YANUKOVYCH DISARCIONATO – L’allora vicepresidente Usa pianificò nel 2013 il governo che sostituì quello neutrale del leader poi cacciato nel 2014. E così la Nato poté guardare sempre più provocatoriamente a Est […]

(DI JEFFREY D. SACHS – ilfattoquotidiano.it) – “Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”, scriveva George Orwell in 1984. I governi cercano continuamente di distorcere la percezione pubblica del passato.
Per quanto riguarda la guerra in Ucraina, l’amministrazione Biden ha ripetutamente e falsamente affermato che il conflitto è iniziato con l’invasione ingiustificata del Paese da parte della Russia, il 24 febbraio 2022. In realtà, la guerra è stata provocata dagli Usa e i principali diplomatici statunitensi lo avevano previsto almeno da dieci anni. Ciò significa che il conflitto si sarebbe potuto evitare e che ora dovrebbe essere fermato attraverso i negoziati.
Riconoscere che la guerra è stata la risposta a una provocazione non è un modo per giustificare l’invasione russa, ma un modo per capire come fermare la carneficina. Per la Russia, una strada di gran lunga migliore sarebbe stato di intensificare la diplomazia con l’Europa e con il mondo non occidentale per contrastare il militarismo e l’unilateralismo statunitense. La spinta verso l’espansione della Nato, così fortemente voluta dagli Usa, è molto malvista dal resto del mondo e Mosca avrebbe ottenuto probabilmente molto più successo dispiegando i suoi diplomatici invece di scatenare un conflitto militare.
Il presidente americano e il suo entourage descrivono continuamente questa guerra con il termine “unprovoked” (ingiustificata, non provocata, ndt). Basti leggere, e sono solo i casi più recenti, il discorso di Biden nel primo anniversario dell’invasione, il comunicato stampa della Nato del 4 aprile 2023 dopo la visita di Zelensky e la dichiarazione finale del G7 di Hiroshima.
(…) Le provocazioni degli Usa sono state essenzialmente due. La prima è stata la volontà di includere Ucraina e Georgia nell’Alleanza atlantica, per circondare la Russia nella regione del Mar Nero con Paesi Nato (andando in senso antiorario: Ucraina, Romania, Bulgaria, Turchia e Georgia). La seconda è stata l’instaurazione di un regime russofobico in Ucraina dopo il rovesciamento violento del presidente filorusso Viktor Yanukovych, nel febbraio 2014. La guerra in Ucraina è iniziata con il rovesciamento di Yanukovych nove anni fa, non nel febbraio 2022 come vorrebbero farci credere il governo statunitense, la Nato e i leader del G7.
Biden e i suoi consiglieri di politica estera si rifiutano di discutere queste radici della guerra, perché riconoscerle minerebbe l’amministrazione democratica su almeno tre fronti. In primo luogo, rivelerebbe che la guerra avrebbe potuto essere evitata o comunque fermata in tempo, risparmiando all’Ucraina le devastazioni attuali e agli Stati Uniti oltre 100 miliardi di dollari di spese in aiuti militari e non. In secondo luogo, rivelerebbe il coinvolgimento personale di Biden nel conflitto, in qualità di corresponsabile del rovesciamento di Yanukovych e, prima ancora, di convinto sostenitore del complesso militare-industriale americano e dell’espansione della Nato. In terzo luogo, costringerebbe Biden al tavolo dei negoziati, mettendo in discussione proprio la politica dell’allargamento dell’alleanza.
Gli archivi storici mostrano in modo inconfutabile che Washington e Berlino avevano promesso ripetutamente al presidente sovietico Mikhail Gorbaciov che la Nato non si sarebbe mossa “di un centimetro verso est” dopo che l’Urss avesse sciolto l’alleanza militare del Patto di Varsavia. Invece gli Usa cominciarono a pianificare l’espansione della Nato a est già all’inizio degli anni 90, ossia molto prima che Putin arrivasse al potere in Russia.
I diplomatici statunitensi e i leader ucraini erano ben consci che l’allargamento dell’Alleanza avrebbe potuto portare alla guerra. Lo statista americano George Kennan sul New York Times definì il progetto di Washington un “fatale errore”: “Ci si può aspettare che una tale decisione infiammi le tendenze nazionalistiche, anti-occidentali e militaristiche dell’opinione pubblica russa e che ripristini un’atmosfera da guerra fredda nelle relazioni tra Est e Ovest e che spinga la politica estera russa in direzioni decisamente sgradite per noi”.
