Convocato per oggi il consiglio di presidenza, mentre le istituzioni si fermano per la morte di Berlusconi: Fascina e Tajani sono esclusi per statuto, ma si rincorrono voci su un documento firmato dal leader per attribuire un ruolo nella gestione dell’eredità politica. Da decidere la sorte del marchio che ha attratto voti per trent’anni. Ma si fanno i conti con oltre 90 milioni di perdite

(di Antonio Fraschilla – repubblica.it) – Mentre fioccavano le dichiarazioni di cordoglio per la morte del leader Silvio Berlusconi, nelle stanze delle segreterie politiche di deputati, senatori, governatori e ministri forzisti solo due domande si rincorrevano in una ridda di telefonate: chi pagherà adesso i debiti del partito garantiti fino a oggi da fideiussioni del fondatore? E, soprattutto, il simbolo formalmente di chi è? Insomma, ci si addolorava per la morte del capo, ma prosaicamente si pensava già a soldi e futuro politico di Forza Italia e del marchio che per trent’anni ha comunque attratto voti: e in queste voci si parlava anche di carte riservate e testamenti firmati in punto di morte da Berlusconi per favorire l’ultimo cerchio magico al suo fianco, quello legato alla compagna Marta Fascina.
Ma che queste siano domande importanti lo dimostra la singolare convocazione per oggi del comitato di presidenza del partito da parte del tesoriere Alfredo Messina. Convocazione arrivata due volte: la prima con all’ordine del giorno l’approvazione del rendiconto del partito per il 2022; la seconda con l’aggiunta della nomina dei commissari provinciali. E su questa aggiunta c’è chi vede lo zampino dei fasciniani, cioè dei golden boy vicini alla consorte non formale di Berlusconi che ormai, non ne fanno mistero, vogliono prendersi il partito. “Ma ci rediamo conto, Berlusconi è morto da meno di 24 ore, i ministri sospendono tutti gli impegni, le giunte regionali rinviano le riunioni in attesa dei funerali mercoledì, e noi ci riuniamo per discutere di bilancio e commissariamenti”, dice a denti stretti un deputato che conta in Forza Italia.
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Sul tema bilancio, il rischio è che le perdite superino i 100 milioni di euro. Al momento 90 milioni di euro di debiti sono stati garantiti da fideiussioni firmate da Berlusconi e che quindi passeranno in eredità ai cinque figli. In sintesi, ogni figlio di Berlusconi si troverà circa 20 milioni di euro di debiti di Forza Italia, nonostante, proprio per volere del padre, tutti e cinque abbiano versato nel 2023 centomila euro a testa al partito. C’è poi il tema del simbolo. Da Statuto appartiene al tesoriere del partito pro tempore, cioè Alfredo Messina, ex manager Fininvest, che è anche commissario-amministratore nazionale. “Da statuto così è previsto, io sono il depositario del simbolo e nessuno ha chiesto di cambiare lo statuto”, ha detto Messina. Il tesoriere siede nel comitato di presidenza, dove non siede a esempio Marta Fascina e dove Antonio Tajani non ha alcun ruolo, non essendo la figura del coordinatore nazionale prevista dallo statuto. Vi siedono certamente i capigruppo, Paolo Barelli per la Camera e Licia Ronzulli per il Senato, e i governatori a partire da Roberto Occhiuto e Renato Schifani. Ma c’è un mistero: si rincorrono voci di una “carta” firmata di Berlusconi che inserirebbe nuovi nomi nel comitato e quindi potrebbero saltare fuori i nomi della Fascina o dello stesso Tajani.

Nelle ultime ore si sono rincorse strane voci anche sul simbolo: ad esempio che possa saltare fuori una carta testamentaria di Berlusconi che tiri in ballo la prima registrazione del marchio fatta al ministero dello Sviluppo economico nel 1994 che aveva come titolare il “Movimento politico Forza Italia” e mandatario Franco Cicogna dell’omonimo studio di registrazione marchi e brevetti. Voci che si rincorrono dall’annuncio della morte del leader, a testimonianza della delicatezza del tema simbolo. Anche se chi ha praticamente fondato il partito nei gloriosi anni 1993-1994 non si scompone più di tanto di fronte alle preoccupazioni sul simbolo gestito da terzi: “Scusate, se la famiglia Berlusconi chiede di coprire le fideiussioni chiunque abbia il simbolo non ne può fare quello che vuole”, dice Gianfranco Micciché. Come dire: in questo partito i soldi hanno un peso ma sono arrivati solo da una persona, Silvio Berlusconi. E chiunque pensa di avere agibilità economica e politica senza il consenso della famiglia Berlusconi difficilmente farà strada. Forse.
