
(Adolfo Spezzaferro – lidentita.it) – “La notizia del giorno non è che l’Europa e gli Stati Uniti invieranno i carri armati a Kiev, ma è un’altra, di cui nessuno parla: è in atto un’offensiva russa nel Donbass e le città stanno cadendo. Dopo una settimana, anche gli ucraini ora ammettono di aver perso Soledar. Ma nessuno ne parla. Ci vorranno mesi prima che i tank saranno operativi sul campo di battaglia. E comunque il loro impiego non potrà essere risolutivo. L’invio dei carri dunque è una questione propriamente politica in ambito Nato, di bandierine che gli Stati alleati vogliono mettere sul campo”. Ne è convinto Gianandrea Gaiana, direttore della rivista Analisi Difesa, in totale disaccordo con la vulgata mainstream strombazzata dai media allineati alla propaganda occindentale che parlano di vittoria in pugno a Zelensky grazie ai carri armati Usa, Uk ed Ue. “Altro che mossa decisa, è un incubo logistico: finora gli ucraini hanno combattuto con tank russi e sovietici, con equipaggi da tre militari. Ora si ritroveranno i tank Usa Abrams, quelli europei (ossia tedeschi) Leopard 2 e quelli britannici Challenger, tutti con equipaggi da quattro militari”.
Si fa un gran parlare degli 80 tank Ue, dei 31 Usa e della decina di tank britannici che invieremo a Kiev. Sarà una mossa decisiva per le sorti del conflitto?
No. Non sarà decisiva, perché in questa guerra abbiamo visto che finora di tank ne sono stati distutti molti, con droni kamikaze e missili anti carro. Se alla fine a Kiev arriveranno circa 130 carri, non potranno fare la differenza. Chi dice che con i tank si arriva a Mosca dice una sciocchezza. Inoltre all’Ucraina serviranno mesi per poterli impiegare al meglio in teatro operativo. Poi certo che qualsiasi arma gli mandi per loro è meglio che niente. Ma attenzione: lì si spara, si spara tanto. Servono tantissime munizioni e soprattutto c’è un problema logistico.
Ci spieghi.
Non è certo un caso se i Paesi Nato hanno solamente un modello di carro armato in servizio. Le forze ucraine si troverebbero a dover gestire quattro tipi diversi di carri, con due tipi diversi di munizioni. Per non parlare della manutenzione. Teniamo presente che i Leopard si riparano in Slovacchia, che non è proprio dietro l’angolo rispetto al Donbass. Poi certo, le truppe cannibalizzeranno i tank fuori uso per far funzionare quelli che si possono ancora salvare. Ma non dimentichiamoci che i russi hanno distrutto tutte le strutture logistiche e di manutenzione militare ucraine. Quindi ad un certo punto i carri si fermeranno.
Per fare prima, si potrebbe utilizzare personale già addestrato…
Esattamente. Volontari ex militari polacchi, per esempio. Intanto che vengono formati gli equipaggi di personale ucraino. Ma comunque questi tank arriveranno su campo tra tre mesi. Mentre l’offensiva russa è già in atto. Procede lentamente ma procede. Non sappiamo ancora se sarà decisiva, dipende dalla forza che Mosca vorrà imprimere a tale offensiva. Ma una cosa è certa.
Quale?
Non sappiamo che ruolo avranno i tank, per quando arriveranno nel Donbass. Se l’Ucraina avrà già perso, saranno inutili. Se l’Ucraina sarà ancora in guerra, non faranno comunque la differenza, se l’offensiva russa sarà ancora in atto, verranno impiegati in modo difensivo. Ma dire ora che i tank saranno decisivi è pura propaganda. In realtà all’interno della Nato si sta consumando il solito confronto fatto di pesi e contrappesi tra i vari alleati. In questo scenario appare evidente che la Polonia abbia la leadership Ue sul fronte guerrafondaio. Tanto da aver messo sotto pressione la Germania. In tale ottica, ci manca solo che alla fine pure la Francia decide di dare i suoi carri Leclerc. Così sul campo gli ucraini dovranno gestire cinque modelli diversi di tank. Più pesanti di quelli ora sul campo, e che consumano di più. E i problemi non finiscono qui.
Quali altri problemi ci sono?
I tank occidentali sono meno idonei all’impiego su strade strette e nei centri abitati. Andrebbe valutato anche se mezzi così pesanti siano compatibili con l’attraversamento di molti ponti sui tanti corsi d’acqua minori dell’Ucraina e nell’imbarco sui vagoni ferroviari ucraini.
Bene,se quanto asserito è vicino alla realtà,
Spero che facciano un bel po’ di confusione senza che qualcuno si faccia male ovviamente.
Ps sempre chi ha scritto l’articolo non sia pagato dalla nato(morto) x tenerci tranquilli!
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Che dire mi sembrano ragionamenti ovvi e pragmatici…ma mi chiedo a che serve allungare questo brodo?
Forse la vera domanda da farsi è questa.. a chi giova?
Risposta inequivocabile : agli USA per una guerra di procura dove mette mezzi ma non uomini(già in altre guerre ha dato in numero di vittime americane);quindi si tratta solo di economia: stringere il guinzaglio all’Ucraina obbligandola ad un debito infinito dfa pagare e una ricostruzione a carico dell’UE!
Nel contempo gli USA raggiungono lo scopo ,dal punto di vista economico, di indebolire la moneta e l’economia Russa sulle esportazioni. e i relativi embarghi.
Alla lunga avremo un’Ucraina nel lastrico e vantaggi solo per le lobby dell’armiero…solo profitto in nome della vita umana!
