LUCIO CARACCIOLO – Strategie “Il nuovo attacco si basa sulla tattica delle ‘cento punture di spillo’. Il crollo della diga può destabilizzare la Crimea”. Con Lucio Caracciolo, direttore e fondatore del mensile Limes, uno dei […]

(DI SALVATORE CANNAVÒ – ilfattoquotidiano.it) – Con Lucio Caracciolo, direttore e fondatore del mensile Limes, uno dei massimi esperti di geopolitica, facciamo il punto sulla situazione in Ucraina dopo l’esplosione della diga di Kakhovka.
Pensa che sia in atto, come il presidente ucraino Zelensky ripete da tempo, una vera offensiva ucraina?
L’annuncio che è in corso un’offensiva fa parte dell’offensiva stessa. Non dobbiamo aspettarci un’operazione in senso classico. I rapporti di forza tra Ucraina e Russia in termini numerici sono tali da impedire la concentrazione di una massa di soldati sufficiente a sfondare il fronte russo e soprattutto, successivamente, a controllare i territori riconquistati. Gli ucraini hanno finora dimostrato fantasia e abilità tattica, ma sono consapevoli di questi dati e quindi sembrano orientati ad adottare la tattica delle “cento punture di spillo”, che possono essere anche molto acuminati e velenosi. E preludere a una sorpresa finale, anche molto rischiosa.
Una tattica articolata?
Sì, basata ad esempio su attacchi di commandos nei territori russi, con un effetto destabilizzante sotto il profilo psicologico. L’idea è di mostrare ai russi la possibilità che la guerra si estenda sul loro territorio. Poi la linea del fronte ucraino non corrisponde automaticamente a una linea di possibile offensiva: l’estuario del Dniepr, ad esempio, è fuori dalla possibilità di una grande battaglia dopo la catastrofe della diga. Questo accorcia le linee difensive che i russi devono proteggere e quindi anche lo spazio che gli ucraini possono considerare per la offensiva. L’obiettivo finale di questa tattica articolata, che può durare diversi mesi, a mio avviso è quello di destabilizzare la Crimea.
L’obiettivo strategico?
Il Donbass interessa ormai relativamente poco a Kiev. Parliamo di un territorio devastato da quasi dieci anni di guerra, abitato in gran parte da una popolazione filo-russa, visto che gli ucraini se ne sono quasi tutti andati. La priorità per gli ucraini è la regione che da Zaporizhzhia porta in Crimea. Se riescono a scavalcare i russi metteranno in crisi Mosca. Per puntare a destabilizzarne il gioiello geopolitico: Sebastapoli.
E cosa significa destabilizzare?
Destabilizzare vuol dire rendere la vita impossibile ai russi in quell’area e in prospettiva tagliarne i collegamenti con la madre patria. In questo senso l’aspetto strategico del crollo della diga consiste nel tagliare l’acqua dolce alla Crimea. Non sarà per niente facile trovare alternative da parte russa. Già oggi in Crimea arriva acqua inquinata e presto dal bacino del Dniepr potrebbe arrivarne poca o niente.
L’esplosione della diga danneggia quindi la Russia?
La crisi idrica in Crimea è senza dubbio un vantaggio notevole per l’Ucraina. Se poi la Crimea fosse davvero allo stremo, per i russi si aprirebbero due alternative: o una umiliante resa, che forse lascerebbe loro il Donbass ma senza la Crimea; oppure il rilancio di una offensiva più ampia con una mobilitazione generale in Russia. Il passaggio dalla “operazione speciale” alla vera e propria guerra. Rischio esistenziale per Putin.
Ha preso quota nelle ultime settimane l’ipotesi della “pace tedesca” con l’ingresso dell’Ucraina nella Nato e la concessione di territori alla Russia. Ipotesi che è stata rilanciata anche da Henry Kissinger. Che ne pensa?
Intanto è interessante che festeggiando il suo centesimo compleanno, Kissinger si sia smentito rispetto all’Ucraina nella Nato, cui prima era contrario. Però dobbiamo essere consapevoli che far aderire subito l’Ucraina alla Nato significa che noi oggi saremmo in guerra con la Russia: quel che gli Usa e molti europei non vogliono. Quindi non mi sembra una soluzione, almeno di sconfitta totale della Russia. Non è un caso che gli Stati Uniti segnalino costantemente a Kiev che di Nato oggi non si deve parlare.
Che giudizio dà della missione di pace a opera di monsignor Zuppi?
Non so che cosa abbia prodotto, al di là di quello che si è letto sulla stampa. Certamente il Vaticano si muove da tempo, con alcuni risultati, sulle questioni umanitarie, favorendo lo scambio di prigionieri o il ritorno a casa dei bambini e dei ragazzi rapiti dai russi. Non credo che la Santa Sede possa dire una parola decisiva sulle questioni di fondo. Come può la Chiesa cattolica dirimere il conflitto tra due chiese ortodosse?
Il Vaticano però continua ad agire con molta determinazione, quasi non volesse lasciare nulla di intentato.