Popolo della Libertà
Berlusconi Silvio 31 – Alberti Casellari Maria Elisabetta 64 – Alemanno Gianni 69 – Barani Lucio 69 – Barbato Tommaso 70 – Bergamini Deborah 70 – Berruti Massimo Maria 75 – Bocchino Italo 77 – Bonaiuti Paolo 82 – Bondi Sandro 83 – Boni- ver Margherita 84 – Bonsignore Vito 89 – Borghezio Mario 89 – Bossi Umberto 88 – Brancher Aldo 96 – Brigandì Matteo 100 – Briguglio Carmelo 102 – Bruno Donato 102 – Calderoli Roberto 103 – Camber Giulio no – Cantoni Gianpiero Carlo 110 – Capanni Davide Carlo 112 – Cariucci Gabriella 113 – Carrara Valerio 114 – Castelli Roberto 113 – Catone Giampiero 121 – Centaro Roberto 124 – Ciarrapico Giuseppe- Cicchitto Fabrizio 128 – Cicu Salvatore 130 – Colucci Francesco- Comincioli Romano 130 – Consolo Giuseppe 131 – Cosentino Nicola 132 – D’Ali Antonio 134 – De Angelis Marcello 139 – De GregorioSergio 139 – Del Pennino Antonio 139 – Dell’Utri Marcello 140 – Dini Lamberto 149 – Fabbri Luigi 149 – Farina Renato 149 – Fini Gianfranco 194 – Firrarello Giuseppe 197 – Fisichella Domenico 139 – Fitto Raffaele 199 – Formigoni Roberto 161 – Franzoso Pietro 163 – Galati Giuseppe 166 – Gardini Elisabetta 167 – Ga- sparri Maurizio 168 – Gentile Antonio 170 – Ghedini Niccolò 170 – Giorgetti Giancarlo 170 – Giovanar- di Carlo 172 – Girfatti Antonio Franco 174 – Giudice Gaspare 174 – Grillo Luigi 176 – Guzzanti Paolo 178 – La Loggia Enrico 190 – La Malfa Giorgio 191 – Laboccetta Amedeo 197 – Landolfi Mario 198 – Lehner Giancarlo 202 – Lombardo Raffaele 203 – Lunardi Pietro 206 – Malossini Mario 208 – Maroni Roberto 209 – Martinat Ugo 210 – Martino Antonio 212 – Matteoli Altero 213 – Melchiorre Daniela 222 – Micciché Gianfranco 223 – Mussolini Alessandra 227 – Nania Domeni-co 231 – Nespoli Vincenzo 233 – Nessa Pasquale 236 – Nitto Palma Francesco 236 – Pecorella Gaetano 237 – Pera Marcello 240 – Pescante Mario 234 – Pili Mauro 233 – Pisanu Giuseppe 257 – Pittelli Giancarlo 262 – Proietti Cosimi Francesco 263Rotondi Gianfranco 264 – Scajola Claudio 263 – Scapagnini Mario 266 Schifani Renato Giuseppe 268 – Sciascia Salvatore 270 – Simeoni Giorgio 27/ – Speciale Roberto 272 – Stefani Stefano 274 – Strano Nino 276 – Tomassini Antonio 277 – Tortoli Roberto 278 – Tremonti Giulio 279 – Valentino Giuseppe 282 – Vitali Luigi 283 – Vizzini Carlo 286
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I numeri che seguono i nominativi sono le pagine del Libro “Se li conosci li eviti” di M.T.,ma è interessante constatare quanti erano con berlusconi e quanti ne rimangono oggi in FI?
Grosso problema, saranno della Meloni.?.il fuggi-fuggi è già avvenuto da tempo…aspettiamo i nuovi assetti politici.
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