AVIOTRASPORTO – Nella masseria arriva l’intero esecutivo . Manduria non è Medellin, l’Italia di certo non è la Colombia e vive tranquilla. Eppure c’è un profumo sudamericano, qualcosa di debordante […]

(DI ANTONELLO CAPORALE – ilfattoquotidiano.it) – inviato a Manduria (Taranto) – Manduria non è Medellin, l’Italia di certo non è la Colombia e vive tranquilla. Eppure c’è un profumo sudamericano, qualcosa di debordante e persino di eccentrico in questa convocazione del governo di Roma nella masseria di Bruno Vespa per consacrare il suo potere affluente nel libro della storia patria.

Non bastasse Giorgia Meloni con il suo nugolo di ministri (dalla C di Crosetto alla P di Pichetto Fratin passando naturalmente per la elle del ministro cognato Lollobrigida) che in quattro giorni dovranno disegnare l’Italia che verrà, Vespa ha scelto anche la voce dell’opposizione e selezionato Giuseppe Conte per il comizio finale. Equivicino, com’è nello stile della casa.

Vespa, fino a quattro anni e già ultrasettantenne, faceva soltanto il giornalista, l’analista, il consigliere, il consulente, il confidente e lo scrittore di successo. Poi gli è venuta voglia di fare il vino e si è comprato la Puglia. Ha preso casa, una magnifica masseria vendutagli da un grande artista del vetro, a Manduria, la capitale del Primitivo, rosso di enorme robustezza e pregio e ha deciso di inaugurare la carriera di vignaiolo, ristoratore, wedding man, beauty farm, Spa experience, eccetera.

Giorgia Meloni, che per prima cosa chiese di essere indicata al maschile per definire l’autorità dell’ufficio e anche segnalare l’autorevolezza della propria presenza istituzionale, fa per Vespa cose che non ha fatto nemmeno per gli alluvionati romagnoli che pure sarebbero senza un tetto e senza un soldo. Aviotrasporta il corteo ministeriale che parlerà all’Italia godendo di un mirabile sostegno degli sponsor, vecchi e nuovi. Ferrovie dello Stato, e poi Ance, Anci, Ania. E Bmw, Maire, Novartis (casa farmaceutica), Philip Morris (leader del tabacco), Poste, Siram Veolia. Come si usa allo stadio, Meloni parlerà al Paese con dietro i marchi degli sponsor e naturalmente quello della masseria Li Reni, la magione di Vespa, il fabbricatore di ogni cosa.

Democratico fino al midollo, chi voglia stasera consumare la cena, per soli 150 euro al tavolo del ristorante Donna Augusta (il nome della amata consorte del principale), o domani sera con un ticket super popolare: solo 100 euro e mangerete da Dio, con due chef bis stellati, un capolavoro a quattro mani. Avrete Urso al vostro fianco, o Fitto, ma vi potrebbe capitare anche Emiliano, il presidente pugliese, o Decaro, sindaco di Bari, o persino Sangiuliano, il ministro della Cultura. What else?

Omar Di Monopoli, grande romanziere noir (da leggere, tra gli altri, Nella perfida terra di Dio, un titolo di Adelphi) che qui vive, scrive e respira, commenta: “Manduria si struscia e si piega al male, lo carezza finanche – e infatti ha subito il commissariamento per le entrature municipali della Sacra Corona Unita – ma gode di un mare ferocemente bello, di una luce enorme, lama che abbaglia, di una bellezza intangibile”.

“Ventitré milioni di litri all’anno di Primitivo, trenta milioni di bottiglie, 195 milioni di euro di fatturato, un consorzio attivo e protagonista”, dice Gregory Perrucci, uno dei vignaioli storici. “Vespa ha investito da noi, bisogna ammetterlo e cura il suo vino con una passione davvero singolare. Certo manca ogni connessione sentimentale con il territorio: lui fa Vespa, la città si fa i fatti suoi”.

Qui, nel baricentro del Salento del nord, appena dietro Taranto, appena davanti Brindisi e Lecce, Vespa ha superato i suoi stessi parametri vitali. Al tempo del potere berlusconiano concedeva la sua sala da pranzo per raddrizzare le reni al centrodestra. Vespa, oggi vignaiolo, ha ottenuto da Propaganda Fide, che Filippo Ceccarelli su Repubblica ha giustamente definito l’immobildream dei privilegiati, una magione stratosferica su piazza di Spagna, alla Rampa Mignanelli. E lì, per esempio, convocò 13 anni fa, Berlusconi, Letta, Casini, Draghi, allora governatore della Banca d’Italia, Geronzi, allora come oggi superpotente romano, e naturalmente il cardinal Bertone, grande cerimoniere vaticano, affinché ogni nodo fosse sciolto e diluito nella porcellana di casa.

Oggi l’upgrade con l’aviotrasporto dell’intero esecutivo nella propria campagna. Intendiamoci: la Meloni, nella sua determinata azione di cambiamento, gli aveva già affidato la Rai aggiungendo allo storico Porta a Porta i Cinque minuti di sale e pepe dopo il tg, perché fosse chiaro che il vento è cambiato. Ieri sera la premier ha dovuto saltare l’incontro previsto ed è giunta solo per cena. Stamane riparerà e si farà intervistare da Vespa. Il quale per chiarire definitivamente che l’equivicinanza è stile di vita, ha scelto di convocare Giuseppe Conte nel ruolo di primo oppositore. Da Vespa a Vespa. Tutto si tiene.