La leader dem attacca la destra sulla legge Zan. Boschi: «Queste persone fanno parte del nostro Stato, non sono cittadini di serie B»

Roma Pride, Schlein: “Per me è più importante essere qui che in masseria da Vespa”

(NICCOLÒ CARRATELLI – lastampa.it) – ROMA. È il suo corteo e non vuole perderne nemmeno un metro. Anzi, Elly Schlein si ferma, risale la corrente all’indietro per salutare gli altri carri del Pride di Roma. Ogni volta strette di mano, abbracci e decine (forse centinaia) di foto. La segretaria del Pd si mette in posa con due mamme, che si affacciano dal trenino rosa delle Famiglie arcobaleno: «Questa è nostra figlia, ricordati che la battaglia è per lei e per tutti gli altri», le dicono.

«Lo so, andremo avanti», assicura la leader dem. Poi arriva un ragazzo, che indossa un velo da sposa, per ricordarle l’impegno sul matrimonio egualitario: «Bravo, su questo puntiamo, stai tranquillo», dice Schlein, che ogni cento metri viene braccata da telecamere e microfoni. «Sono qua oggi perché è importante e giusto esserci, perché il Pd sarà sempre nei luoghi della tutela e della promozione dei diritti Lgbtq+ – spiega ai giornalisti – ed è invece sbagliato che non ci sia la Regione Lazio». Si avvicina una ragazza che si è scritta sulla schiena «patrocinami questo», con le frecce a indicare le natiche. Anche per lei foto e bacio: a forza di baci, Schlein ha le guance segnate dai colori dell’arcobaleno. Intorno a lei si muovono i suoi fedelissimi, a partire da Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria e sua luogotenente a Roma. Poi Marco Furfaro e Alessandro Zan, l’unico che contende a Schlein gli applausi. Più in disparte l’ex presidente del Lazio Nicola Zingaretti, mentre il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, apre il corteo indossando la fascia tricolore. Lì Schlein incontra Maria Elena Boschi, che guida una piccola rappresentanza di Italia Viva: abbraccio e sorrisi davanti ai fotografi, «è lo scatto del giorno», sentenzia uno di loro. «Il nostro rapporto personale è ottimo e sui diritti condividiamo lo stesso impegno – spiega l’ex ministra renziana – queste persone fanno parte del nostro Stato, non sono cittadini di serie b e hanno bisogno del nostro appoggio». Poi tiene a ricordare che «se in Italia c’è una legge sulle unioni civili lo si deve al governo Renzi, che ha avuto il coraggio di mettere la fiducia e approvarla».

Schlein è già passata alla foto successiva, con un raggiante Nichi Vendola, che le sussurra all’orecchio un «forza Elly». Poi saluta con bacio anche Alessandro Cecchi-Paone, accompagnato dal fidanzato: «Il presidente Rocca ha sbagliato», scandisce lui, che in passato è stato candidato alle elezioni europee con Forza Italia. La cui capogruppo al Senato, Licia Ronzulli, critica a distanza il Pride romano: «A sentire gli slogan emerge chiaramente come i veri intolleranti siano quanti oggi in piazza attaccano il governo e la maggioranza – dichiara – solo per il fatto di pensarla in modo diverso non sul rispetto che debba essere sempre garantito alla comunità Lgbtq, sul quale siamo tutti d’accordo, ma sull’utero in affitto, una pratica che consideriamo aberrante». Un tema molto presente su cartelli e striscioni, come quello che una ragazza mostra alla segretaria Pd: «Utero in affitto, Dio si giustifica: ai miei tempi non era reato». Schlein sorride, mentre stringe le mani che si allungano dal carro della comunità Lgbt di Latina e Frosinone. La invitano a salire, ma lei rifiuta cortesemente, meglio non esagerare. «Ci siamo con i nostri corpi e siamo qui in mezzo alle associazioni a supportare il Pride – ripete alle telecamere – Non dimentichiamo che chi oggi governa l’Italia sono gli stessi che hanno affossato con un applauso una legge di civiltà come la legge Zan». Nei paraggi si aggira anche l’ex 5 stelle Dino Giarrusso, che cerca invano di farsi notare dalla segretaria. Non troppo distanti ci sono alcune bandiere del Movimento, che aderisce al corteo con una piccola delegazione, guidata dalla senatrice Alessandra Maiorino: «È la prima volta che le portiamo, non l’abbiamo mai fatto per correttezza, perché è la manifestazione di tutte e tutti – spiega – Però riteniamo che sia importante dare un sostegno che sia visibile, visto che la comunità Lgbt è sotto attacco». Ben visibile, pubblicato sui social, è il bacio in bocca che il consigliere capitolino M5s, Paolo Ferrara, si scambia con un altro attivista.

Giuseppe Conte non assiste alla scena, perché è in Puglia, dove oggi sarà ospite al forum nella masseria di Bruno Vespa. Era stata invitata anche Schlein, che però ha declinato: «Non credo che Vespa si sia offeso, ma per me è più importante essere qui, ha un significato particolare», dice la segretaria dem parlando con La Stampa, mentre il corteo lambisce il Colosseo. Le facciamo notare come sia l’unica leader di un grande partito presente alla manifestazione: «Per noi questo impegno è prioritario, serve ribadirlo camminando a fianco a loro». Indica i ragazzi intorno, che la applaudono. «Grazie Elly per metterci la faccia, ma aspettiamo di vederti in Parlamento», grida qualcuno dalle casse del carro più vicino. Lei ringrazia a mani giunte e risponde: «Potete contarci».