Il Segretario alla Difesa del presidente Bill Clinton, William Perry, arrivò quasi al punto di dimettersi per protesta. Ricordando quel passaggio cruciale, in un’intervista del 2016, Perry ha detto: “Il primo atto che ci ha portato davvero su una cattiva strada è stato iniziare a espandere la Nato coinvolgendo nazioni dell’Europa orientale, alcune confinanti con la Russia. A quel tempo stavamo lavorando a stretto contatto con Mosca. I russi stavano cominciando ad abituarsi all’idea che la Nato non fosse più un nemico, ma erano molto a disagio all’idea di avere l’Alleanza fin sotto i loro confini e ci avevano caldamente invitato a non proseguire oltre”.
Nel 2008, l’allora ambasciatore americano in Russia William Burns, oggi direttore della Cia, inviò un cablo a Washington in cui descriveva nei dettagli i gravi rischi dell’allargamento della Nato: “Le aspirazioni dell’Ucraina e della Georgia a entrare nella Nato non solo toccano un nervo scoperto in Russia, ma suscitano serie preoccupazioni per le conseguenze sulla stabilità della regione. La Russia non solo percepisce questa mossa come un accerchiamento e un tentativo di ridurre la sua influenza nell’area, ma teme anche conseguenze imprevedibili e incontrollate che potrebbero compromettere seriamente gli interessi della sua sicurezza nazionale. Gli esperti ci dicono che la Russia è particolarmente preoccupata che le forti divisioni presenti in Ucraina sull’adesione alla Nato, con gran parte della comunità etnica russa contraria al progetto, possano provocare una grande spaccatura con violenze e, nel peggiore dei casi, lo scoppio di una guerra civile. In questa eventualità, la Russia dovrebbe scegliere se intervenire, decisione di fronte alla quale preferirebbe non trovarsi”.
I leader ucraini, dal canto loro, sapevano perfettamente che fare pressione per l’allargamento della Nato all’Ucraina avrebbe significato la guerra. Del resto, l’ex consigliere di Zelensky Oleksiy Arestovych ha dichiarato in un’intervista del 2019: “Il nostro prezzo per entrare nella Nato è una grande guerra con la Russia”.
Nel periodo tra il 2010 e il 2013 Yanukovych aveva sostenuto la neutralità del suo Paese, in linea con l’opinione pubblica maggioritaria. Ma gli Stati Uniti hanno lavorato segretamente per rovesciarlo, come si evince dalla registrazione di una telefonata tra l’allora vicesegretario di Stato americano Victoria Nuland e l’ambasciatore statunitense Geoffrey Pyatt in cui pianificavano il governo post-Yanukovych settimane prima del colpo di stato. Nella telefonata, Nuland riferisce di agire in stretto coordinamento con l’allora vicepresidente Biden e il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan. Il trio Biden-Nuland-Sullivan oggi è nei posti di comando per decidere della politica statunitense sull’Ucraina.
Dopo il rovesciamento di Yanukovych è scoppiata la guerra in Donbass e la Russia ha rivendicato la Crimea. Il nuovo governo ucraino ha chiesto l’adesione alla Nato e gli Usa hanno armato e aiutato a ristrutturare l’esercito ucraino per renderlo interoperabile con quelli dell’Alleanza. Nel 2021 ancora la Nato e l’amministrazione Biden si sono fortemente impegnati garantire a Kiev un futuro nella Nato.
(…) Riconoscere che al centro del conflitto c’è la questione dell’allargamento Nato significa capire che le armi americane non metteranno fine alla guerra. La Russia è pronta anche all’escalation, pur di impedire l’ingresso dell’Ucraina nella Nato. Perciò la chiave per la pace in Ucraina è rilanciare un negoziato basato sulla neutralità del Paese e sullo stop all’espansione dell’Alleanza. L’insistenza dell’amministrazione Biden sull’entrata di Kiev nella Nato ha reso l’Ucraina una vittima delle ambizioni militari statunitensi, ambizioni sbagliate e irrealizzabili. È ora di cessare le provocazioni e di riportare la pace in Ucraina con il negoziato.
