
(Andrea Zhok) – Tra i dati più interessanti emersi recentemente troviamo quelli circa l’entità delle donazioni / finanziamenti per ricerca e sviluppo forniti dalle case farmaceutiche negli ultimi anni in Italia.
A titolo informativo, il fatturato 2021 delle prime 20 aziende farmaceutiche è stato di 884 miliardi di dollari.
Relativamente alla sola Pfizer le erogazioni in direzione italiana seguono il seguente interessante andamento:
2019 : 6.353.707 euro
2020 : 10.242.454 euro
2021 : 10.319.009 euro
Che ci sia un’esplosione dei versamenti in concomitanza con la pandemia è naturalmente mera coincidenza.
Non meno interessante è la lista dei percettori, che include associazioni scientifiche, società di formazione medica, case editrici, fondazioni, ospedali, università e l’usuale miriade di sponsorizzazioni di eventi e consulenze scientifiche ad hoc. [Fonte “La Verità”]
Ora, le considerazioni da fare qui sono semplici.
1) Abbiamo chiacchierato per anni – a ragione, eh – di “conflitti di interesse” parlando di Berlusconi, poi com’è come non è, l’argomento è sparito dal tavolo proprio quando ha cominciato ad esploderci sotto la sedia di continuo, dalle agenzie di rating, alla proprietà dei giornali, al finanziamento medico, ecc. Come mai? Che i conflitti d’interesse interessino solo come arma politica e altrimenti scatta il tengo famiglia?
2) Se c’è ancora chi pensa che la scienza sia un’operazione teorica pura piovuta dall’iperuranio, qualcosa dove compare solo marginalmente la squallida prosaicità di “chi caccia la grana”, ecco, questi è meglio che esca dall’ultima glaciazione e aggiorni il software. La scienza moderna ha bisogno per funzionare di fondi ingenti. E quanto più la ricerca di un paese è alla canna del gas (e in Italia manco il gas ti passano più), tanto più finisce per essere in vendita al migliore offerente (se gli offerenti ci sono). Poi sì, certo, non tutti, non sempre, non facciamo di tutta l’erba un fascio, ecc. ecc., ma la sostanza è che chi paga compra / investe, e chi è pagato lo sa benissimo. Fine delle fiabe.
3) Su questa base chiunque sbandieri obblighi sanitari sbandiera enormi assegni al portatore; e simultaneamente esige che il pubblico creda ciecamente all’oste che decanta il proprio vino. Con la differenza che tutti sanno distinguere un vino scadente da uno buono, mentre qui si va sulla fiducia.
4) Quanto all’argomento tranquillizzante che “mica Big Pharma ci metterà il metanolo nel vino, perché poi sai quanto gli costerebbe!” per piacere cestinatelo una buona volta. La storia è piena di esempi (Vioxx 1999; Reductil 2000; Tamiflu 2006; Prempro 2012, ecc.) che dicono tutti una cosa semplice: è economicamente molto più conveniente vendere aggressivamente e poi, eventualmente, ritirare pagando i danni che avere troppi scrupoli a mettere sul mercato. E ciò che conviene detta la linea.
“La storia è piena di esempi (Vioxx 1999; Reductil 2000; Tamiflu 2006; Prempro 2012, ecc.)”.
Beh, è molto più antica questa eta dell’oro: ricordate il Talidomide? No?
“Talidomide. A 50 anni dalla tragedia i produttori chiedono scusa, ma per i pazienti non basta”.
https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=10648
Capito? Passano 60 anni e tutto quello che sanno fare è chiedere scusa!
Ma noi sappiamo con certezza da un “pezzo grosso” del blog (ahahahah) che:
“La medicina è a tutti gli effetti una scienza, in quanto basata sul metodo scientifico.”
e che all’occorrenza sa pure chiedere scusa. Cosa pretendiamo di più?
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Ah Zhok abbandonata la filosofia?
Vabbè accontentiamoci:
Punto1:
completamente d’accordo con te
Punto2:
anche la filosofia è tuttora alla mercé del miglior offerente.E tu dovresti saperlo prof. Mi indichi un settore che non lo sia…letteratura?storia? Religione?
Punto 3
prima frase: vero.Ma anche quando sono obbligato a pagare le tasse vado sulla fiducia che i soldi vengano spesi bene e non rubati,e anche quando sono costretto ad attraversare un ponte vado sulla fiducia che non crolli.
Tu Zhok sai distinguere un ponte che crolla da uno che non crolla? Io no.
Se non c’è fiducia …Allora a morte lo Stato? Quindi a morte anche le istituzioni come le università dove lavori?Yes sono anarchico mi sta bene,rivoluzione? Vai avanti tu che poi vedo se mi viene da ridere
Punto4.
scusa Zhok ma non ti seguo? Spiegami un po’ il sillogismo logico del tuo ragionamento?
aristotele,leibniz,cartesio,russell,wittenstein?
Ma scusa quegli esempi riportati dimostrano un teorema?
