Ambiente o affari? È polemica per il progetto di un imprenditore alberghiero che piace al municipio di Auronzo del Cadore ma non agli ambientalisti

(Gian Antonio Stella – corriere.it) – «Queste montagne qua non dovrebbero essere viste gratis!». Se l’imprenditore alberghiero sudtirolese Alex Meister, ex presidente dell’Azienda di soggiorno di Merano e proprietario tra l’altro del bellissimo e lussuoso Hotel San Luis ad Hafling (Avelengo nel toponimo italiano) aveva intenzione di conquistare gli amanti della montagna non poteva scegliere parole peggiori. Ma come: vai a parlare del tuo progetto ad Auronzo del Cadore, descrivi un albergo di altissimo livello completamente diverso dagli altri, parli di uso del legno del posto, di materiali riciclabili, di natura incontaminata, di camere su palafitte costruite sugli alberi come quelle che tutti i bambini del mondo hanno sognato dopo avere visto i fumetti di Tarzan nato centoundici anni fa dalla fantasia di Edgar Rice Burroughs e butti lì sparate così insensate? Teorizzando che sui terreni che hai rastrellato metterai «ordine» facendo pagare i turisti di passaggio che volessero parcheggiare l’auto senza «il casino di oggi, con auto parcheggiate a destra e sinistra»? Scusate, qual è il futuro? La salvaguardia della montagna, presa d’assalto negli ultimi anni da un turismo di massa troppo spesso asfissiante e volgare, affidata solo ai «schei»? Alla selezione dei resort a otto stelle deluxe che tengano la plebe lontana dalle Dolomiti più belle vendute (a parte la tassa di soggiorno: 2 euro) a 550 euro a notte?
Eppure, il municipio di Auronzo del Cadore è entusiasta. E nel giro di una manciata di ore, battendo ogni record di velocità burocratica bellunese, veneto, italiano ed europeo, il sindaco Dario Vecellio Galeno, eletto dalla lista civica, ha varato una delibera non solo favorevole ma favorevolissima al progetto. Assai meno esultano gli ambientalisti. A partire da Luigi Casanova, direttore della rivista del Mountain Wilderness italiana, che ricorda come il progetto sia previsto «sul terreno delle Regole, nate con lo scopo di salvaguardare la conservazione del patrimonio antico, per sua natura inalienabile e inusucapibile e di conseguenza non convertibile in area edificabile». E la storica comunità cadorina che da secoli amministra i beni collettivi, non sembra troppo favorevole a scambiare i terreni scelti dall’albergatore tirolese con altre terre meno appetite. Per non dire dei dubbi della Regione e della soprintendenza. Certo, l’abbandono della montagna e le difficoltà di chi ancora ci vive non aiutano a scegliere…
Se siamo arrivati a questo, a far pagare per vedere un luogo naturale come le montagne, che rapprrsentano la massima espressione del sentirsi “liberi” camminando per un sentiero alpino, vuol dire che il dio denaro ha un potere che non si riesce a contrastare in nessun modo.
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Gli “schei”, offuscano menti avide di ricchezza e potere!! Conosco bene Auronzo e il Comelico mete delle mie vacanze estive, pochi giorni ma in un ambiente ancora accogliente e sano però i mesi estivi e soprattutto dopo il covid, sono state prese d’assalto perché le persone cercavano appunto, un ambiente naturale lontano dallo smog e dal caos, peccato che poi lo smog e il caos arrivarono proprio perché arrivate orde di vacanzieri!! Le tre cime di Lavaredo, così magnifiche imponenti ed affascinanti, prese d’assalto che sembra d’essere in piazza San Marco a Venezia nei giorni di punta!! Non piace nemmeno a me l’idea di far pagare ma bisogna mettere un freno ad un turismo così pesante, si distrugge l’eco sistema delle montagne, l’inquinamento va alle stelle, dobbiamo tutelare paesaggi stupendi, bisogna trovare un giusto compromesso ma non arricchirsi, bisogna avere cura e non riempirsi di retorica e soprattutto di schei!! Non è semplice ma finché c’è chi ha in mente solo di arricchirsi, non si va da nessuna parte!! P s. Provate ad andare a Cortina, è invivibile in certi periodi! Purtroppo!!
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Il problema delle montagne prese d’assalto è figlio del far arrivarci chiunque abbia un mezzo a motore. Se si cominciasse col non far circolare auto e altri mezzi motorizzati fin sotto le cime di Lavaredo, ma si dicesse: vuoi andare in montagna? Vuoi godere dello spettacolo delle dolomiti? Nessun problema! Però ci vai con le tue gambe. Sono sicuro che sparirebbero le masse troglodite di sedicenti turisti amanti della montagna e i sentieri sarebbero percorsi solo da chi davvero vuole godersi gli splendidi panorami offerti dalle vette alpine.
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Difatti non si arriva, le auto sono interdette da un certo punto in sù, ma è sempre troppo poco, giustamente come dici tu le auto dovrebbero essere fermate molto più a valle.. zaino in spalla e via!
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Ecco, da ben lontano, strade e mulattiere sbarrate a 4×4, moto trial e fuoristrada e balle varie. Altroché pedaggi per favorire come sempre chi ha il SUV gigante , il portafoglio gonfio ed il culo pesante
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Il pedaggio e relativo parcheggio delle tre cime di Lavaredo ha già un costo di 30 euro, ma essendo uno dei giri più belli in assoluto il prezzo non scoraggia nessuno, anche perché per godersi appieno tutto il giro ci vuole una giornata intera quindi da lì devi partire, così è per tutti i posti belli di montagna, il dire di arrivare a piedi non ha alcun senso
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