Copyright commondreams.org – Traduzione di Riccardo Antoniucci
Dedicato a San(to) Loquasto, con gli auguri di una pronta beatificazione in vita e in salute, per via della sue note virtù di tolleranza, verità, giustizia e soprattutto amore per coloro che in realtà considera pericolosi pacifisti. Amen
https://visionetv.it/marco-travaglio-la-credibilita-del-mainstream-e-ai-minimi-termini/
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A Santo Loquasto fa un baffo sia Jeffrey Sachs che chiunque. Pure se queste cose gliele dice Gesù Cristo o il Supremo dell’Aldilà. Non gli importa nulla della verità dei fatti. Lui “tifa” contro Putin, contro i Russi e soprattutto contro Orsini e Travaglio.
E pure se gli cade un’atomica in testa, se ne andrà…in un mondo migliore imprecando a Orsini, Travaglio, Putin, l’URSS e perché no Di Battista…
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@pab
Io non tifo contro nessuno, tantomeno contro Orsini e Travaglio, o contro l’URSS che non esiste più da un pezzo. Se non l’hai ancora capito, ‘sti caxxi.
Per quanto riguarda Jeffrey Sachs, economista americano che non ha scolpito le Tavole della Legge ma ha semplicemente espresso la sua opinione sulla guerra in Ucraina, mi sembra di non scorgere niente di nuovo sotto il sole. Ovvero: la responsabilità è sempre di chi provoca.
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@ Santo Loquasto
Quindi stai dando la colpa a Biden e all’azione espansiva irresponsabile della Nato nell’Europa dell’est ad aver provocato la guerra. Spero sia l’inizio di una tua saggia presa di coscienza. Facci un fischio quando l’avrai completata. Ti daremo un caloroso “benvenuto a bordo!” nella scialuppa pacifista.
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Travaglio ne ha le tasche piene come si legge nei suoi editoriali e per quello che scrive la Ranieri, sempre più persone si rivolgono all’informazione alternativa che si è guadagnata sul campo e sul piano di realtà una certa credibilità, è una presa d’atto, una sorta di legittimazione. Buona giornata
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Va precisato, e restiamo in tema, che l’articolo è stato pubblicato da Il fatto Edicola (diretto da Travaglio) mentre il ilfattoquotidiano.it (diretto da Gomez) ne dà solo il titolo e nemmeno in evidenza
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Ti meravigli del fatto che l ammerigano l Gomez non l abbia pubblicato ? Io mi sarei meravigliato del contrario….
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Praticamente stai dicendo che il FQ non avrà bisogno del “soccorso” (spero non ancora designato) dell’atlantista Peter Gomez alla condirezione del giornale. Bene bene! Condivido! Spero che si accodino altri in questo auspicio. Il fatto che il Trav abbia accolto l’invito a parlare del suo libro su un sito “eretico” lascia ben sperare che l’operazione “scalata” trovi difficoltà. Come diceva il Trap: “Non dire gatto se non è nel sacco!”.
Rimane il dubbio su chi sia stato per primo a dare inizio alla balzana manovra di controllare e frenare l’attitudine di Herr Direktor a scrivere TUTTA LA VERITA’, NIENT’ALTRO CHE LA VERITA’ (anche sulla Schlein), e senza dire lo giuro! Avremo tempo per discuterne approfonditamente, caxxo!
Qualcuno starà forse cercando di invogliarmi a non acquistare più il FQ in edicola?? Vedremo chi l’avrà vinta!
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Abbiamo il DOVERE CIVICO di informarci e capire se quanto successe a Maidan fu una rivoluzione democratica in cui fu il popolo a protestare per ottenere una vita migliore, o un vero e proprio colpo di stato, un evento violento e proditorio accuratamente messo in atto da gruppi paramilitari NEONAZISTI sobillati dall’Occidente, mediaticamente trasformato in sommossa popolare democratica. Si noti a 10:42 il senatore americano John Mc Caine che dal palco incita il popolo alla rivolta. E per non farci mancare niente, ,https://www.youtube.com/watch?v=L2XNN0Yt6D8, il famoso audio della Nuland. Poi uno può anche decidere di stare con una o con l’altra parte, ma i FATTI incontrovertibili sono incontrovertibilmente FATTI.