Non funziona così nella logica in filosofia e in matematica,caro Zhok o sbaglio.E se non lo dimostri ti ci puoi pulire il…sono parole al vento.
E poi
Allora le case farmaceutiche preferiscono la vendita aggressiva prendendo a modello il metodo metanolo,perché più conveniente?
Mai sentito parlare che “la pubblicità negativa ti ritorna contro a velocità esponenziale”?Non me ne intendo ma dovrebbe essere una delle prime regole del marketing.
E beh si è proprio conveniente…infatti negli anni 80 a causa dello scandalo metanolo fallirono solo nel centro nord 60 aziende vinicole.
Proprio furbacchione queste case farmaceutiche ad imitarle.
Bel metodo economicamente redditizio per in azienda.
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Tutto vero, per Zhok, come sempre, l’Observatio et Ratio che regola la Medicina (quella con la M maiuscola) da millenni, non vale.
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“Ma anche quando sono obbligato a pagare le tasse vado sulla fiducia che i soldi vengano spesi bene e non rubati,e anche quando sono costretto ad attraversare un ponte vado sulla fiducia che non crolli. Tu Zhok sai distinguere un ponte che crolla da uno che non crolla? Io no.”… Nemmeno quelli del ponte Morandi, se è per questo (sai quanti viadotti in ItaGlia sono in quelle condizioni? Altro che fiducia: è di cul0 che si dovrebbe parlare!).
Ma i responsabili non hanno nemmeno chiesto scusa: forse tra 50 anni, chissà… E sai cosa ne faranno allora? Ci si puliranno il… (semicit.)
Quella delle tasse, poi, è fantastica, da “pezzo grosso” (cit.) del blog: ahahah.
PS: Frankie, Frankie, sei una continua delusione, eppure, non so perché, mi sei ancora simpatico: non riesco a farti diventare un Gsi qualunque…
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…forse perché non hai ancora compreso che, come ai bei tempi dei licei okkupati, mi diverte fare la parte del bastian contrario dei bastian kontrari?!? 😄
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A parte gli scherzi, ti segnalo questo bellissimo pezzo, che sicuramente saprai apprezzare..
https://giornaleitalianodinefrologia.it/2016/12/metodologia-in-clinica-esiste-ancora/
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”…forse perché non hai ancora compreso che, come ai bei tempi dei licei okkupati, mi diverte fare la parte del bastian contrario dei bastian kontrari?!? 😄”
Sempre meglio della coprofagia, vero Frankie?
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Articolo interessante, Frankie, che certifica, più o meno volontariamente, ciò che ho sempre precisato: la medicina è una tecnica, non una scienza.
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Se la scienza è funzionale a conoscere e la medicina a ri-conoscere, è senz’altro così, o meglio: la medicina è tecnica in cui alla base è necessaria, e fa la differenza, una conoscenza sofica quasi artigianale.
In dramma è che quando entrambe diventano merci, discorsi come quello sulla metodologia induttiva, che dovrebbero essere il fulcro di ogni tecnica ed in particolare medica (studio-indagine-catalogazione delle variabili-interpretazione-ipotesi-diagnosi), diventano pura accademia.
I medici della vecchia guardia sono quasi estinti. Ora viene prima la fattura alla segretaria nell’altra stanza.
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Scusa Gatto,
Io conoscere solo italiano e inglese,
Io capire quello che scrivere Frankie e Rock husdon.
Io no capire quello scrivere tu; quando tu abbandonare lingua Guenon e imparare tu scrivere Italiano soggetto verbo complemento allora io potere rispondere te.
Aziende farmaceutiche dire te: “scusa Gatto”.
Tutto qui. Tutto bene quel che finire bene.
Buonanotte
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Il fatto che chi scrive non sappia nulla di come si realizza un farmaco o un dispositivo medico o semplicemente una prova clinica per un prodotto cosmetico o un integratore alimentare è evidente fin dall’incipit. Se qualcuno si permettesse di disquisire di aspetti cogenti la filosofia morale senza conoscere nulla della materia, susciterebbe il giusto scherno dell’autore dello scritto, financo la richiesta esplicita di astenersi da ulteriori commenti per evitare di raccontare frottole o castronerie. E invece lo studioso di filosofia morale si iscrive alla moltitudine di scrivani che gettano discredito sull’intero settore della ricerca farmaceutica, come fosse composta da sadici assetati di danaro che producono oggetti pericolosi senza alcun controllo. Raccontare come stanno veramente le cose significherebbe porre fine alla balla della sanità pubblica per garantire la salute ai cittadini. Essa esiste proprio per garantire il profitto sicuro all’industria privata in cambio dell’onere di produrre farmaci e simili. Una sanità universale la si garantisce nei fatti se la ricerca e la produzione dei farmaci viene affidata a soggetti privi di motivazioni di profitto. I farmaci dovrebbero essere proprietà della collettività che ne dispone sulla base delle esigenze sanitarie esistenti. La sanità non può essere regolata secondo le leggi di mercato perché non esiste una curva d’utilità convessa e quindi nessuna utilità marginale.
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… Con scappellamento a destra…
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