Successo in pieno del CAPITALE!
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Quando ce ne sarà bisogno la Russia sferrerà l’attacco finale . Se, come sembra acclarato,tra le altre cose, gli Usa mirano al logoramento della Russia e al suo impoverimento con conseguente sfaldamento e dissolvimento, allora a quella nazione non resteranno alternative .
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vero…non ci saranno alternative..avremo costretto la russia a difendersi!
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Gianandrea Gaiani si dimostra sempre più un analista preparato e con i piedi per terra.
Anche se scrive per una rivista lobbista, i suoi commenti sono più attendibili e aventi riscontro di quelli fatti da tanti giornalisti che imperversano nei talk.
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Boh…, io non me ne intendo di guerra e di carri armati ma mi chiedo, se l’Italia a 80 anni dalla guerra è ancora indebitata sino al collo, cosa ne sarà dell’Ucraina a guerra finità?
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“Scusate ma non vorrei dire una scempiaggine” WIKI dice che i russi tra effettivi e in “deposito”(riparabili in fretta)di carri ne ha oltre 10.000.Quelli che arriveranno all’ucraina serviranno al massimo per fare un barbecue di militari ucraini e il massacro di un po di civili. (E vai con l’inflazione).Augurandosi sempre che la Russia non si stanchi dei moscerini e si incominci a sentire i “botti” anche da queste parti.Con la “ragione” non si arriva a capire come un vecchio rincoglionito sia cosi temuto.Con i dollari è più facile ragionare. Certo che così si buttano a mare tutte le certezze che si avevano.Nessuna in particolare se non la nostra libertà e autodeterminazione.(cosucce)I fascisti su Marte stanno facendo dei bei casini, come il solito.Manca poco che se non ci si sveglia ci faranno fare pure le “marcette”.
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Quale Ucraina pensi che esisterà ancora alla fine della guerra, Marco?
Ad ogni modo, i numeri di carri armati a questo punto presenti in Ucraina sono qualcosa di assurdo, più per i tipi che gli esemplari.
1- T-64
2- T-72
3- T-80
Più vari mezzi più vecchi, probabilmente anche T-55.
4- M1 Abrams
5- Leopard 2
6- Challenger
Possibile anche i Leopard 1 e chissà in futuro, Leclerc e Ariete, o Centauro?
Già questo dà l’idea. Mezzi occidentali e orientali del tutto diversi, senza probabilmente manco un bullone in comune.
E questo con l’Ucraina che sta svenendo spianata inesorabilmente.
Dicono che a Bakhmut ci siano 20 brigate.
Pensate che oramai è circondata.
L’unico mistero per me, è come mai non ci sia già stata una resa di massa. Gli argentini, che consideravano le Malvinas/Falklands roba loro, si arresero per moooooolto meno agli inglesi. Questi ucraini vengono istruiti come i giapponesi, anzi, come i soldati nazisti e stalinisti nel periodo bellico: non indietreggiare mai e difendere fino alla fine la terra conquistata.
E tutto questo con Biden che se la ride, e Crosetto pure.
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I russi, o gli stalinisti come dici tu, non difendevano la terra conquistata ma la loro terra, a costo di 23 milioni di vittime. Biden certo che se la ride, gli Stati Uniti non perdono un solo uomo; lo Shrek nostrano anche se la ride, lui nel frattempo ci sta facendo un sacco di soldi sulla guerra
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Cagliostro, Tracia e Adriano, ho tradotto e copiato l’articolo di cui non si riusciva a inviare il link:
“Guerra russo-ucraina: la pompa di sangue mondiale
Gradualmente, e poi improvvisamente
Big Serge
20 gen
Ferro, cenere e sangue
Dalla decisione a sorpresa della Russia di ritirarsi volontariamente dalla Cisgiordania Kherson nella prima settimana di novembre, ci sono stati pochi cambiamenti drammatici nelle linee del fronte in Ucraina. In parte, ciò riflette il prevedibile clima tardo autunnale nell’Europa orientale, che lascia i campi di battaglia impregnati d’acqua e intasati di fango e inibisce notevolmente la mobilità. Per centinaia di anni, novembre è stato un brutto mese per tentare di spostare gli eserciti a qualsiasi tipo di distanza significativa, e come un orologio abbiamo iniziato a vedere video di veicoli bloccati nel fango in Ucraina.
Il ritorno della guerra di posizione statica, tuttavia, riflette anche l’effetto sinergico dell’aumento dell’esaurimento ucraino insieme all’impegno russo ad attrarre e denudare pazientemente la rimanente capacità di combattimento dell’Ucraina. Hanno trovato un posto ideale per raggiungere questo obiettivo nel Donbas.
È diventato gradualmente evidente che la Russia è impegnata in una guerra di logoramento posizionale, poiché ciò massimizza l’asimmetria del loro vantaggio nei fuochi a distanza. C’è un continuo degrado della capacità bellica dell’Ucraina che sta permettendo alla Russia di mantenere pazientemente il ritmo attuale, mentre organizza le sue forze appena mobilitate per un’azione offensiva nel prossimo anno, preparando il terreno per perdite ucraine a cascata e insostenibili.
Nel romanzo di Ernest Hemingway, Anche il sole sorge, un ex ricco, ora giù per il suo personaggio sfortunato viene chiesto come è andato in bancarotta. “Due modi”, risponde, “gradualmente e poi improvvisamente”. Un giorno potremmo chiederci come l’Ucraina abbia perso la guerra e ricevere più o meno la stessa risposta.