Si tratta di una delle missioni della Chiesa cattolica, tentare l’impossibile, e molte volte ha saputo lasciare il segno. Del resto la Santa Sede è stata tra le prime a dire che bisognava ragionare sulla pace.
Chi si frappone maggiormente alla sua missione, gli ucraini o i russi?
Le due posizioni si tengono. Si potrebbe immaginare freddamente a tavolino un compromesso che muova dall’attuale linea del fronte, dichiari un cessate il fuoco indicando una forza internazionale di interposizione e poi avviare un lungo negoziato sugli assetti finali, che potrebbe durare anni. Ma tutto questo è impossibile oggi, perché sia Putin che Zelensky non possono accettare l’attuale situazione sul terreno. Ovvero, non possono venderla come vittoria al proprio pubblico.
Sembra una trappola senza soluzione, come potrebbe finire la guerra?
A oggi sembra poter finire solo per esaurimento di uno o entrambi i contendenti. A soffrire di più è l’Ucraina, basti guardare il dato demografico: da 53 milioni di abitanti l’Ucraina è passata a 30 milioni, con in più una perdita di capitale fisico che, secondo la Banca mondiale, equivale a 400 miliardi. Per questo la ricostruzione ucraina sarà molto importante. Noi dovremmo impegnarci su questo dossier per non lasciare quel Paese in balia della Russia, del caos interno o di entrambe le cose. Urge il cessate-il-fuoco, per quanto provvisorio. Tutto il resto è secondario.
Gli Usa hanno rivelato che dietro l’attentato al Nord Stream c’è forse l’Ucraina. Cosa vuol dire?
La rivelazione sui progetti ucraini per far saltare il Nord Stream, che viene da ambienti del Pentagono, costituisce l’ennesima pressione su Kiev. Gli Stati Uniti vorrebbero che la guerra si concludesse entro la fine dell’anno e spingono perché venga accettato un “compromesso sporco”. Biden ha interesse che il conflitto si concluda prima che la campagna presidenziale entri nel vivo. Possibilmente anche prima di una guerra atomica con la Russia.
Sarà dietrologia, ma siamo sicuri che la diga l’abbiano distrutta i Russi? Gli altri avevano annunciato la controffensiva. Ora non la possono lanciare perché è tutto allagato. Pertanto, sono giustificati. La Crimea senza acqua: nella guerra 1854/1856 e nella campagna 1941/1942 con l’assedio di Sebastopoli, i cronisti dell’epoca non hanno mai citato la sua scarsità. Tempo di guerra, più balle che terra.
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L’ho pensato anch’io, ma tecnicamente appare decisamente molto improbabile. Una diga non la tiri giù con i missili, hai bisogno di enormi quantità di esplosivo dislocati opportunamente.
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Diga e acqua in Crimea.
Prima che i russi conquistassero la diga, l’acqua da dove arrivava in Crimea?
Mi sembra una affermazione , quella di Caracciolo, un po’ avventata.
Fa il paio con quella di Alberto Negri all’inizio delle operazioni in Dombass nel 22′, che affermava che l’Ucraina dipendeva dalla Russia per la rete elettrica.
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In Crimea l’acqua dolce manca. E’ un dato di fatto… La Crimea ha ricevuto da sempre l’acqua dal Dniepr. Nel 2014 gli Ukraini hanno tagliato le condotte e uno dei dei primi obiettivi russi, l’anno scorso, è stato quello di conquistare la diga per ripristinare l’approvvigionamento della penisola. Per questa ragione, gli ucronazi hanno ripetutamente colpito la diga (le parti più alte) in attesa di farla saltare per lasciare a secco la Crimea, allagare la parte russa (che è più bassa rispetto a Cherson) e travolgere le difese allestite in quella zona. da ultimo mettere in difficoltà la gestione russa della centrale nucleare di Zaporijia. Questi sono comportamenti ereditati dai nazisti e dai paranazisti inglesi. Non dimenticate l’inferno di fuoco sulla città tedesca di Dresda, privo di di qualsivoglia criterio militare. L’obiettivo erano i civili, come a Hiroshima e a Nagasaki.
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@aqiva. Analisi perfetta. Voglio solo aggiungere che l’affermazioe “Destabilizzare vuol dire rendere la vita impossibile ai russi in quell’area e in prospettiva tagliarne i collegamenti con la madre patria. In questo senso l’aspetto strategico del crollo della diga consiste nel tagliare l’acqua dolce alla Crimea.” a me pare che sia un’ammissione implicita della responsabilità ucraina da parte di Caracciolo.
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Leggo su ” Avvenire” del 7 giugno 2023:
” La parte controllata dai russi ha avuto più danni di quella sotto il controllo ucraino », ha commentato Andrii Yurash , ambasciatore ucraino presso la Santa Sede.”
Dunque, la diga era accessibile da entrambi i contendenti. La distruzione di dighe a scopi bellici non è una novità: lo fecero già gli Inglesi nel 1942 ai danni di manufatti tedeschi ” operazione chastise”, con aerei e bombe da 3 tonnellate circa.
