I 2 PARTITI DI OPPOSIZIONE: CHE FARE? – Giuseppe Conte: “Disposti a dialogare con il Pd, senza annacquare le nostre battaglie”. La strada per le Europee del 2024 inizia con due presupposti. Primo: la destra è in vantaggio rispetto a ogni ipotetica convergenza giallorosa […]

(DI TESTI RACCOLTI DA L. GIAR. – ilfattoquotidiano.it) – La strada per le Europee del 2024 inizia con due presupposti. Primo: la destra è in vantaggio rispetto a ogni ipotetica convergenza giallorosa. Ma, ed è il secondo tema da tenere presente, alle Europee si vota con il proporzionale. Ognuno andrà per sé, insomma, e almeno in teoria Pd e M5S hanno tempo per accorciare il divario coi rivali. Tutto sta nel capire come fare: puntare su temi comuni? Capitalizzare ognuno il proprio consenso? Su questo tema, a partire dai risultati delle Amministrative, abbiamo chiesto un parere a Daniela Ranieri, scrittrice e firma del Fatto, Mario Ricciardi, politologo e direttore della rivista il Mulino, Marco Revelli, sociologo e saggista, e Chiara Saraceno, filosofa e sociologa.
Identità I 5stelle puntino su sanità, ambiente e pace: li segua chi vuole
Le Amministrative confermano che Schlein non è che una reimmissione sul mercato dello stesso prodotto secondo i canoni della contemporaneità: incarna il brand delle “nuove soggettività” in un partito che non è un partito, tantomeno di massa, ma un’associazione culturale d’élite. Chi tutela gli interessi delle classi subalterne in un mondo che si pretende senza classi, “trasversale”, abitato solo da individui fluidi? Le nuove soggettività non bastano per vincere le elezioni (l’incontro con Schlein alla kermesse di Repubblica ha ancora come titolo Non ci hanno visti arrivare: e infatti non vi hanno votato). Conte appare appannato: perso il Rdc, ha inseguito Schlein sul salario minimo, che era una battaglia del M5S. Un’alleanza avrebbe senso solo sulla base di misure popolari, che attengono alla calda vita dei cittadini, innanzitutto la difesa della Sanità pubblica. Mentre si spendono i soldi del Pnrr per comprare più armi per noi e per l’Ucraina, si continuano a tagliare fondi alla Sanità o a investirvi risorse insufficienti. Schlein è distante da questi temi, e troppo debole per affrancare il Pd dalla servitù volontaria a Nato-Usa, ciò che la avvicina più alla finta sovranista Meloni che a Conte. Conte punti radicalmente su ospedali, lavoro, ambiente e pace, e lo segua chi vuole.
Daniela Ranieri
Asse Le intese richiedono pazienza: no a ossessioni per le ammucchiate
Stiamo parlando di diverse elezioni, che solo per ragioni di convenienza si tengono nello stesso giorno. Alcuni elettori hanno espresso la propria preferenza come avrebbero fatto nelle elezioni politiche, ma altri avranno votato pensando alle situazioni locali. Mi pare azzardato tirare conclusioni generali. Credo che Elly Schlein debba concentrarsi sull’obiettivo delle prossime elezioni europee, pensando all’identità e ai contenuti che la esprimono. Non chiedere un voto “per l’Europa”, ma spiegare anche “quale Europa” vuole difendere il Pd. Non quella della destra, ma neppure quella che ha fatto gli errori che hanno rafforzato la destra. Lascerei perdere invece le alleanze, in Europa si vota col proporzionale, e non credo sarebbe una buona idea aprire le liste del Pd a altri partiti. Meglio fare scelte forti sui candidati perché la battaglia sul futuro dell’Europa si annuncia durissima. Per il medio periodo le alleanze vanno costruite con pazienza, senza fare “ammucchiate”. Non mi pare ci siano le condizioni per coltivare la “vocazione maggioritaria”, ma si può costruire un’egemonia sull’opposizione lavorando a proposte originali e innovative sulle policies. Tra i centristi che ripropongono ossessivamente vecchie politiche e il M5S che sbanda a destra e a manca, il Pd di Schlein ha uno spazio che dovrebbe sfruttare.
