
(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – La scomparsa di Enzo Carra a 79 anni e i coccodrilli della stampa italiana che lo dipinge come un martire della malagiustizia, addirittura un “assolto”, sono un’ottima cartina al tornasole del “Paese di Sottosopra” (Giorgio Bocca). Nel 1993 Graziano Moro, manager dc dell’Eni, racconta a Di Pietro che il suo amico Carra, portavoce del segretario […]
Sul carro di Carra
(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – La scomparsa di Enzo Carra a 79 anni e i coccodrilli della stampa italiana che lo dipinge come un martire della malagiustizia, addirittura un “assolto”, sono un’ottima cartina al tornasole del “Paese di Sottosopra” (Giorgio Bocca). Nel 1993 Graziano Moro, manager dc dell’Eni, racconta a Di Pietro che il suo amico Carra, portavoce del segretario Forlani, gli ha raccontato una stecca di 5 miliardi della maxitangente Enimont alla Dc. Di Pietro lo sente come teste. Lui nega sotto giuramento. Di Pietro lo mette a confronto con Moro, che arricchisce il racconto con altri dettagli. Carra nega ancora. Davigo gli ricorda l’obbligo di dire la verità. Carra si contraddice, cambiando due o tre versioni. L’articolo 371 bis del Codice penale, voluto da Falcone e approvato nel 1992 solo dopo la sua morte, prevede l’arresto in flagranza dei falsi testimoni. Carra viene arrestato e processato per direttissima.
Il mattino dell’udienza viene tradotto dal carcere al tribunale in fila con altri 50 detenuti, tutti ammanettati e legati a una catena: i famosi “schiavettoni”, previsti dalla legge (voluta tre mesi prima dai socialisti) per evitare evasioni. L’aula è gremita e i carabinieri lo sistemano nella gabbia degli imputati. Di Pietro e Davigo lo fanno uscire e sedere accanto agli avvocati. Carra stringe la mano a Di Pietro e a Moro. Ma la sua foto in manette scatena la bagarre in Parlamento con urla e strepiti contro gli aguzzini di Mani Pulite: le manette si addicono agli imputati comuni, non ai signori. L’indomani alcuni detenuti del carcere di Asti scrivono alla Stampa: “Siamo tutti ladri di galline, eppure in tutti i trasferimenti veniamo incatenati ben stretti, per farci male, e restiamo incatenati in treno, in ospedale, al gabinetto, sempre. Anche noi appariamo in catene sui giornali prima di essere processati, ma nessuno ha mai aperto un dibattito su di noi. Oggi ci siamo domandati quali differenze esistano fra noi e il signor Carra. Al quale, in ogni caso, esprimiamo solidarietà”. Carra viene condannato a 2 anni per false dichiarazioni al pm, poi ridotti in appello a 1 anno e 4 mesi per lo sconto del rito abbreviato e confermati in Cassazione. Il Tribunale ritiene che, avendo depistato le indagini sulla più grande tangente mai vista in Europa, “furono quantomai opportuni il suo arresto, la direttissima e la pena non confinata ai minimi di legge”. I giudici d’appello censurano il suo “poco apprezzabile sentimento di omertà”. Nel 1995 destra, centro e sinistra cancellano la legge Falcone sull’arresto dei falsi testimoni. Carra, che da incensurato non era deputato, lo diventa da pregiudicato nel 2001 con la Margherita. E, oggi come trent’anni fa, la legge uguale per tutti fa scandalo: meglio la vecchia, lurida giustizia di classe.
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Grazie Roberto…e buon week-end….
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Quelli della Margherita guidati dal bel Rutelli, quelli del tesoriere Lusi che scappò
in Canada dopo aver asportato il malloppo prelevato dalle casse della Margherita di cui aveva le chiavi…e Carra…quanta bella gente gli italiani hanno mandato in parlamento….