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Purtroppo il video è giustamente bloccato, ma si trova sul canale YT di Sara Reginella https://www.youtube.com/@SaraReginellaVideoProjects con il titolo “Start Up a War. Psicologia di un conflitto” (versione breve -2018, ITA)-Origini conflitto ucraino.
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Facile no… bastava intensificare la diplomazia con l’europa, e che ci voleva, tranne il fatto che nessuno era intenzionato e nelle condizioni di accogliere le sollecitazioni di Putin, non solo quelle fatte arrivare nelle cancellerie europee negli anni, ma quelle piò recenti del 2021, quando la Nato ufficializzò di avviare le procedure per l’Ucraina, a cui seguirono le esercitazioni militari congiunte, a cui seguono richieste di garanzie legali di Mosca e le dichiarazioni ufficiali di Putin su quali siano le linee rosse sull’Ucraina, spiegate con la preoccupazione di avere basi Nato in Ucraina con missili puntati su Mosca; gli Usa ignorano tutti gli appelli tranne reiterare di aprire le porte all’Ucraina. Tutto sembra preordinato a una provocazione ben studiata e la Russia messa in un vicolo cieco, o risponde militarmente o accetta i missili puntati su Mosca.
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Tutte cose che sappiamo da anni e che Giulietto Chiesa ci descrisse con dovizia di particolari mentre accadevano, snobbato dai nostri informatori nazionali. Mi corre l’obbligo di precisare che la diplomazia russa le ha tentate tutte per evitare il conflitto, ma la volontà della Nato era quella di giungere alla guerra e davanti a tale determinazione ogni sforzo fu vano come è stato certificato con le dichiarazioni della Merchel riguardanti i patti di Minsk (pacta sunt servanda? non dagli Usa-Nato).
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Sachs è stato uno degli artefici del Washington consensus nel mondo. Dal suo profilo gli affari sono prioritari e la guerra è un business da valutare con ponderazione, soprattutto da fare solo se porta profitto generale e non solo settoriale. A Putin fino al COVID dell’espansione nato fregava poco.quando è arrivato Biden e la politica estera US ha cercato di monopolizzare l’affaire vaccino ha cercato di riprendersi l’Ucraina ma Zelens’kyj era già stato acquistato dalla Nato e quindi ha chiarito che lui si sarebbe preso il Donbass. Biden ha assicurato che comunque non avrebbe mai messo gli stivali nato in Donbass e quindi Putin ha agito alla sua maniera (Georgia Cecenia etc) sperando di risolvere rapidamente. Biden ha fiutato l’affaire gas e ha spinto Zelens’kyj a rifiutare ogni trattativa. Allora Putin ha deciso di proseguire accelerando l’asse con Pechino e puntando su SCO e Brics. Biden ha scommesso sull’apparato industriale-militare e la pressione sulla Cina accettando l’inevitabile spartizione dell’Ucraina. Si tratta solo di fare svuotare gli arsenali per le nuove commesse e di chiudere con le forniture di gas all’Europa… Nel frattempo i morti ucraini s’accumulano finché Zelens’kyj riuscirà a reggere poi si procederà in vista delle elezioni US ad una tregua che sancirà la nascita di un ucraina formato tascabile protettorato US in Europa. Sachs questo lo vorrebbe anticipare per non lasciare che si allarghi l’area del sovranismo monetario. Temo che andrà come per la Brexit…
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A noi interessa che questo americano di spicco abbia affermato che la guerra è stata progettata a tavolino e messa in atto step by step, resta una discussione all’interno dell’america ma che ci aiuta ulteriormente a mettere a posto i pezzi. Il progetto sulla Russia risale a Clinton, messo a punto sotto Obama proprio da Biden che è andato alla presidenza solo per completare l’opera. Più si va avanti più si chiarisce. Prodi, che ci ha parlato più volte, riferisce che Putin non aveva nulla in contrario a che l’Ucraina entrasse in UE ma era ossessionato dall’espansione Nato fin sotto i suoi confini e lo stesso Prodi ha dichiarato che in UE si era sempre riconosciuto fondamentale mantenere quell’area cuscinetto per gli equilibri geopolitici. Altro tassello che si chiarisce è come la signora tedesca sia salita al ministero difesa del suo paese e da lì in UE.
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@Carmen
“A noi interessa che questo americano di spicco abbia affermato che la guerra è stata progettata a tavolino e messa in atto step by step…”.