Un saluto
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Una serie di caxxate tanto per scrivere qualcosa che va nella direzione imposta dal sistema che ci controlla, ci sono dichiarazioni e filmati che dimostrano che gli ucronazisti hanno più di una volta tentato con bombardamenti di indebolirla e il rilascio di enormi quantità di acqua accumulata dagli ucronazi hanno fatto il resto.
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Se non partite dall’idea che i russi siano estremamente stupidi, non potete interpretare “correttamente” gli avvenimenti! Gli ucraini sostengono di aver visto militari russi sommersi dalle acque e i più intelligenti deducono che Putin non ha nessuna considerazione della vita dei suoi soldati. Se ragionare così, vi mettete il cuore in pace e credete a tutto quello che dicono TV e giornali!
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Sembra che i famosi Leopardi tedeschi brandley ammeri-cani dati agli ucronazi abbiano fatto la fine di quel gatto finito in tangenziale,
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Insomma si mette male per la band pro NATO….
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La mia sensazione è che Caracciolo stia “nondicendo” quello che un pò percepiamo tutti: a buttar giù la diga è stata Kiev. Per non parlare del Nord Stream. E francamente tremo al solo pensiero di quel che potrebbero davvero combinare un domani con una centrale nucleare.
Il tipo di “strategia” del governo ucraino a questo punto la si potrebbe definire come quella del “muoia Sansone, con tutti i filistei”: questo nella semi indifferenza di Putin, mi andrebbe di aggiungere. Mentre dal punto di vista di molti ucraini tutto questo forse sembra perfettamente logico e accettabile, da quello della comunità internazionale – e dei miliardi di persone che la compongono – un pò meno.
Spero che per arrivare allo stop di tutto questo si arrivi finalmente a uno sforzo diplomatico serio per l’immediato cessate il fuoco prima e dei negoziati di tutti con tutti e in pompa magna immediatamente dopo, perchè se le cose vanno avanti così saremo tutti seriamente nei guai.
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Bella la foto delle 2 MARIONETTE, in quanto all’articolo, vabbe’ qualcosina il “tengofamiglia” cavaturacciolo deve pur scriverlo.
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I bugiardi devono avere buona memoria. Se a far saltare la diga sono stati i russi non puoi dire successivamente che è stato un successo degli ucraini per destabilizzare la Crimea. È la stessa storia del nord stream : i russi che si autocastrano…e i tedeschi che fanno finta di crederci per salvare la faccia.
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A come lo descrive, se le cose stanno così, Putin dovrebbe essere proprio scemo a dare la tregua per permettere ulteriore organizzazione militare agli ucraini, ovvero armistizio il trempo che Biden venga rieletto in santa pace per poi completare l’opera (sua citazione) e riattaccare subito dopo e con tutto quello che sappiamo del personaggio c’è da fidarsi; insomma considerano i russi proprio scemi, e magari è proprio questa la debolezza dei filo-occidentali, stanno facendo i conti a modo loro
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“Danneggiamento della diga di Kakhovka:
È stato pianificato per mesi sulle altre dighe, a monte del Dnepr, che hanno aumentato la loro produzione per aumentare il livello dell’acqua (pressione) sul bacino idrico e sulla diga di Kakhovka.
Libera le forze ucraine da Kherson per essere utilizzate nel suicidio di massa nell’offensiva ucraina.
Domina completamente i media occidentali. Il suicidio di massa ucraino, il perdono, l’offensiva non stanno avvenendo affatto. Non una sola parola sulle migliaia di ucraini che sono morti negli ultimi giorni in questa offensiva “non avvenuta”.
Che coincidenza
Penso che la distruzione della diga non aiuti né l’Ucraina né la Russia. Aiuta una terza parte, e questo è l’Occidente. Copre il suicidio di massa in piena regola (noto anche come offensiva ucraina) che è attualmente in corso nei media occidentali. Di nuovo SAS britannico? “
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Zelensky attacca Elon Musk e Tucker Carlson
L’ufficio di Zelensky ha concesso a Elon Musk 72 ore per eliminare l’account Twitter di Tucker Carlson:
“ Se questo requisito non viene soddisfatto, le conseguenze saranno le più gravi. Sia per il social network Twitter stesso, sia personalmente per Mr. Mask “
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Senz’altro il governaccio di Lady Aspen si opporrà sia all’Ucraina dentro la NATO sia all’invio di soldati NATO(e quindi anche italiani) sul campo di battaglia.
Possiamo dormire sonni tranquilli…ed eterni.
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I democratici ucronazi bombardano i punti di raccolta per gli alluvionati, ci sono morti compresa una donna incinta e feriti,
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Temo che proprio alla guerra si voglia arrivare, ma si sta traccheggiando( da parte dei poteri Dem di cui Biden, come Obama, è solo il portavoce) per vedere se ” conviene” sul fronte interno.
Il fatto che le parole di Caracciolo – da sempre sono abbonata a Limes e lo conosco bene- non siano Vangelo non ci piove. Ma lui ci prova,: col cattolicissimo Ricciardi ha appena scritto “Accogliere”.
Alla fine sempre lì si va a finire.
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Mi scuso, ovviamente Riccardi ( Andrea), della potentissima ed ubiqua Sant’Egidio.
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