Verdun Redux
È sicuro dire che i media del regime occidentale hanno fissato uno standard molto basso per riferire sulla guerra in Ucraina, data la misura in cui la narrativa mainstream è scollegata dalla realtà. Anche dati questi bassi standard, il modo in cui la battaglia in corso a Bakhmut viene presentata alla popolazione è davvero ridicolo. L’asse Bakhmut viene presentato al pubblico occidentale come una sintesi perfetta di tutti i tropi del fallimento russo: in poche parole, la Russia sta subendo perdite orribili mentre lotta per catturare una piccola città con un’importanza operativa trascurabile. I funzionari britannici, in particolare, sono stati molto espliciti nelle ultime settimane. insistendo sul fatto che Bakhmut ha poco o nessun valore operativo.
La verità è l’esatto opposto di questa storia: Bakhmut è una posizione chiave di volta operativamente critica nella difesa ucraina, e la Russia l’ha trasformata in una fossa della morte che costringe gli ucraini a sacrificare un numero esorbitante di uomini per mantenere la posizione il più a lungo possibile. In effetti, l’insistenza sul fatto che Bakhmut non sia operativamente significativo è leggermente offensiva per il pubblico, sia perché una rapida occhiata a una mappa lo mostra chiaramente nel cuore della rete stradale regionale, sia perché l’Ucraina ha gettato un numero enorme di unità in prima linea.
Facciamo un passo indietro e consideriamo Bakhmut nel contesto della posizione generale dell’Ucraina nell’est. L’Ucraina ha iniziato la guerra con quattro linee difensive operative nel Donbas, costruite negli ultimi 8 anni sia come parte integrante della guerra latente con LNR e DNR, ma anche in preparazione di una potenziale guerra con la Russia. Queste linee sono strutturate attorno ad agglomerati urbani con collegamenti stradali e ferroviari tra loro e possono essere approssimativamente enumerate come segue:
Linee difensive dell’Ucraina ad est (Mappa da me)
Il Donbas è un luogo particolarmente accomodante per costruire formidabili difese. È altamente urbanizzata e industriale (Donetsk era l’oblast più urbano in Ucraina prima del 2014, con oltre il 90% della popolazione che vive in aree urbane), con città e paesi dominati dagli edifici sovietici tipicamente robusti, insieme a complessi industriali prolifici. L’Ucraina ha trascorso gran parte dell’ultimo decennio a migliorare queste posizioni, e gli insediamenti in prima linea sono pieni di trincee e posizioni di tiro che sono chiaramente visibili sulle immagini satellitari. Un recente video dall’asse Avdiivka dimostra l’estensione delle fortificazioni ucraine.
Quindi, esaminiamo lo stato di queste cinture difensive. La prima cintura, che andava all’incirca da Severodonetsk e Lysychansk a Popasna, fu interrotta in estate dalle forze russe. La Russia ha ottenuto un importante passo avanti a Popasna ed è stata in grado di iniziare l’intero rollup di questa linea, con Lysychansk che cade all’inizio di luglio.
A questo punto, la prima linea si trova direttamente su quelle che ho etichettato come la 2a e la 3a cintura difensiva ucraina, ed entrambe queste cinture sono ora pesantemente sanguinanti.
La cattura di Soledar da parte delle forze di Wagner ha reciso il collegamento tra Bakhmut e Siversk, mentre intorno a Donetsk, il sobborgo pesantemente fortificato di Marinka è stato quasi completamente ripulito dalle truppe ucraine, e la famigerata posizione chiave di volta ucraina ad Avdiivka (il luogo da cui bombardano la popolazione civile della città di Donetsk) viene fiancheggiata da entrambe le direzioni.
Queste posizioni sono assolutamente critiche per l’Ucraina. La perdita di Bakhmut significherà il collasso dell’ultima linea difensiva che ostacola Slavyansk e Kramatorsk, il che significa che la posizione orientale dell’Ucraina si contrarrà rapidamente alla sua quarta (e più debole) cintura difensiva.
L’agglomerato di Slavyansk è una posizione molto peggiore da difendere per l’Ucraina rispetto alle altre cinture, per diverse ragioni. Innanzitutto, essendo la cintura più lontana a ovest (e quindi la più lontana dalle linee di partenza di febbraio 2022), è la meno migliorata e meno fortificata delle cinture. In secondo luogo, molte delle “cose buone” intorno a Slavyansk si trovano ad est della città, comprese le alture dominanti e le principali autostrade.
Tutto questo per dire, l’Ucraina è stata molto ansiosa di mantenere la linea Bakhmut, poiché questa è una posizione di gran lunga preferibile da mantenere, e di conseguenza hanno versato unità nel settore. Gli assurdi livelli di impegno delle forze ucraine in quest’area sono stati ben notati, ma proprio come un rapido aggiornamento, fonti ucraine pubblicamente disponibili localizzano almeno 34 brigate o unità equivalenti che sono state schierate nell’area di Bakhmut. Molti di questi sono stati schierati mesi fa e sono già distrutti, ma per l’intero arco della battaglia in corso questo rappresenta un impegno sorprendente.
Le forze russe, principalmente le unità Wagner PMC e LNR, hanno lentamente ma inesorabilmente fatto collassare questa roccaforte ucraina facendo un uso liberale dell’artiglieria. A novembre, l’ormai ex consigliere di Zelensky Oleksiy Arestovych ha ammesso che l’artiglieria russa sull’asse di Bakhmut godeva di un vantaggio di circa 9 a 1, che sta trasformando Bakhmut in una fossa della morte.
