Quando lessi, giorni fa, del patrocinio della Regione Lazio, governata dalla destra, dato al Gay Pride che sfilerà a Roma sabato prossimo, devo ammetterlo ebbi un trasalimento e mi sentii in un certo senso disorientato […]

(di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – Quando lessi, giorni fa, del patrocinio della Regione Lazio, governata dalla destra, dato al Gay Pride che sfilerà a Roma sabato prossimo, devo ammetterlo ebbi un trasalimento e mi sentii in un certo senso disorientato. Fu come se una imprevista ventata primaverile avesse scompaginato le mie convinzioni, tessere di un mosaico fino a quel momento ben salde e ordinate. Vedi, pensai, come è facile farsi ingannare dalla faziosità del partito preso? Quanto è sbagliato l’essere prevenuti a prescindere qualsiasi decisione promani dal potere per cui non hai votato?
Per effetto della salutare sorpresa mi sottoposi a un rapido esame di coscienza etico-politico. Chiesi a me stesso: come si fa a considerare tutto ciò che ha una matrice di destra come omofobo, discriminatorio, negatore dei diritti delle donne, avversario dell’orgoglio Lgbtq e della libertà di ciascun individuo tutelata dalla Costituzione? Perché tutto ciò che la destra promuove deve essere per definizione reazionario, retrivo, oscurantista, punitivo e, diciamolo, anche un po’ fascista?
Già immaginavo il fluido e illuminato governatore del Lazio, Francesco Rocca, sfilare insieme al popolo gay avvolto in una bandiera arcobaleno. E, perché no, sovrastato da una squillante parrucca bionda a significare quanto l’amore non possa essere represso dentro i più angusti confini ideologici.
Quando ebbi notizia delle vibrate proteste contro il patrocinio sollevate dall’associazione ProVita, antiabortista, nemica giurata delle cosiddette teorie gender, attivissima nella campagna per rendere reato universale la pratica della maternità surrogata (che loro chiamano utero in affitto) non dubitai. Ero convinto che il leonino Rocca avrebbe reagito con un’alzata di spalle rivendicando il diritto-dovere di una istituzione repubblicana come la Regione Lazio a perseguire i propri intendimenti, a non farsi condizionare dalle minacce di qualche conventicola di stampo medievale.
Non fu così, perché Rocca, in un battibaleno, si rimangiò il patrocinio e un pezzo della propria dignità. Mentre il suddetto si esibiva in penose piroette io ritrovai, per incanto, l’orientamento.
Le tessere del mosaico tornarono tutte ben salde e ordinate così come le mie convinzioni sull’immutabilità del pensiero vessatorio, e abbastanza vergognoso, della destra italiana.
Il lazio e Roma hanno dei seri problemi di gestione!: mandano a governare sempre gli amichetti loro … non ne usciranno mai , li se mangia e tanto !
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Da giorni il “patrocinio” è l’ unico interesse degi Italiani.
Andate pure avanti così…
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Non mi ascolti. Rilassati. 😀
Padellaro è un giornalista e i giornalisti danno le notizie. In questo caso due notizue. La prima il patrocinio alla manifestazione, la seconda il ritiro del patrocinio.
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Sono sempre nei suoi pensieri?
Che sollecitudine… Degna di miglior scopo, mi creda 😀
Gli utenti del blog sanno pensare da soli, senza i suoi alert nei miei confronti.
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Tranquilla, non sei nei miei pensieri😀sei tu che ci tieni a esserci con i tuoi interventi 😅😅😅
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Il giá spacciatore internazionale di cocaina, presidente della federazione delle croci e mezzelune rosse deve tutto al combinato disposto tra destre neo integraliste, post- fasciste e massonerie anglofone da sempre omofobiche e vittoriane. Lui è un pupazzo in ✋ ai futuri padroni della sanità romana che da sempre lucra su diversità di genere e maternità surrogata, che punta sul ritorno ad una legislazione discriminatoria dei diritti individuali per lucrare sulla soluzione chirurgica alle anomalie di genere. La destra romana non poteva trovare presidente di regione più ricattabile e manovrabile dell’attuale
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La cosa che mi rattrista di più è che dopo centinaia di anni passati dall’invenzioni della carta igienica questi governanti si puliscono ancora con li sassi der fiume,che troglos e sono stati votati dagli italiani.
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Padellaro in gran forma: “gustosissimo” articolo.
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