
(di Valeria Casolaro – lindipendente.online) – Nella giornata di oggi medici, veterinari, cittadini e pazienti scenderanno in piazza con lo slogan “Salviamo la sanità pubblica”, al fine di denunciare il prossimo collasso del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) e di chiedere interventi per scongiurarlo. La problematica principale, spiegano i sindacati, è la lunghezza delle liste d’attesa, che non permette al cittadino di accedere alle cure necessarie per tempo a meno di non ricorrere ai servizi privati (per chi può permetterseli). A questo si aggiunge il progressivo definanziamento al settore, le cui conseguenze sono chiusura di ospedali e reparti e tagli al personale e ai posti letto.
Ad aderire all’iniziativa, oltre sindacati nazionali e sigle promotrici del settore (ANAAO AssoMed, FP CGIL Medici, Federazione Veterinari e Medici, UIL FPL, CISL Medici e Coordinamento area medica), vi sono 18 associazioni di cittadini e pazienti, tra le quali Associazione Nazionale Donatori Midollo Osseo, Associazione per la Lotta contro l’Aids, Cittadinanzattiva, Associazione Sclerosi Laterale Amiotrofica e molte altre. Le iniziative copriranno quasi tutta l’Italia, da nord a sud. «Occorrono misure coraggiose, da parte del Governo, per far fronte alla fuga dei professionisti dal Servizio Sanitario Nazionale – ha dichiarato Pina Onotri, segretaria generale del Sindacato Medici Italiani (SMI) – Il SSN, con la fuga dei medici e il burn out di quelli che restano, sta spegnendosi e con esso se ne va il bene più prezioso per tutti i cittadini: il diritto alla salute, gratuito ed universale».
fare parte del SSN e assecondare ogni nefandezza, diventare promoter delle case farmaceutiche, diffondere paura e disinformazione scientifica solo per interessi economici e poi, quando nella mangiatoia rimangono sono vermi, lamentarsi e denunciare un sistema che si è contribuito a rendere sempre peggiore. I sanitari, in particolare i medici, si sono dimostrati senza alcun dubbio una categoria di arroganti e di ipocriti come ce ne sono poche altre.
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A fianco di Medici, Infermieri e di tutto il personale sanitario che, dopo l’emergenza sanitaria (che ha visto soccombere proprio tanti di loro) hanno a cuore le sorti del Sistema Sanitario Pubblico. Siamo con voi, senza se e senza ma, proprio perché è nel nostro interesse di Cittadini e Pazienti la difesa della Sanità Pubblica.
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Di tutti medici non si può fare un fascio accusatorio. Il declino costante del SSN parte da lontano, dagli anni ’90. La riduzione progressiva dei finanziamenti pubblici, la creazione delle aziende sanitarie veri e propri bancomat di interessi personali e di puro clientelismo, il favorire i Ras della sanità privata, la chiusura di reparti e di interi ospedali, il perdurare del numero chiuso per l’ingresso alle specialità mediche senza pensare ad una seria e razionale programmazione sono le grandi responsabilità della politica, e delle quali parte dei medici hanno approfittato dando sfogo alle più o meno egoistiche vocazioni imprenditoriali e agli appetiti economici che ne conseguono. Una commistione pubblico privata che di sicuro non migliora il SSN ma che ha permesso ai vari governi di non adeguare i salari dei medici e del personale sanitario agli standard europei.
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Di tutti i medici non si può fare un fascio accusatorio. Il declino costante del SSN parte da lontano, dagli anni ’90. La riduzione progressiva dei finanziamenti pubblici, la creazione delle aziende sanitarie veri e propri bancomat di interessi personali e di puro clientelismo, il favorire i Ras della sanità privata, la chiusura di reparti e di interi ospedali, il perdurare del numero chiuso per l’ingresso alle specialità mediche senza pensare ad una seria e razionale programmazione sono le grandi responsabilità della politica, e delle quali parte dei medici hanno approfittato dando sfogo alle più o meno egoistiche vocazioni imprenditoriali e agli appetiti economici che ne conseguono. Una commistione pubblico privata che di sicuro non migliora il SSN ma che ha permesso ai vari governi di non adeguare i salari dei medici e del personale sanitario agli standard europei.
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