La battaglia viene presentata in Occidente come quella in cui i russi – di solito stereotipati come soldati detenuti al servizio di Wagner – lanciano assalti frontali alle difese ucraine e subiscono perdite orribili nel tentativo di sopraffare la difesa con numeri puri. Il contrario è molto più vicino alla verità. La Russia si sta muovendo lentamente perché appiana le difese ucraine con l’artiglieria, poi avanza con cautela in queste difese polverizzate.
L’Ucraina, nel frattempo, continua a incanalare unità per riempire più o meno le trincee con nuovi difensori. Un pezzo del Wall Street Journal sulla battaglia, mentre cercava di presentare una storia di incompetenza russa, includeva accidentalmente un’ammissione di un comandante ucraino sul terreno che diceva: “Finora, il tasso di cambio di scambiare le nostre vite per le loro favorisce i russi. Se continua così, potremmo esaurirci”.
I paragoni sono stati liberamente fatti (e non posso prendermene atto) con una delle battaglie più infami della prima guerra mondiale – la sanguinosa catastrofe di Verdun. Anche se non esagera il valore predittivo della storia militare (nel senso che una conoscenza approfondita della prima guerra mondiale non consente di prevedere gli eventi in Ucraina), sono, tuttavia, un grande fan della storia come analogia, e lo schema tedesco a Verdun è un’utile analogia per ciò che sta accadendo a Bakhmut.
La battaglia di Verdun fu concepita dall’alto comando tedesco come un modo per paralizzare l’esercito francese attirandolo in un tritacarne preconfigurato. L’idea era quella di attaccare e conquistare un’altura difensiva cruciale – terreno così importante che la Francia sarebbe stata costretta a contrattaccare e tentare di riconquistarla. I tedeschi speravano che la Francia avrebbe impegnato le loro riserve strategiche in questo contrattacco in modo che potessero essere distrutte. Mentre Verdun non riuscì a fiaccare completamente la potenza di combattimento francese, divenne una delle battaglie più sanguinose della storia del mondo. Una moneta tedesca commemorativa della battaglia raffigurava uno scheletro che pompava sangue dalla terra – una metafora visiva agghiacciante ma appropriata.
“The World Blood Pump” – commemorazione del tritacarne a Verdun
Qualcosa di simile si è effettivamente verificato a Bakhmut, nel senso che la Russia sta premendo su uno dei punti più sensibili della linea del fronte, attirando unità ucraine per essere uccise. Alcuni mesi fa, sulla scia del ritiro della Russia dalla Cisgiordania Kherson, gli ucraini hanno parlato estaticamente di continuare i loro sforzi offensivi con un attacco verso sud a Zaparozhia per tagliare il ponte terrestre verso la Crimea, insieme ai continui sforzi per sfondare nel nord di Lugansk. Invece, le forze di entrambi questi assi sono state reindirizzate a Bakhmut, al punto che questo asse sta attivamente prosciugando la forza di combattimento ucraina in altre aree. Fonti ucraine, precedentemente piene di ottimismo, ora concordano inequivocabilmente sul fatto che non ci saranno offensive ucraine nel prossimo futuro. Mentre parliamo, L’Ucraina continua a incanalare le forze nell’asse Bakhmut.
Al momento attuale, la posizione dell’Ucraina intorno a Bakhmut si è gravemente deteriorata, con le forze russe (in gran parte fanteria Wagner supportata dall’artiglieria dell’esercito russo) che stanno facendo progressi sostanziali su entrambi i fianchi della città. Sul fianco settentrionale, la cattura di Soledar ha spinto le linee russe a breve distanza dalle autostrade nord-sud, mentre la cattura quasi simultanea di Klishchiivka sul fianco meridionale ha spinto le linee del fronte al passo di Chasiv Yar (saldamente nelle retrovie operative di Bakhmut).
Gli ucraini non sono attualmente circondati, ma il continuo strisciare delle posizioni russe sempre più vicino alle restanti autostrade è facilmente distinguibile. Attualmente, le forze russe hanno posizioni entro due miglia da tutte le restanti autostrade. Ancora più importante, la Russia ora controlla le alture sia a nord che a sud di Bakhmut (la città stessa si trova in una depressione circondata da colline) dando alla Russia il controllo del fuoco su gran parte dello spazio di battaglia.
Attualmente prevedo che la Russia eliminerà la linea difensiva Bakhmut-Siversk entro la fine di marzo. Nel frattempo, la denudazione delle forze ucraine su altri assi solleva la prospettiva di offensive russe decisive altrove.
Al momento, il fronte consiste approssimativamente di quattro assi principali (il plurale di asse, non l’attrezzo a lama), con consistenti agglomerati di truppe ucraine. Questi consistono, da sud a nord, degli assi Zaporozhia, Donetsk, Bakhmut e Svatove (vedi mappa sotto). Lo sforzo di rafforzare il settore di Bakhmut ha notevolmente diluito la forza ucraina su questi altri settori. Sul fronte Zaporozhia, ad esempio, ci sono potenzialmente solo cinque brigate ucraine sulla linea al momento.
Al momento, la maggior parte della potenza di combattimento russa non è impegnata, e sia le fonti occidentali che quelle ucraine stanno (tardivamente) diventando sempre più allarmate dalla prospettiva di un’offensiva russa nelle prossime settimane. Attualmente, l’intera posizione ucraina nell’est è vulnerabile perché è, in effetti, un enorme saliente, vulnerabile agli attacchi da tre direzioni.