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Quelli di oggi sono uguali a quelli che aspirano ad entrare in parlamento per rubare non solo gli stipendi, ma anche i bonus ..gente vergognosa , e molti non sono stati ancora scoperti , ma che gli frega tanto saranno assolti comunque con l immunità parlamentare! Non ci deve essere immunità per chi ruba , esiste solo per esprimere le idee non il continuo ladocinio e apparentamenti quasi gratis a questi vergognosi esseri che si credono dio in terra , anche basta , Dai mo !
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Ps . Ladrocinio ,e appartamenti
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Eh vabbè, quello c’era. La soluzione qual è?
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In questi ultimi trent’anni abbiamo assistito a tante di quelle riforme della giustizia fatte solo per causarne la paralisi per gli amici degli amici dei politici e noti delinquenti e lo sfascio per i restanti poveracci . Grazie al potere economico, politico e mediatico concentrato nelle mani del noto mafioso delinquente di Hardcore, killer prezzolati privi di scrupolo e dignità scrivevano e andavano in onda per farci il lavaggio del cervello e capovolgere la realtà storica di manipulite. I ladri diventavano martiri ed eroi, i giudici eversivi assassini autori di un colpo di Stato. E anziché essere presi a calci nel sedere o finire in galera, l’hanno pure fatta franca diventando statisti o parlamentari, grazie anche alla complicità di chi faceva finta di combatterli, per poi banchettarci assieme. Nel paese del sottosopra.
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e via un altro.
Frega una cippa se vengono elogiati… a salma ancora calda.
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Un altra vergognosa pagina di questo paese, Cane non mangia cane ! Tanto c è da rubare per tutti ..e non se ne esce piu .Grazie a Travaglio con la memoria e l archivio di un elefante , non sfugge nulla !!
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Le catene una vergogna immane ,caro Marco nella vita non esiste solo il casellario giudiziale
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La memoria di Travaglio
Una medicina per per questa povera Italia perennemente malata.
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Siano sempre li, questi si ritengono al di sopra della legge e da trent’anni cercano di raddrizzare le gambe ai cani gridando lo slogan “il primato della politica”, sconosciuto nelle democrazie serie.
Il brutto è che ci stanno riuscendo, visti i manigoldi che da anni ci sgovernano.
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Partito di sinistra? Giammai, dice lo sponsor di Bonaccini!
Autore originale del testo: Alfredo Morganti
Partito di sinistra? Giammai, dice lo sponsor di Bonaccini!
Mi ci ha fatto pensare MarcoTravaglio. Avevo letto anch’io l’articolo di M.T.Meli sul Corsera di ieri e su quelle parole anonime ci ero scivolato. Un po’ perché scivolo per intero sugli articoli della Meli, un po’ perché mi sembrava una boutade buttata lì, appunto. E invece Travaglio sottolineando quel passaggio, mi ha fatto sobbalzare sulla sedia. Quale? Questo passaggio: «L’idea di Zingaretti, Orlando e Articolo 1 — commenta un autorevole dirigente dem sponsor di Bonaccini — è quella di utilizzare lei [la Schlein, ndr] per fare del Pd un partito della sinistra». Lì per lì, in effetti mi è sembrata una cazzata come un’altra, di fila ad altre ancora. E invece, se ci inciampi, e Travaglio mi ci ha fatto inciampare, scopri una specie di verità. Questa: il PD NON è un partito di sinistra, per ammissione interna di chi lo pratica e dirige. Tuttavia, qualcuno vorrebbe (traditore!) farcelo diventare. Se poi ciò sia vero, poco importa. Importa il fatto che la cosa losca sarebbe quella di tramutare il partito democratico in un’organizzazione radicata a sinistra e non nella terra di mezzo centrista (oggi si dice anche “riformista”) o al più (ma voglio davvero davvero esagerare) di centrosinistra. Voi direte: chiacchiere. Mica tanto, se è vero che il posizionamento nello schieramento politico è un pezzo di identità, e senza identità si è «nave sanza nocchiere in gran tempesta». In sostanza, una barca che segue la corrente od obbedisce a sciocchi o incauti avventurieri, solcando rotte improvvide, casuali, che sconfinano in mari dove veleggiano i pirati e la destra signoreggia. Questo è. Meditate gente.
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