
(Pierfranco Pellizzetti – ilfattoquotidiano.it) – “Perché Giorgia Meloni ce l’ha così tanto con i poveri?” si chiedeva la settimana scorsa Andrea Scanzi nel suo giornaliero commento in streaming. E si dava una risposta riprendendo l’analisi di Marco Revelli, apparsa sul Fatto cartaceo qualche giorno prima: secondo questa Destra, per i poveri l’ascensore sociale prevede solo la funzione di farli ulteriormente sprofondare.
Tesi in apparenza contraddittoria se applicata a gente come Giorgia Meloni che proviene dalla Destra Sociale; milieu in cui ancora rimbomba l’eco dell’invettiva mussoliniana contro le cricche pluto-demo-masso-giudaiche. Sicché si suggerisce di riservare la metafora dell’ascensore, questa volta rigorosamente in fase ascensionale, unicamente alle pulsioni carrieristiche dell’attuale ceto politico/affaristico, affetto da sindrome del pervicace arrampicatore sociale. Mentre – per quanto riguarda l’attuale crociata contro i “paria”, variamente definiti “inferiori”, “sfigati” (copy Matteo Renzi) o “sdentati (copy François Hollande), comunque “poveracci” – la figura allegorica più confacente sarebbe un’altra: quella del muro divisore che impedisca qualsivoglia commistione tra i reietti e chi intende tenerli separati dal resto della società.
Ovverossia l’intento dell’operazione discriminatoria, perseguita con estrema determinazione, è soprattutto rivolto a svolgere la funzione protettiva da sgraditi contatti dei ceti immediati sovrastanti con questi “scarti” disprezzati. Per definizione, brutti, sporchi e cattivi. Canagliume. Più chiaramente: evitare il pericolo che sia la piccolissima borghesia a precipitare nella moltitudine indifferenziata del popolo, così perdendo la propria identità distintiva. I penultimi ossessionati dal mantenimento delle distanze dagli ultimi, quale tutela di una sorta di minimale superiorità a cui aggrapparsi nella difesa di una precaria demarcazione cetuale. Per dirla con Pierre Bourdieu, “affermare la posizione che si occupa nello spazio sociale come rango da conservare o distanza da mantenere”. A qualunque costo.
Del resto un sentire che marchia il Novecento, se è vero che le insorgenze reazionarie – dal Fascismo al Nazismo – hanno certamente trovato i propri finanziatori nelle classi agiate finanziario-imprenditoriali (i siderurgici della Ruhr per Adolf Hitler o gli agrari e gli industriali lombardi per Benito Mussolini) ma la loro diffusa manovalanza è sempre stata reclutata nelle file del ceto medio-basso. E – piaccia o non piaccia – il gruppo dirigente che Giorgia Meloni ha traghettato nelle stanze del Potere reca evidentissime le stigmate di questa bassa medietà originaria. A partire dalla stessa capofila: la puffetta mannara dalla voce baritonale, cresciuta nel semi-popolare quartiere romano della Garbatella.
Ennesimo lascito del problema storiografico relativo alla formazione dei ceti medi in Europa. Per cui nei grandi Stati-nazione continentali – Francia e Inghilterra – essi nascono dall’artigianato e dunque indipendenti, si arruoleranno nel New Model Army di Oliver Cromwell o tra i Giacobini, fornendo le basi sociali “radicali” alle rivoluzioni politiche contro l’Ancien Régime che decapiteranno i re; mentre, nell’Italia controriformista nell’esaurirsi del suo primato culturale, che era stato anche economico, emergeranno come strato parassitario di Palazzo, dunque cortigiano, nel ritorno al modo di produrre latifondista, specialmente nel Mezzogiorno. Da qui l’aspirazione allo stile di vita baronale e la conseguente presa di distanza dalle plebi disprezzate, considerate un impiccio e una minaccia. Condizione scarsamente modificata dalla tardiva rivoluzione industriale nazionale, che attecchisce in circoscritte aree del Nord Ovest; incubatrici di minoranze: quelle aristocrazie operaie torinesi che tanto piacquero a Piero Gobetti o gli scaricatori del porto di Genova, che si battevano non solo per i diritti ma anche per l’autonomia del lavoro e ricevettero il plauso di Luigi Einaudi.
Una storia nazionale la cui onda lunga produce effetti perfino nel 2023. Sicché Francesco Lollobrigida, il cognato della premier ministro per meriti da familismo amorale, può scagliarsi contro i percettori del modesto reddito di cittadinanza, con cui un nucleo famigliare non campa, intimando loro di andare a zappare. Lo stesso perentorio invito rivolto a studenti che dovrebbero barattare anni di studi con la propria dequalificazione. E difatti preferiscono emigrare all’estero. Una polemica odiosa, che con l’accusa di fancazzismo poltronista ricerca il plauso dei nuovi baroni di Confindustria, cui offre il via libera allo sfruttamento mediante stipendi da fame.