Due obiettivi di profondità operativa, in particolare, hanno il potenziale per distruggere la logistica e il sostegno ucraini. Questi sono, rispettivamente, Izyum nel nord e Pavlograd nel sud. Una spinta russa lungo la riva occidentale del fiume Oskil verso Izyum avrebbe simultaneamente minacciato di tagliare e distruggere il raggruppamento ucraino sull’asse Svatove (S sulla mappa) e tagliare la vitale autostrada M03 da Kharkov. Raggiungere Pavlograd, d’altra parte, isolerebbe completamente le forze ucraine intorno a Donetsk e interromperebbe gran parte del transito ucraino attraverso il Dneiper.
Il Piano Big Serge (Mappa da me)
Sia Izyum che Pavlograd sono a circa 70 miglia dalle linee di partenza di una potenziale offensiva russa, e quindi offrono una combinazione molto allettante – essendo entrambi operativamente significativi e relativamente gestibili. A partire da ieri, abbiamo iniziato a vedere l’avanzata russa sull’asse Zaporozhia. Mentre questi consistono, al momento, principalmente in ricognizioni in forze che spingono nella “zona grigia” (quell’ambiguo fronte interstiziale), RUMoD ha rivendicato diversi insediamenti presi, che potrebbero presagire una vera spinta offensiva in questa direzione. Il punto chiave sarebbe un assalto russo a Orikhiv, che è una grande città con una vera guarnigione ucraina. Un attacco russo qui indicherebbe che è in corso qualcosa di più di un attacco probante.
A volte è difficile analizzare la differenza tra ciò che prevediamo accadrà e ciò che vogliamo che accada. Questo, certamente, è ciò che sceglierei se fossi responsabile della pianificazione russa: un viaggio verso sud lungo la riva occidentale del fiume Oskil sull’asse Kupyansk-Izyum e un attacco simultaneo verso nord oltre Zaporozhia verso Pavlograd. In questo caso, credo che semplicemente schermare Zaporozhia a breve termine sia preferibile a impantanarsi in una battaglia urbana lì.
Se la Russia tenterà davvero di farlo, non lo sappiamo. La sicurezza operativa russa è molto migliore di quella dell’Ucraina o delle loro forze delegate (Wagner e la milizia LNR / DNR), quindi sappiamo molto meno degli schieramenti della Russia che dell’Ucraina. Indipendentemente da ciò, sappiamo che la Russia gode di una forte preponderanza di potenza di combattimento, e ci sono succosi obiettivi operativi nel raggio d’azione.
Per favore, signore, voglio ancora un po’
La visione a volo d’uccello di questo conflitto rivela un’affascinante meta-struttura della guerra. Nella sezione precedente, sostengo una visione del fronte strutturato intorno alla Russia che progressivamente sfonda le cinture difensive ucraine sequenziali. Penso che un simile tipo di struttura narrativa progressista si applichi all’aspetto della generazione della forza di questa guerra, con la Russia che distrugge una sequenza di eserciti ucraini.
Permettetemi di essere un po’ più concreto. Mentre l’esercito ucraino esiste almeno parzialmente come un’istituzione continua, il suo potere di combattimento è stato distrutto e ricostruito più volte a questo punto attraverso l’assistenza occidentale. È possibile identificare più fasi – cicli di vita, se si vuole – :
Nei primi mesi della guerra, l’esercito ucraino esistente fu per lo più spazzato via. I russi hanno distrutto gran parte delle forniture indigene ucraine di armi pesanti e hanno distrutto molti quadri al centro dell’esercito professionale ucraino.
Sulla scia di questa frantumazione iniziale, la forza di combattimento ucraina è stata puntellata trasferendo praticamente tutte le armi d’epoca sovietiche nelle scorte dei paesi dell’ex Patto di Varsavia. Ciò ha trasferito veicoli e munizioni sovietiche, compatibili con le capacità ucraine esistenti, da paesi come la Polonia e la Repubblica Ceca, ed è stato in gran parte completato entro la fine della primavera 2022. All’inizio di giugno, ad esempio, le fonti occidentali stavano ammettendo che le scorte sovietiche erano state prosciugate.
Con le scorte del Patto di Varsavia esaurite, la NATO ha iniziato a sostituire le capacità ucraine distrutte con equivalenti occidentali in un processo iniziato durante l’estate. Di particolare rilievo erano obici come l’americano M777 e il francese Caesar.
La Russia ha essenzialmente combattuto più iterazioni dell’esercito ucraino – distruggendo la forza prebellica nei primi mesi, poi combattendo unità che sono state riempite dalle scorte del Patto di Varsavia, e ora sta degradando una forza che dipende in gran parte dai sistemi occidentali.
Ciò ha portato all’ormai famoso Intervista con l’Economist in cui chiese molte centinaia di carri armati principali, veicoli da combattimento di fanteria e pezzi di artiglieria. In effetti, ha chiesto ancora un altro esercito, poiché i russi sembrano continuare a distruggere quelli che ha.
Voglio notare alcune aree particolari in cui le capacità dell’Ucraina sono chiaramente degradate oltre livelli accettabili, e osservare come questo si collega allo sforzo della NATO per sostenere lo sforzo bellico ucraino.
In primo luogo, l’artiglieria.
La Russia ha dato priorità all’azione di controbatteria per molte settimane e sembra avere un grande successo nella caccia e nella distruzione dell’artiglieria ucraina.
Sembra che questo coincida parzialmente con l’implementazione di nuovi sistemi di rilevamento della controbatteria “Penicillin”. Questo è un nuovo strumento piuttosto pulito nell’arsenale russo. La guerra di controbatteria consiste generalmente in un pericoloso tango di cannoni e sistemi radar. Il radar di controbatteria ha il compito di rilevare e localizzare i cannoni nemici, in modo che possano essere distrutti dai propri tubi – il gioco è approssimativamente analogo alle squadre nemiche di cecchini (l’artiglieria) e osservatori (il radar) che tentano di cacciarsi a vicenda – e, naturalmente, ha senso sparare anche ai sistemi radar dell’altra parte, per accecarli, per così dire.