Ma dove e quando “questo americano di spicco” avrebbe scritto una cosa del genere???
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… “In realtà, la guerra è stata provocata dagli Usa e i principali diplomatici statunitensi lo avevano previsto almeno da dieci anni … gli Stati Uniti hanno lavorato segretamente per rovesciare tra il 2010 e il 2013 Yanukovych, come si evince dalla telefonata della Nuland… in cui pianificavano il governo post-Yanukovych settimane prima del colpo di stato…. Nuland riferisce di agire in stretto coordinamento con l’allora vicepresidente Biden e il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan… 2016, Perry ha detto: “Il primo atto che ci ha portato davvero su una cattiva strada è stato iniziare a espandere la Nato” … ecc ecc
Si chiama comprensione funzionale del testo, io non offendo nessuno ma dal momento che mi chiedi conto di qualcosa che si evince, per comprensione, te lo specifico, e potresti pure cominciare a fare una riflessione critica, se anche te lo dicesse Biden in persona nemmno ci crederesti. Ora, tu puoi credere a quello che vuoi ma resta un problema tuo, non sarebbe il caso di finirla una buona volta di montare polemiche in continuazione, persino sul significato di ciò che si legge?
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Gli eroi del tuttoguasto
Il senatore degli Stati Uniti della Carolina del Sud Lindsey Graham ha detto con un sorrisetto soddisfatto durante un incontro con Zelensky: “I russi stanno morendo. Non abbiamo mai speso soldi così bene”.
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@Carmen
“… sarebbe il caso di finirla una buona volta di montare polemiche in continuazione, persino sul significato di ciò che si legge?”.
Hai ragione, non ne vale proprio la pena.
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Le recenti dichiarazioni della strega cattiva di Maidan Victoria Nuland secondo cui “gli Stati Uniti hanno lavorato con l’Ucraina alla controffensiva per mesi”.
Non solo fa la suddetta affermazione:
“Anche se pianifichi la controffensiva, su cui lavoriamo con te da circa 4-5 mesi, stiamo già iniziando le nostre discussioni con il governo ucraino e con gli amici a Kiev – sia dal lato civile che da quello militare – sul futuro a lungo termine dell’Ucraina”, ha detto Nuland al Forum sulla sicurezza di Kiev tramite collegamento video dal Dipartimento di Stato.
Lasciandosi sfuggire il seguente piccolo bocconcino:
Ha aggiunto che l’attacco “probabilmente inizierà e si sposterà in concomitanza” con eventi come il vertice della NATO in Lituania, previsto per l’11 luglio . ”
Annunciati come “i più grandi della storia – iniziati a giugno, che si sono incastrati nel vertice della NATO a luglio.
Ma per tuttoguasto e la sciroccata pbl il pazzo criminale è Putin
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“Ha aggiunto che l’attacco “probabilmente inizierà e si sposterà in concomitanza” con eventi come il vertice della NATO in Lituania, previsto per l’11 luglio . ”” insomma quella “minus habens” della Nuland avrebbe rivelato la data della nuova Bakhmt ucraina? Roba da matti..
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Santo Loquasto, noto scenografo 😄 che ha lavorato anche per Woody Allen, è il più classico dei troll.
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Troll_(Internet)
Invece di continuare a dargli corda e legittimarlo come un interlocutore valido, non basterebbe ignorarlo e tirare dritto ?
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@Liliana Desinovic
Grazie a me hai scoperto l’esistenza di Santo Loquasto! Non è molto, ma è qualcosa. A questo punto che tu mi dia corda o meno, non me ne può fregare di meno.
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Non ho scoperto Santo Loquasto grazie a te, semplicemente leggo i titoli di coda dei film che guardo
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Le zucche senza semi riempite di propaganda e spazzatura emettono suoni inarticolati ad ogni stormir di foglie,
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Leggo con disappunto massimo di eloqui tententi malefedamente a menar il can per l’aia : di far passar per “normale”,”comprensibile”,”accettabile” le porcherie americane . Non vi è nessun motivo per credere che vi sia del ragionevole, addirittuta dell’umanità nella azione di chi vuole continuare a gestire le sorti del mondo con massimo profitto facenosdosi passare per benefattore mentre compie azioni criminali esecrabili. Il male sa bene come nascondersi dietro il perbenismo.
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