Attualizzazione delle pratiche servili, che nel Seicento come oggi rispondono all’ansia di essere cooptati nelle sedi del privilegio. Seppure in posizione subalterna.
Il Fascismo è vissuto grazie alla borghesia ,Monarchia e ceto benestante.
Il fascismo di oggi non è dissimile da allora… Confindustria,grandi imprese,grandi capitalisti… e giorgia li sta agevolando nonostante la Costituzione sia “antifascista”… grazie ai cittadini che hanno portato il cervello all’amasso e dimenticata la lotta antifascista!
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Complimenti bellissimo articolo!
Quello che sta accadendo da alcuni anni a questa parte negli USA , es: in California, Pennsylvania, Illinois…
La scomparsa del ceto medio basso, ma anche del ceto medio appena superiore, quello laureato o diplomato che perduto il lavoro da un giorno all’altro si ritrova per strada, perde la casa e a volte anche la famiglia alla quale non può più garantire quel tenore di vita.
I più fortunati, ai quali sono rimasti un po’ di soldi, li investono nel comprare una Stationwagon, dove possono dormire e dove possono tenere la loro roba personale ed infine la possono usare per andare a svolgere qualche lavoretto sottopagato…comunque inadeguato alla loro formazione.
Coloro che invece hanno figli e decidono di restare insieme come famiglia vanno a vivere in una stanza dei tanti Motel di quarta categoria, per non perdere la tutela dei figli, alcuni di loro hanno anche 4 figli piccoli ( venuti al mondo come conigli).
Vi richiamo ad andare su youtube a vedere alcuni filmati degli homeless in Pennsylvania, dove vi è una strada: Kensington Avenue con drogati con fentanyl, una droga sintetica miorilassante e analgesica che li trasforma in zombies…
Il grande reset prevede la sistematica eliminazione del ceto medio basso considerato parassitario, inutile e il governo Meloni si è subito adeguato ai voleri atlantisti.
Un oceano di squali dove i pesci piccoli vengono divorati dai più grandi e dove quelli di media stazza cercano di sopravvivere sfuggendo agli squali voraci.
La nostra società ha fatto passi da gigante nella tecnologia e nelle scienze, ma è rimasta all’età della pietra nei rapporti umani emarginando senza pietà i più fragili.
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Taglio del reddito di cittadinanza dopo 7 mesi, Durigon: “Non è un dramma, la gente vada a lavorare”
Detto da chi ha mai lavorato…..grandi!!!
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Il giochetto di favorire pochissimi privilegiati a scapito di tutti gli altri però non è prerogativa soltanto di questo governo ufficialmente fascista, ma anche di quelli che fascisti erano solo ufficiosamente.
In pratica tutti i governi degli ultimi decenni, esclusa la parentesi 5 stelle, nella quale per un attimo i padroni hanno quasi perso il timone del paese, per poi però riprenderselo quasi subito (coi 5 stelle nel governo draghi, quindi corresponsabili).
E non solo in Italia ma in tutto l’occidente demoniocratico, vedi Francia, dove il popolo sdentato sciopera ormai da mesi, ma la scimmietta ammaestrata micron ha trasformato lo stesso in legge l’aumento dell’età pensionabile, o vedi Germania, x locomotiva d’Europa, che se continua così fa la fine dell’Ucraina, e addio sogni di gloria.
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La decisione di entrare nel governo Draghi in quel momento era inevitabile per i 5stelle. Conte era ancora sotto scacco di Di Maio e company
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Io stesso ho votato perchè entrassero, in modo da evitare che qualcuno gli rinfacciasse di non averci provato. Mi aspettavo però, come lo stesso Grillo aveva garantito, che alla prima porcata uscissero.
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Una volta arrivati in alto i pidocchi ripuliti sono i peggio perché conservano la cattiveria con cui sono cresciuti.🤔
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Perfetto
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Le analisi indignate, anche se precise, lasciano il tempo che trovano. Grillo e Di Maio hanno la responsabilità storica di aver ammazzato la speranza di un cambiamento ( frase ricorrente: ” è inutile votare, tanto sono tutti uguali”)
L’importante è trovare la forza e la dedizione per ribaltare una situazione incancrenita: chissenfr…del Bignami di storia secolare e attuale. A me interesserebbero di più azioni e proposte di contrasto ( politico e pacifico).
Dell’aria fritta e dei noti piagnistei non so che farmene.
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