Il sistema Penicillina offre nuove potenti capacità alla campagna di controbatteria della Russia perché rileva le batterie di artiglieria nemiche non con il radar, ma con la localizzazione acustica. Invia un boom di ascolto che, in coordinamento con alcuni componant terrestri, è in grado di localizzare i cannoni nemici attraverso il rilevamento sismico e acustico. Il vantaggio di questo sistema è che, a differenza di un radar di controbatteria, che emette onde radio che rivelano la sua posizione, il sistema Penicillina è passivo – semplicemente si siede fermo e ascolta, il che significa che non offre un modo semplice per il nemico di localizzarlo. Di conseguenza, nella guerra di controbatteria, l’Ucraina attualmente non ha un buon modo per accecare (o meglio, assordare) i russi. Inoltre, le capacità di controbatteria russa sono state aumentate da un maggiore uso del drone Lancet contro le armi pesanti.
Il boom acustico della penicillina ascolta il suono dei cannoni nemici
Tutto questo per dire, la Russia ha distrutto un bel po ‘di artiglieria ucraina ultimamente. il Ministero della Difesa russo ha sottolineato il successo della controbatteria. Ora, so che a questo punto stai pensando, “perché dovresti fidarti del Ministero della Difesa russo?” Abbastanza giusto – fidiamoci ma verifichiamo.
Il 20 gennaio, la NATO ha convocato una riunione presso la base aerea di Ramstein in Germania, sullo sfondo di un nuovo massiccio pacchetto di aiuti messi insieme per l’Ucraina. Questo pacchetto di aiuti contiene, ecco, un’enorme quantità di pezzi di artiglieria. Secondo i miei calcoli, gli aiuti annunciati questa settimana comprendono quasi 200 tubi di artiglieria. Diversi paesi, tra cui Danimarca ed Estonia, sono mandando l’Ucraina letteralmente tutti i suoi obici. Chiamatemi pazzo, ma dubito seriamente che diversi paesi deciderebbero spontaneamente, esattamente nello stesso momento, di inviare all’Ucraina il loro intero inventario di pezzi di artiglieria se l’Ucraina non affrontasse livelli di crisi di perdite di artiglieria.
Inoltre, gli Stati Uniti hanno adottato misure nuove e senza precedenti per fornire all’Ucraina proiettili. Proprio nell’ultima settimana, si sono immersi nella sua scorte in Israele e Corea del Sud, tra le notizie secondo cui le azioni americane sono in crescitao impoverito che impiegheranno più di un decennio per ricostituire.
Esaminiamo le prove qui e vediamo se possiamo trarre una conclusione ragionevole:
I funzionari ucraini ammettono che la loro artiglieria è superata di 9 a 1 nei settori critici del fronte.
La Russia schiera un sistema di controbatteria all’avanguardia e un numero maggiore di droni Lancet.
Il Ministero della Difesa russo afferma di aver cacciato e distrutto i sistemi di artiglieria ucraini in gran numero.
La NATO si è affrettata a mettere insieme un massiccio pacchetto di sistemi di artiglieria per l’Ucraina.
Gli Stati Uniti stanno razziando scorte critiche schierate in avanti per rifornire l’Ucraina di granate.
Personalmente penso che sia ragionevole, alla luce di tutto ciò, supporre che il braccio di artiglieria dell’Ucraina sia stato in gran parte distrutto e che la NATO stia tentando di ricostruirlo ancora una volta.
Il mio regno per un carro armato
Il principale punto di contesa nelle ultime settimane è stato se la NATO darà o meno all’Ucraina i principali carri armati. Zaluzhny ha accennato a un parco di carri armati ucraini gravemente impoverito nella sua intervista con l’Economist, in cui ha perorato centinaia di MBT. La NATO ha tentato di fornire un soluzione tampone dando all’Ucraina vari veicoli corazzati come il Bradley IFV e lo Stryker, che ripristinano una certa mobilità, ma dobbiamo dire inequivocabilmente che questi non sono in alcun modo sostituti degli MBT, e sono molto inferiori sia in termini di protezione che di potenza di fuoco. Il tentativo di utilizzare Bradleys, ad esempio, nel ruolo MBT non funzionerà.
Buongiorno
Finora, sembra che l’Ucraina riceverà una piccola manciata di carri armati Challenger dalla Gran Bretagna, ma si parla anche di donare Leopards (marca tedesca), Abrams (americano) e Leclercs (francese). Come al solito, l’impatto sul campo di battaglia dell’Ucraina che riceve carri armati è stato sia ampiamente sopravvalutato (sia dagli imbonitori ucraini che dai russi pessimisti) che sottovalutato (dai trionfalisti russi). Suggerisco una via di mezzo.
Il numero di carri armati che possono essere ragionevolmente dati all’Ucraina è relativamente basso, semplicemente a causa dell’onere di addestramento e sostegno. Tutti questi carri armati utilizzano munizioni diverse, parti speciali e richiedono un addestramento specializzato. Non sono il tipo di sistemi che possono essere semplicemente spinti fuori dal lotto e direttamente in combattimento da un equipaggio non addestrato. La soluzione ideale per l’Ucraina sarebbe quella di ricevere solo Leopard A24, in quanto questi potrebbero essere disponibili in numero decente (forse un paio di centinaia), e almeno sarebbero standardizzati.
