era anche la sua politica russa. Il 16 novembre il potere passava a Mario Monti. Cominciava l’èra del sempreverde assioma: “È l’Europa che ce lo chiede!”.
Per chi ha investigato crimini e misfatti del leader non è facile identificarsi con l’onda perbenista e atlantista che nel 2011 scippò le battaglie degli investigatori e l’affondò. Non fu forse un golpe – Berlusconi s’è autodistrutto – ma di certo fu un torbido snodo storico che conferma con evidenza brutale la nostra sovranità limitata.
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Grande Spinelli , uno dei rari e onesti coccodrilli che ci girano intorno
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Coccodrilli?
Perchè?
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Si chiamano così tutte le “biografie” post mortem…
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Te l ha già spiegato Anail ! Inoltre tutti i giornali tengono in freezer i” coccodrilli ” già pronti per l occorrenza …
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Me l’ha spiegato dopo, non prima.
Non ero a conoscenza del termine. Un pò confusa come terminologia, ma ve la do per buona.
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Va bene essere ignoranti di un termine professionale giornalistico che quasi tutti conoscono tranne lei ! Ma darmela per buona … anche no ! Studi e cominci dalla prima media , non si sa mai !
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Va bene essere fessi, ma non devi dimostrarmi a tutti i costi di esserlo, si vede già lontano un miglio. Ora – v devi riportare degli esempi riferito al termine utilizzato da altri (links) seguito dal perchè se uno non lo conosce o non ne afferra dalla nascita il profondo significato è da studi da terza media, e infine perchè una “biografia” post mortem viene definita un coccodrillo. E tutto questo da un asino come te, aggiungo: vediamo ora che fai, terza media.
P s. Non sprecarti nello studio, per te l’asilo permanente va benissimo.
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È partito il commento prima che potessi finire, un classico.
“Ora devi riportare degli esempi riferiti al termine ove utilizzato da altri (links) seguito dal perchè” etc.
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Cohibara, stamattina ti ho scritto un post esplicativo, ma, pur avendolo inviato 3 o 4 volte, non mi è stato pubblicato.
Non so perché… ho pensato che la discussione fosse stata chiusa, ma visto che tu hai continuato a postare…
Ti dicevo che si chiamano “coccodrilli” i necrologi di personaggi pubblici, preparati “a freddo”, perché giornali e tv possano presentarli, senza perdere tempo rispetto agli altri media, a fare ricerche biografiche anche molto lunghe.
Si chiamano così in riferimento al detto “lacrime di coccodrillo”.
Come avrai visto, Travaglio ha scritto, qualche giorno fa, il pezzo “Coccodrillo di Caimano”, che io ho considerato geniale come titolo.
Per ulteriori approfondimenti, puoi googlare “Coccodrillo giornalismo” (altrimenti ti parla dell’anfibio🤣).
👋🏻
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Grazie per la tua precisazione Anail. Non conoscevo l’espressione. Ora capisco anche come mai il significato della medesima giustamente non mi tornava.
Se si cerca la definizione https://it.m.wikipedia.org/wiki/Coccodrillo_(giornalismo) si incappa pure nel significato dell’espressione “versare lacrime di coccodrillo” https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lacrime_di_coccodrillo che così è (giustamente) descritta:
“piangere lacrime di coccodrillo è un modo di dire di uso comune che si riferisce a chi, dopo aver arrecato danno, ripensa alla propria azione pentendosi. L’espressione si usa anche quando il danno arrecato ricade proprio su chi lo ha provocato, sottintendendo che questi avrebbe potuto/dovuto prevedere le conseguenze per lui negative dell’atto che stava per compiere”.
Un passo prima, da Wiki: “il termine probabilmente deriva dal detto ‘versare lacrime di coccodrillo’, visto che l’articolo o il servizio radiotelevisivo, che appare sentito e sincero nel suo cordoglio, è stato in realtà freddamente preparato in anticipo in attesa della morte del personaggio”.
Cosa questo c’entri con un necrologio preparato prima del trapasso di una personalità conosciuta non si capisce. Infatti la pagina Wiki aggiunge:
“il coccodrillo dovrebbe non essere un mero elenco di date ed avvenimenti importanti nella vita del personaggio, ma dovrebbe essere arricchito di citazioni e dichiarazioni, facendo trasparire le qualità, positive o negative, e l’importanza del defunto”.
Quindi nulla a che vedere con il termine “coccodrillo”, decisamente più calzante nel caso si descriva il mielato pippone di un ipocrita, non un necrologio professionalmentedistaccato e obiettivo.
In sostanza – se l’italiano significa ancora qualcosa – e per chiudere: l’espressione sarà anche parte del gergo tecnico giornalistico, ma se l’unica ragione per cui viene usata è quella del solo riferimento a “lacrime di coccodrillo”, allora tanto dal punto di vista logico che formale è SBAGLIATA.
Con buona pace di chi la usa professionalmente. E alla facciaccia di Terza Media l’Arrogantino, più su, non uso ad interrogarsi sul senso di quel che legge, evidentemente.
Grazie ancora, Anail. Buon pomeriggio.
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Buon giorno a te, Cohibara.
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Abbiamo dovuto aspettare che ci pensassero gli altri a decretare la fine politica di Silvio B., perché ai nostri politici faceva troppo comodo tenerlo politicamente in vita. Siamo italiani del resto.
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“Siamo italiani del resto”
Sto tormentone inizia a disturbarmi!
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Bravissima ! Superlativa ! Berlusconi è una vergogna nazionale ma ciò non toglie che quello che accadde nel 2011 fu lo stesso uno scorno per noi italiani.
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Pensateci bene…bene .. però ,se fosse vissuto ai tempi di Napoleone il Manzoni gli avrebbe dedicato il “5 Maggio”… ogni riga della poesia può essere dedicata dai “leccatacchi” al decuios!
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