Mario Ricciardi
Ucraina Il no alle armi dovrebbe essere la sfida Unitaria alla destra
Questi risultati elettorali rivelano una profonda ferita nella nostra democrazia, prima di tutto per l’altissimo livello di astensione e poi perché è stata premiata una destra orribile. Credo però sarebbe un errore non considerare il contesto internazionale, che ci indica un denominatore comune nello spostamento a destra di molti Paesi europei, dalla Spagna al Nord. E credo che in questo il contributo della guerra non sia affatto secondario: il conflitto genera paura, provoca la richiesta di figure autoritarie. Eppure, se si vuol ragionare su come può ripartire una proposta in grado di fornire gli anticorpi per questo sistema, penso proprio che si debba avere il coraggio di intestarsi esplicitamente una politica di pace. Senza finzioni, ipocrisie, giochi di parole. Bisogna avere il coraggio di rompere questo tabù e dire che la guerra è un timore per tutti. Poi magari si perderà lo stesso, ma almeno si sarà introdotto nel dibattito pubblico un elemento nobile. So bene che quello della pace sarebbe un argomento contestato, soprattutto dentro al Partito democratico, ma se non si “rompe” questo sepolcro imbiancato una volta per tutta allora si continuerà sempre ad avere a che fare con un contesto percepito come inautentico dagli elettori.
Marco Revelli
Idee Ci sono lotte comuni: perché il caro-affitti l’han “lasciato” agli studenti?
È sbagliato allargare le braccia e limitarsi a dire che soffia un vento di destra: il problema è che quello di sinistra, di vento, non esiste. Mi aspettavo qualcosa in più da Schlein in questi mesi, non capisco quale sia la sua agenda. E certo mi aspetto di più anche dal Movimento 5 Stelle, non è possibile che il sociale sia percepito come una sensibilità della destra, che poi lo declina a suo modo. Faccio un esempio: com’è possibile che abbiamo dovuto aspettare una protesta degli studenti per far diventare centrale un tema come il caro-affitti, che peraltro non è assolutamente soltanto un problema dei fuori sede?
Terreno per recuperare nei confronti della destra ci sarebbe, se pensiamo a questo o alle questioni che riguardano la precarietà del lavoro, che ci portiamo avanti da tempo. Non so se basterà qualche mese per recuperare il tempo perso. Credo però che l’unica possibilità per Pd e Movimento 5 Stelle sia non rubarsi elettori tra di loro e provare a condividere qualche battaglia in piazza e in Parlamento. L’unico modo per riavvicinarsi alla destra è convincere un po’ dei tantissimi cittadini che si sono astenuti in tutte le ultime elezioni, senza rassegnarsi al fatto che la destra abbia la maggioranza. Al massimo ha avuto la maggioranza relativa di chi è andato a votare.
Chiara Saraceno
Il pd, come ogni partito, è una azienda che produce idee (il programma) acquistabili con una croce sulla scheda. Tale sforzo intellettivo-uale viene pagato profumatamente, perché le formidabili secrezioni meningee vanno anche applicate concretamente, e serve capacità non comune.
Il successo di ogni azienda si può misurare nell’unico modo che viene riconosciuto dal mercato: il prodotto deve risultare vincente.
Ecco perché non (vi) capisco.
Il pd non fa altro che cambiare CEO (mantenendo però gli stessi creativi al loro posto), tradire gli acquirenti di riferimento (elettori), arraffare poltrone, allevare serpi in seno, scimmiottare i dem d’oltreoceano (che son tutto fuorché sinistra), coltivare clientele (lo zoccolo durissimo rimasto), battersi come ossessi per i diritti civili ma distruggere quelli sociali ecc ecc , e nonostante tutto ciò, questa terrificante disgrazia terrena chiamata pd, abbondantemente fallita, viene continuamente rivalutata come buona fucina di idee.
Ecco perché non (vi) capisco.
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Giuseppe Conte: “Disposti a dialogare con il Pd”
AMMUTOLISCITI!
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Se il m5s è in queste condizioni moribonde è proprio perchè ha dato retta a questi del fatto quotidiano
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Credo che siano quelli del Fatto, in primis Travaglio, a dare retta a Dendenna.
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