Un leopardo turco bruciato in Siria
Dovremmo anche notare, naturalmente, che questi carri armati occidentali non sono suscettibili di cambiare le regole del gioco sul campo di battaglia. Il Gattopardo già ha mostrato i suoi limiti in Siria sotto l’operazione turca. Nota la seguente citazione da questo articolo del 2018:
“Dato che i carri armati sono ampiamente gestiti da membri della NATO – tra cui Canada, Paesi Bassi, Danimarca, Grecia e Norvegia – è particolarmente imbarazzante vederli così facilmente distrutti dai terroristi siriani quando ci si aspetta che corrispondano all’esercito russo”.
In definitiva, il Leopard è un MBT abbastanza banale progettato nel 1970 surclassato dal russo T-90. Non è un terribile pezzo di equipaggiamento, ma non è certo un terrore sul campo di battaglia. Subiranno perdite e saranno attratti proprio come lo era il parco carri armati dell’Ucraina prima della guerra. Tuttavia, ciò non cambia il fatto che un esercito ucraino con alcune compagnie di leopardi sarà più potente di uno senza di loro.
Penso che sia giusto dire che le seguenti tre affermazioni sono tutte vere:
Ricevere un sacco misto di carri armati occidentali creerà un difficile carico di addestramento, manutenzione e sostentamento per l’Ucraina.
I carri armati occidentali come il Leopard hanno un valore di combattimento limitato e saranno distrutti come qualsiasi altro carro armato.
I carri armati occidentali aumenteranno la potenza di combattimento dell’esercito ucraino finché saranno sul campo.
Ora, detto questo, a questo punto non sembra che la NATO voglia dare all’Ucraina i principali carri armati. In un primo momento è stato suggerito che i serbatoi dallo stoccaggio potrebbero essere rispolverati e dati a Kiev, ma il produttore ha dichiarato cheQuesti veicoli non sono funzionanti e non sarebbero pronti per il combattimento fino al 2024. Ciò lascia solo la possibilità di immergersi direttamente nei parchi carri armati della NATO, cosa che finora sono reticenti a fare.
Perché? Il mio suggerimento sarebbe semplicemente che la NATO non crede nella vittoria ucraina. L’Ucraina non può nemmeno sognare di rimuovere la Russia dalla sua posizione senza un’adeguata forza corazzata, e quindi la reticenza a consegnare i carri armati suggerisce che la NATO pensa che questo sia comunque solo un sogno. Invece, continuano a dare priorità alle armi che sostengono la capacità dell’Ucraina di combattere una difesa statica (da qui, le centinaia di pezzi di artiglieria) senza indulgere in voli di fantasia su una grande spinta corazzata ucraina in Crimea.
Tuttavia, data l’intensa febbre di guerra che si è accumulata in Occidente, è possibile che lo slancio politico ci imponga la scelta. È possibile che abbiamo raggiunto il punto in cui la coda agita il cane, che la NATO è intrappolata nella sua stessa retorica di sostegno inequivocabile fino a quando l’Ucraina non ottiene una vittoria totale, e potremmo ancora vedere i Leopard 2A4 bruciare nella steppa.
-Riassunto: La morte di uno stato
L’esercito ucraino è estremamente degradato, avendo subito perdite esorbitanti sia in uomini che in armi pesanti. Credo che i KIA ucraini si stiano avvicinando a 150.000 a questo punto, ed è chiaro che i loro inventari di tubi di artiglieria, proiettili e veicoli corazzati sono in gran parte esauriti.
Mi aspetto che la linea difensiva Bakhmut-Siversk venga liberata prima di aprile, dopo di che la Russia si spingerà verso l’ultima (e più debole) cintura difensiva intorno a Slavyansk. Nel frattempo, la Russia ha una significativa potenza di combattimento in riserva, che può essere utilizzata per riaprire il fronte settentrionale sulla riva occidentale dell’Oskil e riavviare le operazioni offensive a Zaporozhia, mettendo la logistica ucraina in pericolo critico.
Questa guerra sarà combattuta fino alla sua conclusione sul campo di battaglia e finirà con una decisione favorevole per la Russia.
-Coda: una nota sui colpi di stato
Sentiti libero di ignorare questo segmento, poiché è un po ‘più nebuloso e non concretamente correlato agli eventi in Ucraina o in Russia.
Abbiamo visto molte voci divertenti sui colpi di stato in entrambi i paesi – Putin ha un cancro ai piedi e il suo governo crollerà, Zelensky sarà sostituito con Zaluzhny, e così via. Patrioti in controllo e tutta quella roba buona.
In ogni caso, ho pensato di scrivere in generale sul perché i colpi di stato e le rivoluzioni non sembrano mai portare a regimi democratici simpatici e coccolosi, ma invece portano quasi sempre al passaggio del controllo politico ai servizi militari e di sicurezza.
La risposta, si potrebbe pensare, è semplicemente che questi uomini hanno le armi e il potere di accedere alle stanze importanti in cui vengono prese le decisioni, ma non è solo questo. Si riferisce anche a un concetto nella teoria dei giochi chiamato Punti di Schelling.
Un punto di Schelling (dal nome del gentiluomo che ha introdotto il concetto, un economista di nome Thomas Schelling) si riferisce alla soluzione che le parti scelgono dato uno stato di incertezza e nessuna capacità di comunicare. Uno degli esempi classici per illustrare il concetto è un gioco di coordinazione. Supponiamo che a te e a un’altra persona vengano mostrati quattro quadrati: tre sono blu e uno è rosso. A ciascuno di voi viene chiesto di scegliere un quadrato. Se entrambi selezionate la stessa piazza, riceverete un premio in denaro, ma non siete in grado di parlare tra voi delle vostre scelte. Come scegliere? Bene, la maggior parte delle persone sceglie razionalmente il quadrato rosso, semplicemente perché è evidente – si distingue, e quindi presumi che anche il tuo partner sceglierà questo quadrato. Il quadrato rosso non è migliore, di per sé, è solo ovvio.
In uno stato di turbolenza politica, o addirittura di anarchia, il sistema lavora su punti Schelling – figure e istituzioni ovvie che irradiano autorità, e sono quindi la scelta cospicua di assumere il potere e impartire ordini.
I bolscevichi, per esempio, lo capivano molto bene. Subito dopo aver dichiarato il loro nuovo governo nel 1917, inviarono commissari nei vari edifici per uffici a San Pietroburgo dove avevano sede le burocrazie zariste. Trotsky si presentò notoriamente al palazzo del ministero degli esteri una mattina e annunciò semplicemente che era il nuovo ministro degli esteri. I dipendenti ridevano di lui – chi era? Come ha fatto a presumere di essere al comando? – ma per Trotsky il punto era insinuarsi su un punto di Schelling. Nello stato di anarchia che cominciò a diffondersi in Russia, la gente naturalmente cercava un ovvio punto focale dell’autorità, e i bolscevichi si erano abilmente posizionati come tali rivendicando il controllo sugli uffici e sui titoli burocratici. Dall’altra parte del conflitto civile, l’opposizione politica ai bolscevichi si raggruppava attorno agli ufficiali dell’esercito zarista, perché anche loro erano punti di Schelling, in quanto avevano già titoli e posizioni all’interno di una gerarchia esistente.
Tutto questo per dire che in caso di colpo di stato o di collasso dello Stato, i nuovi governi non si formano praticamente mai sui generis – nascono sempre da istituzioni e gerarchie preesistenti. Perché, quando l’Unione Sovietica cadde, l’autorità politica passò alle Repubbliche? Perché queste Repubbliche erano punti di Schelling – rami che si possono afferrare per sicurezza in un fiume caotico.
Dico questo semplicemente perché sono stanco di storie fantasmagoriche sulla liquidazione del regime in Russia e persino sulla dissoluzione territoriale. La caduta del governo di Putin non porterà e non può portare a un regime acquiescente, adiacente all’Occidente, perché non ci sono istituzioni di potere reale in Russia che sono così disposte. Il potere cadrebbe sui servizi di sicurezza, perché sono punti di Schelling, ed è lì che va il potere.”
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Cagliostro, Tracia e Adriano, ho tradotto e copiato l’articolo di cui non si riusciva a inviare il link e l’ho inviato, poco fa.
Ora aspettiamo che venga “liberato” dalla moderazione… è lunghissimo, ma interessante ed esauriente.
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Grazie Anail, il più esauriente mai letto negli ultimi mesi
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Avuto l’ok per i tank ora… chiede i caccia.
Quando arriveranno anche quelli restera’ solo l’ultimo passetto:
la richiesta di bombe atomiche.
Dajjjjjjjeeeeee
https://www.corriere.it/esteri/23_gennaio_26/zelensky-tank-caccia-alleati-1187206e-9d92-11ed-9f51-64dfca2771aa.shtml
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Sempre Gaiani, nell’editoriale di oggi su Analisi Difesa, sintetizza la situazione attuale in modo semplice e realistico.
“””
Con un po’ di malizia non è difficile ipotizzare che la “bolla mediatica” sviluppatasi in questi giorni intorno alle forniture di carri occidentali (in numeri limitati e che vedremo sul campo di battaglia tra diversi mesi) avesse lo scopo di lanciare un messaggio incoraggiante alle forze di Kiev e soprattutto di nascondere all’opinione pubblica occidentale i rovesci e le perdite senza precedenti che stanno subendo (e di cui quasi nessuno parla).
Non sembra certo essere un caso la poca o nulla visibilità che ha avuto in queste ore la ben più importante notizia che gli ucraini hanno ammesso, dopo una settimana, di aver perduto il controllo di Soledar.
Dopo averlo a lungo negato Serhiy Cherevaty, portavoce del comando orientale delle forze armate dell’Ucraina, ha dichiarato che “per preservare la vita del personale, le forze di difesa si sono allontanate da Soledar e si sono trincerate sulle linee di difesa prestabilite”, ha spiegato aggiungendo che “hanno assolto il compito: non hanno permesso al nemico di sfondare sistematicamente il fronte a Donetsk”.
I russi stanno avanzando oltre Soledar, minacciando direttamente Bakhmut e arrivando a meno di 20 chilometri da Siversk. Secondo diverse fonti militari le truppe di Kiev avrebbero iniziato a ritirarsi anche da Bakhmut onde evitare di venire circondate. L’intera seconda linea difensiva nella regione di Donetsk sembra sul punto di cedere mentre gli ucraini preparano trincee a Kramatorsk e Slovyansk, ultimi baluardi nella regione di Donetsk.
La notizia prioritaria di questi giorni è che i russi hanno ripreso l’iniziativa e dopo mesi di ritirate e trinceramenti in posizioni difensive sono ripartiti all’attacco guadagnando terreno nel Donbass e nella regione di Zaporizhzhia dove sono arrivati a 40 chilometri dall’omonima città.
@GianandreaGaian
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Articolo con numerosi video di civili RAPITI dai democratici ucronazi per farne carne da cannone.
https://southfront.org/war-to-last-ukrainian-accelerates-pressgangs-kidnap-men-for-front-overview-videos/
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